1,720,974 research outputs found
Un momento di serenità: alle origini di "Taccuino slavo"*
"Taccuino slavo" (1976) non è al vertice della poetica opera omnia di Margherita Guidacci (1921-1992), ma rappresenta un irripetibile momcnto di serenità, prolungato nelľ epistolario (150 lettere circa, fra ľaltro, conservate dalľ autore delľ articolo) e a voce. Rievocando i
soggiorni zagabresi della poetessa, il testimone ~ già sua “guida” - cerca di ravvicinare al pubblico italiano le figure e le opere dei pittori croati (delľ omonimo cielo), rispettivamente del poeta Nikola Šop, quali protagonisti richiamati nella silloge. Dal confronto con ľ amata
E. Dickinson al chiaroscuro esistenziale-metafisico in proprio, la Guidacci, occasionalmente redefinita anche sul piano di poetica, rimane una "lucida sognatrice” del secondo Novecento italiano ed europeo
Al di là del "basa e (...) scrivi" di C.L. Cergoly
Partendo da due epigrafi cergolyane, ľautore delľarticolo mette in risalto la poetica anticipatamente postmodema di questo scrittore, frainteso e disapprovato non solo sul piano di politica, bensi anche su quello di poetica. L'utopia alľ insegna del verbo “attendere”, nella
conclusione dei suoi tre romanzi, può essere rivalutata oggi tramite il “sovranazionalismo” (da lui sostenuto), ormai meno scandaloso in opposizione all'”internazionalismo". Poeticamente, le fabule centrifughe nella sua narrativa vengono pur concentrate intorno ad un io lirico centripcto, che predilige i luoghi alla storia (se non quella aurea della prima giovinezza austro-ungarica). L'intertestualità cergolyana fa parte delle sue continue ristrutturazioni crescenti, mentre il suo epicureismo approda ad un'epistemologia indubbiamente più duratura
Postoji li hrvatska poezija?
Questo discorso è stato pronunciato il 19 aprile 1995 nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria come contributo personale alla presentazione delľantologia Non é terra brucíata (poesie
della guerra in Croazia, 1991-1994; diverso il titolo delľoriginale: U ovom strašnom času), a cura di I. Sanader e A. Stamać, Book editore, Bologna, 1995. Sviluppando ľargomento alquanto spinoso
(tra assenze, aprossimazioni e disirxfonnazioni di fronte alle presenze pur esistenti e documentate), ľautore cerca di collocare ľantologia piü recente nel rispettivo contesto attuale, Ietterario ed esterno. In quanto ai dati stessi, se n'è occupata (entro il '92) la sua ex-allieva Valnea Delbianco in una tesi di perfezionamento di prossima pubblicazione. L`antologia figura ormai pure in ungherese, sloveno, slovaco, bulgaro e spagnuolo; altre traduzioni ne sono in corso
Lo stile del trapasso (Nuove osservazioni su Pier Paolo Pasolini)*
La ripresa occasionale d'un argomento di cui ľautore delľarticolo s'era occupato sotto vari aspetti e più volte in precedenza, è stata offerta dalla presentazione occasionale della monografia di G. Zigaina,
apparsa in lingua Croata. Dopo aver soppesato soggettivamente vari pro e contro circa ľopportunità di riprendere il discorso su P. P. Pasolini, ľautore - in dialogo più o mono indiretto con le scoperte
dcl critico italiano - riassume le sue proprie osservazioni in alcuni punti. La versatilità ľonnipresenza, la sfida inccssante, il desiderio d'intervenire sulla data e il riscatto pasoliniano preparano
gradualmente una specíe di bilancio. Il meglio di questo personaggio interdisciplinarc è da cercare forse in alcune prove del suo lirismo cínematografico, nella rispettiva catarsi contraria alľodierna
«epoca delľodio» e nelle forme crittografiche del suo spirituale trasumanar
- …
