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Sfide e nuove opportunità per il benessere in azienda: quale spazio per lo smart working?
Welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro: una ricerca sulle PMI emiliano-romagnole
Il capitolo sintetizza gli esiti di una ricerca che ha approfondito la diffusione del welfare aziendale e dei servizi di conciliazione vita-lavoro all’interno delle piccole e medie imprese in Emilia Romagna. Sono state anche esaminate le reti e le collaborazioni avviate tra PMI e attori collettivi nell’implementazione del welfare aziendale, identificando le esperienze più significative. L’obiettivo dell’indagine è stato quello di indagare e illustrare la diffusione dei piani di welfare tra le aziende medio-piccole e le caratteristiche dell’offerta di prestazioni e benefit, anche al fine di individuare aree innovative di intervento sviluppate grazie all’apporto del mondo imprenditoriale e degli stakeholder che operano sul territorio.
Dalla survey è emersa in particolare una certa diffusione dei dispositivi di welfare aziendale, tuttavia concentrati in ambiti più tradizionali e già previsti dalla contrattazione collettiva (formazione e sanità integrativa), meno in altre aree come la conciliazione vita-lavoro, il sostegno al reddito, la previdenza complementare o la long term care. Dai dati emerge una correlazione tra l’appartenenza ad un’associazione di imprese e la disponibilità a partecipare a una rete al fine di ampliare i servizi di welfare. Si tratta di una prospettiva di grande interesse per gli stakeholder locali che mostra che quando le imprese sono legate ad un’entità collettiva, mostrano una maggiore propensione a mettere in comune risorse ai fini di prospettive di sviluppo
La crisi pandemica e le nuove sfide al welfare state
Il Capitolo propone un’analisi delle nuove sfide al sistema di protezione sociale italiano, alla luce delle recenti conseguenze della pandemia di Covid-19, che hanno messo in evidenza le già note fragilità sociali ed economiche del sistema di welfare italiano.
Il Capitolo ricostruisce lo stato di salute, in divenire, del primo welfare ripercorrendo l’evoluzione della spesa pubblica sociale in 7 aree cruciali per il nostro sistema di protezione sociale: sanità, invecchiamento e non autosufficienza, politiche del lavoro, famiglia e infanzia, contrasto alla povertà, politiche abitative, immigrazione e accoglienza. I dati proposti mostrano come le distorsioni distributive e funzionali del welfare state italiano - sbilanciato sul fronte previdenziale - si ripercuotano in particolare sulla spesa destinata a famiglie, povertà, lavoro, casa e accoglienza. E nonostante la nostra spesa propenda a favore della vecchiaia e delle pensioni, essa appare inadeguata a far fronte ai crescenti bisogni degli anziani, sempre più fragili e soli.
Nonostante i numerosi tentativi di riforma del welfare che si sono susseguiti negli ultimi anni - che recentemente hanno raggiunto anche traguardi importanti in ambiti come la lotta alla povertà (ad esempio con l’introduzione del Reddito di Cittadinanza) e sostegno alla famiglia (con l’Assegno Unico Universale per i Figli), ulteriori interventi sono necessari per raggiungere le aree di bisogno più scoperte. La pandemia può allora rappresentare un punto di svolta per rinnovare i sistemi di welfare, locali e nazionali, adeguandoli ai bisogni sociali emergenti: in questo contesto possiamo inoltre aspettarci che il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza acquisisca centralità e rilevanza.
Nelle conclusioni si offrono spunti di riflessione rispetto alle prospettive, presenti e future, del welfare state e del suo graduale assestamento, su impulso dell’azione combinata del Governo e del secondo welfare
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