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    Giannino e la minestra. Note su Rodari nel 2021

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    Il saggio ripercorre la fortuna critica dell’opera di Gianni Rodari, provando a discutere la sua canonizzazione pedagogica e letteraria in occasione del centenario della sua morte. Attraverso l’indagine della presenza (o assenza) di testi rodariani nei manuali di storia della letteratura italiana per le scuole superiori, si discutono le genealogie filosofico-letterarie dello scrittore (con particolare riferimento al surrealismo francese), il nodo interpretativo del rapporto tra impegno politico, libertà espressiva e moralismo pedagogico, e infine la necessità di una storicizzazione critica e editoriale rispettivamente del Rodari scrittore, giornalista e operatore culturale. The essay explores the reception history of Gianni Rodari’s works, focusing his pedagogic and literary canonization, prompted by the hundredth anniversary of his death. By examining the presence (and absence) of Rodari’s titles in Italian literary textbooks for secondary school, the essay discusses the author’s philosophical and literary genealogy (with particular attention to French surrealism), the interpretive issue of the balance between political engagement, freedom of expression and pedagogic moralism, and ultimately the need for a critical and editorial historicization of Rodari’s production as writer, journalist and cultural worker

    Dante, Primo Levi, Auschwitz

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    Il saggio prova a fare un punto sulle linee critiche principali del rapporto tra Primo Levi e la Commedia, a partire dal problema filosofico del rapporto tra l'unicum storico di Auschwitz e la possibilità della sua rappresentazione estetica. Dopo una rassegna delle tre possibili principali interpretazioni del capitolo "Il canto di Ulisse" di "Se questo è un uomo", l'articolo si sofferma anche su altri due temi chiave del rapporto con la Commedia dantesca: la rappresentazione di figure sia storiche che trascendenti che costituiscono l'universo morale del campo, tanto in Se questo è un uomo quanto ne I sommersi e i salvati; il problema dell'ineffabilità del male assoluto come rovesciamento del transumar significar per verba non si poria del Paradiso. Infine, si provano a considerare le radici storico-pedagogiche e culturale dell'incontro con Dante del giovane Primo Levi, nel contesto della Torino antifascista degli anni Venti e Trenta

    I sommersi e i salvati di Primo Levi. Storia di un libro (Francoforte 1959 - Torino 1986)

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    I sommersi e i salvati è l’ultimo libro scritto e pubblicato da Primo Levi. Percepito a lungo dalla critica come un libro-testamento, ha avuto in realtà una lunga genesi, che attraversa quasi trent’anni della vita dello scrittore. È dal 1959, quando riceve la notizia che Se questo è un uomo sarà tradotto in Germania, che Levi inizia a interrogarsi nuovamente sulla sua esperienza ad Auschwitz: dialogando innanzitutto con il suo traduttore Heinz Riedt, poi entrando in corrispondenza con i suoi lettori tedeschi e infine, a partire dagli anni Settanta, attraverso vivaci incontri nelle scuole. Alle origini dei Sommersi e i salvati ci sono dunque una traduzione in tedesco e il progetto, poi accantonato, di tradurre in italiano e commentare le lettere ricevute dalla Germania. La scrittura del libro si intreccia inoltre con le traduzioni di cui Levi si fa promotore in Italia, e si alimenta delle poesie e dei romanzi (tedeschi e non solo) che legge fin da ragazzo, da Heine a Morgenstern, da Mann a Döblin. Per far emergere pienamente il significato dei Sommersi e i salvati si devono dunque recuperare decine di libri e centinaia di lettere, in quattro lingue diverse, e incontrare personaggi storici e romanzeschi, classi di studenti e vecchi reduci, vittime e carnefici. Bisogna sovrapporre la biografia di Levi a interi decenni di storia d’Italia e d’Europa, dove l’infinitamente grande – l’elaborazione del passato e le sue proiezioni sul presente – incrocia l’infinitamente piccolo: come nel caso del giovane soldato delle SS che, in punto di morte, chiede il perdono di un prigioniero ebreo. E dunque, si è corso il rischio di scrivere un libro intero per raccontare la nascita di un altro

    Le parole degli altri. Heinz Riedt

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    Il saggio ricostruisce la figura del partigiano e traduttore Heinz Riedt, partendo dalla testimonianza di Primo Levi, per poi discostarsene e costruire un profilo basato su documenti, testimonianze, carteggi

    Vanadio

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    Il contributo vuole essere una lettura ravvicinata del penultimo racconto del Sistema periodico di Primo Levi, Vanadio, a confronto con i suoi carteggi con interlocutori tedeschi

    La lunga genesi dei Sommersi e i salvati

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    The essay retraces the development of Primo Levi’s last book, The Drowned and the Saved (1986), discussing the impact of 1960s correspondence between Levi and his German readers and their literary transfiguration during the Seventies. The study aims to underline the critical and interpretive consequences of this historical and genetic approach

    Il viatico. Primo Levi e Thomas Mann

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    Il saggio ricostruisce le influenze dell'opera di Thomas Mann, in particolare Der Zauberberg e il ciclo di Giuseppe, su Se questo è un uomo, Il sistema periodico e I sommersi e i salvati di Primo Levi

    Recensione a Pier Vincenzo Mengaldo, Per Primo Levi

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    Recensione del libro del 2019 di Pier Vincenzo Mengaldo dedicato agli scritti di Primo Lev

    Giallo, gioco, giustizia

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    This essay, presented at the 12th Leonardo Sciascia Colloquium held in Rome on the 7th and 8th of October 2021, focuses on four of Sciascia’s novels (The Day of the Owl, To Each his Own, Equal Danger and One Way or Another) comparing them with his essays on crime novels from the 1950s to the 1980s. The essay focuses on the figure of the detective, the narrative structure, the implosion of the detective genre, the use of irony, the category of the false probable and on the influence of the British crime novel on one hand and Montaigne on the other
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