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    I Comitati regionali per le comunicazioni: riding two horses at once?: Laboratori amministrativi integrati e policentrici

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    I Comitati regionali delle comunicazioni (Co.re.com.) sono un laboratorio amministrativo particolarmente originale nel panorama europeo. Per un verso, sono organi funzionali dell’Agcom operanti come enti decentrati dell’authority sul territorio. Per un altro, sono organi esponenziali delle comunità regionali, rafforzati dall’autonomia di queste ultime. Un soggetto di tipo ibrido: un organo di garanzia e di regolazione diverso dagli altri, multilivello, che presenta al suo interno una chiara ispirazione federalista. Questo modello organizzativo mescola differenti caratteri secondo una peculiare declinazione dei requisiti soggettivi e funzionali, senza di fatto risultare assimilabile né all’archetipo tedesco né a quello spagnolo. Visti da qui, i Comitati sono il frutto di un’inedita sintesi tesa a replicare la visione convergente delle comunicazioni elettroniche intese come sistema unitario. Le due anime ne hanno connotato la genesi. Le due anime ne accompagnano ancora i successivi sviluppi. Ma è plausibile riding two horses at once

    Il governo in bikini: Fisionomia del potere governativo tra norma e prassi

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    Chi è titolare della funzione di governo? Il Presidente del Consiglio o il Consiglio dei ministri? Quali sono le relazioni con i singoli ministri? Che ruolo vantano in concreto le strutture di palazzo Chigi? Ricorrendo ad un’interpretazione poco “libresca”, la ricerca mira a mettere a nudo – o quasi “in bikini” – le forme che l’attività governativa è venuta assumendo nell’evoluzione dell’ordinamento statale. Un executive unbound. Sotto la lente di tre aree d’intervento – la governance del Pnrr, i servizi di intelligence e la politica militare – affiora un potere di governo dissimile dall’imprinting costituzionale, in cui Presidente del Consiglio e apparato della presidenza acquistano nuova centralità. Il golden power, la risoluzione dei conflitti, i poteri legislativi, la proiezione europea e internazionale del primo ministro in raccordo con le politiche nazionali, il carattere pletorico degli uffici della presidenza del Consiglio rivelano un governo (non debole, ma) forte, presieduto da un leader in fuga dal sistema collegiale e lontano da quella diffidenza verso il “capo” di costituzionale memoria

    Amministrare la democrazia: Parlamento ed equilibrio dei poteri ai tempi delle crisi

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    La pandemia sembra aver acuito un processo di transizione istituzionale già in atto, da un assetto ordinamentale ormai incapace di governare la vita sociale verso un nuovo ordine tuttora in uno stato embrionale. All’interno di esso – sebbene non pienamente formato – qual è il ruolo riservato al Parlamento nell’equilibrio dei pubblici poteri, e nella dialettica in particolare con l’esecutivo? Prospettando un articolato itinerario di ricerca, il volume è dedicato ai temi della scelta dell’assetto bicamerale in Costituente, dell’enigma del mandato imperativo, degli arcani delle leggi-provvedimento, dell’istituzione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, della governance dell’emergenza sanitaria. Temi dissimili, ma tutti annodati da un unico filo conduttore: il rischio di una svalutazione della funzione parlamentare. L’idea è dare significato concreto alle forme attuali della prassi applicativa per ragionare “nel concreto” di democrazia rappresentativa, spostandosi dal piano dei principi al piano dell’effettività

    La "proverbiale" responsabilità

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