869 research outputs found
Tradizione filosofica italiana, uso della lingua italiana, traducibilità dei linguaggi
Questo articolo riprende la relazione presentata durante la Tavola rotonda Pensare in italiano: lingua, storia, filosofia, organizzata da Massimiliano Biscuso e Marco Tedeschini e svoltasi il 23 settembre 2022 presso il Dipartimento di Filosofia di Sapienza Università di Roma, su iniziativa della Rivista «Filosofia Italiana» e dell’Associazione filosofica Syzetesis. Ai relatori, Daniel Creuz, Stefano Gensini, Marcello Mustè e Enrico Pasini, e a chi ha voluto prendere parte alla discussione va la gratitudine degli organizzatori
Lo storicismo di Croce e la morte della metafisica
Marcello Mustè, in this interview, asserts that Croce has contributed in decisive way to extend the Italian culture to the most important European schools of thought. Determined opponent of the metaphysics, he has developed an original theory of the political liberalism that could offer even today some valuable and stimulating responses. According to the researcher, the actionists and the disciple Carlo Antoni can’t exceed his strong historicist message
Gramsci, Croce et le chant X de l’Enfer de Dante
Les réflexions de Gramsci sur la Divine Comédie, et plus particulièrement sur le chant X de l’Enfer, sont un moment décisif de sa maturation théorique. À partir d’une étude minutieuse des notes gramsciennes sur Dante, de ses sources et de ses interlocuteurs, Marcello Mustè examine dans ce chapitre issu de son livre Marxismo e filosofia della praxis. Da Labriola a Gramsci (Viella, 2018) aussi bien les messages codés – « le code Cavalcante » – associés à cette lecture de Dante que l’élaboration théorique qui s’y déploie. La critique par Gramsci du rapport établi par Benedetto Croce entre structure et poésie lui permet de reformuler, à travers une méditation sur les vers de Dante, le problème du rapport entre dimension esthétique et dimension éthico-politique, entre structure et superstructure. C’est dans ce contexte qu’émerge son concept de catharsis, qu’il définira ultérieurement comme « le point de départ pour toute la philosophie de la praxis »
Laicità, democrazia e critica della società del superfluo. Storia della Rivista trimestrale.
Nell’intervista che qui si presenta, stimolato dalle domande dell’intervistatore, Mustè ripercorre le diverse fasi della vicenda della Rivista Trimestrale, ricostruendo il ruolo che essa ha avuto nel dibattito politico, culturale e filosofico italiano a partire dagli anni sessanta, e mostrando il modo in cui molte delle intuizioni e delle riflessioni che erano state sviluppate in seno a questo laboratorio di ricerca, hanno anticipato gli scenari storici che si sono delineati a partire dall’89, e continuano a fornire preziosi elementi di riflessione alla nostra contemporaneità.The interview traces the different stages of the story of the «Rivista Trimestrale» and reconstructs the role that it had in the political cultural and philosophical Italian debate since the sixties. In the interview, Marcello Mustè shows the way in which many of the insights and reflections that were developed within this research laboratory have anticipated historical scenarios which have been outlined starting from the 1989, and continue to provide valuable tools for the reflection about our contemporaneity
De Martino. Là dove l’illuminismo incontra la jettatura
Dopo la ripubblicazione, completamente ristrutturata, di La fine del mondo nel 2019, l’editore Einaudi completa ora, con Sud e magia (uscito per la prima volta nel 1959), la nuova edizione della così detta “trilogia meridionalista”, iniziata nel 1958 da Ernesto De Martino con Morte e pianto rituale e conclusa nel 1961 con La terra del rimorso. A Marcello Massenzio (curatore anche degli altri due volumi della “trilogia”) e a Fabio Dei si deve un lavoro esemplare, non solo per la resa dei testi, ma per prefazioni di notevole spessore e originalità e per la scelta di appendici (come le suggestive Note di viaggio del 1953) che aiutano a penetrare nel difficile dispositivo di questi libri
La prassi e il valore. La filosofia dell'essere di Felice Balbo
A poco più di cinquant’anni dalla morte, in questo libro Marcello Mustè ricostruisce l’itinerario speculativo di Felice Balbo (Torino, 1° gennaio 1913-Roma, 3 febbraio 1964), una delle voci più significative della filosofia italiana del secondo Novecento. A partire dall’incontro con i cattolici comunisti e dalla collaborazione con la Casa Einaudi, il volume propone una lettura delle opere del pensatore piemontese, come L’uomo senza miti (1945) e Il laboratorio dell’uomo (1946), seguendo il percorso che lo portò, dopo il 1949, a rivedere molte posizioni precedenti, in dialogo con autori quali Norberto Bobbio e Augusto Del Noce, e ad abbandonare, nel 1951, il Partito comunista. Attraverso un esame ravvicinato delle fonti e delle frequentazioni di Balbo, l’autore offre un’interpretazione originale di quella “filosofia dell’essere” che segnò l’ultima fase della sua elaborazione, dal libro del 1962 sulle Idee per una filosofia dello sviluppo umano fino ai frammenti postumi di Essere e progresso. Il tentativo di riattivare la linea della filosofia classica di Aristotele e di san Tommaso, enucleando il “sistema intimo” (ens partecipatum, actus essendi) dall’ormai antiquato “assetto sistematico”, produsse uno straordinario sforzo teoretico, che si intrecciò con la ricerca, ricca di motivi civili, di un rinnovato senso della laicità e che determinò una tensione feconda tra le diverse esigenze della “prassi” e del “valore”, cioè della storia e dell’esse-re
La presenza di Gramsci nella storiografia filosofica e nella storia della della cultura
The article takes into consideration the “fortune” of Antonio Gramsci’s works in history of philosophy and history of culture studies in post-war Italian philosophy.The author shows conditions and consequences of a peculiar diffusion of the first publication of Letters from Prison and Prison Notebooks. According to the author, the discussions about the “crisis of idealism” influenced Gramsci’s reception in this field of studies.The paper focuses on the main aspects of this question, reconstructs the cultural policy of Togliatti, and it devotes a special attention to authors such as Eugenio Garin and Nicola Badaloni
La «giovinezza» di Vincenzo Gioberti
The article presents a case study about one aspect of the history of contemporary Italian philosophy. The Gioberti’s “long youth” arrives until 1838, as he published his first work (Teo- rica del sovranaturale). The publication of new documents in the nineteenth and twentieth centuries has often confused the picture of Giobertian biography. The author shows how it was possible to offer a different image of Gioberti’s youth biography, with the discovery of theoretical sources and cultural trends previously unknown.The article presents a case study about one aspect of the history of contemporary Italian philosophy. The Gioberti’s “long youth” arrives until 1838, as he published his first work (Teo- rica del sovranaturale). The publication of new documents in the nineteenth and twentieth centuries has often confused the picture of Giobertian biography. The author shows how it was possible to offer a different image of Gioberti’s youth biography, with the discovery of theoretical sources and cultural trends previously unknown
La filosofia italiana come problema
The paper deals with the questions of the so-called “Italian Theory” and “Italian Thought”. The author outlines a brief outlook on the main perspectives about the identity of Italian philosophy, from Vico to Carlo Antoni and Giovanni Gentile, and considers the relationship between the reform of the Hegelian dialectic and the Marxist philosophy of the praxis
Croce filosofo del linguaggio. Dialogo tra Fabrizia Giuliani e Marcello Mustè
In this dialogue, the authors discuss the role of Croce’s thought in Croce’s philosophy of language. As is well known, since the second half of the 20th century the dialogue between the philosophi- cal-linguistic tradition and Croce’s thought has been particularly problematic.In recent years,however, there has been a different focus, that allows us to rethink some key concepts: the role of aesthetics in the century of the linguistic turn;the question of the‘two times’of Croce’s thought;the notion of sign, as opposed to that of expression; the role of communication as a human need
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