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Micropaesaggi e paesaggi sociali
In occasione dello scambio CoRI 2019 dal titolo “Architettura
e democrazia. La qualità del paesaggio quotidiano” promosso dall’Università degli Studi di Palermo (azioni di cooperazione internazionale), di cui è stata responsabile scientifico Luciana Macaluso, Jordi Bellmunt Chiva ha partecipato alle attività di ricerca sul Mediterraneo e ai laboratori didattici (a.a. 2019-2020) attraverso quattro lezioni tenute nell’ambito dei “Seminari interdisciplinari di gennaio” (di cui l'articolo raccoglie alcuni esiti) e mediante incontri di verifica degli esercizi progettuali. Il testo intende esplicitare quanto il contributo di Bellmunt si sia rivelato adatto e fecondo nel ragionamento di progetto per una moschea nel centro storico di Palermo. L’architetto catalano ha illustrato la capacità di lavorare in modo interscalare a seconda degli obiettivi e dei casi specifici; ha mostrato esempi di architetture diverse in relazione a condizioni sociali e culturali particolari; ha fatto spesso riferimento a una collocazione geoclimatica specifica di opere realizzate nella penisola iberica, in Italia meridionale e nel Maghreb; ha sottolineato il carattere urbano conferito agli edifici.
Le riflessioni di Bellmunt sui “micropaesaggi” e sui “paesaggi sociali” hanno aperto un dibattito e hanno offerto una serie di casi esemplari elaborati sia presso lo studio B2B sia in altri interessanti ambiti professionali del panorama contemporaneo.On the occasion of the 2019 CoRI exchange titled "Architecture and Democracy: The Quality of the Everyday Landscape," organised by the University of Palermo (as part of its international cooperation initiatives) and led by Luciana Macaluso as scientific responsible, Jordi Bellmunt Chiva participated in research activities focused on the Mediterranean and in educational workshops during the 2019-2020 academic year. This included delivering four lectures as part of the "January Interdisciplinary Seminars" (the outcomes of which are summarised in this article) and engaging in meetings to review design exercises.
The purpose of this text is to explain how Bellmunt's contribution was both relevant and fruitful in shaping the design project for a mosque in the historic center of Palermo. The Catalan architect demonstrated a capacity for interscalar thinking, adapting his approach based on specific objectives and contexts. He presented examples of various architectural styles, each shaped by unique social and cultural conditions. Bellmunt frequently referenced the geoclimatic characteristics of works built in the Iberian Peninsula, southern Italy, and the Maghreb, highlighting how these elements influenced the urban character of the buildings.
Bellmunt’s reflections on "microlandscapes" and "social landscapes" sparked a broader debate and offered a series of exemplary case studies developed both at the B2B studio and within other notable contemporary professional practices
Presenze simultanee fra oriente e occidente
Il saggio ragiona sul concetto di simultaneità nella composizione architettonica e urbana e sulle stratificazioni fisiche e di significati. A partire da due progetti di Ludovico Quaroni, la Chiesa Madre di Gibellina e la moschea a Roma (concorso del 1976), si approfondiscono le contaminazioni culturali che portano, nel primo caso, alla consapevole rinuncia della specificità liturgica cattolica, una vera e propria sperimentazione, e, nell'altro, a una traduzione in chiave contemporanea del tema antico della moschea. La composizione "reinventa" (trova e rinnova) e cambia il senso delle parti che convivono, anche in contraddizione, rappresentando universi simultanei, fra i quali si insediano dimensioni intermedie.This essay explores the concept of simultaneity in architectural and urban composition, in the physical and symbolic stratifications of space. Focusing on two projects by Ludovico Quaroni—the Mother Church of Gibellina and the mosque project for the 1976 competition in Rome—it examines the cultural exchanges that influenced both works. In the first case, the design deliberately renounces Catholic liturgical specificity, offering a true experiment in form and function. In the second, the project represents a contemporary reinterpretation of the ancient concept of the mosque.
The composition "reinvents" (finds and renews) and transforms the meaning of the elements that coexist, even in contradiction, representing simultaneous worlds. Between these worlds, intermediate dimensions are established, highlighting the interaction of contrasting yet interconnected forces
Stratificazioni, inclusione e porosità
A partire da alcuni dati geolocalizzati elaborati dal Comune di Palermo, si studia come la presenza dei migranti nel centro storico di Palermo possa essere l'occasione per una rigenerazione urbana e per un consolidamento degli edifici all'insegna della multiculturalità. A una stratificazione di abitudini corrisponde una stratificazione fisica della città in buona parte da comprendere che è una profonda lezione di come l'architettura possa includere le differenze, l'eterogeneità degli usi e, più in generale, la complessità del reale.Starting with geolocated data processed by the Municipality of Palermo, the presence of migrants in the historic center of Palermo has been considered an opportunity for urban regeneration and consolidation of buildings, promoting multiculturalism. This layering of cultural practices corresponds to a physical stratification of the city, which requires deeper understanding. It offers a profound lesson on how architecture can embrace diversity, accommodate different uses, and, more broadly, reflect the complexity of our reality
Processi di consultazione e partecipazione: un quadro generale
L’analisi delle motivazioni che hanno portato, in più parti del mondo, ad avviare pratiche di consultazione parte da una constatazione condivisa da molti: la crisi della democrazia rappresentativa e il conseguente tentativo di rivitalizzarla, introducendo forme di democrazia deliberativa. Marilena Macaluso analizza questo ed altri elementi, come la sindrome NIMBY che blocca le grandi opere, e presenta modalità di consultazione diverse ma con un comune obiettivo: rilegittimare i processi decisionali, coinvolgendo i soggetti interessati, e, quindi, ricomporre il conflitto. Macaluso ci parla della consultazione supportata dalle nuove tecnologie; delle indicazioni di ONU, OCSE e UE in materia di partecipazione dei cittadini e degli stakeholders alle decisioni pubbliche; dei requisiti che dovrebbe avere un processo consultivo (fasi ben individuate, chiarezza dell’oggetto e degli obiettivi, individuazione del target di riferimento, tempistica, pianificazione di iniziative di comunicazione, percorso di monitoraggio e valutazione finale) e dei principali limiti che si incontrano, come il divario digitale per le consultazioni elettroniche. Elenca, infine, alcune buone prassi, da quelle dell’Unione europea a quelle particolarmente significative del Regno Unito, fino a quelle a livello mondiale, con uno sguardo alla specifica situazione italiana
Communication, political socialisation and participation through digital media during the Covid-19 pandemic and beyond: the case of second-generation Tamil youth
Reflexive political socialisation (Bettin Lattes, 2006) also passes through digital media. This contribution aims to analyse intergenerational political socialisation as a bidirectional and transactional process (Percheron, 1974; Macaluso and Tumminelli, 2017) within the Tamil community in Palermo. The Sri Lankan community is among the largest non-EU foreign communities in Italy (102,906), and the Italian diasporic community is the largest Sri Lankan community in Europe, followed by the French and Swiss communities (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 2022), within this the Tamil minority is one of the biggest in Italy. For a broader study, twenty in-depth interviews were conducted with second-generation Tamil youth (Macaluso and Tumminelli, 2023). Digital media play a significant role in keeping diasporic communities connected in different countries around the world, in maintaining ties with Sri Lanka, and in disseminating information and norms of the country in which they live with an interesting intervention of the younger generation. Many members of the first generation do not understand technical Italian so during the Pandemic Tamil second generation created the website Tamil Info Point for translating and explaining antiCovid-19 measures and cross-checking news for their parents
Stratificazioni e progetto nel centro storico di Palermo. Una esperienza didattica in fieri
Al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, il Direttore – il professore Andrea Sciascia – ha proposto di sperimentare una didattica intensiva per i laboratori di progettazione architettonica di terzo anno a partire dall’anno accademico 2019 – 2020 (i laboratori sono condotti dai docenti Gianfranco Tuzzolino, Adriana Sarro e Luciana Macaluso). Il primo periodo di attività, di nove giorni, è stato dedicato al progetto di una piccola moschea (per circa trenta fedeli) nel centro storico di Palermo, a piazza Sant’Eligio. Il luogo è il palinsesto di numerose stratificazioni che si sono sovrapposte nel tempo divenendo da più o meno labili tracce, strutture solide. Nella scheda descrittiva del Piano Programma per il centro storico di Palermo, di Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina, Giuseppe Samoná e Anna Maria Sciarra Borzì (1979-1982), l’ambito era stato efficacemente descritto come un «sistema spugnoso». Le parti spesso non aderiscono fra loro; restano discrepanze di varia natura, anche connesse a rotazioni e giaciture eccezionali. Sono evidenti lotti sventrati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale mai ricostruiti e una serie di piazze comunicanti attraverso passaggi pedonali coperti e vicoli.
Il progetto è l’occasione per ascoltare la lezione della storia del luogo, proiettarla nel presente, esplorando come l’architettura contemporanea possa colmare le distanze spaziali e temporali fra il patrimonio storico, il contesto e gli abitanti. Lo svelamento dei principi architettonici e urbani riconosciuti e la loro narrazione spaziale, infatti, contribuiscono a estendere ai comuni cittadini, di diverse culture e provenienze, una consapevolezza del valore del patrimonio storico che, nel caso dei ruderi, è soprattutto posseduta per via indiretta (dalle fonti archivistiche, bibliografiche, di studio) esclusivamente da esperti di restauro o di settori affini
Tracce e interferenze nel progetto di architettura
Il testo introduce il volume "Mediterraneo. Architetture e migrazioni" che raccoglie gli esiti di una attività di ricerca e di didattica intensiva sperimentale condotta presso il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Palermo. Si approfondisce il rapporto fra architettura e migrazioni attraverso progetti di architettura elaborati parallelamente a dialoghi transdisciplinari con Jordi Bellmunt, Ludovico Micara, Marcella Aprile, Gaia Piccarolo e Fabrizio Agnello
Potere e decisioni pubbliche: la sfida della democrazia deliberativa. Consultazioni elettroniche e disuguaglianze partecipative territoriali
This chapter focuses on the relations between power and public decision-making in the context of inclusive decision-making processes using the Web, in particular observing those processes initiated from above, by public administrations or the government. It compares the Italian and British cases in relation to the use of online public consultations through national e-portals and hypothesises possible intersections with forms of deliberative democracy. Despite the fact that top-down e-democracy has shown its limits, we believe that institutional intervention can act as a facilitator for bottom-up forms of e-democracy by supporting and funding active participation processes in hybrid online and on-the-ground deliberative arenas, even in those areas where participation in public decision-making is less widespread. The hypothesis is that instead the most widely used system of public consultation remains that of electronic consultations of individual citizens and organisations already interested in politics, through forms of passive listening
Action-research and Arts-based Research Against Radicalisation and Prejudice
Marilena Macaluso’s contribution describes an arts- and theatre-based project in Italy whose aim is to prevent both radicalisation and prejudice. This project works to prevent violent radicalisation, not through a ‘top-down’ approach as is often the case, but through a more agent-centred ‘bottom-up’ approach where migrants themselves are ‘co-producers’ of the social policies. Actively involving migrants in policy-making, she argues, is not only more inclusive, but also more effective. Macaluso describes a European project - OLTRE - that seeks to effect such ‘bottom-up’ strategies in Italy,
exploring antidotes to potential radicalization. The project involves second generation young people with a Muslim background, using experimental arts-based methods such as biographical interviews, photography and theatre workshops, a webseries and online communication activities
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