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La scienza sociologica in Eric Voegelin
Il saggio è una proposta rivolta alla sociologia italiana affinché si “appropri” della magistrale lezione di Voegelin riguardo il significato e i compiti che devono essere assunti dalle scienze sociali. Il Nostro, infatti, nel corso della sua feconda vita di ricerca ha cercato di liberare la sociologia dai vizi teorici del positivismo e del neopositivismo evidenziando la natura noetica della riflessione sociale. La distinzione tra riflessione pre-scientifica e riflessione scientifica della sociologia obbliga ad un radicale cambiamento di paradigma sia teorico che metodologico . Liberando la ricerca sociale da una deriva metodologistica, Voegelin la apre al suo compito proprio, che è quello di formulare orientamenti nel mondo della contingenza sociale, orientamenti che non riguardano semplicemente l’etica sociale ma l’’esistenza ,e il perdurare nell’esistenza, della società . Il lavoro si chiude cercando di mettere a confronto l’itinerario voegeliniano con alcuni percorsi epistemologici contemporane
Per un pensare "monastico". La solitudine e l'amicizia della comunità
L’esperienza della realtà anticipa ogni possibile pensiero e conoscenza. Con “realtà” indichiamo l’incontro, materno e primordiale, tra la nostra vita sensibile–percettiva–intellettiva
e ciò che la genera, la concretezza degli esistenti. È quindi un errore chiedersi
“che cos’è la realtà”, poiché è proprio l’esperienza di essa che rende possibile ogni
domanda. Il realismo, quindi, non “inventa” teorie che poi va a verificare, ma semplicemente
“scopre” nell’esperienza la nostra originaria partecipazione e appartenenza all’essere
e al mondo. Noi allora possiamo scoprire la struttura ontologica degli enti soltanto
“facendo parlare” l’esperienza che ne facciamo: per questo, Realitas esplorerà diversi
“oggetti” della teoria sociale, della filosofia e delle scienze umane, evitando di soffocarli
entro paradigmi matematizzanti, funzionalisti, formalisti e riduzionisti. Questo vale senz’altro
per la filosofia, ma ancor di più per la psicologia, la sociologia e l’antropologi
Presentazione, in Luis Romera, Dalla Differenza alla Trascendenza in Tommaso d'Aquino e Heidegger
L'ambiente metafisico della sociologia: verità e scienza sociale
The study addresses the problem of the epistemological foundation of sociology, using the dichotomy of "ancients and moderns". One way of explaining the difference is to say that it is not true that sociology is born with Comte. Rather, what is born with him is a certain way of studying social reality, one that competes with the "criteria", the standards, with which the ancients approached the study of society. This competition, which is one of the most important events of modernity, does not consist in the opposition between an empirical sociology and a theoretical one, but, more radically, between a sociology that recognizes a domain of metaphysics for its foundation and a sociology that denies any such foundational "context". In this sense, through the categories of participation, relation, order and cause, a case is made for a way of engaging in social research and sociological reflection that constitutes an alternative to the one that dominates in our advanced modernity
Aristocrazia e Physis: un percorso di lettura platonico
La realtà dell’azione politica e sociale e la riflessione su di essa sembrano momenti destinati a divergere sempre più fortemente e irrimediabilmente. È all’interno di questa sempre più ambia divaricazione che la proposta di una tematica inattuale come quella che si àncora alla parola “aristocrazia” riceve una sua rilevanza. “Aristocratico” è tutto ciò che si dona ad una dimensione pubblica per semplice amore di questo spazio, l’unico in cui l’uomo diventa veramente tale. L’ottimo, il migliore, che è la trasformazione del buono in un “qualcosa” che è un bene comune, è l’unica forma di legittimazione del potere e quindi anche ciò che può resistere ai suoi abusi. In questo senso si potrebbe dire che è “aristocratico” ciò che limita il potere attraverso il bene
Il concetto di "relazione sociale" nella teoria sociologica di Pierpaolo Donati
Lo scopo di questo articolo è analizzare gli aspetti fondativi della relazione sociale , cioè la relazione come causa vs la relazione come osservazione. Si tratta essenzialmente di distinguere la relazione sociale come “radice” e la relazione come contingenza. Da qui emerge come la sociologia relazionale sia essenzialmente la scoperta della “determinazione” della reciprocità attraverso la relazione ontologicamente intesa. Come conseguenza di tale scoperta è inevitabile riaffermare il primato dell’ontologia sociale sulla metodologia
L'attuarsi della società. Saggi teorici sull'azione sociale e il realismo sociologico
Il modo in cui il pensiero sociologico concepisce, mette in opera e riflette su uno dei fondamenti che istituiscono il suo sapere, cioè l’azione sociale, è anche una delle porte di accesso privilegiate per comprendere gli sviluppi, non sempre lineari, della sua storia passata e presente, nonché della sua concreta operatività. I saggi qui raccolti, presupponendo i guadagni che la riflessione sociologica ha ottenuto sul tema, si sono però orientati in direzione dei confini su cui, forse troppo acriticamente, si è assestata. Questo per forzarne i limiti e allargare le possibilità di comprensione che, attraverso l’azione sociale ed una epistemologia realista, l’elevatissima differenziazione dei fenomeni sociali oggi richiedono a chi fa ricerca. Il “ritorno” dell’attore, e della sua intrinseca natura sociale, la scoperta della sua immanente relazionalità, se da una parte ridimensionano ulteriormente la stagione, che è pur stata ricca di stimoli, in cui l’azione veniva pensata come “prassi” trasformativa o come oggetto di una teoria generale, dall’altra rilanciano il pensiero e la ricerca su un orizzonte tutto da esplorare, in cui il sociale viene scoperto, o riscoperto, come parte di noi prima ancora di essere noi parte di esso. Questa reciproca appartenenza ci obbliga a riformulare la nozione di società sulla “realtà sociale”, intesa come attuazione relazionale degli attori, entro cui si trova celata una intrascendibile appropriazione, quella tra società e person
Per un'ontologia dell'etica: da Heidegger ad Aristotele
Il saggio cerca di interrogare l' "assenza" nel pensiero heideggeriano di una riflessione sull'etica, cioè sulla struttura di una agire che rende l'uomo responsabile di se stesso nei confronti degli altri. Tale “interrogazione” è inoltrata alla riflessione di Heidegger attraverso Aristotele
Morte dell'uomo e Presenza di Dio: la teo-logia come rapporto in Divo Barsotti
E’ Dio che non parla più agli uomini o sono gli uomini che hanno perduto l’ardire di parlare con Dio (e non semplicemente su di Lui)? Le differente riflessioni sul problema di Dio che gli autori di questa pubblicazione ci propongono – teologi, filosofi e sociologi –confluiscono tutte nella consapevolezza che non è possibile mettere le mani su Dio. Per questo il discorso su Dio deve ricominciare dall’esperienza e non può più arenarsi in una sola logica di concetti: «Noi cominciammo a filosofare per orgoglio – scriveva Fichte, nel 1795, in una lettera a Jacobi – e fummo portati a perdere la nostra innocenza; abbiamo scoperto la nostra nudità e da allora noi filosofiamo per bisogno della nostra salvezza»
L'Amore che viene. Un breve commento a "La Chiesa e Israele" di Divo Barsotti
Il saggio di Barsotti "La Chiesa e Israele" è un atto auto-comprensivo di ciò che il Cristianesimo è in se stesso, e l’importante lezione di questo sforzo è far emergere come il rapporto tra la Chiesa ed Israele sia un rapporto intrinseco ed essenziale alla natura del cattolicesimo. Vi è dunque una storia dei rapporti tra Chiesa e Israele che riguarda il divenire nel tempo di questi cosmi umani e religiosi, ma vi è anche una immanenza di Israele nella Chiesa che è un elemento costituente l’auto-comprensione che la Chiesa genera per capire se stessa. Di fatto è questo il modo in cui Barsotti affronta questo straordinario mistero
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