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    Parte seconda.La tradizione orientale. Il pensiero occidentale sui magi

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    La tradizione orientale sui magi, costituita dai Vangeli apocrifi e da un cospicuo insieme di leggende riferibili ad un nucleo iranico zurvanita, costituisce una chiave di interpretazione della figura e della funzione dei magi della letteratura evangelica. Intorno ai magi ruotano narrazioni di profondo significato religioso, velato da elementi simbolici: dalla leggenda del Mons Victorialis, alla tradizione del Cristo medico, al racconto di Marco Polo ed altre che costituiscono un patrimonio culturale notevole, raccolto e rivisitato nella tradizione occidentale, dai Padri della Chiesa a Giovanni da Hildesheim. L'arte ha saputo tradurre e rappresentare tale complessità, come dimostrano gli esempi analizzati, dall'arte paleocristiana al pieno rinascimento. La relazione tra i magi e Cristo, in antitesi con l'Anticristo è probabilmente sottesa all'opera di Bosch

    Dall'Adorazione dei Magi, alla figura della Maestà: l'intreccio delle fonti letterarie e iconografiche

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    Il saggio ripercorre il modificarsi nel tempo dell'iconografia dei Magi nella storia dell'art

    I magi zoroastriani e i segni dei tempi

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    I magi nella cultura zoroastriana e il loro sapere iniziatico, divinatorio, predittivo e scrutatore di segni rivelatori di epoche e di avventi redentivi di Salvator

    43rd NATIONAL CONGRESS OF THE ITALIAN SOCIETY OF MICROBIOLOGY

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    Introduction: Capsaicin (8-methyl-N-vanillyl- 6-nonenamide) is the active component responsible for the fruit pungency of Capsicum plants, cultivated for food and also for medicinal uses since ancient times. Besides its multiple pharmacological and physiological properties (pain relief, cancer prevention, weight reduction, cardiovascular, and gastrointestinal benefits), capsaicin has recently received attention because of its antimicrobial activity and anti-virulence properties. The aim of the present study was to investigate the effects of capsaicin on Streptococcus pyogenes, the most common cause of acute bacterial pharyngotonsillitis. Materials and Methods: The erythromycin-resistant [erm(B)/cMLS], high cell-invasive, and strong biofilm producer S. pyogenes pharyngeal isolate SP1070 was used throughout the study. Capsaicin was purchased from Sigma-Aldrich and stored (10 mg/mL stock solution) in absolute ethanol at -20°C. The MIC and MBC were determined according to the CLSI guidelines. Survival in presence of capsaicin was studied by the live/dead assay. Biofilm formation was tested by a microtiter assay and quantified by measuring the absorbance at 690 nm. Cell experiments were performed using the human alveolar carcinoma A549 cell line. Results: The MIC and the MBC of capsaicin were both 128 μg/mL. In the live/dead assay, several red cells were detected as early as 15 min after incubation with capsaicin at MIC; all cells were red after 60 min of incubation. At capsaicin sub-MICs (1/2– 1/16 × MIC), a significant increase in biofilm production and in the number of streptococci adherent to A549 cells was observed; whereas a strong reduction in the number of intracellular bacteria was detected. Discussion and Conclusions: Our findings reveal that capsaicin has a dual effect on S. pyogenes. High-level capsaicin exerts a bactericidal effect, probably due to the disruption of the cell membrane, this result being in agreement with previous studies on Gram-positive and Gram-negative pathogens; while sub-lethal capsaicin modifies virulence properties in vitro, such as the ability to form biofilm and to adhere/invade epithelial cells. Capsaicin-induced effects on biofilm formation seem to be similar to those observed for a variety of antibiotics that at sub-lethal concentrations can act as agonists of bacterial biofilm production in vitro. Overall, capsaicin-induced effects on S. pyogenes deserve further studies

    Rappresentanza e pariteticità

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    Il contributo commenta la Sezione VII del Capo III del Titolo I del d.lgs. n. 81/2008 che ricomprende le norme sulla rappresentanza collettiva dei lavorator

    La pericope dei Magi nel Vangelo di Matteo

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    L'articolo indaga il significato della presenza dei Magi a Betlemme nel contesto del Vangelo di Matteo, analizzandone la complessità simbolica alla luce dei rapporti tra Israele del I secolo d.C. ed il mondo orientale (soprattutto iranico). L'articolo inoltre passa in rassegna numerosi temi connessi alle tradizioni apocrife relative ai Magi con particolare riguardo per il loro numero, i loro nomi e la loro valenza spirituale nell'ambito dell'azione di propaganda degli evangelizzatori cristiani

    Documentazione

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    Il contributo si concentra sul tema della semplificazione e delle regole sulla documentazione tecnico-amministrativa e le statistiche in materia di salute e sicurezza sul lavor

    Gestione delle emergenze

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    Il contributo affronta il tema della gestione delle emergenze, disciplinato dal Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevede le misure di prevenzione e protezione che i datori di lavoro sono tenuti ad attuare in termini di primo soccorso, lotta antincendio e in caso di pericolo grave e immediat

    Il viaggio dei Magi

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    Il libro presenta quattro interventi che contribuiscono ad approfondire le tematiche legate ai Magi offrendo nuova luce a quanto già consolidato dalla ricerca storica. Nel capitolo introduttivo "I Magi. La storia il mito" Franco Cardini fa il punto della situazione sulla riflessione intorno al tema dei Magi. Stefano Piacenti in "Stella fulgore nimio rutilat. La fortuna scenica dei re Magi" traccia le linee di sviluppo di una breve storia dello spettacolo intorno all'Epifania. Marina Cepeda Fuentes autrice nel saggio "I re Magi nelle tradizioni popolari latine" focalizza l'attenzione sulle tradizioni popolari del mondo latino. Infine Luigi Fioriti in "I Magi nella liturgia" fa un'analisi comparata delle tradizioni liturgiche e paraliturgiche

    Ancora su Marco Polo e i Magi evangelici

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    Studio della notizia riportata da Marco Polo sulla sepoltura dei Magi evangelici in Persia, nella città di Sava, e sulla leggenda raccolta presso gli adoratori del fuoco a Cala Ataperistan, secondo cui il fuoco sacro adorato dagli zoroastriani si sarebbe originato quando uno dei Magi gettò in un pozzo la pietra contenuta nel bossolo che il profeta appena nato, infante di tredici giorni, aveva dato loro in contraccambio dei doni che gli avevano portato. Il problema è quello di ricostruire, se è mai possibile, la forma originaria del testo di Marco Polo, che ci è pervenuto in redazione francese, franco-italiana, latina, toscana. Veneta, veneto-emiliana. Dall’analisi del testo risulta che, se pure non immune da influssi cristiano-occidentali (l’età di 13 giorni di Gesù nel giorno dell’adorazione dei Magi), le notizie di Marco Polo attestano la diffusione di leggende proprie del cristianesimo orientale, prevalentemente di origine siriaca, che in ambiente persiano si adattano alle diverse tradizioni e sensibilità religiose
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