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    Valutazione del rischio connesso allla presenza di residui di contaminanti e farmaci veterinari nelle derrate alimentari

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    Il capitolo illustra la procedura di valutazione del rischio da residui di farmaci negli alimenti di origine animale, come previsto dal Reg. EC 2377/9

    Parametri e modelli farmacocinetici

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    Introduzione ai principali modelli e ai parametri farmacocinetici per la definizione delle posologie e della frequenza dei trtattamenti farmacologic

    Residui nelle uova

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    Caratteristiche della cinetica di eliminazione dei farmaci impiegati nelle galline ovaiole. Distribuzione dei residui tra tuorlo e albume

    Valutazione del rischio di trattamenti illeciti nel bovino da carne con desametasone mediante l’impiego di cortisolo e 6beta-idrossicortisolo in campioni di urina

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    Il 6beta-idrossicortisolo (6betaOH-F) nell’uomo e in molti animali tra cui il bovino, è uno dei metaboliti del cortisolo (F) prodotti a livello epatico. Il 6betaOH-F è escreto nelle urine in forma non coniugata e rappresenta l’1% del totale dei metaboliti del cortisolo nell’uomo (Galteau et al., 2003). Ged et al. (1989) furono i primi a dimostrare che la trasformazione del cortisolo in 6betaOH-F è catalizzata dal CYP3A e quindi il monitoraggio della sua concentrazione urinaria può essere utilizzato come marker in vivo dell’induzione e dell’inibizione delle isoforme CYP3A (Galteau et al., 2003). L’urina è una matrice molto complessa, la cui composizione, le proprietà chimico-fisiche ed anche le concentrazioni di biomarcatori fisiologici possono essere influenzate nella stessa specie bovina da fattori quali l’alimentazione, l’età e le condizioni di stabulazione ed anche eventuali trattamenti farmacologici. L’urina è una matrice che può essere facilmente raccolta in allevamento, senza causare situazioni stressanti per gli animali, e congelata può essere conservata per tempi relativamente lunghi. I meccanismi che regolano la liberazione di F endogeno sono molto articolati. Le modalità di regolazioni caratteristiche dell’asse ipotalamo – ipofisi - surrene (HPA) sono tre: - il ritmo circadiano della steroidogenesi basale; - l’incremento della steroidogenesi in risposta allo stress (Schimmer et al., 2006). - la regolazione a feedback negativo da parte dei corticosteroidi surrenalici. Quindi le variazioni di cortisolo e del suo metabolita possono dare delle indicazioni di eventuali trattamenti con corticosteroidi. Inoltre una volta valutate separatamente le concentrazioni di F e del suo metabolita 6betaOH-F il rapporto tra 6betaOH-F e cortisolo permette di normalizzare eventuali differenze di produzione di 6betaOH-F dovute alle variazioni del ritmo circadiano e alla variabilità individuale (Ohno et al., 2000). Nella prima fase del lavoro i campioni di urina raccolti dai vitelli appartenenti ai diversi gruppi sperimentali sono stati analizzati al fine di determinare la concentrazione urinaria di cortisolo (F) e 6beta-idrossicortisolo (6betaOH-F) utilizzando un metodo RIA e un metodo ELISA, rispettivamente. Prima di passare all’esecuzione delle indagini sui vari gruppi sottoposti a trattamenti è stato necessario procedere alla validazione dei due metodi utilizzati (RIA e ELISA) con urine di vitelli prelevati da animali controllo quindi non trattate e filtrate su carbone attivo per valutare adeguatamente le performance dei metodi applicati utilizzando il protocollo messo a punto da Simontacchi et al. (1997). Il pattern di escrezione urinaria del cortisolo e del suo metabolita negli animali trattati sperimentalmente con desametazone, identificato attraverso l’utilizzo dei test di screening RIA ed ELISA, è stato successivamente confermato mediante analisi in spettrometria di massa (LC-MS/MS). La concordanza dei risultati ha dimostrato che cortisolo e 6beta-idrossicortisolo possono essere considerati efficaci marcatori di trattamento illecito con desametazone. Infatti l’effetto della loro ridotta escrezione nelle urine è più duraturo della eliminazione di desametazone somministrato, quindi rappresenta un valido supporto nell’indagine preliminare per la valutazione dei trattamenti illeciti in allevamento. In particolare il contenuto urinario di cortisolo, è risultato il parametro caratterizzato da maggior capacità discriminante; la sua valutazione mediante test RIA consente di eseguire piani di sorveglianza conoscitivi in allevamento, su larga scala con costi contenut

    Environmental risk assessment of antibacterial agents using an in vitro test

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    Algal toxicity of antibacterial agents used in intensive farming was investigated. The growth-inhibiting effects of oxytetracycline (OTC), sulphametazine (SMZ) and tylosin (TYL) were investigated by a modified test procedure based on the procedure described in the ISO 8692 (1989) protocol on the freshwater green alga Selenastrum capricornutum. Algal growth was measured as increased chlorophyll concentration. The chlorophyll was extracted with ethanol and fluorometrically determined. Results were quantified in terms of growth rates using Weibull equation to describe the concentration response relationship. The toxicity (EC50 value, mg/l) were: OTC, 4,17; SMZ, 10,7;TYL, 0,949, respectively

    Benzydamine as a useful substrate of hepatic flavin-containing monooxygenase activity in veterinary species

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    Benzydamine (BZ), a weak base and an indazole derivative with analgesic and antipyretic properties used in human and veterinary medicine, is metabolized in human, rat, cattle and rabbit to a wide range of metabolites. One of the main metabolites, BZ N-oxide (BZ-NO), is produced in the liver and brain by flavin-containing monooxygenases (FMOs), by liver and brain enzymes. To evaluate the suitability of BZ as an FMO probe in veterinary species, BZ metabolism was studied in vitro using liver microsomes from bovine, rabbit and swine. Kinetic parameters, K(m) and V(max), of BZ-NO production, were evaluated to corroborate the pivotal role of FMOs. Inhibition studies were carried out by heat inactivation and by specific FMO chemical inhibitors: trimethylamine and methimazole. The results confirmed the presence of FMO activity in the liver and the role of BZ as a suitable marker of FMO enzyme activities for the veterinary species considere

    Pharmacokinetic of sodium cefoperazone in calves.

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    Na-CPZ was administered to ten calves i.v. and i.m. at the dosages of 15 and 30 mg/Kg b.w. in order to study its pharmacokinetic parameters. Plasma protein binding was evaluated in vitro by the ultracentrifugation technique. Short half-lives were obtained after i.v. (53.61 min) and i.m. (47.71 min) administration at the dosage of 15 mg/kg b.w., similar values were obtained after i.v. (55.19 min) and i.m. (64.21 min) administration of 30 mg/kg b.w. The mean value of bioavailability (F) following the injection of both dosages was about 45%. Plasma protein binding at therapeutical concentrations was evaluated about 44%. The Authors conclude that a daily i.m. administration of 30 mg/Kg b.w. of Na-CPZ produces serum therapeutical levels for about 8 hours against the most sensitive microorganisms and 5 hours against the less sensitive ones
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