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    Il restauro italiano all’estero

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    The Italian method of restoration spread throughout the world in the second half of the 20th century. The theoretical framework elaborated by Cesare Brandi is still relevant and applicable to different cultures far from the Western model. This essay analyses the intense activity of the Istituto Centrale per il Restauro (Central Restoration Institute) abroad since the 1950's, highlihting the avant-garde characteristics of the international strategy that Brandi shared with Giuseppe Tucci and Doro Levi and that engaged Pasquale Rotondi and Giovanni Urbani in the 1960's and 1970's. The development of Italian activity over the last twenty years is analysed. This phase was characterised by the synergy of different institutions and framed in the context of co-operation with developing countries, particularly Italian initiatives in the People's Republic of China, which led to the creation of two training centres. The first of these was set up at Xi'an and the second at Beijing.Viene analizzata la diffusione all'estero, nel XX secolo, dell'esperienza teorica e metodologica del restauro italiano. Il pensiero teorico di Cesare Brandi ha assunto un ruolo centrale e si è dimostrato applicabile e adattabile in ambiti culturali diversi da quello occidentale. In questo saggio viene analizzata l'intensa attività condotta dall'Istituto Centrale per il Restauro all'estero a partire dall'inizio degli anni '50 attraverso una complessa strategia di azione internazionale messa a punto dallo stesso Brandi e a cui parteciparono Giuseppe Tucci e Doro Levi e che sarà proseguita nel decennio successsivo da Pasquale Rotondi e poi ancora da Giovanni Urbani. Viene quindi analizzata l'attività internazionale italiana degli ultimi venti anni, caratterizzata dalla sinergia di differenti istituzioni e attuata nei paesi in via di sviluppo. Particolare interesse ricopre l'azione condotta nella Repubblica Popolare Cinese attraverso la creazione di due centri di conservazione e restauro: il primo a Xi'an e il secondo a Beijing

    1860-1970 Il restauro archeologico in Italia. Fonti storiche e pratiche disciplinari

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    Il volume costituisce il risultato del segmento del Progetto di Ricerca di Rilevanza Nazionale Cultura del restauro e restauratori: modelli di ricezione per la museologia e la storia dell’arte antica e moderna. Un archivio informatizzato, curato dall’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con l’Associazione Giovanni Secco Suardo, sul tema Mutamenti nel restauro archeologico a Roma dall’Unità d’Italia alla seconda metà del Novecento attraverso l’analisi delle vicende legate alla costituzione dei principali musei statali e contiene gli Atti del Convegno Il restauro archeologico in Italia dal 1860 al 1970 tenutosi a Roma presso l’Archivio centrale dello Stato nel marzo 2013. La raccolta di studi è divisa in quattro sezioni: Il Museo Etrusco di Villa Giulia e le necropoli dell’Etruria; I musei d’arte antica e gli scavi a Roma; I musei delle catacombe; Mutamenti nella prassi e innovazioni del restauro archeologico. Attraverso un incrocio tra la storia del restauro e la storia dell’archeologia, la museologia e la storia del pensiero scientifico, il volume fornisce un’inedita e organica ricostruzione, frutto di una ampia esplorazione archivistica condotta presso istituzioni italiane e straniere, dei mutamenti che si sono registrati nella conservazione delle antichità dall’Unità d’Italia fino agli anni Settanta del Novecento, periodo nel quale viene creata e messa in atto la complessa macchina della tutela del patrimonio culturale italiano che ancora oggi rappresenta un unicum nell’intero panorama internazionale
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