1,721,007 research outputs found
Messene andata e ritorno. Analisi e implicazioni dei processi di misurazione dell’impatto sociale
L’attuale assetto del Terzo Settore, nel contesto della riforma proposta dal disegno di legge C.2617, richiede una riflessione approfondita sugli elementi che emergono come essenziali nella definizione del concetto stesso di impresa sociale. A tali organizzazioni viene, infatti, attribuito l’obiettivo primario del raggiungimento di impatti sociali positivi, realizzati mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale. Il focus sulla misurabilità degli impatti sociali generati dalle attività delle organizzazioni è stato, di recente, ripreso dal Ministero dello Sviluppo Economico, che, nelle linee guida relative alle startup innovative a vocazione sociale, identifica l’impatto sociale prodotto come uno dei criteri per il riconoscimento di tali realtà.
L’enfasi sulla misurabilità dell’impatto richiede alle imprese sociali l’adozione di determinate azioni strategiche, adeguati processi organizzativi e rigorose pratiche operative e gestionali. A partire da un’esperienza di valutazione partecipativa, svolta per e insieme al Gruppo R , una cooperativa sociale di tipo A che eroga servizi rivolti a persone in situazione di grave emarginazione sociale, in particolare a senza fissa dimora (SFD), l’articolo presenta gli aspetti cruciali che un’organizzazione non-profit di piccola dimensione ha affrontato, cambiando innanzitutto la propria attitudine rispetto alla misurazione ed il proprio approccio alle inerenti difficoltà di implementazione.
Evidenziando le opportunità e le criticità incontrate, è possibile sottolineare come il processo di valutazione abbia modificato le lenti d’interpretazione del modello di cambiamento sociale adottato dalla cooperativa. Il caso di studio mette in luce le implicazioni dell’attuazione di un processo di misurazione, e propone alcune indicazioni che vogliono essere da stimolo alla riflessione per le politiche a sostegno di un Terzo Settore più efficace e sostenibile, affinché minimizzino gli oneri per le organizzazioni e superino la dicotomia tra l’accountability verso i finanziatori e quella verso i beneficiari
Innova. Guida pratica per il Terzo Settore
Il concetto di innovazione sociale fa riferimento alle soluzioni innovative create per trovare risposte
efficaci alle problematiche e ai bisogni più pressanti per la società. Laddove tali questioni non riescono
a essere adeguatamente affrontate dalle strutture e dalle politiche esistenti, si è generato un nuovo spazio
d’intervento, all’interno del quale con lo sforzo sinergico di attori diversi si cerca di rispondere ai bisogni
delle persone e delle comunità.
Il contesto nel quale si sviluppa l’innovazione sociale è caratterizzato da una serie di tendenze strutturali che
stanno radicalmente cambiando il modo di vivere: l’invecchiamento della popolazione, la disoccupazione,
la diseguaglianza e le nuove forme di povertà, la disparità di genere, l’immigrazione, sono solo alcuni dei
fenomeni che caratterizzano la nostra epoca e che pongono con urgenza nuovi bisogni da soddisfare. Ci
troviamo dinanzi a un mondo sempre più complesso e dinamico, in relazione al quale vi è un divario
crescente tra il fabbisogno sociale e le risorse effettivamente a disposizione per sostenerlo
I punti di vista al centro della scienza: La standpoint theory tra relativismo e pluralismo delle epistemologie
Inizierò cercando di contestualizzare un movimento di grande interesse e crescente portata in sociologia e filosofia della scienza, che guarda alla molteplicità delle epistemologie come a un fatto e poi come a un fatto positivo. Ciò premesso, mi occuperò di delineare i tratti essenziali della Standpoint Theory nell’ambito dell’epistemologia femminista, a partire dalla questione dell’“oggettività”, concentrandomi sul trattamento del “relativismo” in essa. La sezione seguente farà i conti più nel dettaglio su quale sia realmente la posta in gioco per la ST. Dopodiché, effettuerò un paio di rilievi critici intorno ai diversi modi di intendere il relativismo e la questione delle epistemologie plurali nel contesto globale da parte della filosofia e della sociologia contemporanee. Il testo si conclude con un brevissimo esercizio di autoriflessione sull’attività accademica, ispirato dall’approfondimento della ST
Jolie and LEMMA: Model-Driven Engineering and Programming Languages Meet on Microservices
In microservices, Model-Driven Engineering (MDE) has emerged as a powerful methodology for architectural design. Independently, the community of programming languages has investigated new linguistic abstractions for effective microservice development. Here, we present the first preliminary study of how the two approaches can cross-pollinate, taking the LEMMA framework and the Jolie programming language as respective representatives. We establish a common ground for comparing the two technologies in terms of metamodels, discuss practical enhancements that can be derived from the comparison, and present some directions for future work that arise from our new viewpoint
Antiproliferative activity and phototoxicity of some methyl derivatives of 5-methoxypsoralen and 5-methoxyangelicin
The in vitro antiproliferative activity and in vivo phototoxicity of some methyl derivatives of 5-methoxypsoralen and 5-methoxyangelicin, i.e. 4,4'-dimethyl-5-methoxyangelicin (compound I), 3,4'-dimethyl-5-methoxyangelicin (compound II), 4,4'-dimethyl-5-methoxypsoralen (compound III); and 3,4'-dimethyl-5-methoxypsoralen (compound IV), have been investigated. The effects of the compounds were evaluated in vitro on HL60 and A431 cells, using 5-methoxypsoralen as the reference compound. In both cell lines compound I, II and III showed better antiproliferative activity than compound IV and 5-methoxypsoralen. Scanning electron microscopy revealed that all the compounds induced the formation of blebs and blisters on a A431 cell surface. Significant variations in the nuclear area strictly related to the toxicity of the compounds have been shown in both cell lines. Skin irritancy in vivo was evaluated by mean of histopathological responses on guinea-pig skin. For each compound a damage index was determined by morphometrical analysis of empty spaces in the epidermis. Histopathology revealed skin phototoxicity of compounds which lacked erythemogenic activity by visual scoring. By coupling cytotoxicity data in vitro to skin sensitization ones in vivo, compound I proved a promising candidate for use in clinical trials since due to a high inhibitory effect on the growth of human cell lines coupled to low skin phototoxicity
Bovine corneal stroma and epithelium reconstruted in vitro: characterization and response to surfactans
In order to define safety profiles and proper handling procedures for new industrial products, it is essential to determine their potential for ocular irritation. The Draize test is normally employed but it involves using rabbits. There is today a great need for all researchers to limit the use of animals for laboratory experiments and to encourage the development and adoption of alternative in vitro methods to evaluate the potential toxicity of new products. This study proposes a three-dimensional model of bovine corneal stroma and epithelium that is not only easy to reproduce but may also be used in the toxicological field as an alternative to animal experimentation. The data presented here show that this model allows the growth of epithelium similar in features to in vivo epithelium. Basal cells are cube-shaped, whereas superficial areas are horizontally longer; desmosomes and 64 kDa keratin, as a marker for differentiation of corneal epithelial cells, are both expressed; the basal lamina is synthesised also. The 3-[4,5-dimethylthiazol-2-yl]2,5-diphenyltetrazolium bromide (MTT) assay was carried out on the model to evaluate the toxicity of some surfactants: benzalkonium chloride, Triton X-100, sodium dodecylsulphate and Tween 20. Since the in vitro data fit very well the results of the Draize test in vivo as reported in the literature, the three-dimensional culture may be used to predict the potential cytotoxicity of surfactant
Model-Driven Generation of Microservice Interfaces: From LEMMA Domain Models to Jolie APIs
- …
