403 research outputs found
TRA TV E TECNOLOGIE: SCELTE COME STILI DI VITA
Il libro punta ad offrire una riflessione e un pensiero originali sul ruolo e sul valore della comunicazione nella modernità, avvalendosi di una ampia rassegna di settori di studi e campi di ricerca classici o innovativi dell'approccio italiano ai media studies. Il capitolo scritto da Mihaela Gavrila, integrato nella più ampia sezione "Mediatrend. Nuove prospettive di ricerca", restituisce, con il sostegno dei dati di ricerca, una foto complessa del nuovo rapporto che gli italiani iniziano a coltivare con un mercato televisivo sempre più mutevole.The book aims to provide a reflection and an original thought on the role and value of communication in modern times, using a broad overview of the areas of study and research fields Italian classic or innovative approach to media studies. The chapter written by Mihaela Gavrila, integrated into the wider section "" Mediatrend. New research perspectives "," returns, with the support of research data, a complex picture of the new relationship that Italians are beginning to grow with an ever-changing television market
Minorities and Diasporas in Turkey: public images and issues in education
Questo volume, che deriva dal convegno tenutosi il 30 novembre 2021, è composto dalla prefazione di Fabio L. Grassi, dai discrosi inaugurali di Tito Maric e Alessandro Saggioro, dai capitoli introduttivi di Mihaela Gavrila e Baskın Oran e dai contributi specifici di altri autori. Il tema comune è la storia, la condizione giuridica e la posizione sociale delle comunità analizzate.This volume is the final outcome of the conference held on 30 November 2021 and is composed of Fabio L. Grassi's preface, Tito Marci and Alessandro Saggioro's opening speeches, Mihaela Gavrila and Baskın Oran's introductive chapters and specific papers by the other authors. Common topic are history, juridical condition and sociological position of the analyzed communities
Premio L’Italia delle Tipicità “Enogastronomia e Cultura”
L’Associazione Italiana del Libro e Res Tipica, la rete delle Città di identità aderenti all’ANCI, bandiscono la seconda edizione del Premio nazionale “L’Italia delle Tipicità. Enogastronomia e Cultura”
Il Premio tende a valorizzare e a diffondere – anche nell’ottica degli obiettivi di Expo 2015 – le opere e le pubblicazioni che meglio descrivono l’apporto del patrimonio enogastronomico allo sviluppo economico, culturale e turistico dei territori italiani, contribuendo a stimolare, per l’intensità e la bellezza delle descrizioni, la curiosità di viaggiatori, consumatori e turisti.
Il Premio è aperto alla partecipazione di autori, giornalisti, studiosi, case editrici, istituti scolastici, universitari e di ricerca, aziende, associazioni culturali, enti pubblici e privati.
Si concorre con libri, pubblicazioni, saggi, ricerche o articoli in lingua italiana.
Il Premio è suddiviso in 4 sezioni:
Sezione opere edite
Sezione opere istituzionali
Sezione opere inedite
Sezione opere inedite riservate alle scuole
Fanno parte del Comitato Scientifico del Premio: Mariarosa Santiloni, presidente (giornalista, segretario generale della Fondazione Ippolito e Stanislao Nievo, studiosa della storia dell’alimentazione e del cibo), Sergio Bonetti (Confartigianato, Artigiani del cibo), Mihaela Gavrila (Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università di Roma La Sapienza), Maria Catricalà (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università di Roma Tre), Andrea Fabbri, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche dell’Università degli Studi di Parma), Emanuele Marconi, direttore del Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise, Fabrizio Montepara (presidente di ANCI Res Tipica e vicepresidente delle Città del Vino).
Partecipano alle attività di ricerca e di valutazione collegate al Premio le Biblioteche di Roma e il Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise.
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La comunicazione oltre la comunicazione. Vecchie e nuove parole chiave per leggere i media e il cambiamento
Il volume, frutto del lavoro collettivo di diversi autori, prende in esame alcune fra le più significative trasformazioni che stanno investendo la società nel suo rapporto con il mondo della comunicazione. Ogni contributore si misura con una parolachiave radicata nella tradizione delle scienze sociali per ridefinirla e riempirla di nuovi significati nell'incontro con le nuove piattaforme tecnologiche. Un libro sulla comunicazione, quindi, ma anche al di là della comunicazione, ovvero al di fuori della provincia finita in cui negli ultimi tempi i media studies stanno correndo il rischio di arroccarsi, con l'effetto di indebolire la loro intrinseca vocazione a interpretare il mondo contemporaneo.
Lo studio dei fenomeni comunicativi deve assumere oggi il senso di un esercizio di analisi e critica sociale, di una vera e propria filosofia del presente, che assuma criticamente e trasformi in sapienza una parte del passato, facendo della proiezione nel futuro un esercizio di responsabilità sociale.
Davide Borrelli è professore associato di Sociologia dei processi culturali presso l'Università del Salento e insegna Tecniche della comunicazione pubblicitaria all'Università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. Si è occupato di storia dell'industria culturale e di teorie della comunicazione. Ha pubblicato varie monografie, tra cui: Pensare i media. I classici delle scienze sociali e la comunicazione (Carocci 2010) e Il mondo che siamo. Per una sociologia dei media e dei linguaggi digitali (Liguori 2008).
Mihaela Gavrila è ricercatrice e professore aggregato presso il Dipartimento di Sociologia e Comunicazione e la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione della Sapienza Università di Roma. Insegna Processi culturali e comunicativi, Giornalismo radiotelevisivo e Formati e generi televisivi. Con FrancoAngeli ha pubblicato: Quella Deficiente della Tv (con F. De Domenico e A. Preta), La crisi della Tv. La Tv della crisi. Televisione e Public Service nell'eterna transizione italiana (2010); L'onda anomala dei media. Il rischio ambientale tra realtà e rappresentazione (a cura di, 2012).
Indice
Davide Borrelli, Mihaela Gavrila, La comunicazione oltre la comunicazione. Vecchie e nuove parole chiave per leggere i media e il cambiamento
Prima I. Le parole che restano
Mario Morcellini, Cultura. La Sociologia della Comunicazione alla luce del nodo cultura/media
Carlo Grassi, Sfera pubblica. L'avvenire di un vecchio concetto
Mihaela Gavrila, Crisi. Traumi, transizioni e strategie per il passaggio al futuro
Davide Borrelli, Comune. Dalla comunicazione alla comunità
Diana Salzano, Beni relazionali. Internet come piattaforma di socialità
Emiliano Bevilacqua, Democrazia digitale. Una risposta alla crisi della politica
Ferdinando Spina, Protesta sociale. I movimenti tra criminalizzazione e ideologie comunicative
Marialuisa Stazio, Pubblici. Il consumo dei media come lavoro
Giovanni Fiorentino, Scuola. Istituzioni formative alla prova dei media
Maria Giovanna Onorati, Multiculturalismo. L'identità di fronte alla globalizzazione
Giovambattista Fatelli, Apocalisse. Uno sguardo critico alla comunicazione mediatica e ai suoi effetti
Francesco De Domenico, Mainstream. Il futuro dei vecchi media
Pietro Grignani, Creatività. La materia prima delle industrie culturali
Vittorio Roidi, Etica. Il lavoro giornalistico tra diritti e doveri
Parte II. Media e pratiche comunicative che cambiano
Alberto Mattiacci, BRAND. Lo stile della differenza
Christian Ruggiero, Politica. La forza della comunicazione nella sfera pubblica mediatizzata
Carmine Piscopo, Consumo. La nuova sapienza delle scelte
Romana Andò, Fandom. Una nuova storia delle audience mediali
Luciano Petullà, Cloud computing. Le nuove fabbriche dei media
Sarah Siciliano, Innovage. Verso una reinvenzione del passato
Stella Teodonio, Professioni della comunicazione. Vecchi e nuovi media-scenari
Luca Borriello, Creatività urbana Il cuore giovane delle città
Luciano Petullà, Ubiquitous media. Il futuro che viviamo
Davide Borrelli, Il corpo e la comunicazione vivente
Angela Pelliccia, Nativi digitali. Il presente del futuro
Cecilia Guida, Arte. I media digitali trasformano l'espressione estetica
Gabriele Balbi, Wireless. Nascita, morte e resurrezione di un'idea
Gli autori
Bibliografia
Il futuro al centro. Bambini e adolescenti nella scena mediale contemporanea
Rivolto a studiosi e operatori dei media e della comunicazione ma anche all’opinione pubblica più in generale, il volume di Mihaela Gavrila e Massimiliano Padula intende esplorare i principali cambiamenti dell’offerta mediale e dei comportamenti di fruizione indotti dalle trasformazioni digitali degli ultimi decenni.
Il libro si sofferma sulla platea dei minori, che sollecita un surplus di attenzione nel suo rapporto con la cultura digitale. Si pone soprattutto il problema del ripensamento della tutela dei bambini e dei ragazzi, ricontestualizzandola nell’attuale contemporaneità mediale frammentata, caotica, generativa, ma anche insidiosa e di difficile regolamentazione.
L’occasione di una compiuta riflessione sulla rilevanza di un rapporto sano tra i minori e i media apre di fatto una finestra sul futuro della società. Un futuro che avrà come abitanti legittimi proprio i bambini e gli adolescenti di oggi, sempre di meno sul piano numerico e a maggior ragione bisognosi di adeguate politiche di tutela e di cura, soprattutto a seguito del vissuto traumatico durante la pandemia da Covid-19 e, successivamente, con l’invasione nella loro sensibilità delle narrazioni sul conflitto russo-ucraino
Prove di democrazia energetica La comunicazione in «movimento»
Prove di democrazia energetica. La comunicazione in “movimento”
Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano
La controversia in materia energetica è emblematica di due fenomeni sempre più evidenti nelle democrazie contemporanee, che vedono contrapposti progetti di svuotamento degli istituti democratici, da una parte, e tentativi di riappropriazione dal basso di spazi di democrazia, dall’altra: il deficit di legittimazione sociale e culturale di cui soffrono le istituzioni della politica, da una parte, e il progetto di “confisca della democrazia” con cui il decisore politico prova a neutralizzare preventivamente le istanze di partecipazione deliberativa avanzate dall’opinione pubblica, dall’altra. Pressoché ignorato dai media tradizionali, il dibattito sul nucleare è stato al centro di una fitta trama di conversazioni dal basso, che hanno finito per condizionare l’opinione pubblica. Il successo del referendum sul nucleare consacra la rete come motore politico alternativo e come strumento di autoconvocazione dei cittadini al di là delle tradizionali forme di mediazione politica e di comunicazione mediale. I dati comparativi vecchi vs. nuovi media mostrano come le conversazioni in rete abbiano finito per condizionare l’agenda mediale e per incidere sul clima di opinione, veicolando valori e interessi estranei alla cornice interpretativa in cui la controversia è stata orchestrata politicamente.
Il problema ancora aperto riguarda le affinità e le rotture semantiche tra vecchi e nuovi movimenti in termini di strategie comunicative utilizzate per ottenere consenso e ribaltare situazioni consolidate. Resta da comprendere in che modo le piattaforme mediali sapranno trasformarsi per raccogliere la sfida dell’energia sociale sprigionata da queste forme di impegno civico.
First Steps Toward an Energetic Democracy. Communication and Social Movements
Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano
The controversy on the energy matter is emblematic of two phenomena: in contemporary democracies, we find plans of emptying some of the democratic institutions, clashing with attempts of re-appropriation of spaces of democracy from below: on the one hand, the deficit of social and cultural legitimacy suffered by political institutions, on the other hand, the design of "confiscation of democracy" in which the policy maker tries to counteract prior instances of deliberative participation advanced by the public opinion.
Virtually ignored by mainstream media, the debate on nuclear power has been in the middle of a dense network of conversations from below, which eventually affect public opinion. The success of the referendum on the nuclear issue enshrines the internet as an alternative political engine and, at the same time, a tool of “self-summoning” for the citizens, beyond the traditional forms of political mediation and communication media.
By comparing data on old and new media, it’s shown how networked conversations have ended up conditioning the media agenda and affecting the public opinion by the conveying of values and interests once alien to the interpretive framework in which the case was politically orchestrated.
The still unresolved issue concerns the affinities and semantic break between old and new movements in terms of communication strategies used to achieve consensus and to overturn the status quo. It remains to understand how the media platforms will transform themselves to meet the challenge of energy emitted by these social forms of civic engagement.First Steps Toward an Energetic Democracy. Communication and Social Movements
Davide Borrelli – Mihaela Gavrila – Sarah Siciliano
The controversy on the energy matter is emblematic of two phenomena: in contemporary democracies, we find plans of emptying some of the democratic institutions, clashing with attempts of re-appropriation of spaces of democracy from below: on the one hand, the deficit of social and cultural legitimacy suffered by political institutions, on the other hand, the design of "confiscation of democracy" in which the policy maker tries to counteract prior instances of deliberative participation advanced by the public opinion.
Virtually ignored by mainstream media, the debate on nuclear power has been in the middle of a dense network of conversations from below, which eventually affect public opinion. The success of the referendum on the nuclear issue enshrines the internet as an alternative political engine and, at the same time, a tool of “self-summoning” for th
Riviste Sociologia Italiana - AIS Journal of Sociology, Egea editore, Milano
Sociologia Italiana – AIS Journal of Sociology
Dalla collaborazione tra l’Associazione Italiana di Sociologia e la casa editrice Egea nasce la nuova rivista Sociologia Italiana – AIS Journal of Sociology che viene presentata in anteprima a Trento, in occasione del convegno “Sociologia, professioni e mondo del lavoro”.
La Rivista intende dotare l’Associazione di una vetrina della migliore produzione sociologica italiana, aperta al confronto con i principali orientamenti del dibattito internazionale, come testimonia la scelta di pubblicare articoli non solo in italiano, ma anche in inglese e in francese.
Nel rispetto della sua natura associativa, Sociologia Italiana – AIS Journal of Sociology copre ogni settore disciplinare, garantendo la massima attenzione alle molteplici sensibilità scientifiche presenti nell’Ais, in ambito teorico, metodologico e di ricerca. In particolare, la Rivista intende offrire un’opportunità ai giovani, che rappresentano la parte più innovativa della comunità scientifica, pubblicando i loro contributi accanto a quelli di colleghi ormai affermati.
La Rivista si propone, altresì, di promuovere il monitoraggio dello stato della disciplina, sia valorizzandone la storia, testimoniata dall’opera degli autori del passato, sia affrontando le problematiche che la sociologia sta incontrando in questo momento di profondo mutamento e che riguardano non solo i suoi assetti organizzativi e formativi universitari, ma anche la sua immagine pubblica, l’autorevolezza del suo pensiero, l’efficacia professionale.
La Rivista è articolata in quattro parti:
una generalista (teoria e ricerca);
una tematica (focus);
una che raccoglie interviste a membri autorevoli della comunità scientifica, a livello nazionale e internazionale (l’intervista);
una di rassegna critica della produzione scientifica (rassegna critica).
A queste rubriche, che rappresentano la parte strutturale della pubblicazione, se ne potranno affiancare altre, in futuro, anche e soprattutto sulla base di
segnalazioni e proposte che ci perverranno dai lettori. Il rigoroso rispetto della qualità delle pubblicazioni sarà garantito da un loro primo esame da parte della redazione della rivista, seguito, qualora l’esito risulti positivo, da un duplice referaggio cieco.
Direttore
Alessandro Bruschi
Direttore responsabile
Alessandro Cavalli
Responsabile di Redazione
Marita Rampazi
Vice-Responsabile di Redazione
Davide Borrelli
Comitato di Redazione
Maria Carmela Agodi, Giovanni Boccia Artieri, Davide Borrelli, Alessandro Bruschi, Paola Di
Nicola, Carmelo Lombardo, Serafino Negrelli, Annamaria Perino, Maria Lucia Piga, Marita
Rampazi, Raffaele Savonardo
Segretario
Raffaele Savonardo
Consiglio scientifico
Stella Agnoli, Arnaldo Bagnasco, Andrea Bassi, Giovanni Bechelloni, Maurizio Bergamaschi,
Luigi Berzano, Alessandro Cavalli, Luciano Cavalli, Paolo Ceri, Vincenzo Cesareo,
Costantino Cipolla, Roberto Cipriani, Fausto Colombo, Vittorio Cotesta, Franco Crespi,
Derrick de Kerckhove, Roberto De Luca, Alberto Febbrajo, Luciano Gallino, Mihaela Gavrila,
Paolo Jedlowski, Paolo Landri, Pino Lucà Trombetta, Andrea Maccarini, Alberto Marradi,
Guido Martinotti, Fiammetta Mignella Calvosa, Giuseppe Moro, Mariella Nocenzi, Paolo
Parra Saiani, Marita Rampazi, Franco Rositi, Chiara Saraceno, Ferdinando Spina, Mario
Aldo Toscano, Paolo Vigner
Vincere la paura. Una nuova comunicazione della sicurezza contro il mediaterrorismo
La battaglia contro il terrorismo è impresa più vasta della sola strategia militare e tattica. Essa implica anche la produzione di immagini e storie, la capacità di sfatare leggende e miti e quella di rassicurare e accompagnare. Il volume si propone di offrire una riflessione polifonica, basata sulle voci di studiosi, rappresentanti delle forze di polizia, giornalisti e operatori dei media per definire strategie di contrasto della bulimia di insicurezza e delle paure. Nato in un momento in cui l’ombra minacciosa del terrorismo internazionale si stava proiettando su un’Europa troppo fragile per reagire, il percorso restituito in questo libro prende spunto dal progetto di rilevante interesse nazionale “Media e Terrorismi. L’impatto della Comunicazione e delle reti digitali sull’insicurezza percepita”. Tuttavia, le riflessioni interdisciplinari prodotte vanno ben oltre le questioni poste dal terrorismo internazionale, mirando a interpretare e contrastare le distorsioni nelle narrazioni mediali e a accompagnare operatori della sicurezza, dei media e dello spazio pubblico in altri contesti complessi, come le migrazioni, la criminalità e più recentemente la pandemia che ha stravolto equilibri geopolitici, sicurezze precarie e routine produttive dell’informazione.
Con la prefazione del Prefetto Lamberto Giannini, Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Nota introduttiva del Gen D. CC Giuseppe La Gala, Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia
Postfazione di Giampiero Gramaglia, Giornalista e consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali
Contributi di: Erica Antonini, Marzia Antenore, Davide Borrelli, Marco Canneddu, Silvia Cervia, Ida Cortoni, Paola De Rosa, Anna D’Ascenzio, Valentina Faloni, Giovanni Filippetto, Mihaela Gavrila, Fabrizio Greco, Roberto Gritti, Giovanna Leone, Ludovica Malknecht, Roberto Menotti, Mario Morcellini, Andrea Pranovi, Annamaria Rufino, Livia Serlupi Crescenzi, Marica Spalletta, Barbara Strappato, Elisabetta Trinca, Stefania Tusini, Barbara Varchetta
Connected and abandoned. Vices and virtues of multiplatform communication in the age of complexity
The contribution, focused on the results of empirical research, analyses the impact of communication
and digital networks on perceived insecurity, starting from the content of media narratives around
terrorist attacks (years 2015-2020), collected through the administration of focus groups to preadolescents
and adolescents and in-depth interviews with media and police officers. The data
collection allowed the elaboration of proposals that go beyond the issues related to international
terrorism and aim at interpreting and countering distortions in media narratives by guiding media and
public space operators in other complex contexts, e.g. the pandemic and war that have upset
geopolitical balances, and information production routines (Gavrila, Morcellini 2022). Such evidence
is complemented by an in-depth analysis of the new Testo Unico per i Media Audiovisivi (TUSMA)
approved in December 2021. By imposing minimum standards for non-linear audiovisual media
services with a view to the protection of minors, this Directive extends the field of harmonised
Community law and it emerges that hyper-communication is no guarantee of the quality of
communication (Wolton, 2016), rather it generates a sense of inadequacy and places us in a deficit
condition. In this context, attention to the universe of audiovisual media must be pronounced, since it
is multiplatform content that is part of minors' communicative diet. The shared commitment should
be substantiated in a strategy that allows the audiovisual media to be a safe space to the development
of children and young people, aimed at the revival of society (Colombo 2000, Gavrila 2021a). In this
direction, the new TUSMA provides the protection of vulnerable groups and national and
international security from violence and hatred (Gavrila 2021b). The concluding thesis is that media
practitioners should become aware of their communication responsibilities, which implies the
assimilation of the ethical dimension as a daily practice for the protection of minors
Bambini nell’arcipelago delle tv. La multidimensionalità delle esperienze televisive (
Bambini nell’arcipelago delle tv. La multidimensionalità delle esperienze televisive (M. Gavrila)
A partire da alcune acquisizioni sull’universo infantile di carattere transdisciplinare (sociologia dell’educazione, psicologia
dell’età evolutiva, psicologia dell’educazione, pedagogia, sociologia della comunicazione, ecc.), il contributo ricostruisce
lo stato dell’arte della ricerca in ordine all’influenza della televisione sullo sviluppo dei bambini, focalizzando in
particolare la sua attenzione sul target 4-7 anni.
Parole chiave: [bambini, tv, multidimensionalità, informazione, socializzazione]
Children in the archipelago of the TV. The multidimensionality of the television experience
From acquisitions infant universe of transdisciplinary nature (sociology of education, developmental psychology, educational
psychology, pedagogy, sociology of communication, etc.), The contribution reconstructs the state of the art research
in order to the influence of television on children’s development, focusing in particular its focus on the target 4-7 years.
Key words: [kids, TV, multidimensionality, information, socialization]Children in the archipelago of the TV. The multidimensionality of the television experience
From acquisitions infant universe of transdisciplinary nature (sociology of education, developmental psychology, educational
psychology, pedagogy, sociology of communication, etc.), The contribution reconstructs the state of the art research
in order to the influence of television on children’s development, focusing in particular its focus on the target 4-7 years.
Key words: [kids, TV, multidimensionality, information, socialization
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