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La Costituzione e il fenomeno costituzionale nella riflessione di Giovanni Marongiu
Il contributo ripercorre la riflessione scientifica di Giovanni Marongiu, evidenziando il significato che assume il fenomeno costituzionale negli scritti dedicati all'agire amministrativo. Si sofferma poi sull'idea della funzione amministrativa come funzione di un ordinamento costituzionalmente determinato, incentrandosi sulle implicazioni nella tutela dei diritti della persona
Uno stress test per le garanzie costituzionali dei diritti: pressione pandemica e fonti del diritto
Il contributo si sofferma su taluni aspetti problematici che hanno contraddistinto la produzione normativa nel corso dell’emergenza pandemica, in rapporto alla limitazione dei diritti costituzionalmente garantiti. Senza condividere le posizioni più allarmistiche, vengono evidenziati alcuni dei profili della decretazione d’urgenza e delle fonti secondarie che hanno destato i più consistenti dubbi di legittimità, in particolare relativamente al rispetto della riserva di legge nel porre restrizioni alle libertà costituzionali. Si fornisce poi un inquadramento di alcune delle misure restrittive, evidenziandone la riconducibilità alla disciplina contemplata nell’art. 16 (libertà di circolazione) e nell’art. 23 (libertà da prestazioni personali imposte) della Costituzione. Un accenno conclusivo è infine dedicato al ruolo svolto dalle evidenze offerte dalla scienza medica nell’indirizzare la discrezionalità legislativa e ad alcuni possibili rischi connessi a tale ruolo.This paper examines a few problematic aspects of pandemic-era legislation restricting constitutionally protected rights. Rejecting the most alarmist stances, the Author delves into well-founded concerns regarding the dubious constitutionality of “urgent decrees” and secondary legislation limiting the above-mentioned rights, given the constitutional reservation to the legislature on the subject. The Author then proceeds to constitutionally contextualize those restricting measures, tracing them back either to article 16 (freedom of movement) or 23 (freedom from obligations of personal nature) of the Constitution. Lastly, the role of scientific evidence-based policy-making – and its risks – are briefly explored
L'effettività dei diritti costituzionali, tra crisi della legge e (in)disponibilità di risorse
Il contributo esplora le principali criticità della tutela dei diritti costituzionali in tempo di crisi economico-finanziaria. Muovendo dal concetto di effettività dei diritti, la riflessione individua il ruolo della legge e dell'azione amministrativa nei processi di attuazione delle norme costituzionali sui diritti, evidenziando gli effetti derivanti dalla perdita di centralità della legge e dei luoghi della rappresentanza sull'effettività dei diritti medesimi. Viene infine affrontato il problema del "costo dei diritti" in un contesto contrassegnato dalla contrazione delle risorse disponibili, all'interno del quale la stessa pubblica amministrazione può costituire una "risorsa" per sostenere le garanzie di effettività dei diritti sociali
Note minime in tema di consenso informato e DAT nella legge 22 dicembre 2017, n. 219
Il contributo si sofferma sul fondamento costituzionale del consenso informato e sulla nuova disciplina in tema di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento introdotta con la legge n. 219/2017. La riflessione mira a distinguere i due istituti dal punto di vista del diritto alla salute inteso come libertà di cura riconosciuto dall'art. 32 Cost
La “legislazione di contorno” del voto referendario: la disciplina della comunicazione
La relazione affronta il tema della comunicazione politica in occasione delle consultazioni referendarie, nella consapevolezza della sempre più stretta connessione esistente tra forme e mezzi di comunicazione, da un lato, e legittimazione delle istituzioni e degli istituti democratici, dall’altro.
In tale prospettiva, si analizza anzitutto il quadro normativo italiano vigente, esaminando gli aspetti essenziali della disciplina contenuta nella legge n. 28/2000 (cosiddetta legge sulla par condicio) che regola l’accesso ai mezzi di informazione dei soggetti politici che partecipano o hanno un ruolo attivo nelle votazioni anche referendarie.
Viene poi approfondita la distinzione tra il concetto di comunicazione politica e quello di comunicazione istituzionale (sulla quale si è pronunciata la giurisprudenza costituzionale) e si indaga altresì sulla possibilità di includere la propaganda per l’astensione dal voto tra le posizioni garantite nell’accesso ai mezzi di comunicazione. Tale riflessione tiene conto dei diversi tipi di referendum consentiti nell’ordinamento italiano, compresi quelli regionali e locali.
La seconda parte dell’intervento inquadra la questione alla luce dei più recenti problemi posti dalla rete, a partire dal rilievo assunto dalle piattaforme on line nello svolgimento delle campagne politiche incluse quelle referendarie (sulle quali ha avuto modo di esprimersi di recente l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Lungo questo versante, uno degli aspetti più spinosi e dibattuti riguarda la possibilità di limitare la diffusione di notizie false (c.d. fake news) che possano incidere sulla formazione della volontà dei cittadini e quindi sulla loro libertà elettorale, con esemplificazioni tratte da alcune significative occasioni elettorali degli ultimi anni
Partiti e partecipazione politica nell’era digitale: la prospettiva costituzionale
Lo scritto intende esaminare, dal punto di vista del diritto costituzionale, alcune questioni problematiche che attengono al ruolo e alla natura del partito politico nell’attuale contesto sociale e tecnologico, nel quale internet e le risorse dell’era digitale sono in grado di incidere sempre di più anche sullo status civitatis, condizionando e conformando la dimensione politica del cittadino. In questa prospettiva, si dà anzitutto conto delle nuove declinazioni in cui si manifesta, oggi, la “crisi dei partiti” in parallelo con l’emergere dello strumentario partecipativo offerto dalla c.d. e-democracy. Di quest’ultima, in particolare, si evidenziano anche taluni rischi, da individuarsi principalmente nelle sue pulsioni “informali” che, ove non controllate, sono suscettibili di erodere le garanzie che debbono contraddistinguere il processo democratico. Vengono poi svolte alcune considerazioni sulla non adeguata capacità mostrata dai partiti nell’esperienza italiana di mettere a frutto le opportunità della rete. Tale inadeguatezza trova riscontro anche sul piano legislativo, dove peraltro continua a mancare una organica legge sui partiti, “attuativa” dell’art. 49 Cost., nonostante il tema venga posto da decenni all’ordine del giorno (non di rado dagli stessi partiti politici). Conclusivamente si formulano alcune osservazioni sulla perdurante attualità costituzionale della forma-partito e sulla posta in gioco implicata da un approccio virtuoso dei partiti rispetto al web.POLITICAL PARTIES AND PARTICIPATION IN THE DIGITAL ERA: A CONSTITUTIONAL PERSPECTIVE
The aim of this paper is to examine from a constitutional perspective a number of issues pertaining to the role and nature of political parties in the current social and technological context, where the Internet and other digital-era resources increasingly affect citizenship, both influencing and actively shaping our political reality. The interactions between so-called e-democracy and the ongoing “crisis of the parties” are analysed, along with the inherent risks of e-democracy itself – first and foremost, its “informal” tendencies, a possible threat to the democratic process and the guarantees it offers. The failure of Italian political parties to take advantage of the opportunities of the Web is also discussed, as well as the continued absence of a law regulating said parties, which would “implement” article 49 of the Constitution and has been on the agenda for decades, to no avail. Lastly, the Author shares her thoughts on the persistent constitutional necessity of political parties and how crucial it is that they develop a more virtuous – and constructive – approach to the Web and its tools
La tutela del diritto alla salute tra discrezionalità legislativa ed evidenze scientifico-sperimentali: spunti dalla giurisprudenza costituzionale
Il contributo affronta il tema della discrezionalità legislativa in materia sanitaria, evidenziando in che modo le evidenze scientifico-sperimentali possano condizionare, orientare o limitare la scelta del legislatore e dunque l'attuazione delle garanzie costituzionali sul diritto alla salute. La riflessione prende spunto dalla più rilevante giurisprudenza costituzionale in materia, soffermandosi anche su alcune decisioni concernenti le sperimentazioni cliniche e la possibilità di accesso alle relative prestazioni a carico del Ssn
Partiti politici e sindacati tra modello e attuazione costituzionale
Lo studio si propone di evidenziare i principali tratti che contraddistinguono, per similitudine o per differenza, la disciplina costituzionale di due forme associative che, nello svolgimento della vita pubblica repubblicana, hanno sovente mostrato punti di contatto o addirittura di sovrapposizione: partiti politici e sindacati dei lavoratori. In questa prospettiva, a partire dalla disamina degli artt. 39 e 49 Cost., si evidenziano le caratteristiche tipiche dei diritti in essi contenuti, nonché il diverso significato che il concetto di “attuazione” è suscettibile di assumere con riguardo a ciascuno di essi; a quest’ultimo riguardo, dopo aver constatato come in entrambi i casi sia carente e frammentario l’intervento integrativo e specificativo del legislatore ordinario, se ne indagano le ragioni e se ne rimarcano le conseguenze. Dall’insieme delle considerazioni svolte, infine, si traggono alcune rapide osservazioni conclusive nelle quali, tra l’altro, si sottolinea come l’incapacità delle previsioni contenute negli ultimi commi dell’art. 39 sui contratti collettivi di lavoro di affermarsi sul piano della concreta vita dell’ordinamento, lasci sempre più spazio alle ipotesi e agli auspici di un loro complessivo ripensamento.The study aims to underline the main aspects which mark, by similarity or by difference, the constitutional framework of two forms of association which, during the republican public life, often have shown contact points or even overlapping points: political parties and workers unions. In this perspective, starting from the examination of the articles 39 and 49 Const., the essay highlights the characteristics of the rights contained therein, as well as the different meaning that the concept of “implementation” can take with respect to each of them; on this last point, after noting how in both cases a supplementary and detailed intervention of the ordinary legislator is lacking and fragmentary, it investigates the reasons and it underlines the consequences. From all of the previous considerations, finally, the authoress draws some quick concluding observations, in which, among other things, it is stressed that the inability of the provisions contained in the last paragraphs of the art. 39 on collective labor agreements to establish themselves on the floor of the concrete life of the legal system, leaves more space to the assumptions and the wishes of their overall rethinking
Verso un diritto eurounitario alle cure? La direttiva sull’assistenza transfrontaliera tra obiettivi ambiziosi e debolezze competenziali dell’Unione
Il contributo riflette criticamente sulle competenze eurounitarie in materia di tutela della salute, evidenziando la debolezza del ruolo dell'Unione in tale ambito, anche alla luce delle criticità emerse durante l'emergenza pandemica. La riflessione si concentra poi sulla portata e sul significato anche simbolico della direttiva 24/2011/UE sull'assistenza transfrontaliera, soffermandosi sulle principali difficoltà attuative.
Sommario. 1. Premessa. La pandemia, da “fatto sanitario” a “fatto sociale”: la perdurante attualità del cantiere dell’Europa sociale. – 2. La cornice ordinamentale eurounitaria: le competenze dell’Unione per la tutela oggettiva del bene salute. – 3. La direttiva 2011/24/UE sull’assistenza sanitaria transfrontaliera: un primo passo (debole ma significativo) verso la tutela della salute come diritto soggettivo. – 4. Il titolo competenziale della direttiva: cure transfrontaliere e sistemi sanitari nazionali, tra hard e soft law. – 5. EU4Health: una ripartenza per la tutela della salute sul piano europeo
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