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Uso del deflusso calcolato su basi fisiografiche nella stima delle risorse idriche dell'alto bacino del S. Sinni (Basilicata)
In un precedente lavoro (BARAzzuoLI et alii, 1994) gli autori hanno dimostrato la validità dell'utilizzo del deflusso stimato in base ad alcune grandezze fisiografiche (acclività, copertura vegetale, permeabilità) nella valutazione delle risorse idriche dei bacini idrografici caratterizzati da apporti esterni di acque sotterranee, come nel caso del F. Biferno (Molise). Nel presente lavoro, essi hanno effettuato un'ulteriore verifica attraverso lo studio idrogeologico dell'alto bacino del F. Sinni (Basilicata), che è invece interessato da perdite idriche sotterranee verso le aree limitrofe. Questo studio, basato soprattutto su calcoli di bilancio, ha ulteriormente consentito di verificare la corrispondenza tra il suddetto deflusso e quello totale ori-ginato dalle precipitazioni interne al bacino, al netto cioè dei quantitativi di acqua sotterranea scambiati con i bacini circostanti, confermando quindi l'efficacia della metodologia nella valutazione delle risorse idriche delle aree idrogeologicamente complesse e/o carenti di informazione. Lo studio ha anche permesso di stimare che l'infiltrazione totale interna al bacino del Sinni è mediamente dell'ordine dei 69.106 m3/anno, dei quali circa 39.106 m3/anno risultano in uscita per via sotterranea prevalentemente attraverso i suoi limiti sud-occidentali (massicci carbonatici del M. Sirino e del M. La Spina-M. Zaccana)
Valutazione delle risorse idriche superficiali e sotterranee nella pianificazione dei bacini fluviali: confronto tra diversi criteri di stima
Studio idrogeologico finalizzato alla modellizzazione dell'acquifero alluvionale della pianura costiera del F. Cornia (Toscana meridionale): osservazioni ed interpretazioni preliminari
Un esempio di acquifero superficiale alimentato da acqua termale (Rapolano Terme, Siena)
Uno studio idrogeologico di dettaglio è stato condotto su di una falda freatica presente a Rapolano Terme (Toscana Meridionale), in una zona che comprende le Terme «Antica Querciolaia» e che è attraversata dalla faglia principale del graben di Siena. Tale studio, basato su misure di livello piezometrico, di temperatura e di conducibilità elettrica, ha portato a verificarvi una preminente alimentazione da parte di acque calde risalenti lungo la faglia anzidetta (ipotesi peraltro già avanzata in BARAZZUOU et al., 1988b).
Ulteriori indagini (prove di pompaggio e con traccianti, misure di portata sui corsi d'acqua che drenano l'acquifero, calcoli di bilancio idrologico) hanno consentito di valutare l'entità dell'apporto idrotermale e di metterlo a confronto con quello dell'infiltrazione meteorica
L'elaborazione di dati d'interesse geologico tramite la costruzione automatica di carte ad isolinee: problemi connessi alla scelta del modello di analisi
L'applicazione delle moderne tecniche di contouring, basate su modelli matematici di vario tipo, può portare ad esiti diversi nella forma e/o nel significato, anche partendo dagli stessi dati. In questo lavoro vengono appunto esaminati i problemi connessi alla selezione del modello per il gridding in relazione al set di dati da elaborare: in particolare, viene evidenziato come nessun modello risulti a priori adatto ad analizzare dati tipici di una disciplina, in quanto la sua idoneità a rappresentare un fenomeno dipende dalla distribuzione geografica e dal significato statistico dei dati di base, nonché dalla finalità e dal grado di dettaglio dell'elaborazione. Tutto questo viene meglio esplicato attraverso esempi di applicazione a vari tipi di dati di interesse geologico nell'ambito della Toscana sud-occidentale
Studi di idrogeomorfologia numerica nel bacino del Torrente Staggia (Toscana meridionale)
A new practical aid to regional hydrogeologic planning: the Runoff Coefficient Map
The principal aim of this research is to solve problems of water-budget estimation in particularly indeterminate conditions, of the kind that are frequently encountered in the field, in which absence or insufficiency of hydrographic instrumentation prevents the adequate evaluation of runoff. To do this we have developed techniques that are based on the method of Kennessey (1930), in which the runoff coefficient of a watershed in estimated using three physiographic variables (slope angle, permeability, and vegetation cover) and a parameter that delines the climatic conditions of the lacal area. Our comparison of the Kennessey method with instrumental records from a wide variety of instrumented drainage basins in centrai Italy shows that the method provides reliable estimates of runoff. Our analysis al so indicates the best criteria tor its application, as shown by the examples and results presented in this article. This research enables us to present a new application of the method, namely the runoff coefficient map, which, in addition to its specific usefulness far the evaluation of runoff, has three advantages. First, it supplies a mare realistic vision of the local distribution of runoff/rainfali ratios; second, it allows one to overcome the spatial constraints imposed by the narrow frame of reference represented by the watershed; and third, it makes an important contribution to the solution of other hydrogeological problems, such as the evaluation of the amount of water required far adequate recharge of the intake areas of deep aquifers ar the maintenance of geothermal processes. Hence we propose this mapping technique as a valuable practical aid to regional hydrogeologic planning
La valutazione delle precipitazioni critiche per la difesa dalle piene nell'ambito della pianificazione dei bacini fluviali
Ricerche geotermiche nel bacino meridionale della Val d'Elsa: caratteristiche geochimiche ed indicazioni geotermometriche delle sorgenti
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