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    Riforme istituzionali e governo dell'area vasta come strategia di sviluppo del territorio: sfide e opportunità per il Veneto

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    Partendo dall'analisi dei dati che indicano una forte correlazione tra l'indice europeo di competitività regionale e le riforme di riduzione del numero dei comuni nei diversi paesi europei, il saggio presenta le problematiche legate alle riforme istituzionali per potenziare la capcità istituzionale del governod el territorio nel contesto dell'economia globale, con partioalre riguardo al caso italiano e del Veneto

    Enti intermedi, sviluppo locale e sostenibilità istituzionale: una chiave di lettura a partire dal caso del Veneto

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    Il tema degli enti intermedi in Italia in questi anni va strettamente riferito alla riforma di riordino territoriale avviata con la L.135/2012. Le riforme istituzionali avviate dal Governo Monti e continuate con il Governo Letta, prospettano infatti il ridimensionamento o l'abolizione delle Province, la costituzione delle città metropolitane, ma anche l???attivazione di forme di gestione associata dei servizi locali per i comuni con meno di 5000 abitanti, come le convenzioni e soprattutto le unioni di comuni. Queste riforme sono state avviate all???insegna dei tagli della spesa pubblica e di economia di scala. Tuttavia quella del riordino territoriale si configura come una delle più importanti riforme dei governi locali del nostro Paese, che ha indotto le diverse Regioni italiane ad attivare, con apposite leggi regionali, piani di riordino territoriale volti a migliorare la gestione dei servizi e la governance del territorio. In questa prospettiva, il paper, prendendo in esame il caso del Veneto, intende focalizzare l???attenzione sugli enti intermedi, in particolare le Unioni di comuni, i Gal e le Intese Programmatiche d???Area, mettendone in luce da un lato le caratteristiche e funzionalità e, dall???altro, la loro sostenibilità istituzionale attraverso un???analisi delle sovrapposizioni, ridondanze o sinergie, ma anche delle relazioni funzionali con il livello di governo regionale. Particolare attenzione verrà data, in tal senso, ai problemi connessi con la costituzione della città metropolitana di Venezia, vista la sostanziale non coincidenza delle funzioni metropolitane presenti nell???area metropolitana del Veneto centrale, con la città metropolitana che, a norma di legge, dovrebbe coincidere con i confini amministrativi della provincia di Venezia. A conclusione del paper, verranno messi in luce alcuni aspetti salienti della sostenibilità istituzionale per gli enti intermedi e, più in generale, per le riforme dell???intero assetto istituzionale

    Le imprese di Confcooperative nella Marca trevigiana

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    Nella Marca Trevigiana la cooperazione ha radici lontane e solide che rendono questo territorio un contesto ideale nel quale svolgere una ricerca mirata ad individuare i vantaggi e le potenzialità di questo modo di fare impresa. In questo contesto si colloca la ricerca, promossa da Confcooperative di Treviso e realizzata dall’Associazione M.A.S.TER., per descrivere le cooperative trevigiane aderenti a Confcooperative (settori economici, rilevanza, dimensioni, ecc.) ed evidenziare, partendo da queste, gli aspetti culturali e valoriali che distinguono le imprese cooperative dalle altre imprese. L’aspetto “innovativo” della ricerca è rappresentato dal fatto che si sono voluti individuare i tratti distintivi del mondo cooperativo in modo “trasversale” in modo tale da capire quali sono i punti di forza di questo modo di lavorare, indipendentemente dal settore economico di afferenza. La ricerca infatti non riguarda solo un settore (agroalimentare piuttosto che sociale) ma considera tutte le cooperative affiliate a Confcooperative presenti nel territorio. L’obiettivo della ricerca è stato infatti, essenzialmente, quello di iniziare e stimolare una riflessione condivisa con i diversi attori significativi del territorio, sulle risposte e gli orientamenti che la cooperazione può dare rispetto alle sfide che i cambiamenti economici e sociali pongono, in un’ottica di qualità dello sviluppo e della sua sostenibilità. Per tali ragioni, questa ricerca intende rappresentare l’inizio di un percorso che porterà alla costruzione di un sistema informativo riguardante tutte le imprese cooperative dell’area, affiliate e non, così da poterne monitorare costantemente l’andamento e l’evoluzione sul territorio, comparandolo con quello di altri contesti regionali. L'originalità della ricerca è ancora più rilevante se si tiene conto che le CCIAA italiane non distinguono tra imprese cooperative e non, pertanto non è semplice quantificare il numero di imprese cooperative senza un osservatori specifico

    "Globalizzazione. Cultura. Federalismo"

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    Il tema del federalismo viene analizzato, con riferimento alla letteratura recente, in relazione alle trasformazioni che il processo di globalizzazione sta inducendo nelle forme della regolazione e della cultura politica

    Europeizzazione e politiche di formazione delle elite regionali. Il ruolo di Università e Regioni nelle reti di governance multilivello. Il caso del Veneto

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    I processi di integrazione europea e le recenti riforme amministrative hanno contribuito a definire un riposizionamento delle Regioni che, soprattutto nel caso italiano, sono chiamate ora ad attivarsi come intermediari per la rappresentanza degli interessi locali in Europa. Questo processo di europeizzazione delle Regioni italiane, caratterizzate storicamente da una debole capacità di rappresentanza degli interessi regionali, costituisce una interessante novità che sta trovando in molti casi le Regioni piuttosto impreparate. In questo contesto, l’investimento nella formazione dei quadri e dei dirigenti della classe amministrativa locale e regionale nella prospettiva europea diventa di importanza strategica decisiva. Acquistano quindi un ruolo di crescente rilevanza, da un lato, le politiche regionali per la formazione del personale e, dall’altro, le politiche attivate dalle agenzie di formazione superiore, in particolare dalle Università. Con riferimento al caso del Nord Est e del Veneto e dell’Università di Padova, il paper analizza il ruolo che le Università possono avere nella costruzione dello spazio pubblico europeo, inserendosi nelle reti di governance regionale ed europea come attori strategici del processo di europeizzazione

    L'associazionismo intercomunale come forma di governo delle reti e strumento di sviluppo strategico del territorio

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    Il saggio approfondisce le problematiche connesse alle forme associative tra Comuni, nel caso italiano, a partire dall’analisi del caso Veneto nella prospettiva europea. Tali forme di aggregazione possono essere efficacemente definite come esempi di reti intercomunali: un concetto che consente di spostare l’accento dalla staticità e rigidità della struttura organizzativa del singolo ente locale, alla flessibilità e funzionalità delle relazioni tra gli attori rispetto alle politiche che si intendono condividere e alle differenti logiche di rete che si implementano a seconda del modello di governance prescelto

    La "questione metropolitana". Il caso del Veneto nel contsto europeo e globale

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    Nel contesto della globalizzazione e di un’economia della conoscenza, le città metropolitane costituiscono il motore per lo sviluppo. L’Unione europea, con la prossima programmazione 2014-2020, punterà molto sulle città per rilanciare lo sviluppo dell’Unione in un’ottica di sostenibilità e di sviluppo territoriale, destinando il 5% del Fesr a questo obiettivo. Tuttavia, le aree metropolitane in senso funzionale spesso non coincidono con le città metropolitane di diritto. In questa prospettiva, il saggio discute della ‘questione metropolitana’ nel contesto della riforma di riordino territoriale italiano (L.135/2012), con particolare riferimento al caso della Città metropolitana di Venezia. Questo costituisce un caso esemplare di non coincidenza della città metropolitana, definita a partire dalla provincia di Venezia, con l’area metropolitana policentrica (city region), che riguarda invece la regione del Veneto centrale

    Regolazione politica dello sviluppo locale. Veneto ed Emilia Romagna a confronto

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    Il volume presenta i risultati di una ricerca decennale sui diversi modi di regolazione dello sviluppo locale nelle aree di piccola e media impresa del Nord Est e del Centro Italia, caratterizzate da diverse subculture politiche territoriali, come il Veneto “bianco” e l’Emilia Romagna “rossa”. Analizzando i due contesti regionali dal punto di vista politologico e attribuendo un peso specifico alle variabili non solo economiche, ma anche culturali e politico-istituzionali dello sviluppo locale, l’autrice dimostra la necessità di superare l’interpretazione secondo cui l’area della “Terza Italia” delle Piccole e Medie Imprese vada considerata come omogenea dal punto di vista del modello locale di sviluppo. Comparando per differenza, più che per somiglianza, la ricerca mette in luce, in particolare, i diversi modi dell’attore politico locale di intervenire nelle dinamiche di sviluppo locale attraverso stili amministrativi differenti, adeguati al contesto, che trovano una spiegazione nelle diverse pratiche di governance locale (path dependent) che storicamente hanno caratterizzato le culture di governo locali. La ricerca si conclude con alcune originali riflessioni sul diverso impatto delle “riforme Bassanini” del federalismo amministrativo nei due contesti regionali, sul diverso modo di concepire la sostenibilità dello sviluppo locale da parte degli attori e sul diverso modo delle due Regioni di far fronte alle sfide che arrivano oggi dai processi di europeizzazione e di globalizzazione dei mercati
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