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TIPI E CARATTERI DELL'ABITAZIONE RAZIONALE NEL CENTRO MINERARIO DI CARBONIA. RECUPERO PROGETTO E RIUSO
IL QUARTIERE COORDINATO CEP A CAGLIARI
Esito tangibile di una riuscita ricerca di coerenza tra i materiali edilizi e culturali e la dimensione operativa povera offerta dai minimi strumenti tecnologici a disposizione, il quartiere Cep di Cagliari è un quartiere autonomo di edilizia popolare realizzato all’interno del programma che il Ministero dei LL. PP. avviò nel gennaio del 1954 per far fronte al complesso problema della «casa per tutti». L’obiettivo consisteva nella costruzione di quartieri autosufficienti, capaci cioè di garantire oltre agli alloggi anche le attrezzature di interesse collettivo indispensabili allo svolgimento delle attività di relazione, con il contributo inedito di tutti i maggiori Enti preposti alla costruzione di case popolari, ossia IACP, INA-CASA, INCIS, UNRRA-CASAS, con la collaborazione dei relativi Comuni e sotto la guida ed il finanziamento del Ministero dei LL. PP.
Recovery and reuse of the architectural and urban heritage of Carbonia, a 20th-Century company town, materials for a Handbook.
The policies and strategies put in place in 201 for the requalification of the architectural heritage of the company town
of Carbonia, and for the recovery of the “Great Mine of Serbariu” (that won the Landscape Award of the Council of Europe in 2010- 201), was based on a close colaboration betwen the University of Cagliari and the municipal administration of Carbonia.“The
Handbok for the recovery” whose construction is stil underway, fits this framework and coincides with an operational tol that
regulates the action on the built heritage. It does not provide a catalogue of standardized solutions, but merely defines a knowledge
base to guide the designers towards the recogniton of the buildings’ invariant aspects and the understanding of the original
architectural expresion. © 2014 Magioli Editore. Al rights reserved
La Cittadella dei Musei a Cagliari. La manipolazione dei reperti e l’innesto del nuovo
Costruita sullo sperone nord del quartiere storico di Castello, la Cittadella dei Musei di Piero Gazzola e Libero Cecchini occupa una posizione di primo piano rispetto agli altri episodi di architettura realizzati a Cagliari nel dopoguerra. Si tratta di un intervento capace di interpretare le tematiche proprie del nuovo dibattito sul restauro che si sviluppano nel fermento italiano degli anni Cinquanta e Sessanta. E se il cantiere, cominciato nel 1965, quasi dieci anni dopo la stesura della prima proposta progettuale, si fosse concluso nei tempi inizialmente previsti piuttosto che nove anni dopo, sarebbe stato davvero difficile non riconoscere a quest’opera il suo approccio innovativo nell’esplorare la relazione tra l’infinita duttilità del cemento armato e la matericità della componente lapidea preesistente, l’inedita concezione di piani compenetranti e superfici materiche che disegnano gli spazi interni, la ricerca di un rapporto costante con la città e con il paesaggio anche attraverso l’inserto di improvvise visuali.
La Cittadella comprende il Museo Archeologico e la Pinacoteca Nazionale, il Museo d’arte Siamese, il museo Etnografico (mai concluso), la sede dell’Istituto di Studi Sardi dell’Università di Cagliari, oltre alla Sala Mostre Temporanee. L’area di sedime accoglieva l’ex arsenale che, come emerge dai documenti e dalle foto storiche, si configurava come una sorta di cortina muraria sviluppata attorno ad una corte centrale. Fin dallo sgombero delle macerie affiorano elementi di antiche fortificazioni puniche e romane che trasformano il cantiere in un imponente scavo archeologico ed introducono un’ulteriore tematica, quella della “manipolabilità dei reperti”. Gazzola e Cecchini non suturano le ferite e gli stacchi, ma li arginano e li pongono in evidenza. L’obiettivo è isolare gli elementi al fine di porli sullo stesso piano a prescindere dalla loro posizione nella storia e annullare così l’“aura” che circonda. L’esito è uno spazio smemorato, antico e moderno ad un tempo
Monteponi. Tra progetto, bonifica e paesaggio. La miniera al centro del parco lineare storico ambientale.
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