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Le analisi archeozoologiche nel sito di Cattolica – Centro VGS (RN)
Lo studio archeozoologico effettuato sulle faune
provenienti dall’”area di macellazione” del sito di
Cattolica - centro VGS consente di delineare un
primo quadro ricostruttivo dell’economia animale
praticata, nell’attesa del progredire delle indagini
allargate alle faune provenienti dai contesti abitativi.
L’indagine di questa ampia area di scarico di
materiale, unita allo studio di dettaglio dei riempimenti
dei fossati, che si configurano come naturali
punti di accumulo di resti non solo faunistici, pone
in evidenza uno sfruttamento strategico delle risorse
animali volto all’ottenimento di alti quantitativi di
carne a scapito, sembra, dei prodotti secondari.
L’analisi dell’intero complesso faunistico ascrivibile al Bronzo antico mostra
un’economia animale incentrata sullo sfruttamento degli
animali domestici di taglia medio-piccola
Le analisi archeozoologiche nel sito di Riccione –Ipercoop
L’analisi faunistica del sito di Riccione - Ipercoop
in località Podere ex conti Spina è stata condotta
sulla totalità del campione faunistico che
contava poco meno di 200 resti, un campione
quindi piuttosto esiguo di materiali, spesso provenienti
da strutture chiuse, quali fosse e pozzi, dell’area
produttiva a sud dell’abitato collocato,
invece, in un altro settore di scavo.
A Riccione l’andamento della mortalità dei
gruppi animali sembra comunque avvalorare, nonostante
il ridotto campione faunistico, l’ipotesi
dell’esistenza di ben precise scelte economiche.
Si registra infatti la preferenza ad abbattere soggetti
adulti per quanto riguarda gli ovicaprini, al
fine di sfruttarli per la lana, e giovani o giovaniadulti
per quanto riguarda i maiali, abbattendo
così i costi di mantenimento ed ottenendo ottima
carne
Evoluzione del sistema delle imprese e dell'innovazione territoriale dell'Emilia-Romagna
Studio realizzato da Microsoft in collaborazione con l’Amministrazione Regionale, Università di Ferrara, IFOA, UnionCamere e NetConsulting allo scopo di individuare i bisogni di un territorio, quale la Regione Emilia-Romagna, caratterizzato da dinamicità e innovazione e partire da questi per progettare risposte specifiche per le imprese
La fauna dell’età del bronzo della Rocca di Bazzano
Si presentano i materiali osseo faunistici relativi a diversi scavi e raccolte pertinenti all'abitato dell'Età del Bronzo di Bazzano
Il cibo dei morti: offerte alimentari dalla necropoli di Monterenzio Vecchio (Bologna)
Il rinvenimento di ossa animali all’interno delle sepolture può derivare, in molti casi, dalla deposizione volontaria e rituale di offerte alimentari per il defunto. Numerosi sono, infatti, i popoli e le culture del passato che esprimevano attraverso le deposizioni di alimenti nelle tombe il bisogno di proseguire nell’aldilà tutte le attività quotidiane, basate sul modello di vita terrena, e di cui il bisogno di nutrirsi rappresentava una necessità primaria. In questo studio saranno presentati gli aspetti metodologici ed i risultati della ricerca archeozoologica condotta sulle 39 tombe della necropoli etrusco-celtica di Monterenzio Vecchio (BO). Dallo studio dei resti ossei è emersa un’altissima standardizzazione nelle pratiche di preparazione delle carni e nella loro deposizione nelle tombe, sempre costituite da porzioni del costato di un solo maiale ucciso in età giovanile. La distribuzione dei resti ossei, l’assenza di evidenti tracce di scarnificazione sulle ossa e la presenza di tracce di cottura esclude che si tratti di scarti o di avanzi di un ipotetico banchetto funebre.
La correlazione spaziale e funzionale dei dati ricavabili dall’analisi faunistica e tafonomica, e le caratteristiche tipologiche delle strutture tombali e dei relativi corredi, ha permesso di evidenziare forti connotazioni simboliche connesse al rituale funerario non ché l’esistenza di un ben determinato “cibo dei morti”
New Evidence for Dog Butchering from Prehistoric Coastal Sites in the Sultanate of Oman
Cynophagy is well documented from the archaeological record in different regions worldwide.
Despite a subsistence economy mainly centred on marine resources complemented with land
mammals (either wild or domesticated), the coastal prehistoric sites of the Oman Peninsula
have a high percentage of dog bones with traces of burning and butchery. In Oman, this practice
is first proven in the Capital Area during the late fifth millennium BCE. In the Sharquiyyah
region, previous studies confirmed evidence for dog-meat eating during the third millennium
BCE at Ra’s al-Hadd HD-1 and HD-6. This practice can be now dated back to the late
fourth millennium BCE on the basis of new data generated by recent excavations at Ra’s al-
Hadd HD-5 and Ra’s al-Khabba KHB-1.
This paper presents in detail these new data and their archaeological context, embedding
them in the wider perspective of local subsistence economies. Framing this evidence with contextual
archaeological, environmental and ecological data will provide a better understanding
of the adaptive strategies developed by prehistoric groups on the shorelines of eastern Arabia.
Dog meat eating might have compensated for a temporarily poor diet low in proteins and fat,
designing a precise subsistence strategy influenced by climatic and seasonal factors. The earliest
evidence for dog meat eating in the Oman Peninsula can thus be considered a particular
adaptation of semi-sedentary fishermen in a phase of increasing sedentarism during the fifth
and also in the fourth millennium BCE
Considerazioni sull’economia di allevamento nella Romagna durante l’età del Bronzo
Le indagini archeologiche ed archeozoologiche condotte negli ultimi anni in Emilia orientale e in Romagna hanno permesso di chiarire il ruolo di un territorio che va mostrandosi sempre più strategico all’interno delle dinamiche del popolamento dell’età del Bronzo in ambito padano. I resti faunistici recentemente analizzati provenienti da nuove realtà archeologiche del territorio romagnolo, fra cui spiccano i siti di Cattolica, Solarolo
e Riccione presentati in questo volume, hanno permesso
di chiarire, uniti ai dati noti in letteratura, alcuni aspetti dell’economia di sussistenza.
Quello che emerge dall’osservazione del dato archeozoologico è il ruolo di primaria importanza svolto dall’allevamento all’interno del sistema economico.
Come si evince dai rapporti percentuali delle specie domestiche per i principali siti dell’area romagnola è possibile notare come, accanto ovviamente a percentuali sempre molto basse di cani e cavalli che verosimilmente non rientravano all’interno della sfera alimentare, la
composizione faunistica relativa ai principali animali
domestici (maiali, ovicaprini e buoi) varia, anche
notevolmente, da sito a sito
La fauna del pozzo Casini
Viene presentata la revisione dei materiali faunistici riferibili al Pozzo Casini esposti nel Museo Civico di Bazzano
Le analisi archeozoologiche nel sito di Solarolo – via Ordiere
Si presentano le indagini faunistiche finora condotte nel sito di Solarolo - via Ordiere.
I nuovi studi stanno via via aggiungendo nuovi tasselli al complesso mosaico dell’economia di sussistenza degli abitati dell’età del Bronzo in
territorio emiliano e romagnolo, ma la straordinaria potenzialità del
contesto è data soprattutto dall’enorme quantitativo di materiale
faunistico che si sta recuperando grazie a sistematiche ed estensive
campagne di scavo frutto della collaborazione fra il Dipartimento di
Archeologia dell’Università di Bologna e la Soprintendenza per i
Beni Archeologici dell’Emilia Romagna
Studi archeozoologici ad Hergla (Tunisia): il sito di Sebkhet Halk el Menjel (SHM-1)
L’analisi condotta su oltre 15.000 resti faunistici recuperati dal sito SHM-1, nella laguna di Sebkhet Halk el Menjel (Hergla, Sousse - Tunisia) databile tra la fine del VII ed il VI millennio a.C., ha permesso di caratterizzare alcuni peculiari aspetti dell’economia di sussistenza delle locali popolazioni preistoriche che risultava principalmente legata alle attività venatorie e di raccolta.
Sono stati determinati resti di bovidi selvatici di grandi dimensioni (Bos primigenius e Syncerus caffer), di medio-grandi dimensioni (Alcelaphus buselaphus e Oryx sp.) e di medio-piccole dimensioni, rappresentati prevalentemente da gazzelle e altri antilopi.
Altri grandi mammiferi sono testimoniati da scarsi resti di rinoceronte bianco, di giraffa ed ippopotamo. Sono poi presenti resti di piccoli mammiferi, soprattutto lagomorfi, di felidi (Caracal caracal e Leptailurus serval) e canidi. Completano il campione faunistico: pesci, tra cui predominano gli sparidi; testuggini palustri, anfibi e rari uccelli.
Lo studio archeozoologico comprende, inoltre, l’analisi dell’industria su osso consistente in circa 80 reperti, la maggior parte costituita da strumenti perforanti. Su tutti gli strumenti sono riscontrabili evidenti tracce di lisciature e levigature, o presentano angoli smussati o troncati intenzionalmente durante le fasi di preparazione
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