1,721,009 research outputs found

    IL CONTRATTO LAVORATIVO TRA FLESSIBILITÀ E CRISI

    No full text
    Il lavoro esamina, partendo dalle ricerche della Rousseau (1989, 1990, 1995,1998, 2000, 2001), i nuovi contratti psicologici che caratterizzano la cosiddetta economia della flessibilità (Butera, 1990), mettendo in evidenza l’ambiguità di un nuovo sistema. Di fronte ad una forza lavoro che aspira ad un contratto legale a tempo indeterminato e ad un contratto psicologico di tipo relazionale o bilanciato, sempre più spesso il mercato offre possibilità di inserimento lavorativo che fanno riferimento a contratti psicologici di tipo transazionale. Tuttavia, e qui ben si rappresenta l’ambiguità del sistema, le organizzazioni stesse, pur stipulando tipologie di contratto legale connotate da transitorietà, generano spesso nell’individuo credenze differenti in relazione agli obblighi reciproci e chiedono all’individuo l’assunzione di obblighi più riferibili a contratti psicologici di tipo relazionale o bilanciato. Le soluzioni a questa empasse non sono né semplici né immediate. Solo con pratiche orientative che preparino gli individui a rappresentazioni più realistiche del mercato del lavoro, con interventi psicosociali che ristrutturino il rapporto individuo e organizzazione, e con cambiamenti a livello sociale che scardinino la rappresentazione stessa del lavoro, sarà possibile costruire le basi per una nuova negoziazione che possa evitare le attuali condizioni di disagio e di mancanza di sicurezza che caratterizza il lavoro attuale

    IL CONTRATTO PSICOLOGICO NELLE ORGANIZZAZIONI

    No full text
    In ambito organizzativo il tema del contratto psicologico è da tempo oggetto di attenzione in quanto diviene importante per il benessere lavorativo capirne i contenuti soprattutto tenendo conto sia della molteplicità delle forme contrattuali vigenti, sia degli effetti individuali del mutamento complessivo delle caratteristiche della forza lavoro. Attraverso una ricerca empirica si è cercato di verificare quali fossero gli effettivi contenuti dei contratti psicologici esistenti nella mente dei lavoratori. Per la ricerca è stata utilizzata la versione tradotta del Psychological Contract Inventory (Rousseau, 2000) composta da 74 item per i quali viene utilizzata una scala Likert a 5 punti. Il campione era composto da190 soggetti operanti in Rsa. I risultati preliminari mettono in evidenza una relazione tra la dimensione coinvolgimento/sostegno e le tipologie contrattuali tempo determinato e tempo indeterminato. Nello specifico è emerso che coloro che appartengono alla seconda categoria dimostrano minore coinvolgimento nell’organizzazione rispetto a coloro che sono assunti a tempo determinato. Questi ultimi mostrano, di contro, valori decisamente inferiori per quanto attiene la dimensione appartenenza. I risultati esposti suggerirebbero che mentre i lavoratori a tempo determinato aspirano ad un maggiore coinvolgimento, ossia avere opportunità di crescita e più sicurezza, i lavoratori a tempo indeterminato percepiscono in modo più netto il proprio senso di appartenenza e enfatizzano meno il grado di coinvolgimento

    Il benessere nei contesti lavorativi e formativi

    No full text
    La concezione del lavoro quale esperienza che concorre alla definizione dell'identità degli individui ha fatto sì che nel corso del tempo l'attenzione degli studiosi si sia spostata dall'organizzazione scientifica del lavoro a quella sistemica-relazionale. In primo piano è così entrata la realtà psicologica del lavoratore, indipendentemente dai contesti nei quali esplica la propria attività, assieme all'altra realtà della organizzazione intesa come co-costruzione derivante dalle rete di relazioni che intercorrono tra i suoi membri in risposta ai bisogni personali e collettivi, nonchè tra l'organizzazione stessa e il contesto sociale e economico nel quale opera. Il testo presenta una serie di variegati contributi sul tema del benessere secondo approcci che consentono, nel loro insieme, di cogliere e approfondire alcuni dei fattori che concorrono al processo di identificazione dell'organizzazione e del lavoratore

    Studi sul disagio organizzativo: il burnout nelle professioni sanitarie

    No full text
    La ricerca ha l'obiettivo di analizzare i livelli del Burnout e le strategie di coping su un campione (500 soggetti) composto dal personale sanitario e amministrativo di un Presidio Ospedaliero e di una Clinica Universitaria operanti nella provincia di Cagliari. Gli obiettivi sono: a)comprendere le relazioni esistenti tra le tre dimensioni: Esaurimento Emotivo, Depersonalizzazione e mancata Realizzazione Personale; b) indagare le relazioni tra le strategie di Coping utilizzate e i livelli di Burnout; c) valutare l’eventuale influenza di alcune variabili di tipo socio-anagrafico. Gli strumenti utilizzati sono il Maslach Burnout Inventory (M.B.I.) (Maslach e Jackson, 1986; Maslach, Jackson e Leiter, 1996) nella versione italiana, un questionario sul coping costituito da 18 item, su scala di tipo Likert a quattro punti, che si riferiscono alle tre “aree” individuate da Lazarus (1993) e Amirkhan (1990): strategia focalizzata sul problema, strategia della ricerca del sostegno sociale, strategia dell’evitamento. I risultati della ricerca mettono in evidenza come le tre dimensioni del burnout siano fra loro legate non da un legame di causazione, ma di reciproca associazione (Golembiewski, 1989; Leiter, 1989). In aggiunta, poi, l’Esaurimento Emotivo e la Depersonalizzazione porterebbero i soggetti a mettere in atto strategie di coping caratterizzate da Evitamento, mentre la Realizzazione Personale strategie legate alla Soluzione dei Problemi, ipotesi confermate in precedenti ricerche (Leiter, 1991a, 1993)
    corecore