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Barbara Montesi legge Anna Tonelli, Nome di battaglia Estella. Teresa Noce, una donna comunista del Novecento
Barbara Montesi. Le ‘discole’ e l’indifferenza
recensione a Barbara Montesi, Questo figlio a chi lo do? Minori, famiglie, istituzioni (1865-1914), prefazione di Marcello Flores, Milano, Franco Angeli, 2007
Infanzia e consumi. Riflessioni storiografiche e ipotesi di ricerca
Cosa desiderano le bambine e i bambini? È l’attestarsi di questa domanda a rivelare il “bambino consumatore”. Sulla scorta di una ormai ampia storiografia internazionale e privilegiando l’analisi delle pratiche commerciali che attribuiscono crescente riconoscimento all’agency infantile e al potere decisionale delle bambine e dei bambini, l’autrice indaga il complesso rapporto tra infanzia, famiglie e mercato in Italia nel corso del Novecento. Con una prospettiva di genere, il saggio mostra come la “scoperta” dell’infanzia vada di pari passo all’espandersi del mercato dei prodotti a essa destinati ed evidenzia, al mutare della cultura mediatica, l’affermarsi di un dialogo sempre più diretto ed esclusivo tra mercato e infanzia, con la parallela marginalizzazione, fino all’espulsione, degli adulti come decisori e intermediari. In particolare per gli anni ottanta, l’autrice evidenzia come la cultura del consumo delle bambine dei bambini rimoduli la cultura dei consumi tout court, la definizione stessa di infanzia, i rapporti tra generazioni e le modalità di socializzazione tra pari.
What does the child want? The attestation of this question reveals the child as a consumer.
Favoring the analysis of commercial practices that give increasing recognition to the child agency, the author investigates the complex relationship between childhood, families, and the market in Italy during the twentieth century.
With a gender perspective, the essay shows how the "discovery" of childhood goes hand in hand with the expansion of the market for children's products and highlights, as the media culture changes, the affirmation of an increasingly direct and exclusive dialogue between market and children with the parallel marginalization, up to the expulsion, of adults as decision-makers and intermediaries.
For the eighties, the author highlights how the child's consumption culture reshaped the culture of consumption through court, the very definition of childhood, the relationships between generations, and the ways of socialization between peers
Dire “della donna tutto il male possibile”, scrivendone con la propria figlia e con la futura moglie
Beating the Girls Next Door. Sport, genere e identità territoriale. Il caso di Jesi tra XX e XXI secolo
"Catastrofi sentimentali": eventi, luoghi, soggetti
In tempo di guerra i rapporti affettivi e quelli d’amore si fondano sulle speranze, sulle fantasie e sui sogni, più che sulla concreta presenza, mentre la rottura forzata delle relazioni si impone alterando le scelte compiute e indirizzando lungo altre strade e canali il futuro che ciascuno si propone di costruire per sé. Se dalla prima si passa alla seconda guerra mondiale, da questo punto di vista lo scenario non presenta sensibili cambiamenti. Le donne rimaste senza uomini annotano sui propri diari e ricordano nelle proprie memorie i tanti giuramenti la cui funzione è sostanzialmente quella di confortare la fragilità dei legami vissuti a distanza: anche in questo caso lettere, cartoline, canzoni parlano di legami interrotti e spezzati per sempre. È questo un terreno in parte da dissodare dalla ricerca storica, si pensi anche solo ai sentimenti imbrigliati nei rastrellamenti di massa e nella deportazione, alla condanna morale e agli ostacoli frapposti alle relazioni tra le donne e gli occupanti che ricaddero pesantemente su i figli
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