3,578 research outputs found

    Venti storie esemplari

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    Il capitolo riporta un’antologia di venti storie esemplari tra quelle raccolte nella ricerca, elaborate secondo il metodo della narrative inquiry. Sono storie che parlano da sole. Nei loro racconti, gli ex-allievi della formazione professionale presentano la loro attività, ma soprattutto raccontano l’esperienza vissuta al Cfp, ricostruendo volti, situazioni ed episodi che li hanno segnati. L’ordine scelto per organizzare le storie ripercorre un po’ i temi emersi nella ricerca e presentati nella seconda parte del lavoro: si va dalle storie focalizzate sul Cfp come ambiente educativo, a quelle che descrivono efficacemente le caratteristiche dell’esperienza formativa, a quelle focalizzate sulle figure di docenti. Ogni racconto, in realtà, tiene insieme una molteplicità di elementi. Il titolo scelto dà conto di quello che ci è parso il nucleo centrale del racconto stesso, ma nel testo abbiamo spesso inserito anche dei sottotitoli che rendessero più facilmente leggibile il racconto. I racconti sono accompagnati da una brevissima introduzione che fornisce alcune informazioni essenziali sul soggetto narrante

    I temi emergenti

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    Il capitolo dà conto dei principali risultati della ricerca che ricostruisce le caratteristiche dell’esperienza formativa che i partecipanti hanno vissuto nei Cfp (Centro di formazione professionale). Emerge innanzitutto il volto complessivo che l’ambiente Cfp assume nella loro memoria (paragrafo 1). Dai racconti dei partecipanti è possibile ricavare poi alcuni elementi che hanno caratterizzato in senso specifico la loro esperienza formativa, in particolare l’intreccio tra formazione personale e formazione professionale, la possibilità che hanno sperimentato di trasformare anche gli insuccessi in esperienze di apprendimento, la valenza orientativa che per loro ha assunto la formazione (paragrafo 2). L’esperienza formativa è inestricabilmente legata ai volti dei loro formatori di un tempo, che assumono i tratti di professionisti competenti e adulti significativi, capaci di coniugare rigore e attenzione relazionale, di rigenerare energie sopite e di offrire testimonianza (paragrafo 3). L’esperienza vissuta al Cfp ha avuto poi, nelle storie di formazione dei partecipanti, un naturale prolungamento nel percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo (paragrafo 4). Infine, i partecipanti tracciano un bilancio complessivo della loro esperienza, a cui attribuiscono un ruolo essenziale nell’aver contribuito alla loro riuscita nella vita, e consentono di individuare alcune questioni aperte che, a loro parere, andrebbero affrontate per rendere l’offerta dei Cfp sempre più capace di contribuire al successo formativo degli allievi che li scelgono (paragrafo 5)

    Osservazione in classe e videoriprese come strumenti per lo sviluppo professionale dei docenti e la ricerca didattica. Note di metodo su un’esperienza in corso nella Provincia di Bolzano

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    Il contributo presenta l’impianto metodologico di un progetto di ricerca in corso di realizzazione con un gruppo di docenti della formazione professionale in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, basato sull’approccio dell’analisi narrativa delle pratiche educative, attraverso l’osservazione videoripresa di una lezione

    Narrare la propria esperienza spirituale. Percorsi di ricerca-intervento con comunità religiose femminili

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    Il contributo presenta i risultati di alcune esperienze di ricerca condotte con comunità religiose femminili, secondo un approccio qualitativo, sul tema della spiritualità. Ne emerge un quadro dettagliato che, a partire dai racconti delle suore intervistate, esplora le forme della relazione con Dio, i cammini spirituali, gli elementi ostacolanti, le esperienze sorgive, gli atteggiamenti che favoriscono l'apertura spirituale e i mezzi del cammino spirituale

    Success stories. Quando è la Formazione Professionale a fare la differenza

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    La ricerca che viene qui presentata intende esplorare in profondità il ruolo che l’esperienza vissuta all’interno di un Centro di formazione professionale (Cfp) ha assunto nelle biografie di un gruppo di ex-allievi di tali percorsi che si sono particolarmente distinti nell’ambito lavorativo e, più in generale, in quello della vita personale e dell’impegno sociale. Si tratta di individuare quali condizioni possano favorire il successo formativo, a partire da alcuni casi concreti, in cui la formazione umana e professionale vissuta nei Cfp ha giocato un ruolo di rilievo nello sviluppo di biografie personali consistenti e nell'assunzione di ruoli significativi e socialmente riconosciuti. Ci interessava in particolare capire che cosa avesse consentito a ragazzi, che spesso arrivavano al Cfp carichi di fardelli pesanti e con gravi difficoltà nei confronti di un certo tipo di scuola, di ritrovare, fra alterne vicende, un cammino utile per valorizzare le proprie potenzialità ed affermarsi, da adulti, come stimati professionisti e soggetti capaci di assumersi responsabilità per sé e per gli altri. La ricerca sulle storie di formazione e di vita degli ex-allievi diventa pertanto anche – e soprattutto – una ricerca sulle pratiche dei docenti e le caratteristiche degli ambienti formativi viste con gli occhi degli ex-allievi. In questo senso la ricerca si qualifica come specificamente didattica, in quanto, attraverso i dettagli delle storie raccolte e analizzate, ci consente di conoscere le caratteristiche di ambienti e pratiche formative che, in diversi casi, hanno consentito proprio quel tipo di valorizzazione che spesso ritroviamo all’origine di veri e propri cambi di rotta. Il lavoro si sviluppa in tre parti. Nella prima, la ricerca qualitativa si racconta. Nella seconda parte, vengono presentati i risultati dell’analisi dei dati raccolti, che consentono di mettere a fuoco le caratteristiche dell’ambiente formativo del Cfp e delle strategie di intervento che i partecipanti hanno constatato essere state decisive per la loro crescita. Nella terza parte, presentiamo venti storie esemplari che illustrano in modo narrativo i principali elementi emersi dall’analisi. La conclusione, infine, propone una discussione dell’analisi dei dati che ne evidenzi le acquisizioni principali e indichi prospettive ulteriori

    Raccontare la Formazione. Analisi delle pratiche nei Centri di Formazione Professionale dell'Associazione Ciofs/fp-Puglia

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    Il libro nasce per dar conto, alla comunità scientifica e alla comunità professionale di coloro che operano nella formazione professionale iniziale, di un insieme articolato di ricerche empiriche promosse dalla Sede Nazionale e dalla Sede Regionale della Puglia della Federazione Ciofs-fp (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale). Le ricerche, che utilizzano tutte un approccio di tipo qualitativo, hanno inteso indagare vari aspetti delle pratiche formative agite all’interno dei Centri di formazione professionale (Cfp) della Federazione, nel sistema di Istruzione e formazione professionale (Ifp), ovvero nei percorsi regionali di formazione professionale iniziale, della Regione Puglia. Esse costituiscono il racconto dell’insostituibile contributo che gli attori privilegiati di tale esperienza educativa e professionale – i docenti e le docenti, i formatori e le formatrici, i tutor e le tutor, i coordinatori e le coordinatrici – stanno dando alla formazione di tanti giovani pugliesi, ma assumono anche una valenza più ampia, perché consentono di esplorare in profondità l’esperienza stessa del “fare formazione”. Del resto, ogni racconto che si rispetti, per quanto collocato all’interno delle coordinate spazio-temporali definite di un’esperienza particolare, assume un valore più generale e rivela qualcosa dell’essenza stessa del vivere. L’invito è dunque a leggere il racconto dell’esperienza particolare di chi fa formazione professionale in Puglia come una via di accesso a significati e a indicazioni operative più generali e dunque, almeno in parte, trasferibili anche ad altri contesti

    Pratiche di progettazione didattica e valutazione degli apprendimenti nei CPIA del Veneto

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    Il capitolo presenta parte dei risultati di una ricerca qualitativa sull’Istruzione degli Adulti (IdA) portata avanti tra il 2017 e il 2019 dal gruppo di ricercatori/trici che fanno capo al Centro Regionale di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo (CRRS&S) del Veneto. Nello specifico si tratta dell’analisi delle pratiche dei docenti - in particolare quelle di progettazione delle situazioni didattiche e di valutazione degli apprendimenti - con l’intenzione di individuare le pratiche distintive dell’Istruzione degli Adulti, ma anche allo scopo di esplicitare un modello interpretativo emergente che aiuti a leggere più in profondità le pratiche stesse

    Ouakrat A. (2016), Note de lecture de l’ouvrage coordonné par Bouchard J., E. Candel, H. Cardy et G. Gomez-Mejia (2015), « La médiatisation de l’évaluation », Peter Lang, 322 p., Communication & Langages, mars.

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    International audienceUne note de lecture rédigée pour le numéro de mars 2016 de la revue Communication & Langages. Le sujet de la quantification est une interrogation récurrente dans mes travaux. Depuis la thèse où je m’intéressai aux mesures d’audience de la presse en ligne et sur le mobile, puis par la suite dans un chapitre d’ouvrage consacré à un cadrage quantitatif des usages de l’actualité en ligne ou encore dans un article dédié aux usages du smartphone. L’ouvrage dirigé par Julie Bouchard, Etienne Candel, Hélène Cardy et Gustavo Gomez Mejia et intitulé La médiatisation de l’évaluation (Editions Peter Lang, 322 p.) a donc retenu toute mon attention

    Benevolence Based Trust And Agency Relations Among Upper Echelons Of Family-Owned Firms

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    We investigate how the family status of owners, CEO, and top management team (TMT) determine CEO´s perceptions regarding the benevolence of his/her TMT and how in turn these perceptions of benevolence-based trust influence the nature of TMT control and incentive mechanisms. Using a sample of 122 Spanish firms, we find that CEOs´ assessment of TMT benevolence in family firms is more positive when (a) the CEO is a family member and the family is in a stronger ownership position; (b) there is greater similarity in family status between CEO and top managers and (c) environmental turbulence is low.
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