183,736 research outputs found
Algebraic Models for Contextual Nets
We extend the algebraic approach of Meseguer and Montanari from ordinary place/transition Petri nets to contextual nets, covering both the collective and the individual token philosophy uniformly along the two interpretations of net behaviors
R package "grangers"
This repository contains data and code relative to the manuscript "A bootstrap test to detect prominent Granger-causalities across frequencies" by Matteo Farnè and Angela Montanari (https://arxiv.org/abs/1803.00374)
La Tubifera. Un secolo di lavoro
La mostra comprende un'esposizione di fotografie, materiali, documenti e filmati a cura di Fabrizio Benente, Roberto Frasca, Roberto Montanari, Carlo Staccini.
La mostra è stata promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Sestri Levante in concomitanza del percorso di apertura del Museo cittadino e nell'ambito delle rassegne "La Storia siete voi" e "Festival della Fotografia Una Penisola di Luce".
Il programma prevede l'inaugurazione della mostra e la sua illustrazione da parte dei curatori, anche con l'ausilio di un breve video
Trattamenti termo-chimici e meccanici d’indurimento superficiale e loro effetti sulla fatica
Le tecnologie per realizzare indurimenti superficiali si pongono l’obiettivo di migliorare le proprietà tribologiche e la durezza che stanno alla base della resistenza a fatica e ad usura di un materiale metallico. I procedimenti adottati si differenziano per il principio fisico, chimico o meccanico adottato. Le caratteristiche tecniche del risultato finale, cioè lo spessore e l’uniformità del rivestimento, insieme al suo livello di durezza e resistenza, dipendono dai parametri di processo come temperatura, pressione, tempo ecc..
Dal punto di vista industriale, l’adozione di trattamenti adibiti all’indurimento in superficie risulta fondamentale laddove ci si trovi di fronte ad applicazioni caratterizzate da carichi ciclici di qualsiasi livello, molto spesso di carattere puntuale. Ne è un esempio la componentistica meccanica, in cui elementi, di solito in acciaio, che operano in condizioni di rotazione e scorrimento (ingranaggi, alberi motore, anelli dei cuscinetti, ecc) devono avere uno strato superficiale indurito resistente all’usura, al grippaggio, al pitting e contemporaneamente un cuore interno tenace per resistere alle sollecitazioni sia statiche che dinamiche. Un esempio è riportato in Fig. 1.
Fig.1 - Esempio di applicazione in cui risulta necessaria l’adozione di trattamenti superficiali d’indurimento.
In altri campi si deve tener conto anche di sollecitazioni uniformi ed estese, in cui i parametri relativi all’attrito e allo scorrimento reciproco delle superfici dei componenti stanno alla base della qualità del prodotto finale (le matrici da estrusione, gli stampi per le materie plastiche, ecc).
Obiettivo di questo capitolo è quello di descrivere ed approfondire i principali processi di indurimento superficiale, in modo da metterne in luce caratteristiche, funzionalità ed effetto specialmente riguardo alla resistenza a fatica. In campo industriale esistono varie tecniche adibite al trattamento di una superficie metallica, alcune delle quali molte volte partecipano insieme ad un unico processo di indurimento.
In via generale i trattamenti più importanti ed utilizzati, su cui è centrato il capitolo, sono:
- pallinatura
- cementazione
- nitrurazione
- carbo-nitrurazione
- trattamenti a bassa temperatura
- trattamenti al plasma
Verranno descritte sia le tecnologie elencate che la conseguenza che queste hanno riguardo alla resistenza a fatica degli acciai
La fatica nei compositi a matrice metallica
Nei materiali compositi a matrice metallica (MMC – dall’acronimo inglese metal matrix composites) il fenomeno della fatica è progressivo e si manifesta con la formazione di difetti, in genere alla superficie del provino, che col susseguirsi dei cicli di carico e scarico tendono a propagarsi fino ad interessare tutto il materiale. Normalmente, in condizioni di fatica ad alto numero di cicli, il comportamento di un MMC è migliore di quello della corrispondente lega monolitica poiché il rinforzo ceramico funge da ostacolo alla propagazione delle cricche, ritardandone l’avanzamento. In condizioni di fatica a basso numero di cicli, si possono registrare casi in cui i compositi sono invece penalizzati rispetto alle leghe monolitiche per via del prematuro danneggiamento del rinforzo. In entrambe le condizioni si constata l’importanza fondamentale della omogeneità della struttura e la necessità di controllo durante la sintesi e le lavorazioni del materiale per evitare difettosità che costituiscono poi un facile innesco per le cricche di fatica in esercizio. Va infine considerato che, se da un lato il rinforzo particellare può generalmente ritardare la propagazione delle cricche, per contro, la struttura disomogenea su scala microstrutturale non permette di ottenere condizioni di finitura superficiale ottimali per cui la nucleazione delle cricche che può risultare a volte anticipata. Fra le varie tecniche utilizzate per ovviare a questo aspetto viene descritto a titolo di esempio un metodo basato su rivestimenti sottili di Ti realizzati mediante deposizione per sputtering con lo scopo di ottenere una minore rugosità superficiale
Microstructural evolution of AISI 304 steel after repeated shock loadings
X-ray diffraction (XRD) techniques have been used to investigate the microstructural evolution of AK1 304 steel subjected to
a number of shock loadings with peak pressure P= 27 GPa and pulse duration r= 15 KS. Experimental results evidenced two stages
of a’-martensite formation, characterized by different transformation rates: the passage from the first stage to the second one
occurs when the average dimension of micro-shear band intersections reaches a value comparable to the critical size q*. necessary
to give rise to stable martensitic embryos. The possibility that a stress-assisted (SA) mechanism becomes operative in the second
stage is discussed
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