177,102 research outputs found

    Davide Lajolo, Il partigiano Johnny. Riduzione letteraria del romanzo di Beppe Fenoglio

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    Il volume, curato e introdotto da R. Mosena, è frutto di una ricerca d'archivio tra le carte di D. Lajolo: si tratta di una riscrittura in vista della preparazione di una sceneggiatura per un film, mai realizzato, sul noto romanzo fenogliano. Di notevole interesse il trattamento linguistico operato da Lajolo per ridurre le parti in inglese e le ampie descrizioni paesaggistiche dell'originale

    Giovanni Boine, Il peccato

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    Il saggio introduttivo di R. Mosena, Boine europeo e moderno, colloca il romanzo di Boine sullo sfondo della narrativa europea di Joyce, Mann, Rilke, Kafka, analizzando anche la costruzione linguistica e paesaggistica del romanzo boiniano

    Scritti per Amelia Rosselli

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    La rassegna bibliografica di Roberto Mosena, preceduta da una introduzione del percorso compiuto della poetessa Amelia Rosselli, dà conto delle pubblicazioni a lei dedicate negli anni compresi tra il 1998 e il 2007

    Dario Bellezza, Ricordo di Pasolini

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    Trascrizione filologica, con note e nota al testo di R. Mosena, di una conferenza inedita di D. Bellezza su P.P. Pasolini, proveniente dal Fondo di poesia Pietro Tordi. I temi sono la famiglia, l'eros, la morte, i romanzi, il dialetto, la lingua e la valutazione critica della poesia e dell'opera, tra attualità e inattualità, di Pasolini

    La malora. Una breve lettura materica

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    Roberto Mosena descrive le simbologie utilizzate da Fenoglio ne La malora, in particolare quella dell’acqua. Quest’ultima immagine, semplice come sono tutte quelle dello scrittore, riesce a “complicare il racconto semplificandolo”, rimandando a una dilatazione di significati

    Nota su Zavattini dialettale

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    La produzione dialettale di Zavattini è forse la meno letta e la meno studiata. L'intera sua opera sfugge ad una definizione, sfugge alle catalogazioni e si costituisce come un agglomerato di generi piuttosto disomogeneo e del tutto resistente anche al più benevolo tentativo di ricondurlo ad un segmento del canone leterario del Novecento. Roberto Mosena offre in queste pagine una lettura di "Stricarm' in d'na parola" (1973) da cui emerge un'opera mistica, delirante, ironica, realistica, surreale, erotica e pornografica, determinata da uno slancio vitale e salvifico che ne fa arte vera ed eretica

    Carducci e Castagneto "in poesia". Notizie di un caso studio tra ieri e oggi

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    Nella prima parte il saggio prende in esame alcuni dei testi poetici di Giosue Carducci dedicati alla vita e al paesaggio della Maremma toscana, come San Martino o Davanti San Guido, mettendo in risalto come lo spazio letterario abbia fornito al poeta la propria voce letteraria e uno sfondo territoriale sul quale proiettare ricordi e riflessioni legati all’infanzia vissuta tra Bolgheri e Castagneto. Nella seconda parte del saggio, rovesciando la prospettiva, si valuta come oggi si stia costruendo un’offerta culturale e turistica, che risponde ad un bisogno diffuso di aggregazione, facendo tesoro delle presenze carducciane nella zona di Castagneto e dintorni: il progetto “Castagneto in poesia” vuole unire turismo e letteratura, valorizzando e promuovendo il territorio attraverso la poesia, a partire da quella di Carducci, e la stretta collaborazione di una pluralità di istituzioni, luoghi e persone

    Per un itinerario dantesco a Roma. Dal Pincio al Casino Massimo Lancellotti

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    Il progetto di itinerario dantesco a Roma nasce dalla certezza dell’importanza della città per l’autore e la sua opera: è la prima città ricordata nella Commedia; le occorrenze e i riferimenti diretti o indiretti a Roma, ai suoi personaggi, ai suoi monumenti o alle loro rovine sono frequenti nella Commedia, dove il ruolo dell’urbe è assai significativo; pietra di paragone su cui valutare la grandezza del passato imperiale e la miseria del presente caratterizzato soprattutto, nell’ottica dantesca, dalla corruzione papale, essa rimane comunque città-guida verso Dio; è, infine, la città da cui prende avvio l’esilio del poeta che vi sosta certamente nel 1301 per l’ambasceria a Bonifacio VIII, dalla quale non rientrerà mai a Firenze. Ripercorrendo anche le principali offerte di itinerari virtuali e reali degli ultimi anni, l’itinerario, progettato nell’ambito delle attività di ricerca del Centro per il Turismo Letterario TULE, costruisce un percorso che partendo dalla Passeggiata del Pincio e dal busto marmoreo di Dante, e snodandosi in gran parte sul percorso verde del Tevere, tocca prima il Ponte Sant’Angelo e la Casa di Dante sulla riva destra del fiume, per poi visitare sulla sponda sinistra la ricca biblioteca della Fondazione Besso e gli affreschi danteschi del Casino Massimo Lancellotti

    Approcci teatrali di Beppe Fenoglio

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    Focus [e pagine scelte]

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    Profilo generale dell'opera poetica di Salvatore Quasimodo da cui emerge lo sviluppo dalla poesia ermetica a quella di stampo civile del secondo dopoguerra, con analisi testuali ed evidenziazione del ruolo del paesaggio nella poetica dell'autore
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