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Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia
Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style
Brain Damage. Psicofotografia come coscienza immaginale
BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie. Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico (“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo. Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale. Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità.BRAIN DAMAGE is made up of four projects; four chapters, "Craving", "Doppelgänger", "Lost in the K-Hole", "Rorschach", focusing on different and autonomous psychological themes, connected to each other by the constant presence of three fundamental elements: lack, desire, suffering. What the author during the many years of research and work could not record instantly, as in the case of "Craving" and "Rorschach", he first imagined it and then portrayed in the manner of "Doppelgänger" and "Lost in the K-Hole". Not only reportage, then, make up the book, but also royalty
Due progetti di Walter Gropius
Il saggio riguarda l'analisi grafica e il ridisegno di due case di Gropius. In particolare Francesco Maggio, coautore, si è occupato dello studio di Casa Wilinsky, progetto eseguito dall'architetto berlinese tra il 1928 e il 1929. La costruzione del modello digitale e l'analisi delle sue rappresentazioni hanno permesso di ricostruire un tassello poco conosciuto dell'architettura contemporanea evidenziandone i contenuti De Stijl
Commento al Titolo IV, Libro XI c.p.p. , in Codice sistematico di procedura penale, a cura di H. Belluta, M. Jaluz, L. Luparia
Commento sistematico delle disposizioni codicistiche relative agli effetti delle sentenze penali straniere e all' esecuzione all'estero delle sentenze penali italiane ( artt, 730- 746
A Multifactorial pattern for the understanding of the psychological development of the child with impaired hearing and its clinical-therapeutic implications
The Authors propose a multifactorial pattern for the understanding of the psychological development of the child with impaired hearing.
According to this pattern the psychological development is determined by a variety of factors that can be regrouped intothree categories:
• family features
• aspects concerning the rehabilitation and the acoustic prosthesis
• social and socio-environmental factors.
In order to apply an effective action it is necessary to consider the interaction of the different factors and to adapt the therapeutic plan to that particular situation
Commento al Titolo IV, Libro XI c.p.p. (Effetti delle sentenze penali straniere. Esecuzione all'estero delle sentenze penali italiane), in Codice sistematico di procedura penale, a cura di H. Belluta, M. Jaluz, L. Luparia.
Commento sistematico, con riferimenti dottrinali e giurisprudenziali, degli artt. 730, 731, 732, 733, 734, 735, 736, 737, 738, 739, 740, 741, 742, 743, 744, 745, 746 c.p.p
Contribution to a Taxonomic Revision of the Sicilian Helichrysum Taxa by PCA Analysis of Their Essential-Oil Compositions
The chemical profile of the essential oils in ten populations of the genus Helichrysum Mill. (Asteraceae), collected in the loci classici of the nomenclatural types of the taxa endemic to Sicily, were analyzed. Our results confirm that the analysis of secondary metabolites can be used to fingerprint wild populations of Helichrysum, the chemical profiles being coherent with the systematic arrangement of the investigated populations in three main clusters, referring to the aggregates of H. stoechas, H. rupestre, and H. italicum, all belonging to the section Stoechadina. The correct nomenclatural designation of the investigated populations is discussed and the following two new combinations are proposed: Helichrysum preslianum subsp. compactum (Guss.) Maggio, Bruno, Guarino, Senatore & Ilardi and Helichrysum panormitanum subsp. latifolium Maggio, Bruno, Guarino, Senatore & Ilardi
Tre progetti di Adolf Loos. Indagare/Disegnare/Ricostruire
Questo studio indaga, attraverso gli strumenti della rappresentazione, tre progetti di case unifamiliari progettate nell’arco di sette anni da Adolf Loos1; in particolare l’analisi riguarda la villa per l’attore Alexander Moissi (1923), la casa per Josephine Baker (1927) e la casa per i coniugi Bojko (1930) di cui esistono poche informazioni grafiche.
Si tratta di progetti del periodo maturo dell’architetto boemo nei quali si manifesta, con diverse declinazioni, il Raumplan, il criterio di definizione spaziale esplicitato attraverso l’organizzazione della pianta nello spazio, che già aveva fatto la sua prima comparsa nel 1922 nel progetto per casa Rufer
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