197,917 research outputs found

    Modeling psychophysical data at the population-level: the generalized linear mixed model

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    Moscatelli A, Mezzetti M, Lacquaniti F. Modeling psychophysical data at the population-level: the generalized linear mixed model. Journal of Vision. 2012;12(11):1-17

    Disaster Risk Management of Cultural Heritage Sites in Albania.

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    UNESCO has a vital role to play in constructing a global culture of disaster preparedness and mitigation, building in the minds of people a Disaster Risk Management of Cultural Heritage Sites in Albania culture of resilience to risk, promoting awareness, education and capacity and foremost a different way to approach the domain of Disaster Risk Reduction (DRR) and preparedness. UNESCO is also the secretariat of the 1972 World Heritage Convention, of which the properties have recently been the focus of substantial advancement in securing better capacity in risk management and reduction. Since UNESCO is engaged in important actions for the protection of cultural heritage it implements several projects in post disaster scenarios. This book has been elaborated as a final outcome of the project “Natural Risk Preparedness and Mitigation - Building capacity in the field of risk mitigation for Cultural Heritage properties in Albania” during the period 2011-2013. The project aimed to streamline disaster risk management in the Country, using its World Heritage properties as demonstration sites. The project was conceived to assist the country in order to enhance its capacity for Disasters Risk Management (DRM) and advancement in seismological and geological vulnerability of Cultural Heritage properties

    Giustizia nelle relazioni familiari e sviluppo psicosociale degli adolescenti

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    Durante l’adolescenza, grazie all’accumularsi di esperienze sociali e all’acquisizione di autonomia nel ragionamento morale gli individui assegnano progressivamente maggiore importanza all’esercizio della giustizia nelle relazioni con gli altri. In particolare, gli adolescenti prestano attenzione alla giustizia esercitata dai genitori. Il presente capitolo espone i risultati di alcune ricerche che, facendo riferimento al modello del valore di gruppo (Tyler, Degoey, e Smith, 1996), hanno indagato le conseguenze della giustizia percepita nel trattamento ricevuto dai genitori per il benessere psicosociale dei figli e per la qualità delle relazioni familiari. Innanzitutto, i dati raccolti hanno evidenziato che al crescere dell’età corrisponde uno spostamento dell’interesse dalla giustizia distributiva (che comporta, per esempio, l’assegnazione di ricompense e punizioni) alla giustizia relazionale e procedurale. Gli adulti che si relazionano con gli adolescenti adottando un comportamento giusto comunicano ai figli che essi sono persone di valore all’interno del contesto di riferimento. Infatti, questi ultimi si sentono maggiormente rispettati dai genitori, e attribuiscono maggiore importanza alla famiglia per la propria identità sociale (Moscatelli e Roncarati, 2006). Inoltre, la percezione di essere trattati in modo giusto, soprattutto dal punto di vista relazionale, si accompagna a una maggiore volontà di collaborare con i genitori e di accettarne le decisioni (Rubini e Moscatelli, 2011), oltre che a una maggiore apertura comunicativa nei loro confronti (Moscatelli e Rubini, 2011). Infine, è importante sottolineare che è la figura materna ad assumere un ruolo primario nel determinare gli esiti positivi descritti. Nel complesso, si evidenzia dunque l’importanza dei processi di giustizia in ambito familiare, sia per l’influenza esercitata sulla costruzione del concetto di sé degli adolescenti, compito fondamentale di questa fase della vita, che per la creazione di un clima familiare positivo

    The role of vibration in tactile speed perception

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    Dallmann C, Ernst MO, Moscatelli A. The role of vibration in tactile speed perception. Journal of Neurophysiology. 2015;114(6):3131-3139

    Appartenenze sociali multiple e integrazione fra gruppi

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    Il presente contributo prende in rassegna gli studi relativi alla questione delle appartenenze sociali multiple e della complessità dell’identità sociale, focalizzandosi sulle conseguenze per l’integrazione ed il miglioramento delle relazioni fra gruppi. A tal fine, prendendo in considerazione la prospettiva degli “osservatori” della realtà sociale, saranno esaminati gli studi relativi alla categorizzazione sociale multipla (Crisp, Hewstone e Rubin, 2001; Gaertner e Dovidio, 2000). Successivamente, rivolgendo l’attenzione al punto di vista degli “attori”, discuteremo la teoria della complessità dell’identità sociale (Roccas e Brewer, 2002) ed il rapporto fra identità sociale complessa (ossia, una rappresentazione di diversi ingroup come distinti ma integrati in un’unica identità sociale) e tolleranza verso gruppi etnici diversi dal proprio. Sarà infine illustrata una ricerca da noi condotta (Rubini e Moscatelli, 2006) che esamina il modo in cui le persone strutturano la propria identità sociale in situazioni in cui sono disponibili appartenenze sociali a diversi livelli di inclusività, ed i pattern di favoritismo verso questi ingroup
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