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    Palm

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    La ricerca della sostenibilità sulla base di un insieme di motivazioni valoriali e come base del vantaggio competitivo riguarda anche diverse imprese di piccole e medie imprese a controllo familiare. Palm è una di queste. Essa, grazie all'intuizione del suo imprenditore, ha avviato la progettazione e la produzione di pallet in legno eco-sostenibile, facendone uno dei prodotti di punta dell'azienda. I risultati economico-finanziari gli hanno però dato ragione a fasi alterne. Il case study si presta a discutere le strategie competitive di differenziazione - basate su un vantaggio di prezzo - e le condizioni per la loro riuscita

    La complessità nelle piccole e medie imprese: quali implicazioni per il rapporto con le banche?

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    La tesi fondamentale di questo scritto è che esistono un numero significativo di piccole e medie imprese (Pmi) che, per struttura, strategie e ambiente competitivo di riferimento, possono essere definite complesse; tale complessità si riverbera nella funzione finanza e quindi sui fabbisogni finanziari, per soddisfare i quali esse si rivolgono alle banche. Queste, dal canto loro, si rivelano spesso inadeguate a soddisfare le esigenze finanziarie più sofisticate, in termini sia di prodotti, sia di servizi, espresse dalle Pmi complesse: per superare tale inadeguatezza potrebbero utilmente ricorrere al "grado di complessità" come variabile di segmentazione della clientela corporate.Dopo aver dedicato ampio spazio a una rassegna della letteratura in tema di rapporto banche - Pmi e di complessità, si giunge a proporre una definizione di Pmi complessa e un insieme di analisi e di variabili lungo le quali distinguere concretamente e operativamente le Pmi semplici da quelle complesse

    Il Comune di Reggio Emilia

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    Partnership pubblico-privato, coinvolgimento degli stakeholder nella formulazione della strategia dell'ente locale, processi di co-creazione di valore e innovazione organizzativa (a livello di struttura organizzativa e di sistemi operativi) costituiscono i principali elementi di innovazione e di interesse di questo case study, relativo al Comune di Reggio Emilia. L'analisi è svolta assumendo una prospettiva storica (con focus sugli ultimi 25 anni) e si avvale sia di documentazione pubblica (bilanci del Comune, ecc.), sia di numerose interviste realizzate a esponenti politici, del management e degli stakeholder del territorio

    Gli "scandali d'impresa". Ascesa e caduta di star del mercato borsistico

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    Nell'ambito accademico e della ricerca, molti studiosi di etica di impresa, di accounting, di management e persino di criminologia hanno cercato di comprendere i fattori all'origine delle frodi manageriali e degli "scandali d'impresa". Ciò nonostante, non sembra siano state ancora adeguatamente considerate e integrate nei modelli interpretativi sviluppati variabili quali la strategia, i processi di crescita, la fiducia, la coesione e il consenso degli stakeholder nei confronti dell'impresa e dei suoi vertici.L'obiettivo del libro è proprio quello di contribuire, anche con l'ausilio di due casi aziendali, all'avanzamento della teoria, cercando di comprendere il ruolo della strategia, della crescita e della relazione fra impresa e stakeholder nei processi e nelle dinamiche che conducono alla commissione di frodi e di falsificazioni e, per tale via, allo scoppio di "scandali d'impresa"

    Impresa distrettuale e competizione globale

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    La prospettiva del distretto industriale come una realtà composta da un grande numero di piccole e piccolissime imprese, molto simili fra loro, per lo più incapaci di sopravvivere senza le “economie esterne” di cui possono godere all’interno del territorio distrettuale si rivela sempre più inadeguata a interpretare il rapporto fra il distretto e le imprese che vi appartengono, costrette dai processi di globalizzazione da tempo in atto a ripensare la propria strategia e, in particolare, il loro modo di essere nel distretto.Il libro, anche con l’ausilio di alcuni casi empirici, mette in evidenza come vi siano molte imprese distrettuali che non solo hanno intrapreso con successo un percorso di crescita dimensionale, ma hanno anche saputo affrancarsi progressivamente dal distretto nel quale sono nate, pur continuando quasi sempre a rimanervi insediate. La relazione fra impresa distrettuale e distretto si fa via via più variegata e complessa: vi sono imprese che contribuiscono allo sviluppo e alla prosperità del distretto, altre che concorrono a determinarne il declino o la crisi, altre ancora che svolgono un ruolo determinante nel rilanciarlo o rivitalizzarlo. D’altra parte, un distretto può risultare decisivo, almeno per un certo periodo, ai fini della sopravvivenza di alcune imprese, per altre pressoché irrilevante, per altre ancora addirittura un fattore di rischio, soprattutto quando una diffusa rilassatezza da successo e da benessere rende più difficile riconoscere e quindi affrontare i cambiamenti ambientali rilevanti.L’analisi empirica e la riflessione teorica suggeriscono che la qualità delle conoscenze diffuse localmente e del fattore imprenditoriale costituiscono le risorse decisive ai fini della competitività di lungo periodo di un distretto

    Stakeholder Management Theory, Firm Strategy, and Ambidexterity

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    Stakeholder theory scholars have recently addressed two crucial calls: the first is for the integration of strategy and ethics, of stakeholder theory and strategic management, and the second call is for the development of a dynamic approach to stakeholder responsibility.I attempt to answer these calls by developing a theoretical framework that links together stakeholder management, stakeholder commitment to cooperate with the firm, key decision makers’ ethical commitments, and firm strategy. Starting from the basic assumption that managers cannot meet all stakeholders’ demands immediately and in a tailored manner, I contend, first, that an ambidextrous approach to stakeholder management is conducive to stakeholders’ commitment to cooperate for the sustainable well-being of the firm and, second, that firm strategy and key decision makers’ ethical commitment moderate the relationship between an ambidextrous stakeholder management and stakeholder commitment to cooperate. Furthermore, drawing on this theoretical framework, I attempt to address the call for the integration of strategy and ethics by proposing a three-level conceptual model that distinguishes the objectives, the field and the levers of integration. Finally, I outline a set of propositions that, taken together, represent a first attempt to develop a dynamic approach to stakeholder management

    La valutazione dell'economicità di lungo periodo dell'impresa: il contributo informativo della nota integrativa al bilancio e della relazione degli amministratori sulla gestione

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    L'articolo prende in esame il contributo informativo, ai fini dell'economicità d'impresa, fornito dalla nota integrativa al bilancio e dalla relazione sulla gestione. L'assunto dal quale l'articolo prende le mosse è che per quanto la struttura e il contenuto della nota integrativa e della relazione sulla gestione siano stabiliti dalla normativa, il contributo informativo da esse fornito ai fini della valutazione dell'economicità varia notevolmente da impresa a impresa. Per tale ragione, si analizzano non solo le informazioni obbligatorie, ma anche quelle discrezionali, prendendo spunto dalla lettura e dall'analisi di alcuni esempi di tali documenti

    Responsabilità sociale e strategia. Alla ricerca di un'integrazione

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    La crescente domanda di responsabilità sociale rivolta alle imprese e la pubblicazione, nel corso del 2001, del Libro Verde della Commissione Europea finalizzato a promuoverla hanno suscitato un’ampia risonanza sia a livello accademico, sia fra gli operatori economici e hanno innescato un’ampia e variegata gamma di azioni e di iniziative che, almeno a detta di chi le ha promosse, si iscrivono nell’alveo della responsabilità sociale delle imprese. A ben guardare, tuttavia, non sono molte le imprese che la praticano in modo autentico, incisivo ed efficace, meno ancora quelle che la integrano nella loro strategia.L’obiettivo del libro è proprio quello di contribuire, anche con l’ausilio di alcuni casi aziendali, a identificare condizioni, modalità e processi attraverso i quali “competitività” e “socialità” possano coniugarsi sinergicamente. Ciò si verifica allorché la responsabilità sociale entra a far parte della “proposta di valore” al cliente o favorisce l’accesso a risorse di valore, scarse e difficili da imitare, alimentando in tal modo il vantaggio competitivo, e, nel contempo, le risorse e le competenze alla base di quest’ultimo vengono utilizzate anche a beneficio dei diversi stakeholder, favorendo l’efficacia e l’incisività dell’azione dell’impresa sul fronte sociale e ambientale.L’integrazione della responsabilità sociale nella strategia implica il superamento dell’impostazione neoclassica, secondo la quale il fine dell’impresa è la massimizzazione del profitto per gli azionisti, l’assunzione della “socialità” nella funzione-obiettivo dell’impresa stessa, nonché la ricerca di un profitto di lungo periodo e dalle solide basi, atto ad alimentare la funzionalità duratura dell’impresa in condizioni di autonomia e quindi, in ultima analisi, a far sì che la sua “missione” economico-sociale possa realizzarsi autenticamente

    "Public" and "private" cross-locality networks: conditions for access, complementary roles and impact on industrial district competitiveness

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    Firms located in industrial districts are acknowledged to benefit from externalities of geographic colocation, like access to specialized inputs and labour skills, better infrastructure and so on. Nevertheless, there is no clear empirical evidence that their performance is, on average, better than that of ‘isolated’ firms. I argue that a contingent approach is required to better explore the relationship between clustering and performance and suggest that access to external, more codified and ‘scientific’ knowledge, that complement informal and tacit knowledge developed within an industrial district, is of increasing importance as a source of competitiveness both for a district as a whole and for individual district firms. After illustrating main features of ‘public’ and ‘private’ cross-locality networks as possible ways to facilitate access to external knowledge for an industrial district, I propose a theoretical framework that, with the aid of some Italian cases, explores conditions of access, complementary roles and impact of cross-locality networks on performance both of an industrial district as a whole and of individual firms located in it

    Mercato ed etica

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    Studiosi di diverse discipline hanno sviluppato visioni spesso contrapposte del rapporto fra mercato ed etica, che vanno dalla totale armonia all'antitesi. In questo capitolo s'intende spiegare la genesi di tali visioni e proporre una visione secondo la quale il mercato non è aprioristicamente né buono né cattivo, ma lo diventa in relazione a come è organizzato e utilizzato. Ci si domanda, inoltre, a quali condizioni sia possibile promuovere o, se del caso, ripristinare un mercato eticamente orientato
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