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Territori generativi e responsabili. Sostenibilità e innovazione sociale attraverso le politiche di sviluppo locale
Mettere i territori (al plurale) al centro della responsabilità sociale per lo sviluppo è una scelta importante, che ha il senso di orientare tutti gli attori dello sviluppo verso un’assunzione di responsabilità: significa insomma considerare non solo le singole imprese, i singoli attori, ma soprattutto le interazioni e le relazioni che legano le imprese e agli altri attori strategici alle dinamiche di sviluppo del territorio: dall’ente locale e regionale, alle associazioni di rappresentanza degli interessi; dalle banche, alle Università. Significa insomma andare oltre i vecchi schemi “compensativi" della Corporate Social Responsability (CSR) e cogliere soprattutto il sistema di relazioni che lega l’impresa al contesto territoriale di riferimento.
La chiave di lettura e di analisi dovrebbe spostarsi allora dalla CSR della singola impresa, alle dinamiche in grado di generare valori condivisi, coniugando la responsabilità sociale con l’innovazione sociale e la sostenibilità dello sviluppo entro un dato territorio. In questa prospettiva si sta orientando, in parte, il dibattito sulla responsabilità sociale di impresa, ed è in questa prospettiva che è stata realizzata la ricerca dell’Università di Padova "Oltre la responsabilità sociale di impresa: comunità e territori sostenibili" di cui il volume è espressione.
Il volum
Il contributo di Percy Allum agli studi sul Mezzogiorno
I contributi raccolti sono stati presentati in occasione dell’evento commemorativo “Il contributo di Percy Allum alla Scienza politica”, in ricordo di Percy Allum, scomparso nell’aprile 2022, che si è tenuto il 23 novembre 2022
presso il Centro interdipartimentale di Studi Regionali “Giorgio Lago” (CISR) dell’Università di Padova, che custodisce dal 2018 il Fondo Percy Allum, do nato al Centro dalla famiglia Allum.
Per la prima volta, gli amici, collaboratori e allievi di Percy Allum napoletani e veneti si sono incontrati in suo nome, condividendo insieme ai ricordi e ad episodi rimasti memorabili del suo stile comunicativo, anche interessi di ricerca comuni sugli studi regionali, di cui Percy è stato senz’altro uno dei politologi più attenti nel contesto europeo.
I contributi di questa raccolta aiutano così a ricostruire gli approcci originali con cui Percy Allum ha condotto le sue ricerche sul campo, divenendo con il suo estro creativo e la sua capacità di entrare in empatia con i luoghi
di cui cercava di interpretare dati e “mondi”, un profondo conoscitore dei due contesti napoletano e veneto, tanto diversi tra loro, quanto entrambi accomunati da una forte presenza della Democrazia Cristiana negli anni ‘50-’80.
Agli studi sulla DC napoletana e sul Mezzogiorno sono dedicati i contributi di Lucio Iaccarino e Luciano Brancaccio che testimoniano del segno lasciato da Percy Allum anche sulla Scienza politica napoletana del tempo.
Agli studi sulla DC veneta, e soprattutto vicentina, sono dedicati invece i contributi di Marco Appoggi, che lo ha introdotto nei principali ambienti cattolici della Vicenza degli anni Settanta e Ottanta, e soprattutto di Ilvo Diamanti, che ha condiviso con Percy Allum l’interesse profondo e le sue prime ricerche sulla subcultura politica territoriale “bianca”.
Lorenza Perini riprende invece la microstoria, ricostruita da Percy Allum, del Comune di Rotzo nell’Altipiano di Asiago, famoso per essere stato l’unico comune d’Italia governato per una legislatura interamente da sole donne, mentre Marco Almagisti e Matteo Zanellato mettono a fuoco la rilevanza data da Percy Allum proprio ai contesti locali e regionali nella ricerca empirica, anche politologica. Il contributo di Patrizia Messina mette a fuoco alcuni peculiari interrogativi di ricerca emersi negli anni degli studi sulla Terza Italia, riguardanti l’autonomia della Politica da Economia e Società e gli strumenti concettuali e metodologici appresi grazie alla frequentazione di Percy Allum durante gli
anni Ottanta e Novanta: dai concetti di cultura politica e di cultura di gover no locali, all’approccio della comparazione per contesti. Gianni Riccamboni riprende invece l’opera monumentale di Percy Allum, "Democrazia reale", prodotta durante gli anni di docenza di Allum presso la Facoltà di Scienze Politiche di Padova, anche grazie all’insistenza e alla determinazione di Gianni Riccamboni che ne ha curato le due edizioni italiane, del 1991 (Liviana) e 1997 (Utet). Si tratta di un libro, adottato come manuale di Scienza politica non solo a Padova, che ha contribuito a formare intere
generazioni di studenti e ricercatori. Franca Cosmai, infine, presenta il Fondo archivistico Percy Allum da lei
curato e custodito dal CISR dell’Università di Padova. Conclude questa raccolta, la ricca bibliografia dei lavori di Percy Allum, accuratamente ricostruita da Franca Cosmai, con il contributo di Gianni Riccambon
Città e Università nell’economia della conoscenza
In questa special issue il tema della relazione università e città nell’economia della conoscenza viene affrontato, grazie all’input dato dal progetto "Fair Living integrato - City Campus Vicenza",con un approccio interdisciplinare, partendo da due riflessioni diverse ma complementari che affrontano il medesimo tema a partire da due prospettive disciplinari distinte: quella economica di Giancarlo Corò, sul ruolo giocato dalle università nell’economia della conoscenza; quella urbanistica di Michelangelo Savino sulla rilevanza delle Università nello sviluppo delle città universitarie del Veneto in assenza di una chiara strategia di rigenerazione urbana. Seguono tre contributi focalizzati su altrettanti casi studio: il saggio di Giovanni Luigi Fontana, Patrizia Messina e Lorenza Perini sul caso
del polo universitario di Vicenza, in cui tre università del Veneto, università di Padova, Università di Verona e IUAV, convivono nello spazio urbano vicentino, senza tuttavia poter contare su una efficace politica regionale, né urbana, di reale investimento sul potenziamento della rete università-città; il saggio di Gianluca Marchi e Giovanni Verzellesi
sull’Università di Modena e Reggio Emilia, una nuova università che accomuna due città medie emiliane, sostenuta dall’Ecosistema regionale dell’Innovazione, supportato dalla politica europea multilivello della Smart Specialization Strategy, implementata dalla Regione Emilia-Romagna. Conclude il saggio di Giovanni Allegretti e Geraldo Adriano de Campos , sul caso dell’Università di Coimbra (Portogallo), tra internazionalizzazione e
ripresa post pandemica, con l’importante contributo offerto dalle nuove tecnologie che tendono ad allargare lo “spazio” della città universitaria
Oltre la responsabilità sociale di impresa. Territori generativi tra innovazione sociale e sostenibilità
Il volume raccoglie i contributi più significativi che hanno consentito al percorso di ricerca di articolare il tema della Responsabilità Sociale di impresa e di Territorio, sia sul piano teorico sia su quello empirico della ricerca esplorativa sul campo, consentendo di apportare contributi originali al dibattito.I saggi raccolti in questo volume fanno parte dello stesso percorso e possonoessere distinti in due parti. Da un lato, i contributi di studiosi esperti, come Enzo Rullani, Stefano Zamagni, Elena Pariotti, Elena Battaglini, Valentina De Marchi, Paolo Gubitta, che offrono contributi preziosi alla riflessione teorica, da diverse prospettive disciplinari, che hanno costantemente accompagnato il percorso di ricerca. Dall’altro, i contributi di ricerca esplorativa vera e propria, realizzati dai ricercatori padovani, che hanno focalizzato l’attenzione su specifici ambiti territoriali del Veneto: Blerina Brami sulla Zona Industriale di Padova; Silvia Cavallarin sull’area costiera del Veneziano; Giulio Mattiazzi sull’area dell’Alto Vicentino; Alvise Gasparotto e Andrea Reato sull’area del Trevigiano e Bellunese, che hanno lavorato sul caso del Distretto del Prosecco di Valdobbiadene, a cui abbiamo aggiunto il contributo di Andrea Francioni sul caso studio del Vino Nobile di Montepulciano, per un’utile comparazione del caso toscano con quello trevigiano. A questi, si aggiungono i contributi di Lorenzo Liguoro, esperto di Project Management e designer collaborativo, e dei colleghi dell’Università di Verona, Luca Zarri e Alessia Zoppelletto, che hanno lavorato alla stessa ricerca nel contesto del Veronese, approfondendo il contributo dato dal Terzo settore alla responsabilità sociale del territorio.
Concludono il percorso di ricerca, il saggio di Gian Piero Turchi e Patrizia Messina che, coniugando l’approccio analitico della Scienza dialogica con quello propriamente politologico di analisi delle politiche di sviluppo locale, propone una chiave di lettura che consente di indagare le pratiche di Responsabilità Sociale Territoriale con la possibilità di misurarne l’efficacia, in termini di qualità delle interazioni e di coesione sociale complessiva. Questa prospettiva offre l’opportunità si superare la visione frammentata dell’approccio multi-stakeholder, suggerendo di optare per l’approccio community-holder, volto a massimizzare la coesione sociale, proprio nella prospettiva della responsabilità sociale dei territori.
Il saggio conclusivo del volume della curatrice, Patrizia Messina, cerca di tirare le fila del percorso di ricerca così realizzato, proponendo una rilettura della responsabilità sociale di territorio attraverso l’approccio dei modi di regolazione, coniugando i contributi della generatività sociale, con l’economia civile del bene comune, la sostenibilità dello sviluppo e l’innovazione sociale responsabile, per giungere a sostenere l’idea, avanzata da Stefano Zamagni, della responsabilità civile dei territori, come scelta etica e politica, per le politiche di sviluppo locale
Politiche e istituzioni per lo sviluppo del territorio: il caso del Veneto
Nel contesto dell’economia globale gli assetti istituzionali del governo del territorio assumono una crescente rilevanza per la competitività regionale. In questo nuovo scenario, quali devono essere i cambiamenti più adeguati delle forme di regolazione politica e delle istituzioni di governo di un territorio divenuto fluido? Come superare le rigidità e i limiti imposti dai confini amministrativi tradizionali? Come innovare le regole della rappresentanza politica che legittimano le istituzioni democratiche di governo, basate ancora sul principio della stanzialità, come la residenza?
La ricerca affronta questi temi partendo dall’analisi di un caso studio emblematico, come quello del Veneto, considerato fino a qualche anno fa un “motore dello sviluppo” del sistema produttivo nazionale, che oggi mostra evidenti segni di difficoltà, con una chiara domanda politica di innovazione istituzionale ma anche forti resistenze al cambiamento che ne riducono la capacità attrattiva. Obiettivo della ricerca è fornire una lettura integrata delle trasformazioni in atto, alla luce delle politiche europee per lo sviluppo regionale, e di segnalare quegli elementi innovativi riscontrabili in alcuni stili di policy e nel comportamento degli attori che, se adeguatamente valorizzati, potrebbero costituire un’importante chiave di volta per il cambiamento del modo di regolazione dello sviluppo regionale. Il volume individua inoltre una serie di tratti salienti per il governo di area vasta e l’attivazione delle città metropolitane policentriche per proseguire il lavoro di ricerca in chiave comparata
La metropolizzazione come strategia di sviluppo regionale
Politiche e nuove forme di governance per le City Region europee: il caso del Veneto central
Tra Città metropolitana e City Region. Adeguatezza istituzionale come vantaggio competitivo per lo sviluppo regionale in quattro regioni europee e il caso del Veneto
Il saggio focalizza l’attenzione sulle metamorfosi che stanno investendo le forme di regolazione politica e governo del territorio, nel contesto della globalizzazione, che fanno seguito ai processi di metropolizzazione delle nuove aree urbane funzionali, o city region. Viene approfondita, da un lato, l’analisi di quattro casi studio esemplari del Nord Europa che i dati sulla competitività regionale (Rci) mostrano essere tra le regioni europee più competitive. Dall’altro, considerando i paesi mediterranei caratterizzati da maggiori criticità, viene analizzato il caso del Nordest italiano e in particolare del Veneto. L’analisi consente di mettere in luce diverse forme di governance per le aree vaste di tipo funzionale, mettendo in evidenza il peso dell’adeguatezza istituzionale per il governo delle nuove city region come vantaggio competitivo per lo sviluppo regionale nel contesto dell'economia global
Cultura di governo e comparazione per contesti. Una lettura weberiana del sistema politico locale sulle tracce di Percy Allum
Il saggio è dedicato al contributo di Percy Allum alla scienza politica italiana, attraverso alcuni concetti chiave che hanno costituito il focus delle sue ricerche sul campo, nel contesto napoletano e del Veneto, con particoalre rigardo al dibattito sulla Terza Italia degli anni ottanta e novamta
La metropolización como estrategiade desarrollo: ¿ciudad o área metropolitana? El caso de Venecia
This essay discusses the issue of polycentric metropolitan governance within the context of the territorial planning reform in Italy, underscoring the potentially conflictive dynamic with
regional government levels, particularly with the metropolitan area of the region of Veneto Central. It is an excellent example of the metropolitan city, defined from the province of Venice
and not coinciding with the polycentric metropolitan area that rather covers the area of Veneto Central in the functional sense. Based on the Veneto case, several compared research hypotheses
are proposed to evaluate governance of the polycentric metropolitan area
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