1,721,010 research outputs found
Dalla diade al triangolo primario. Una svolta nello studio della comunicazione preverbale.
Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli studi di Macerata
La genitorialità. Le prime relazioni diadiche e triadiche
Il tema della co-costruzione dei processi relazionali precoci nella diade e nella triade familiare focalizza l'attenzione su interconnessioni tra genitorialità e relazioni precoci: aspettative, fantasie genitoriali da una parte e competenze e bisogni dei bambini dall'altra. Il lavoro esamina il ruolo dei legami familiari secondo la prospettiva teorica dell'attaccamento ponendo in rilievo le questioni relative alla sensibilità adulta, alla qualità delle cure, alla responsività genitoriale
The Crittenden's CARE-Index from a theoretical gestalt point of view.
Working Paper presentato all'INTERNATIONAL CONFERENCE FOR THE ATTACCHMENT, DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO, UNIVERSITÀ DI PADOVA, 11-12 GENNAIO 2008
The CARE-Index Toddlers from a theoretical gestalt point of view
Working paper presentato al 1st Biennal Conference 'THE INTERNATIONAL ASSOCIATION FOR THE STUDY OF ATTACHMENT' BERTINORO, CENTRO INTERUNIVERSITARIO DEGLI STUDI DI BOLOGNA, 5-7 OTTOBRE 2008
The structure of Crittenden's CARE-Index from a Theoretical Gestalt Point of View.
The CARE-Index is an assessment instrument for caregiver-baby dyads, created by attachment theorists. The CARE-Index consists of a videotaped game, lasting 3-5 minutes, played between mother and baby and/or father and baby. This situation is quasi-experimental, natural for the baby.
The instrument provides specific information about the dyad, that is, about the dyad relationship, and not about a single individual. It addresses the theme of relationships, just like in Gestalttheorie. This dyad is seen as a system, as a totality
Adozione & Attaccamento. La costruzione della relazione di cura.
L’adozione presenta molteplici aspetti delicati, sia sotto il profilo culturale e valoriale, sia sul versante specificamente tecnico, clinico e sociale. E’ una realtà complessa, in cui il valore del biologico, l’eventuale differenza etnica, la costruzione del nuovo legame di attaccamento, le possibilità di recupero di bambini che hanno vissuto esperienze più o meno gravemente sfavorevoli, sono solo alcuni dei temi più significativi. Ciò non significa che tutti i bambini siano destinati ad avere problemi, ma nell’insieme, come gruppo, sono più a rischio, rispetto ai coetanei. In realtà, gli individui hanno modalità e risorse diverse per affrontare l’adozione: alcuni alla fine la vivono in modo resiliente e ne sono scarsamente colpiti, altri percepiscono il fatto di essere stati adottati come stigmatizzante, minaccioso o potenzialmente dannoso. Per tale ragione sembra importante innanzi tutto parlare più di persone che sono state adottate piuttosto che di una persona adottata, spostando l’accento da fattori prettamente disposizionali a variabili più situazionali. Di fronte a tale “vulnerabilità unica” non può esistere un individuo uguale all’altro. Anche se si è convissuto nello stesso istituto, con modalità similari di trattamento e di permanenza, ognuno manifesterà i propri disagi, il proprio attaccamento e la propria gioia di vivere e in modo totalmente singolare.
Allo stesso tempo è indubbio che accanto agli aspetti controversi, le ricerche e l’esperienza indicano in modo inequivocabile che un adeguato accompagnamento e sostegno nelle varie fasi del percorso adottivo, sia un fattore determinante nell’incrementare le possibilità di riuscita dell’adozione e, principalmente, per accrescere il benessere psicofisico del minore. Benché l’adozione possa rappresentare un vantaggio per i bambini rendendo stabili le loro vite, migliorando una sana crescita, garantendo un’affettività continuata e sicura essa pone delle sfide ai genitori che possono influire sull’autostima, l’identità, le relazioni e l’adattamento in generale. Succede frequentemente che, nonostante i molteplici studi, nelle implicazioni educative quotidiane ci si trovi a vivere una sorta di impotenza operativa, perché spesso, anche dopo aver catalogato il disagio, esso non si riduce. Si ritiene, pertanto, fondamentale nei percorsi di ricerca e di formazione porre al centro l’individuo. Comprendere come tutto il network adottivo affronta, nel corso delle transizioni, le questioni istituzionali e personali legate all’adozione è un aspetto centrale che i ricercatori, in primis, i clinici e gli educatori dovrebbero considerare nel loro lavoro, anche attraverso una preparazione specifica sul tema
- …
