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Ordine e caso: testurizzazione e pavimentazioni_ Order and randomness: texture and floorings
Dentro e fuori: piccola storia delle microarchitetture per l'outdoor_Inside and Otside: A Small History of Micro-Architecture for Natural Settings
La recente ricostruzione, operata in occasione del Salone del Mobile 2012 da parte di Cassina, del Refuge Tonneau, una casa mobile per alpinisti che Charlotte Perriand realizzò nel 1938, fa da spunto per qualche considerazione su quel filone progettuale che, occupandosi di microarchitetture per esterni, in realtà rappresenta i cambiamenti che l’abitare ha subito in relazione alla vita all’aria aperta negli ultimi tre quarti di secolo
Legno e riciclo: rivoluzione ambientale e nuovi materiali / Wood and Recycling an Environmental Revolution and New Materials
Il legno è il materiale che, più di ogni altro, esprime l’idea di natura. Ciononostante il massiccio impiego del legno pone, attualmente, enormi problemi di sostenibilità ambientale. Il saccheggio delle essenze esotiche più ricercate è una delle principali cause della deforestazione selvaggia e la combustione del carbone vegetale resta una delle maggiori fonti emissive di Co2 nell’atmosfera.
Il presunto vantaggio ambientale nell’utilizzo del legno, andando più a fondo, rivela quindi non poche contraddizioni, rischiando di ribaltare il valore ambientale del materiale.
Questa breve premessa porta a guardare con molta attenzione a quelle innovazioni industriali che stanno portando a ripensare profondamente gli aspetti costitutivi e sensoriali delle modalità d’uso del legno, assieme al suo significato nella cultura progettuale contemporanea.
Del resto sin dai primi episodi progettuali alle origini della fenomenologia del design, la cultura progettuale si è particolarmente accanita nel forzare la natura del materiale, spingendolo ad assumere comportamenti insoliti, se non addirittura contrari alla sua identità naturale. Come altro interpretare i primi tentativi di Thonet, attraverso le sue sedute curvate, di esasperare l’elasticità del legno sino a portarlo ad una innaturale espressività dinamica, contraria a qualunque principio di stabilità nel tempo legata all’uso tradizionale della stagionatura.
Ma è più recentemente, con la chimica e le nanotecnologie, che il legno emulando le plastiche, è entrato nel campo dei materiali “artificiali”, di quelli cioè che non potendo basarsi su un patrimonio espressivo consolidato, devono misurarsi con forme libere e una espressività completamente inedita.
Il legno ha così perso qualunque prossimità rispetto al suo stato di origine naturale.
La ricerca infatti, in questi ultimi anni, ha introdotto materiali ibridi che si posizionano fra il legno, i compositi ed i tecnopolimeri e che permettono il prolungamento del ciclo di vita dei materiali legnosi di scarto e, allo stesso tempo, l’utilizzo del legno in nuove configurazioni plastiche.
L’assieme più numeroso ed interessante di questi derivati dagli scarti del legno è quello che, proprio per sottolinearne la struttura plastica, va sotto il nome di Legno Liquido. Una nuova famiglia di materiali, costituiti da scarti e derivati del legno, conglomerati ad una matrice plastica data da polimeri petrolchimici biodegradabili
Il design universitario a Napoli
Il convegno è stato associato ad una mostra di designer attivi sulla scena regionale ed ha inteso indagare il processo creativo come promotore di una rete sociale che coinvolge designer, produttori ed utent
Componente Editorial Board di PAD Pages on Arts & Design international, open access, and peer-reviewed e-journal published twice a year (dal 2014)
Attualità e continuità attraverso le lampade dei maestri / Timeliness and Continuity through the Lamps of the Master
Le necessità commerciali legate al design impongono spesso tendenze momentanee, finalizzate alla sola istigazione al consumo in un parossismo delle offerte che non tiene in alcun conto l’utilità e la durata del prodotto acquistato. Dall’altro lato una ricognizione più approfondita dell’attuale panorama produttivo ci offre uno scenario, certamente minoritario, ma fortunatamente alternativo al precedente. Quello di oggetti che cercano di raggiungere l’obiettivo della vendita e dell’utile aziendale perseguendo una qualità stabile nel tempo. Si tratta di un mercato in cui si collocano prodotti che tendono a costituire una strategia, duratura e motivata, rispetto a bisogni primari legati all’abitare, quali il modo di sedersi, di stare a tavola, di illuminare.
In questa categoria, che potremmo definire di slow design per distinguerla da quella di un fast design frutto di tendenze temporanee che interpretano gli oggetti come sistemi di gadget superficiali, possiamo racchiudere quelle esperienze che assieme ad una risoluzione funzionale riescono a generare una profonda reazione emotiva. Si tratta spesso di vere e proprie avventure intellettuali, attraverso le quali è possibile leggere momenti nodali della vicenda storica del design moderno in cui si incrociano forti personalità progettuali con una cultura aziendale che, attraverso un attento lavoro di ricerca, coltiva e talvolta recupera artefatti che rappresentano delle vere e proprie icone.
Viene in mente il rapporto di Vitra con Charles & Ray Eames, George Nelson e poi Jean Prouvé, quello di Cassina con la serie dei Mobili dei Maestri e la stessa Artek con gli oggetti di Alvar Aalto. Vicende produttive alla cui base c’è una ricerca di fedeltà al progetto che può essere perseguita solo attraverso un lavoro di approfondimento costante, che rappresenta esso stesso un progetto culturale, perseguito con tenacia e competenza
2° Posto Concorso nazionale di idee per l’ideazione del nome e del logo del nuovo Museo nel settecentesco Ospedale degli infermi di Comacchio Bandito dal Comune di Comacchio (FE)
L’individuazione della soluzione grafica per il logo del nuovo Museo Territoriale della Foce del Po ha preso le mosse dall’oggetto principale della struttura narrativa del futuro museo, cioè l’ambiente del delta del Po nei suoi fondamentali caratteri storici ed ambientali.
Una prima caratteristica del territorio, la principale, appare essere quella dell’alternanza, tipica di un delta fluviale tra terra e acqua sino alla confluenza con il mare. Questa suggestione è stata sintetizzata in una visione area, zenitale, che ha assunto i tratti di una forte geometrizzazione espressa mediante l’alternanza di bande cromatiche nei principali colori del verde, del beige e del marrone scuro per la terra, e del celeste per l’acqua, rappresentata mediante una serie di affluenti, sino alla massa più consistente del mare sul fondo della struttura grafica.
L’idea di un’alternanza, segnata da una geometria regolare di segni grafici alternati vuole, inoltre, esprimere la più antica antropizzazione del territorio agricolo della Pianura Padana effettuata dai Romani mediante le centuriazioni, assumendo al contempo per semplicità e capacità di astrazione una connotazione fortemente contemporanea.La scelta del logo, assieme alle precedenti che ne connotano la forte specificità territoriale, presenta anche ragioni intrinseche, riferibili al tema grafico dell’alternanza, a partire da studi compiuti in campo pubblicitario negli anni Sessanta sul tema del segno come traccia e da ricerche segnate da una forte astrazione effettuata da autori come Giovanni Fronzoni a partire dagli stessi anni.Tali riferimenti possono poi essere maggiormente specificati in rapporto all’alternanza lune ombre in ricerche visive compiute da fotografi quali Fernando Scianna o Mario Giacomelli.La scelta della semplicità e dell’astrazione grafica, attraverso un logo caratterizzato dall’uso prevalente del colore, ne agevole l’efficacia comunicativa e versatilità di applicazioni.
E’ infatti possibile la replica del segno in abbinamento con il lettering istituzionale sia alla piccola che in grande scala, in policromia o in negativo attraverso l’uso del B/N, in scala di grigi ed anche in stampa a secco in rilievo.
Le principali applicazioni in campo museografico, come segnaletica, cartellonistica, cartigli e gadget mostrano l’efficacia della scelta effettuata
Design sociale: metodologie, strumenti ed applicazioni
Il Seminario ha illustrato, partendo da uno specifico quadro teorico, pratiche e casi studio relativi a progetti di design sociale, con particolare riferimento a iniziative rivolte ai paesi in via di svilupp
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