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    Innovazioni nella difesa integrata per il controllo degli insetti dannosi

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    Le strategie di difesa integrata sono volte a razionalizzare e ottimizzare l’utilizzo di tutti i fattori e le tecniche disponibili siano esse di natura chimica, microbiologica, biologica, biotecnica, agronomica, fisica e meccanica al fine di mantenere le popolazioni degli insetti dannosi (fitofagi) al di sotto della densità che comporta un danno economico (soglia d’intervento). Il monitoraggio delle popolazioni dei fitofagi può essere realizzato mediante l’utilizzo di trappole (a feromone sessuale, cromotattiche, alimentari, ecc.), eseguendo campionamenti visivi degli individui presenti sugli organi vegetali e/o stimando lo sviluppo delle generazioni mediante appropriati modelli previsionali. Per essere pienamente efficaci gli insetticidi devono essere applicati allo stadio di maggiore suscettibilità del fitofago considerato. I tradizionali insetticidi organofosforici stanno gradualmente lasciando il posto a categorie di sostanze con minore impatto ambientale, come nuovi neurotossici (ad esempio indoxacarb, emamectina, chlorantraniliprole) e regolatori di crescita (metossifenozide, tebufenozide e buprofezin). La rotazione fra principi attivi con diversa modalità di azione è stata suggerita dall’International Resistance Action Committee (IRAC) (http:// www.irac-online.org/content/uploads/Principles-of-IRM1.pdf) per prevenire il rapido sviluppo di resistenze agli insetticidi, problema che viene registrato in incremento pressoché ovunque. Le normative sull’Uso Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari promuovono e incentivano, come strategia fitosanitaria sostenibile, l’applicazione delle tecniche ammesse in Agricoltura Biologica, nonché una graduale riduzione delle quantità di insetticidi impiegati attraverso un progressivo incremento dell’uso di prodotti fitosanitari di origine naturale e a basso impatto ambientale

    Risposte comportamentali di Hyalesthes obsoletus a composti organici volatili sintetici

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    Hyalesthes obsoletus Signoret (Hemiptera, Cixiidae) è il principale vettore naturale del fitoplasma agente causale del Legno Nero (LN). Il LN è il giallume della vite più diffuso in Europa e nel bacino del Mediterraneo, nonché il più importante fattore limitante per questa coltura. Biosaggi di laboratorio sono stati intrapresi per approfondire le conoscenze sul ruolo svolto da composti organici volatili delle piante ospiti nel comportamento di H. obsoletus. In particolare, sono stati condotti esperimenti in olfattometro per investigare le risposte di maschi e femmine nei confronti di composti sintetici: sei miscele e nove singoli composti. Le miscele sono state costituite partendo dai principali (in termini di abbondanza relativa) volatili attivi sulle antenne di H. obsoletus, precedentemente identificati nello spazio di testa di piante di agnocasto (Vitex agnus-castus L.) e di ortica (Urtica dioica L.). I nove composti singoli testati sono stati quelli presenti nelle miscele preferite dai maschi e/o dalle femmine di H. obsoletus. I risultati dei biosaggi hanno rivelato che l’aggiunta di metile salicilato a una miscela di altri quattro composti terpenici derivati dall’agnocasto ha elicitato una risposta positiva da parte dei maschi, mentre l’aggiunta di metile benzoato ne ha mascherato l’attrattività. Al contrario, l’aggiunta di metile benzoato a una miscela di cinque composti derivati dall’agnocasto ha significativamente attratto le femmine. Queste ultime sono state inoltre attratte da una miscela di alcoli, esteri, composti aromatici e terpenici derivati dall’ortica; in questo caso l’aggiunta di metile salicilato ha mascherato l’attrattività della miscela. I singoli composti non hanno elicitato nessun tipo di risposta comportamentale sugli insetti. Questi nuovi risultati rappresentano importanti informazioni di partenza per lo sviluppo di strategie di monitoraggio e controllo di H. obsoletus basate sull’utilizzo di semiochimici

    Innovazioni nella difesa per il controllo degli insetti dannosi

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    Le strategie di difesa sono volte a razionalizzare e ottimizzare l'utilizzo di tutti i fattori e le tecniche disponibili siano essi di natura chimica, microbiologica, biologica, biotecnica, agronomica, fisica e meccanica al fine di mantenere le popolazioni degli insetti dannosi (litofagi) al di sotto della densità che comporta un danno economico (soglia di intervento). Il monitoraggio delle popolazioni dei litofagi può essere realizzato mediante l'utilizzo di trappole -------8a feromone sessuale, cromotattiche, alimentari, ecc.), eseguendo campionamenti visivi degli individui presenti sugli organi vegetali e/o stimando lo sviluppo delle generazioni mediante appropriati modelli previsionali. Per essere pienamente efficaci gli insetticidi devono essere applicati allo stadio di maggiore suscettibilità del litofago considerato. I tradizionali insetticidi organofosforici stanno gradualmente lasciando il posto a categorie di sostanze con minore impatto ambientale, come nuovi neurotossici (ad esempio indoxacarb, emamectina, chlorantraniliprole) e regolatori di crescita (metossifenozide, tebufenozide e buprofezin). La rotazione fra principi attivi con diversa modalità di azione è stata suggerita dall'International Resistance Action Committee (IRAC) (http://www.irac-online.org/content/uploads/Principles-of-IRM1.pdf) per prevenire il rapido sviluppo di resistenze agli insetticidi, problema che viene registrato in incremento pressoché ovunque. Le normative sull'Uso Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari promuovono e incentivano, come strategia fitosanitaria sostenibile, l'applicazione delle tecniche ammesse in Agricoltura Biologica, nonché una graduale riduzione delle quantità di insetticidi impiegati attraverso un progressivo incremento dell'uso di prodotti fitosanitari di origine naturale e a basso impatto ambientale

    Olfactory responses and sensilla morphology of Hyalesthes obsoletus Signoret Hemiptera: Fulgoromorpha: Cixiidae)

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    Hyalesthes obsoletus is a palearctic planthopper, natural vector of a yellow disease (Bois noir) to grapevine. Grapevine represents only an accidental plant host for this planthopper while its whole life cycle occurs mainly on bindweed and hedge bindweed (Germany and France), nettle (Germany and Italy) and chaste tree (Israel). Behavioural, morphological and electrophysiological studies were carried out in order to deepen the knowledge on the role of volatile organic compounds in H. obsoletus host plant recognition. Bioassays were performed by using a Y-olfactometer, testing the following plant species: nettle, bindweed, hedge bindweed, chaste tree and grapevine. Results showed a significant attraction of females to nettle and of males to chaste tree; males showed also a significant “non-attractiveness” for hedge bindweed. Antennal ultrastructural studies showed the presence of at least two typologies of olfactory sensilla, at the level of the pedicel: ”plaque organs”, and trichoid sensilla. Volatile organic compounds (VOCs) from nettle and chaste tree were collected, and the extracts analysed by coupling gas-cromatography to both electroantennography (GC-EAD) and mass-spectrometry (GC-MS). The VOCs were identified, and some of them were shown to elicit significant electrophysiological responses on male and female antennae. The identification of biologically active compounds and the study of behavioural mechanisms involved in host recognition are of fundamental importance to develop a new possible strategy of monitoring and control of H. obsoletus

    Population dynamics and dispersal of Scaphoideus titanus from recently recorded infested areas in central-eastern Italy

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    We investigated the presence of the leafhopper Scaphoideus titanus Ball in the Marche region, central Italy, during a 10-year survey. Furthermore, from 2009 to 2011, yellow sticky traps were deployed to investigate the population dynamics. Taylor's power law and distance-weighted least-squares contour maps were used to determine the leafhopper distribution within vine fields. Polymerase chain reaction was used to detect Flavescence doreé (FD) phytoplasma in insect bodies. The leafhopper was first recorded in 2007 in a commercial nursery of scion mother vines (1 specimen) in southern Pesaro-Urbino province and in 2009 in a commercial vineyard (1 specimen; the FD focus) in north-eastern Pesaro-Urbino. Adults (total, 301) were recorded from end of June to end of September, 2009-2011, with a shifted flight activity observed for females. Male captures were more abundant than females (M:F = 1.71; p < 0.001). In the site including the FD focus, insecticide treatments contributed to very low leafhopper population levels: only a few individuals (n = 4) were caught, and no phytoplasma were detected in their bodies. Comparisons of trapping data indicate significant increase in captures from 2009 to 2011 where correct pest management was not applied. Taylor's power law indicates that adults had an aggregated distribution (R2 = 0.99; b = 1.52; p < 0.001), with high population density in the central part of the vine field. Leafhopper dispersal showed a maximum 600-m radius. We also discuss the pathways of S. titanus introduction into the Marche region, and factors that might have influenced its dispersal

    Analisi della distribuzione spaziale di alcune cicaline in un agroecosistema vigneto

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    Nel presente lavoro è stata analizzata la distribuzione spaziale di Hyalesthes obsoletus, Neoaliturus fenestratus, Euscelis lineolatus e Psammotettix alienus, insetti del sottordine Auchenorrhyncha noti come vettori di agenti fitopatogeni. In un agroecosistema vigneto delle Marche sono state posizionate delle trappole cromotattiche a due diverse altezze, in 34 posizioni disposte in un reticolo georeferenziato, comprendente un vigneto, un oliveto e aree di bordo. In corrispondenza di ogni punto sono stati effettuati dei rilievi vegetazionali, utilizzando la scala di Braun-Blanquet (trasformata secondo Van der Maarel). I dati di cattura delle cicaline sono stati elaborati mediante geostatistica (ordinary kriging e inverse distance weighting), Taylor’s power law, e correlazione fra densità di insetti e abbondanza di piante ospiti. La specie che ha presentato il maggior grado di aggregazione è risultata N. fenestratus, in maggior misura in un’area caratterizzata da una maggiore copertura erbacea comprendente diverse specie di Asteraceae. E. lineolatus ha mostrato una distribuzione tendenzialmente casuale mentre H. obsoletus ha presentato un elevato grado di aggregazione ed una significativa correlazione con la presenza di macchie di ortica. Infine, le femmine di P. alienus hanno presentato una significativa correlazione con la densità di una particolare graminacea (Cynodon dactylon). Studi di analisi spaziale di insetti vettori possono contribuire alla comprensione delle relazioni fra insetti e piante ospiti e sul loro ruolo nei cicli epidemiologici

    Indagini sulla distribuzione spaziale di Hyalesthes obsoletus, Neoaliturus fenestratus, Euscelis lineolatus e Psammotettix alienus in un agroecosistema vigneto

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    Le cicaline (Hemiptera, Auchenorrhyncha) sono dotate di un apparato boccale pungente succhiante ed alcune specie, durante l’attività trofica su una pianta infetta, possono acquisire degli agenti fitopatogeni e successivamente trasmetterli. L’obiettivo del presente lavoro è stato quello di condurre delle indagini sulla distribuzione spaziale di Hyalesthes obsoletus Signoret (Cixiidae), Neoaliturus fenestratus (Herrich-Schäffer), Euscelis lineolatus Brullè e Psammotettix alienus (Dahlbom) (Cicadellidae, Deltocephalinae), noti come vettori di agenti fitopatogeni. Durante la stagione vegetativa dell’anno 2007, sulle maglie di un reticolo regolare comprendente un vigneto, un oliveto e delle aree di bordo, sono state posizionate, in 34 posizioni georeferenziate, delle trappole cromotattiche a due diverse altezze (20 cm e 150 cm dal suolo). Il rilievo vegetazionale è stato effettuato seguendo il metodo fitosociologico della Scuola Sigmatista utilizzando la scala di Braun-Blanquet in un’area di 20 mq nell’intorno di ciascuna postazione. I dati di cattura delle cicaline sono stati elaborati mediante geostatistica, utilizzando le tecniche di interpolazione di ordinary kriging e inverse distance weighting (IDW), allo scopo di creare mappe che descrivessero la distribuzione delle specie oggetto di studio. Il maggior numero di catture è stato rilevato nelle trappole basse (20 cm) (differenza significativa per N. fenestratus, E. lineolatus e P. alienus). Per quanto riguarda N. fenestratus le catture degli individui di sesso maschile nelle trappole sono state significativamente maggiori rispetto a quelle di sesso femminile, ed inoltre queste ultime sono state presenti solo nelle trappole basse. La specie che ha presentato il maggior grado di aggregazione è risultata N. fenestratus, l’unica specie per le quali è stato possibile elaborare mappe kriging. Per le altre specie invece sono state elaborate mappe di superficie mediante IDW. Fra le specie vegetali erbacee presenti in abbondanza nelle postazioni in cui si sono avute le maggiori catture ricordiamo: Amaranthus retroflexus, Alopecurus myosuroides, Clematis vitalba, Cynodon dactylon, Daucus carota, Euphorbia peplus, Lolium perenne, Picris hieracioides, Pulicaria dysenterica, Solanum nigrum, Sorghum halepense, Torilis japonica ed Urtica dioica. L’analisi del pattern spaziale e dei movimenti degli insetti vettori può fornire preziose informazioni per cercare di approfondire le conoscenze sulle relazioni fra insetti e piante ospiti, sull

    Risposte olfattive di adulti di Hyalesthes obsoletus ai composti di alcune piante ospiti.

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    Hyalesthes obsoletus Signoret is a palearctic planthopper and its plant host choice is made at the adult stage, while the larvae feed and develop on the root systems of the host plants. In the present study, behavioural, morphological and electrophysiological analysis were carried out to deepen our knowledge of the role of volatile organic compounds in H. obsoletus host-plant recognition. Bioassays were performed using a Y-olfactometer, with test on the following plants: nettle, bindweed, hedge bindweed, chaste tree and grapevine. The results show a significant attraction of females to nettle and of males to chaste tree

    Metodi di campionamento a confronto delle cicaline dell’agroecosistema vigneto.

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    Many species of leafhoppers and planthoppers are serious pests because of their direct feeding injury as well as for their role as vectors in trasmission of plant pathogens. The spread of hopper-transmitted pathogens depends also on the abundance of insect vectors and their plant-to-plant movement. Sampling techniques that measure overall activity of leafhoppers and planthoppers movement may therefore be useful in estimating relative population dynamics and thus in predicting the incidence of insect-transmitted pathogens. Results of a two years survey conducted in three vineyard agroecosystems of the Marche region (central-eastern Italy) are briefly explained. The main objective was the comparison of three different methods (yellow sticky traps placed at 10 cm and 150 cm above ground and sweep net) used to sample leafhoppers and planthoppers. A total of 32,000 specimens were identified. About seventy species were identified, 60 Cicadomorpha and 10 Fulgoromorpha. The different sampling methods allowed us to discriminate the captures of both species sampled and frequency of specimens for each species. A profile of the leafhopper and planthopper fauna of different vineyard agroecosystems of the Marche region was also defined
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