102,358 research outputs found

    Colloquio Magistrale. La narrazione generativa

    No full text
    - Primo capitolo: La narrazione generativa, di Marco Guidi - Secondo capitolo: Premesse per una narrazione generativa, di G. Montesarchio e C. Venuleo - Terzo capitolo: Il Colloquio Generativo: setting e/è relazione, di G. Montesarchio e C. Venuleo - Quarto capitolo: Colloquiare con le organizzazioni. Per una teoria dell'intervento. Analisi di un caso, di Eleonora Marzella - Quinto capitolo: Il colloquio psicologico clinico nel contesto giuridico, di Valentina Cesaran

    Indizi di colloquio.

    No full text
    Estrazione, di G. Montesarchio (pp. 9-10) Presupposti 1. Colloqiando narrazioni, di C. Venuleo (13-64) 2. Costruendo narrazioni, di R. Grassi (pp. 65-93) 3. Formando narrazioni, di E. Marzella (pp. 94-120) Speculazioni 4. La chiamata a colloquio della città, di G. Montesarchio, C. Venuleo, M. Laiso (pp. 123-142) 5. Analisi dei processi collusivi all'interno di un'organizzazione internazionale, di G. Montesarchio, R. Grassi, L. Ruggiero (pp. 143-163) 6. Il resoconto come capacità di pensare le dimensioni culturali del processo formativo, di G. Montesarchio, E. Marzella, I. Costanzo (pp. 164-188

    Narrazione di un "ITER" di gruppo. Intorno alla formazione in Psicologia Clinica

    No full text
    Il volume condivide principi epistemologici, aspetti di metodo e aspetti tecnico-procedurali di una proposta formativa che nasce entro una scuola quadriennale di formazione alla psicoterapia di gruppo (ITER) ma che è anche frutto di un dialogo entro la Psicologia Clinica sui temi della domanda, del contratto, della chiarezza degli obiettivi e della coerenza delle metodologie. Non parliamo del “gruppo” gruppoanalitico, né di un “come si fa” “Formazione” gruppoanalitica, ma di un gruppo e di un percorso formativo possibile, consapevoli che il gruppo non è oggetto neutrale, oggettivo, ricorsivo, indipendente dalle storie, dai contesti, dagli obiettivi, dalle culture che lo istituiscono, e che la formazione è necessariamente in Iter, in itinere. *** Nel primo capitolo si cerca di evidenziare cosa possa significare assumere il gruppo come vertice di lettura e come strumento di formazione (e più in generale di intervento) nei diversi setting – gruppi di supervisione, lezioni teoriche, gruppi esperienziali, gruppi di psicodramma e gruppi istituzionali – previsti dalla Scuola. A partire dal saggio introduttivo, Sergio Salvatore e Silvia Potì si soffermano sulla lezione come dispositivo della formazione psicologico clinica; Roberto De Innocencio si sofferma sulle quattro tipologie di gruppo esperienziale, grande, medio, piccolo gruppo e gruppo sorpresa; Massimo Grasso propone le sue riflessioni a margine delle esperienze di supervisione. Indice: Introduzione, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo (11-15) 1. Storie di gruppo. Narrazione di un “ITER”, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo (17-97) 2. La lezione come dispositivo della formazione psicologico clinica, di Sergio Salvatore e Silvia Potì 3. Gruppi esperienziali: un iter imprescindibile, di Roberto De Innocencio 4. Dall’asserzione all’indagine: appunti a margine delle esperienze di supervisione, di Massimo Grass

    Exploring the potential of G-quadruplex-based aptamers as anti-HIV agents: design, synthesis and biological evaluation of novel modified G-rich oligonucleotides

    No full text
    Many recent investigations have demonstrated that ad hoc modified G-rich oligonucleotides can efficiently inhibit HIV replication in several cell lines, with different mechanisms of action being invoked (1). In the course of our studies on modified oligonucleotides, the hexamer d(5’TGGGAG3’), previously found to be active at micromolar conc. if 5’-conjugated with large aromatic tethers (2), was taken as a lead sequence for further synthetic elaborations. A series of mono- and bis-conjugated oligonucleotides carrying this sequence have been synthesized and characterized in our group in order to elucidate their structure-activity relationships, showing that the kinetically and thermodynamically favored formation of G-quadruplex complexes is a crucial prerequisite for the antiviral activity (3-5). In the search for more effective anti-HIV agents, a small library of d(5’TGGGAG3’) oligonucleotides, conjugated with different aromatic groups linked at the 5’-end through phosphodiester bonds, has been designed and synthesized (6). The synthetic strategy here adopted is based on the simple conversion of the chosen aromatic alcohols or phenols into the corresponding phosphoramidite derivatives, incorporated in the last step of the ODN chain assembly exploiting a standard, fully automated phosphoramidite-based solid-phase strategy (7). The target 5’-end conjugated-oligonucleotides were characterized by MALDI-TOF spectrometry and CD analysis. Tested for anti-HIV-1 and anti-HIV-2 activity, potent inhibition of HIV-1 in CEM cells (from 0.068 up to 0.50 M), associated with highly favourable selectivity indexes (S.I. > 3x103) was found for four compounds (6). The biological activity of the novel samples will be presented and discussed in the light of the structural features of the modified oligomers and their propensity to generate stable tetramolecular G-quadruplex complexes

    !GRUPPO!. Gruppo esclamativo.

    No full text
    Indice Ouverture Preludio, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo 1. La psicologia e il gruppo, di Roberto Rizzo 1. Una premessa istituente 2. Una cornice filosofico-epistemologica 2.1 Il pensiero postmoderno di Jean-François Lyotard 2.2 Strutturalismo e post-strutturalismo 2.3 La social construction 3. I paradigmi di Thomas Kuhn: un concetto-stampella per la psicologia 3.1 ll concetto di paradigma: definizioni, caratteristiche, funzioni 3.2 La “natura” della scienza 4. Psicologia moderna e postmoderna 4.1 Elementi per un confronto 4.2 Temi “moderni” in un’ottica postmoderna 5. Il gruppo: una breve rassegna storica 5.1 Le prime esperienze e il polo dell’individuo 5.2 Il polo del collettivo e la psicologia sociale di Kurt Lewin 5.2.1 Lewin e la psicoanalisi 5.2.2 L’analisi “di” gruppo: Wilfred Bion 5.2.3 S. H. Foulkes e la gruppoanalisi 5.2.4 La lettura francese del gruppo: Anzieu e Käes 6. Per una lettura postmoderna del costrutto: il |gruppo| come format Riferimenti bibliografici 2. Per un approccio dialogico e contestuale al |gruppo|, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo 1. Introduzione 2. Il gruppo tra definizione ingenua e tentativo di concettualizzazione 2.1 Approccio monistico v.s. approccio plurale alla conoscenza 2.2 Oltre l’individuo e l’identicità 2.3 Per una concezione contestuale della mente 2.4 Il gruppo come qualità emergente e situata dello scambio dialogico 2.4.1 Note sulla natura contingente ed affettiva del significato3. Sulla funzione della clinica 3.1 Sul concetto di riflessività Riferimenti bibliografici 3. Dal mito del gruppo all’utilizzo del gruppo come strumento di intervento: il gruppo come “assetto della relazione”, di Viviana Fini 1. Miti emblemi spie 1.1 “Riunificare” il gruppo 1.1.1 Le variabili strutturali: obiettivo, metodo, ruolo 1.2 Per una teoria della relazione individuo-contesto. Un ancoraggio alla ridefinizione delle cosiddette “variabili di processo”: comunicazione, clima, sviluppo 1.2.1 Pensiero duale e pensiero di gruppo: cosa vuol dire “sviluppo”? 1.3 La leadership: lo “snodo” tra variabili strutturali e variabili di processo 1.3.1 Il caso del Comune che si “deve” sviluppare 2. Epilogo Riferimenti bibliografici 4. Il gruppo come dispositivo generativo, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo 1. Alcune premesse fondative di un uso del gruppo come dispositivo generativo dell’intervento clinico 2. Formazione data e formazione generativa 3. Gruppo e formazione generativa: quale rapporto? 3.1 L’apprendimento come pratica dialogica e situata 3.2 Setting e relazione 3.3 Il |gruppo| come oggetto del colloquio di gruppo 4. Dalla precarietà del tecnicismo alla trasversalità/trasferibilità dei criteri interpretativi e metodologici Riferimenti bibliografici 5. Giocare il gruppo. Dalla lezione ai metodi attivi: il gioco come strumento di narrazione, di Eleonora Marzella 1. Premessa 2. Una cornice teorica 3. Il gioco “generativo” 3.1 L'organizzazione/suddivisione in fasi dei giochi 3.2. La lezione 3.3 I giochi analogici 3.3.1 Il dilemma del prigioniero 3.3.2 L’acrostico Epilogo 3.3.3 Il T.A.T. in acquario 3.3.4 La donna sul ponte 3.4 Il metodo dei casi 3.4.1 Lo studio dei casi 3.4.2 I business games 3.4.3 Gli autocasi 3.5 Lo psicodramma 3.5.1 Il role-playing 4. Dopo il gioco, il resoconto Riferimenti bibliografici 6. Il gruppo come spazio privilegiato della formazione clinica alla clinica, di Gianni Montesarchio e Claudia Venuleo 1. Premessa 2. Il setting del gruppo esperienziale 3. Formazione e resocontazione 3.1 Inter-visionandosi...Di resocontazione in resocontazione 4. Un approccio semiotico all’uso di grandi, medi, piccoli, gruppi 5. Note sul prodotto Riferimenti bibliografici 7. Il gruppo nella pratica della ricerca psicologica, di Marco Guidi 1. Premessa 2. Per un riferimento all’epistemologia del gruppo 3. La formazione come dispositivo gruppale di sviluppo dei processi socio-simbolici in ambito organizzativo 3.1 Una digressione sull’approccio narrativo 4. Il format della ricerca-intervento 5. L’analisi dei processi socio-simbolici: un modello concettuale 6. Il caso studio 6.1 Il contesto organizzativo dell’intervento 7. Modello di analisi 8. Scopi operativi della fase di ricerca 8.1 Caratteristiche specifiche dell’intervento 8.2 Criteri interpretativi della relazione fra LADS e Immagini 9. Il processo di costruzione della ricerca a complemento dell’intervento 9.1 Focus Group 9.2 Testo di Verifica 9.3 Variabili illustrative 9.4 Predisposizione del corpus testuale per le analisi 9.5 Sintesi dei dati testuali 9.6 Modello di analisi 9.7 Procedure di analisi 9.8 Output delle analisi 10. Risultati 10.1 Dimensioni Affettive Latenti di Senso rintracciate nei testi 10.2 Immagini della sicurezza sul lavoro 10.3 Posizionamento dei cluster sul campo semiotico 10.4 Posizionamento dei testi prodotti all’inizio ed alla fine dell’intervento formativo 11. Discussioni 12. Conclusioni Riferimenti bibliografic

    Il gruppo come spazio privilegiato della formazione clinica alla clinica.

    No full text
    Lo sviluppo della competenza a trattare con la propria e altrui soggettività – che implica la capacità di distinguere tra il proprio mondo psicologico e quello altrui, e che individuiamo come competenza fondamentale dello psicologo clinico – non può essere rimandato al là e allora dell’esperienza professionale. Lo stesso setting formativo va concepito come contesto in cui esercitare la capacità di elaborare il ruolo costruttivo e al contempo vincolante della soggettività nel processo conoscitivo e nella costruzione dell’esperienza. Detto in altri termini, la costruzione socio-simbolica dell'immagine professionale non si esaurisce – dunque non può essere perseguita – sul piano funzionale e cognitivo, attraverso la conoscenza dei suoi oggetti e dei suoi parametri di funzionamento, ma richiede specifici setting formativi volti a governare i modelli di fruizione e conoscenza degli attori in formazione. Possiamo così esplicitare l’idea che il gruppo esperienziale sia il dispositivo per eccellenza della formazione clinica alla clinica, dove non si procede nonostante, ma a partire da e attraverso i codici culturali, simbolici, emozionali che i partecipanti propongono; codici che il setting dovrà consentire di visualizzare, pensare, elaborare
    corecore