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    Céline lecteur de Baudelaire: “Recueillement”

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    Questo saggio, che studia la presenza del sonetto "Recueillement" in "Voyage au bout de la nuit" e "Mort à crédit" di Céline, fa parte di un progetto di ricerca dedicato alla propagazione del testo baudelairiano tra dieci autori del XX secolo

    La figure du médicin dans l'oeuvre de Paul Valéry

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    La dimensione scientifica del pensiero di Valéry è stata oggetto di numerosi studi, che non hanno mancato di indagare gli aspetti legati al tema della medicina. Dai primi lavori di René Chardon, Pierre Mauriac e M. Marcailhou d'Aymeric, agli interventi di Reino Virtanen, Jean Bernard o Ludo van Bogaert, la bibliografia sull'argomento si è molto arricchita. Lo ha ribadito Judith Robinson-Valéry in un suo saggio del 1984, nel quale, contro le accuse di dilettantismo avanzate da Edmund Wilson, Édouard Gaède e E.M. Cioran, ha dimostrato come le conoscenze mediche dello scrittore fossero apprezzate da illustri luminari del suo tempo, come Thierry de Martel, Louis Pasteur Vallery-Radot e René Leriche. L'intervento in questione, però, cercherà piuttosto di esaminare il ruolo del medico nella sua opera, il senso di una figura familiare, ossessiva, ricorrente, che torna nei suoi scritti con singolare frequenza

    La Pascua de las comas

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    La prosa più difficile mai composta è forse quella di Mallarmé, perché il suo lavoro non solo provocò, come ha spiegato Walter Benjamin, una rivoluzione del testo sul piano tipografico, ma anche sull’intero sistema della punteggiatura. Opere quali "Crise de vers" o "Quant au livre" mettono in atto una sorta di decomposizione della sintassi francese, o per meglio dire, una moltiplicazione delle sue possibilità

    De quelques possibles résonances gnostiques chez Paul Valéry

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    Le texte cherche de possibles rapports entre la pensée de Paul Valéry et certains éléments gnostiques à partir du personnage de Narcisse, de la notion d’une chute dans le localisé (d’un rejet dans le circonscrit), du thème de l’exil sur la terre (en tant que pays étranger) et finalement de la figure de l’ange. Cette dernière image, centrale dans la poétique valérienne, se révèle strictement liée à la dimension visuelle, à travers un célèbre anagramme sur le processus du regard : « Un ange nage »

    Sull’importanza di tradurre in rima, prefazione a Charles Baudelaire, "Disarmonie Diaboliche. Da «I fiori del Male» e «Lo spleen di Parigi»", scelta e traduzione di Francesco Muzzioli, Lithos, Roma, 2016, pp. 9-15

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    In tutto il corso del XX secolo, le traduzioni di Baudelaire hanno prediletto il verso liberol. Da qui una serie di risultati dal taglio più o meno prosastico, su su fino all’esperimento di Giorgio Caproni, che giunse addirittura a rinunciare al verso. Solo pochi tentarono il ritorno al metro: Luigi De Nardis, in parte Antonio Prete, e soprattutto Gesualdo Bufalino, autore di un vero e proprio tour de force. Ebbene, in certo senso, Francesco Muzzioli si pone appunto nel solco di questo filone minoritario

    pp. 70-79 [“La clessidra”], pp. 96-97 [“Impastando le glottidi”], pp. 114-115 [“Non so se mio fratello mi ha scordato”]

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    I tre testi in versi di Alfred Iarry, che rivoluzionò il teatro francese di fine Ottocento col suo "Ubu roi", rappresentano un esempio di poesia "antilirica, grottesca, ermetica" (Andrea Amerio

    Marcel Proust e la pesatrice di perle preceduto da: Su “Marcel Proust e la pesatrice di perle” (1977-2015)

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    Il saggio ripropone, a quasi quarant'anni dalla sua uscita, il primo articolo pubblicato dall'autore, con una breve prefazione che ne illustra la vicenda editoriale. Come già nel testo del 1977, vengono qui avanzate, partendo da una pagina di Giovanni Macchia, alcune possibili ipotesi circa il legame fra la scrittura di Proust e la pittura di Vermeer all’interno della "Recherche", attraverso il personaggio di Bergotte, colto nel corso della sua visita davanti alla "Veduta di Delft"

    Proust e Céline. La mente e l'odio

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    Fino a che punto uno scrittore può odiarne un altro, che pure non ha mai incontrato di persona? Lo scontro tra Céline e Proust (o, meglio, la battaglia di Céline contro Proust) è l’esempio piú lampante di una contrapposizione da un lato distruttrice, dall’altro produttrice

    Per Jacqueline

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    Si tratta di un brevissimo ricordo di Jacqueline Risset attraverso uno dei suoi testi più letterariamente rappresentativi, "Puissances du sommeil", nel quale, con una personalissima meditazione in sessantadue frammenti a cavallo tra saggio e prosa poetica, la studiosa e scrittrice affronta il tema del rapporto fra sonno e veglia con una particolare attenzione al pensiero di Marcel Proust e Georges Bataille
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