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L'esclusione dell'associato tra autotutela e intervento del giudice
Commentando la sentenza (di merito) per cui, nell’ambito di un’associazione non riconosciuta,la decisione del Collegio Probivirale di esclusione del socio non è qualificabile in termini di lodo arbitrale,bensì quale atto perfezionativo di una fattispecie a formazione progressiva,si osserva come, alla luce degli indirizzi dottrinali e dei precendenti in materia,al di là dell’affermazione di una massima astratta, valevole per tutte le ipotesi, sia opportuno vagliare caso per caso se i previsti meccanismi di composizione e operatività
del collegio assicurino le caratteristiche di neutralità e imparzialità che la deontologia arbitrale impone,dovendosi altrimenti propendere per la qualificazione della decisione probivirale quale mera manifestazione di volontà imputabile all’ente, e non come atto di giudizio.
Una tale conclusione appare più rispettosa delle determinazioni e dell’autonomia dell’ente, e consente,nel contempo, attraverso il vaglio del carattere imparziale e dell’indipendenza del collegio, che le ragioni di conflitto e di dissenso del singolo all’interno del gruppo trovino adeguata considerazione e tutela
L'attività pericolosa: un'autonoma fonte di responsabilità tra contratto e responsabilità oggettiva
Dopo una breve disamina della fattispecie di cui all'art. 2050 c.c., con particolare riguardo alla nozione di attività pericolosa, l'analisi si sofferma sulla rilevanza da riconoscere all'accettazione del rischio da parte del danneggiato, distinguendosi il caso in cui questi si accosti all'attività pericolosa indipendentemente da qualsiasi rapporto con l'esercente da quello in cui lo svolgimento di detta attività integri l'esecuzione di una specifica pattuizione ovvero l'adempimento di un'obbligazione.In tale ultima ipotesi, si pone il problema della configurabilità di un diverso titolo (contrattuale) di responsabilità e, conseguentemente, di come tale responsabilità si atteggi in caso di prestazioni amichevoli e di cortesia
La disciplina dell'assegno non trasferibile tra responsabilità e indebito
Il lavoro commenta una pronuncia delle SS. UU. della Cassazione nel senso della responsabilità contrattuale dell’istituto di credito per il pagamento di assegno non trasferibile a soggetto non legittimato. Si affronta la distinzione, trascurata in sentenza, tra danno ed altre ipotesi di perdite, colmabili non con rimedi risarcitori, bensì attraverso restituzione, muovendo dalla interpretazione dell’art. 43 L. Ass. in termini di disciplina restrittiva della circolazione dell’assegno
L'attività medica nello spettro della responsabilità contrattuale: sulle tracce di una moderna nozione di diligenza e dell'impossibilità non imputabile
Vizi della volontà, buona fede e presupposizione nella alienazione di partecipazioni sociali
Il lavoro si occupa della tematica del trasferimento di partecipazioni societarie, a commento di una pronuncia della Cassazione a tenore della quale, da un lato, in assenza di espressa garanzia circa la situazione patrimoniale della società, il valore economico dell’azione non rientra tra le qualità di cui all’art. 1429, n. 2, cod. civ., relativo all’errore essenziale; dall’altro lato, ai fini dell’eventuale rilevanza del dolo quale vizio della volontà, esige, oltre alla condotta decettiva, la negligenza del deceptus. Si analizzano, a seguito della delineazione del bene giuridico coinvolto, gli istituti delle garanzie nei trasferimenti di assetti patrimoniali, della presupposizione, dei vizi della volontà, della buona fede, della risoluzione contrattuale e dell’annullamento per errore, del dolo e della tematica delle informazioni dovute tra paciscenti nella determinazione del contenuto del contratto, alla luce del panorama dottrinale e giurisprudenziale
Un contratto reale senza consenso?
In senso critico rispetto all'orientamento giurisprudenziale che qualifica il deposito presso terzi, ordinato dalla polizia giudiziaria in caso di ritrovamento di un veicolo rubato, quale contratto reale di deposito, si propone di ricondurre la fattispecie agli atti o fatti produttivi di obbligazioni in conformità dell'ordinamento giuridico diversi dal contratto (e dall'illecito), non ravvisandosi nella specie gli estremi del consenso contrattuale
Una pronuncia e due questioni: cenni in materia di notifica a mezzo fax nel rito societario e di nullità nella intermediazione finanziaria
Sul piano processuale,sono sinteticamente tratteggiate le questioni interpretative ed applicative poste dalla notifica degli atti giudiziari tra difensori a mezzo fax, siccome prevista all'art. 17 d.lgs.5/2003. Sul piano sostanziale, è analizzata, in chiave critica, la soluzione prospettata dalla sentenza in commento, che,attribuita natura imperativa alle norme che presidiano l’operato degli intermediari finanziari,conclude per la nullità virtuale degli atti negoziali compiuti in loro spregio
Diritti potestativi e frode alla legge:la Cassazione tra (declamati) principi di diritto e (reale) verifica della regola privata
In commento ad una pronuncia della Cassazione, in materia di contratto di agenzia, che, nel ritenere legittima la revoca ad nutum di un incarico accessorio, nega ciononostante al preponente l’efficacia della clausola penale prevista in caso di recesso dell’agente, in quanto ipotesi di frode alla legge, si analizzano le figure della revoca degli incarichi accessori e del recesso, quali atti di esercizio di diritti potestativi, sia a livello di sistema, alla luce del principio di buona fede, sia con riferimento puntuale alla fattispecie del contratto di agenzia, nonché la “tecnica giuridica” della frode alla legge, la sua ratio e la disciplina positiva, col corredo dottrinario e giurisprudenziale in materia
Gli obblighi informativi tra formazione ed esecuzione del contratto
La pronuncia del Tribunale di Milano, affrontando il tema della violazione dei doveri informativi con riferimento al rapporto di factoring, ritiene i suddetti doveri (del cedente) assorbiti dalla particolare qualità professionale del factor, sul quale incomberebbe l’onere di acquisire tutte le informazioni necessarie onde valutare il grado di solvibilità dei debitori ceduti. Nel commento si trae spunto dalla sentenza per alcune considerazione sulle tecniche di governo dei flussi informativi e sui profili rimediali. Dal breve excursus emerge che la qualifica di una delle parti non appare di per sé sufficiente ad esonerare l’altra dal cooperare, in ossequio alla buona fede oggettiva, allo scambio informativo, essendo diverse le variabili che influenzano la ripartizione tra i contraenti degli oneri informativi
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