1,726,309 research outputs found

    The crystal structure of (4SR)-7-(3,4-dichlorobenzyl)-4,8,8-trimethyl-7,8-dihydroimidazo[5,1c][1, 2,4]triazine-3,6(2H,4H)-dione, C15H16Cl2N4O2

    Get PDF
    Tzvetkov NT, Peeva MI, Tsakovska I, Milella L, Pajeva I, Stammler H-G. The crystal structure of (4SR)-7-(3,4-dichlorobenzyl)-4,8,8-trimethyl-7,8-dihydroimidazo[5,1c][1, 2,4]triazine-3,6(2H,4H)-dione, C15H16Cl2N4O2. Zeitschrift für Kristallographie - New Crystal Structures . 2022;237(2).C15H16Cl2N4O2, monoclinic, P2(1)/c (no. 14), a = 26.2014(7) angstrom, b = 7.59320(10) angstrom, c = 17.9766(4) angstrom, beta = 109.217(3)degrees, V = 3377.20(14) angstrom(3), Z = 8, R ( gt )(F) = 0.0503, wR ( ref )(F (2)) = 0.1411, T = 100.0(1) K

    DecArch. L’approccio open e collaborativo alla decorazione architettonica romana

    No full text
    Decor : decorazione e architettura nel mondo romano : atti del Convegno internazionale, Roma, 21-24 maggio 2014 / a cura di Patrizio Pensabene, Marina Milella, Francesca Capriol

    (Mis)informed? Identified skeletal collections, occupation, age at death and the reconstruction of physical activity

    No full text
    Introduction: This paper expands on recent research by Milella et al. (2015) on the classification of documented occupations in the studies of entheseal changes (EC) addressing the following questions: can EC variability be used as classification criterion of occupations and, by proxy, assess physical activity? Which analytical protocols are more suitable when trying to control for the effect of age? Materials and Methods: Both bivariate (linear regression - LR) and multivariate (nonlinear principal component analysis – NLP and hierarchical cluster analysis - HCA) statistical protocols were used on a dataset (n=372, male individuals, 20-88 y.o.) of postcranial entheses from three contemporary Italian and Portuguese identified skeletal collections (ISC). The study focused on entheseal robusticity (ER) (i.e. relative surface roughness), on laterality separately and together, and on levels of asymmetry. Variance in robusticity was calculated after NLP for each occupation. Age-at-death was controlled using the residuals obtained after regressing each dimension obtained from NLPC with age and exploring possible groupings of occupation by means of HCA. Results: Robusticity variance showed a complex picture characterized by an overall separation between “high variable” and “low variable” occupations, which in some cases is consistent with specific exposures to distinct biomechanical patterns. Clusters of occupations based on residuals revealed a subdivision in three main classes as observed in Milella et al. (2015). The occurrence of problematic associations traces a more complex picture in which inherent sample biases, incomplete documentation and poor reliability of the EC investigated may have played their part. Discussion and Conclusions: Our results demonstrate that: (1) variability of ER is an interesting approach when studying subdivisions of documented occupation; (2) regression residuals are useful for controlling the effect of age on ER; and (3) the correlation between EC and specific behavioural patterns may be problematic (i.e. lack of homogeneity and documentation characterizing ISC)

    Educatori che (si) danno voce per “muoversi” con gli anziani istituzionalizzati

    No full text
    Il contributo propone agli educatori, di fornirsi reciprocamente di un “vocabolario” e di un “atlante” nei quali descrivano se stessi e le proprie sensazioni interiori al fine di essere più attenti e responsabili riguardo a quali sensazioni, emozioni e sentimenti attribuire agli anziani residenti. Si tratta, quindi, di intrecciare la ricerca delle parole e la direzione dei “movimenti” che le emozioni provocano, tenendo conto dei rischi di staticità e di “pigrizia” ai quali ci si espone lavorando di fronte ad anziani istituzionalizzati. È per questi motivi che, al vocabolario e all’atlante di emozioni e di atti, riguardanti gli anziani, bisogna affiancarne altrettanti che ricomprendano gli educatori che sono chiamati a “elaborarli”. Tutto ciò è necessario per imparare che la percezione e la descrizione, che gli educatori sperimentano dell’anziano, non sono indifferenti: hanno ricadute sulla concezione e operatività degli educatori stessi, che, perciò, non possono esimersi dal coinvolgimento relazionale, da una “doppia ermeneutica” che si rivela anche “descrizione doppia”: rispecchiamento in se stessi di come si inquadrano gli anziani. La strada formativa per uscire dai circoli viziosi della ripetizione triste e stantia di percezioni e concezioni preconfezionate è quella dell’immaginazione, quella della messa in circolo di invenzioni di storie attribuite e attribuibili agli anziani, non per ingabbiarli in una storia unica, ma, al contrario, per renderli ancora protagonisti di uno scambio di relazioni e storie che li rivestano di rispetto e di nuova e mai sufficiente attenzione da parte degli educatori e della parte di società che questi ultimi “rappresentano”
    corecore