91,434 research outputs found

    Muro Leccese Archaeological Project

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    Dal 18 al 29 luglio e dal 05 al 30 settembre 2016 è stata condotta la prima campagna di scavo archeologico in località Palombara, un’area ubicata nel settore orientale dell’abitato messapico di Muro Leccese. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata in due aree: un ambiente (denominato ambiente 1) messo in luce da scavi della Soprintendenza peri i Beni Archeologici della Puglia nella prima metà degli anni ’90; una porzione di quella che Pasquale Maggiulli ha considerato, agli inizi del ‘900, come cinta muraria interna. Lungo il muro perimetrale Nord dell’ambiente 1 è stato realizzato un saggio nel battuto pavimentale in tufina pressata. La rimozione del battuto ha consentito di datare l’impianto della struttura: il rinvenimento di materiale cronologicamente inquadrabile tra gli inizi dell’VIII ed il pieno IV secolo a.C. consente infatti di proporre un inquadramento cronologico tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C., contestuale al probabile impianto delle mura. Nel corso dello scavo è stato anche rinvenuto quello che è, al momento, il più antico frammento di ceramica di importazione, uno skyphos corinzio (prima metà VIII secolo a.C.). Lo scavo della c.d. ‘cinta muraria interna’ ha consentito di mettere in luce più fasi nel corso delle quali la struttura si è formata. La fase più recente corrisponde a un muretto a secco che copre i resti di una struttura più antica, larga 3 metri. Una parte dell’elevato di quest’ultima, prima di essere coperta da un nuovo muro, è crollato verso Sud. La rimozione del crollo e dei resti della stessa struttura muraria ha messo in luce il paramento sud costituito da blocchi sicuramente pertinenti a strutture messapiche ma di riutilizzo; tra essi vi è anche un rocchio di colonna. Al di sotto del muro è stata poi rinvenuta una sepoltura infantile con copertura a coppo, tipica dell’età medievale. Tale rinvenimento risulta significativo per la sua datazione, certamente non anteriore ad età medievale. Poco chiare, tuttavia, le motivazioni della costruzione di una struttura che pare comunque avere, date le dimensioni, un carattere difensivo. Non si può escludere che essa sia connessa con la nascita del vicino Borgo Terra. Oltre alla sepoltura, la rimozione del muro sta consentendo la messa in luce di ambienti precedenti, verosimilmente messapici per tecnica costruttiva ed orientamento in relazione alle strutture già emerse

    Muro Leccese nell’età del Ferro. Forma e organizzazione insediativa di un abitato indigeno della Puglia meridionale

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    Muro Leccese, il cui nome antico è tutt’oggi sconosciuto, è un abitato messapico a continuità di vita del quale restano numerose evidenze archeologiche relative alla fase di IV-III secolo a.C., momento nel quale è uno dei centri dominanti della Messapia meridionale e raggiunge un’estensione di oltre 100 ettari. Le imponenti mura, costruite a struttura piena per tutta la loro lunghezza di 4 km, segnano ancora fortemente il territorio e, in alcuni tratti, costituiscono anche il limite del feudo comunale. La lunga storia di Muro (fig. 1) può essere divisa in tre momenti principali: un villaggio dell’età del Ferro dall’VIII alla metà del VI secolo a.C., un insediamento arcaico dalla metà del VI al terzo quarto del IV secolo a.C. e la città cinta dalle imponenti mura tra il tardo IV e la prima metà del III secolo a.C., quando la sconfitta contro i romani comporta la distruzione dell’abitato in seguito a violenti scontri durante il bellum sallentinum. Nonostante la fase più recente abbia comportato l’obliterazione di quelle precedenti e una notevole riorganizzazione del centro, una serie di indagini archeologiche sistematiche ha consentito di raccogliere numerose informazioni relative ai primi momenti di frequentazione del sito, alcune delle quali sono già state presentate con un differente grado di dettaglio. Il presente contributo intende focalizzare l’attenzione proprio sulla prima fase di vita dell’insediamento, al fine di realizzare un’analisi spaziale dei nuclei abitativi e di inquadrare le dinamiche di sviluppo del centro murese per giungere a un possibile confronto con gli altri insediamenti coevi della Puglia meridionale

    Muro Leccese Archaeological Project

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    Direzione dello scavo archeologico didattico svolto dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento nel sito messapico di Muro Leccese (Le)

    Muro Leccese Archaeological Project

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    Direzione dello scavo archeologico didattico svolto dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento nel sito messapico di Muro Leccese (Le)

    Muro Leccese Archaeological Project

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    Direzione Scientifica dello scavo archeologico didattico svolto dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento nel sito messapico di Muro Leccese (Le)

    Muro Leccese. Recupero di un patrimonio

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    Il lavoro ripropone testi e immagini dei pannelli relativi ad una Mostra fotografica ideata, progettata e realizzata dagli autori, e allestita nell'estate del 2008 nel Palazzo del Principe di Muro Leccese. La Mostra è finalizzata alla presentazione di una sintesi aggiornata dei risultati scaturiti dalle indagini archeologiche condotte dal 2000 al 2008 dalla cattedra di Urbanistica del mondo classico dell'Università del Salento in zone diverse dell'abitato messapico

    Intra-orbit In-situ Plasma Measurement of MEO with a Cost-effective Microsatellite Platform

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    The plasma measurement instrument for characterizing the intra-orbital plasma environment with improved resolution is featured in this paper. This experiment is part of a novel small satellite “Research and Observation in Medium Earth Orbit” (ROMEO) that is being developed at the University of Stuttgart's Institute of Space Systems for implementing NewSpace philosophy to MEO. The Space Payload Laboratory of International Space University (ISU) is developing this space plasma diagnostics instrument as payload on the University of Stuttgart's satellite 'ROMEO'. From an initial operational sun-synchronous orbit of 600 km altitude, the satellite will progress to achieve an elliptical orbit with an apogee above 2500 km, targeting the Van Allen radiation belt. Plasma Diagnostics is crucial in a plasma dominant MEO region where the spacecraft is more susceptible to surface charging effects leading to deterioration of surface, thermal, and optical properties. Due to the presence of high-energy particles and uncertain anomalies in the MEO region, the sensitive electronics present in the satellites are at a high risk of failure. Earlier research has found out that a system could be implemented with the mass and power constraints of a 70 kg satellite platform to be adopted for an intra-orbital observation. Different invasive plasma probe methods for plasma diagnostics were studied based on Plasma Sheath theory. A Double Langmuir probe was opted based on the adaptability in a small satellite platform because of its simplicity in development and operation. It operates by immersing the conductive surface of an electrode into plasma and measuring the current collected when a variable potential is applied across the electrode. This paper present the systems development and space environment validation strategy for a spherical double Langmuir probe mission on-board the ROMEO satellite. The investigation of near-space environment viz. Ionosphere, Plasmasphere, lower Magnetosphere infers that the ROMEO is expected to encounter the plasma with an electron density of ~108 m-3 - ~3.1012 m-3 and electron temperature between 0.06 eV - 2 eV. The plasma interaction throughout the LEO-MEO orbital transition is analyzed using Particle-in-Cell (PIC) method in SPIS software with expected stringent plasma parameters

    EuroWeb: Europe Through Textiles. European Network for an integrated and interdisciplinary field in the Humanities

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    Textiles have been a central component of society for at least 10,000 years. We believe that a new vision and more nuanced understanding of the past will emerge when we employ textiles as a prism through which to explore the technology, economy and culture of Europe. This will enable us to formulate and visualise a new view of how technology and terminologies developed in Europe, and how textiles and clothing became ultimate expressions of identity. The EuroWeb overall objectives are: - To formulate a new vision of European history based on textiles - To uncover the underlying structures connected to textiles in languages, technologies and identities. - To bridge the gaps between different theoretical and methodological approaches grounded in European scholarship, and to test and disseminate new analytical and multi-disciplinary methods - To dissolve the traditional and often obsolete and obstructive dichotomies of practice and theory through a more integrated approach of disciplines and cultural institutions. - To forge new notions of inclusive European identity based on a shared heritage and experience of textiles, which are next to our skin and profoundly affect what is under our skin in terms of identity, a sense of belonging and social cohesion

    Muro Leccese Archaeological Project

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    Direzione dello scavo archeologico didattico svolto dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento nel sito messapico di Muro Leccese (Le)
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