177,011 research outputs found
MONTAGNETTI R (2018). Il territorio dell’antica Contea di Celano e gli insediamenti della prima fraternitas francescana. vol. 2, ROMA:Aracne Editrice, ISBN: 978-88-255-1292-2
Redi F, Montagnetti R (2016). “Motte” normanne nel territorio del Parco Regionale “Sirente-Velino” (AQ) definite tramite l’uso delle nuove tecnologie nel survey archeologico. ARCHEOLOGIA MEDIEVALE, vol. XLIII, p. 165-186, ISSN: 0390-0592
L'uso del drone e dei software per l'eleaborazione fotogrammetrica delle immagini digitali rappresenta, senz'altro, la novità più importante della ricerca archeologica del nuovo millennio. Si tratta di strumentazioni sempre più efficaci e non invasive il cui impiego sta agevolando notevolmente la produzione dei dati archeologici, aumentando decisamente, allo stesso tempo, la qualità dei dati stessi. Il punto di forza di queste nuove tecnologie è la possibilità di eseguire rilievi aerofotogrammetrici a bassa quota, acquisendo dati metrici e grafici di dettaglio, mantenendo contenuti i costi delle fasi di acquisizione ed elaborazione dati, senza tralasciare aspetti non secondari quali la rapidità nell'esecuzione del rilievo e soprattutto la possibilità di mappare e documentare aree difficilmente accessibili. Quest'ultimo aspetto in particolare si è rivelato decisamente utile per lo studio di alcuni insediamenti medievali individuati nel Parco Regionale Sirente-Velino: un territorio impervio e montuoso in cui l'uso del drone, combinato con quello dei nuovi software per l'elaborazione fotogrammetrica delle immagini digitali, è stato fondamentale non solo per la documentazione fotografica e topografica degli insediamenti indagati ma, molto spesso, proprio per la loro individuazione
SOREN D, DELANEY F, MONTAGNETTI R, PICKEL D, WILSON J (2024). Di cosa avevano paura? Il cimitero degli infanti di Poggio Gramignano in Umbria. Dubuque, IO, USA:Kendall Hunt Publishing Company, ISBN: 9798385138913
Di cosa avevano paura: La storia del cimitero infantile tardo romano di Poggio Gramignano - Lugnano in Teverina di David Soren, Delaney Fisher, Roberto Montagnetti e Jordan Wilson racconta dell'epidemia che si ritiene fosse malaria da Plasmodium falciparum, diffusasi probabilmente lungo il fiume Tevere intorno al 450 d.C., penetrata in quest’area a causa del commercio con il Nord Africa di beni come il vino trasportato attraverso grandi anfore. L'epidemia causò aborti spontanei, neonati nati morti e decessi di bambini, per un totale di circa 62 individui. Essa generò anche un'immensa paura tra la popolazione di questa comunità. Gli infanti furono trovati con pietre conficcate nelle cavità orali e grandi pietre e altri materiali da costruzione posizionate su mani e piedi per impedire ai morti di risorgere e diventare revenant. Cuccioli di cane di circa 5-6 mesi furono anch'essi sacrificati, con uno addirittura tagliato in due, e associati alle sepolture dei bambini insieme ad altri reperti come: grandi calderoni di bronzo, una bambola d'osso senza braccia e gambe, resti di caprifoglio bruciato, un artiglio di corvo, parte di un portalucerne e altri oggetti. Gli scavi, eseguiti essenzialmente sotto la direzione dei principali autori, iniziati nel 1987 con il Dr. Soren e tuttora in corso, hanno portato alla luce la più grande villa romana finora scoperta in Umbria, a nord di Roma e a sud di Siena. Sebbene la società tardo romana di quel periodo fosse presumibilmente già convertita al cristianesimo, gli scavi non hanno trovato alcuna testimonianza della professione di tale fede sul sito e si crede che, per far fronte alle misteriose morti che stavano flagellando la comunità, si fece ricorso a pratiche e culti precedenti, soprattutto l’utilizzo di talismani per scongiurare il male
From Qgis to Qfield and Vice Versa: How the New Android Application Is Facilitating the Work of the Archaeologist in the Field
The aim of this paper is to highlight the main benefits of using the Qfield app in archaeological jobs. In particular this article provides examples to use Qfield in open area excavation, Archaeological survey and impact assessment (HIA) projects
Pickel D, Montagnetti R, Soren D (2019). Pietre contro la malaria. ARCHEO, 412, ISSN: 1120-4559
During the 2018 field season of the Necropilis of Poggio Gramignano - Lugnano in Teverina (Italy), a remarkable discovery was made. In the early afternoon under the beating July sun, while the cicadas sang out from the old oak tree looming over the villa’s ruins, the archaeologists involved in the project began to reveal the first signs of a new burial. Amphorae sherds capped a tegula (roof tile) leaning up against one of the storage magazine’s walls. But as excavation continued, it became clear to all that this burial was different. Not long after Gabriele and Danny had come across the first signs of this burial, the two had fully uncovered a partial “alla cappuccina” style burial, much larger than those so far discovered at Poggio Gramignano. Alla cappuccina burials are typical of this cemetery and Roman Italy in general, in which tegulae are stacked and pitched against one another to create a make-shift tomb, often for ordinary individuals. This was a partial alla cappuccina burial, constructed by leaning two large roof tiles against an existing wall of the room. Beneath the tegulae was found the remains of a single individual placed resting on the left side and facing the wall of the room. Designated as “Burial 51,” this individual and the burial are remarkable for two reasons. First, this child is much older than those infants and children so far discovered (52 in total). Based on the stage of dental development evident, this young child (whose sex remains undetermined at this moment) was around 10 years old at the time of its death. While the body had been subject to some taphonomic disturbance over time, it was well-protected by the tegulae, evidenced by the skeleton’s completeness and the high degree of articulation. This preservation made the second remarkable fact of this burial all the more apparent. A stone was found within his or her mouth. This stone was revealed to be a small limestone cut in a shape similar to a wall cubilium. A cubilium is a kind of cut stone crafted by the Romans, pointed on end and inserted into stone-faced cement walls. Because of the way the child’s head was positioned, the jaw would not have fallen open as the masseter muscles decomposed, suggesting that the placement of the stone was intentional and did not result from the slow collapse of the surrounding edifice. Moreover, this stone had cement on two sides, in which small tooth-shaped depressions are visible, lending further weight to the interpretation that the stone was purposefully inserted within the child’s mouth
Redi F, Alberini F, Montagnetti R, Siena E (2017). Colle di Casciano nel territorio di Barete (AQ): note di topograia tardoantica e altomedievale dell’alta valle dell’Aterno. ARCHEOLOGIA MEDIEVALE, vol. XLIV, p. 219-235, ISSN: 0390-0592
In this paper it is presented the work of Airborne remote sensing by UAV and the consequent aero-photogrammetric survey of the area immediately to the north of Colle di Casciano, between the districticts of Basanello and Teora, both in municipal territory of Barete (AQ) - Italy. The aerial remote sensing by UAV of that area is one of the great research project of the L'Aquila University aimed at deepen of the the knowledge and study of the site where they were found the ostrogote belt buckles today preserved in the Museum of Villa Giulia in Rome. The remote sensing of that area has been finalized to the elaboration of some orthophoto for a better identification of several cropmarks and soilmarks that we have already identified on the site thanks to satellite images
Unpublished or Little-known Archaeological Evidence of the Roman Period in the Territory of Lugnano in Teverina—Umbria (Italy)
Lugnano in Teverina is internationally famous for its archaeology thanks to the remarkable discoveries made in Poggio Gramignano during the investigations of the American team of archaeologists from the University of Arizona, lead by Prof. David Soren. The archaeological campaigns of the late 1980s and early ‘90s revealed the remains of a Roman rustic villa, later reused as a children’s necropolis dating to the mid-5th century CE. Nevertheless, the municipality is rich in other important archaeological evidence. The aim of this work is therefore to highlight some of this less-known evidence, in particular those belonging generally to the Roman period
Il GIS della carta archeologica di Ferento
Il lavoro rappresenta un esempio di metodologia GIS adottata per la gestione delle diverse tipologie di dati scaturiti dallo studio e dalle attività di survey condotti sull'antico insediamento di Ferento; tra questi, le informazioni derivanti dall'analisi dei Catasti Gregoriano e Pontificio, fondamentali per la ricostruzione del contesto agrario della città e del suo territorio in epoca medievale
Geo-referencing archaeological stratigraphy
This article offers an example for a quick and smart procedure for geo-referencing archaeological stratigraphy and managing it digitally in a GIS environment, through the open source software QGIS and pyArchInit. Specifically, the authors propose two ways of obtaining a geo-referenced survey of the archaeological features identified: 1) a handmade manual survey carried out with triangulation measurements; 2) a digital survey through Structure from Motion algorithms
Metodologia della ricerca: dalla raccolta dei dati alla creazione del GIS di Camerata Vecchia
La ricerca portata avanti a Camerata Vecchia ha permesso di raccogliere tutta una serie di dati fondamentali per la ricostruzione storico-architettonica del sito, ormai inesorabilmente ridotto a un cumulo di rovine, a causa dell’incendio che ne decretò la distruzione nel 1859 e il successivo abbandono. A tale scopo, lo sperone calcareo su cui si ergeva l’abitato medievale è stato sottoposto a ricognizione sistematica di superficie. Il lavoro sul campo ha permesso di individuare e schedare una serie di UT su cui si è, poi, ulteriormente concentrata la ricerca. Nello specifico, per ogni unità topografica, è stata elaborata la seguente documentazione: - localizzazione attraverso la presa di coordinate geografiche mediante strumento GPS; - fotografie e rilievi delle strutture superstiti; - letture stratigrafiche murarie degli elevati conservati attraverso la compilazione di schede USM; - analisi degli elementi architettonici individuati sui prospetti indagati attraverso la compilazione di schede diagnostiche di elemento architettonico. Oltre a queste indagini, è stato effettuato un attento lavoro di studio e raccolta delle fonti storico-documentarie inerenti il sito in questione. Tra queste, un ruolo importante e decisivo, ai fini del raggiungimento degli obiettivi prefissati alla base del progetto, è stato svolto dalle informazioni contenute nei Registri dei Fabbricati (Brogliardi) relativi al Catasto Gregoriano di Camerata, fondamentali per capire le effettive dimensioni dell’abitato, l’organizzazione e la distribuzione degli edifici e la funzione e la tipologia dei fabbricati individuati. Il lavoro congiunto di ricerca storico-documentaria e attività di survey ha prodotto una notevole quantità di dati, i quali, una dopo essere stati informatizzati, sono stati inseriti all'interno di un GIS grazie al quale è stato possibile ottenere ulteriori informazioni sul sito grazie ad una elaborazione degli stessi, mediante gli strumenti messi a disposizione dal sofware, e al loro continuo incrocio
- …
