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Monica MIARI, Stipi votive dell' Etruria padana.
Bouloumié Bernard. Monica MIARI, Stipi votive dell' Etruria padana.. In: L'antiquité classique, Tome 71, 2002. pp. 498-499
Il sito archeologico del Re Tiberio
La Grotta del Re Tiberio costituisce uno dei contesti archeologici più noti e interessanti della
regione in da quando, circa 150 anni fa, il geologo Giuseppe Scarabelli, pioniere dell’archeologia
preistorica in Italia, diede avvio alle prime ricerche a carattere scientiico. Grazie alla recente ripresa
delle indagini archeologiche è stata messa in luce una stratigraia completa dei depositi più
interni, ino a raggiungere il piano basale interessato dalla presenza di nicchie e anfratti sepolcrali.
Sì è avuto così modo di accertare che la grotta venne utilizzata a scopi funerari già a partire
dall’età del rame e ino al Bronzo Antico (tra il III e gli inizi del II millennio a.C.) con deposizioni
primarie e attestazione di complessi riti di manipolazione delle ossa. Quanto alla successiva fase
di frequentazione di tipo cultuale, è stato riportato in luce l’intero sistema di vaschette votive
della parete d’ingresso, ne è stato efettuato il rilievo con metodologia laser-scanner e si è avuta
conferma della sua continuità dalla metà del I millennio a.C. ino ad età romana-imperiale
Rappresentazioni cartografiche storiche del carsismo nei gessi emiliano-romagnoli
L’articolo analizza alcune tra le più antiche rappresentazioni cartografiche a grande scala dei fenomeni carsici nei gessi emiliano-romagnoli, individuate in mappe settecentesche dello scienziato bolognese Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) e di Serafino Calindri (1733-1811), entrambe relative agli affioramenti evaporitici della Romagna orientale. Ulteriori considerazioni riguardano carte di inizio Ottocento, di natura catastale, in relazione alla Vena del Gesso romagnola
Alle origini della frequentazione a fini scientifici delle cavità emiliano-romagnole. Antonio Vallisneri e i gessi messiniani reggiani
L’articolo analizza e discute le opere di Antonio Vallisneri (1661-1730) dedicate ai gessi messiniani reggiani. I lavori vallisneriani trattano delle acque che circolano nelle evaporiti, dell’estrazione della selenite e dello zolfo appartenenti alla locale Formazione Gessoso-solfifera e delle cavità naturali presenti. In particolare, si propone un’identificazione dubitativa di una grotta menzionata da Vallisneri senza alcun toponimo specifico con la Tana della Mussina di Borzano (Albinea), correggendo in parte alcune ipotesi precedenti
Resti umani e rituali nelle grotte emiliano-romagnole fra terzo e secondo millennio a.C.
Dall’800 ad oggi le grotte emiliano-romagnole sono state oggetto di esplorazioni speleologiche e archeologiche
che hanno portato alla luce una grande quantità di resti umani, insieme a materiale archeologico databile all’età
del rame e all’antica età del bronzo. Le ossa erano spesso disarticolate, manipolate, risistemate, in seguito a una
complessa serie di rituali. Uno degli esempi più noti è quello della Grotta del Re Tiberio, ma non si tratta certo di
un caso isolato. Il grande interesse che questi contesti suscitano non è solo relativo alla ricostruzione dei riti e culti
ctoni. È anche la loro collocazione cronologica. Proprio durante il terzo millennio a.C. e gli inizi del secondo, si
innesca una serie di trasformazioni culturali e sociali che investe molte aree d’Europa e che potrebbe interessare
anche le comunità insediate ai piedi dell’appennino
Riccione, via Flaminia (RN): analisi e contesto di una casa dell'antica età del Bronzo in area costiera
The site of Riccione Via Flaminia, located near the ancient Adriatic coastline, has been investigated with a large area of 40 x 35 m wide. At the depth of 2.50 m the remains of several structures dating to early Bronze Age (EBA1) were discovered.
The hut (Structure D, Figs. 3-4.A) is the most significant structure of the settlement, both in terms of its overall dimensions and certain technical characteristics of the walls and the evidence of large posts in a central position. The hut has an elongated rectangular plan (17.5 x 7.5 m), with the main axis oriented S-E/N-W and the entrance to the south where the long sides extend to form a frontal porch.
Most of the finds include ceramic vessels, stone, flint tools and bone tools, and few shell ornaments. In this contribution, mainly pottery is presented in order to define the chronological and cultural characters.
Among the main indicators are ceramics with incised decoration that fall within the late Bell Beaker horizon, dating to the early Bronze Age phases with possible extensions to the phase 2. The other characteristic marker is the model of the handle with a pinched elbow handle, usually formed by a square-sectioned rod with a pronounced horizontal outward making, so called ‘pizzuta’ handle. This type differs from the elbow handle models best represented in the area of the pile-dwelling settlements north of the Po river. The early Bronze Age decoration and the ‘pizzuta’ handle have been considered among the indicators of the “Tanaccia style” in the outline on the Bronze Age in Romagna, and recently to point out the shared peculiarities of the early Bronze phases between Emilia-Romagna and Northern Tuscany.L’abitato di Riccione Via Flaminia, situato vicino all’antica linea di costa adriatica, è stato indagato recentemente per un’ampia area di 40 x 35 m. Alla profondità di 2,50 m sono stati scoperti i resti di diverse strutture risalenti alla prima età del bronzo (EAB1).
La capanna è la struttura più significativa dell’insediamento, sia per le dimensioni complessive che per alcune caratteristiche tecniche dei muri e per l’evidenza di grandi pali in posizione centrale. La capanna ha una pianta rettangolare allungata (17,5 x 7,5 m), con l’asse principale orientato S-E/N-W e un ingresso a sud dove i lati lunghi si estendono a formare un portico frontale.
La maggior parte dei reperti comprende vasi in ceramica, utensili in pietra, selce e osso e pochi ornamenti in conchiglia. In questo contributo viene presentata soprattutto la ceramica per definire i caratteri cronologici e culturali.
Tra i principali indicatori vi sono le ceramiche con decorazione incisa che rientrano nell’orizzonte tardo-campaniforme, datato alle prime fasi del Bronzo antico con possibili estensioni al Bronzo antico 2. L’altro marcatore caratteristico è il modello di ansa a gomito pizzuta, solitamente formato da un’asta a sezione quadrata con una pronunciata estensione orizzontale verso l’esterno. Questo tipo si differenzia dai modelli di ansa a gomito meglio rappresentati nell’area degli insediamenti palafitticoli a nord del Po. Le decorazioni tardo-campaniformi e l’ansa pizzuta sono state considerate tra gli indicatori dello stile della Tanaccia presente in Romagna, e recentemente per evidenziare le peculiarità delle fasi dell’antica età del Bronzo in Emilia-Romagna e in Toscana settentrionale
Articulated burial and dismembered human remains from Ponte San Pietro, tomb 22.
The chamber tomb is typical of the Rinaldone burial custom, central Italy, c.3600-2200 BC. Reprinted from Miari 1995 under a CC BY licence, with permission from Monica Miari, original copyright 1995.</p
Evaporite karst & caves of Emilia Romagna Region. Tentative List
Rapporto tecnico preliminare relativo alla candidatura dei fenomeni carsici nei gessi emiliano-romagnoli a World Heritage UNESCO
Anthropological and taphonomic analyses of the Eneolithic human skeletal remains from Fornace Cappuccini (Ravenna): preliminary results on an unusual and complex funerary ritual
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