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    SHIRU SHIR

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    La raccolta è parte di un progetto più ampio porato avanti all'interno del Dipartimento di Scienze dell'Educazione di salvaguardia del patrimonio musicale liturgico del mediterraneo come strumento di dialogo e di comprensione fra popoli e culture. L'autore utilizza in ambito terapeutico la musica. All'interno del Laboratorio di psicologia clinica sono state condotte e sperienze di ascolto per verificare l'influenza della musica sui processi psicologici e gli stati d'animo. Il Cd è indicato nel catalogo: Freedman Catalogue lookup: keyword Sephardic On album: M-043(c) (David Meghnagi/ Shiru Shir) Track ID: 33517 Artist: Meghnagi, David -- מגנגי, דוד First line: Nishmat kol khay teverakh et simkha adonay eloheynu, digital.library.upenn.edu/webbin/freedman/lookupkeyword?hr=&what=... - Cach

    Meghnagi David. Il Padre e la Legge. Freud e l'Ebraismo. Venezia. Marsilio 2015.

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    Oggetto di indagini isolate o parziali, il problema dei rapporti tra psicoanalisi freudiana ed ebraismo, si è venuto sempre più imponendo come una delle questioni cruciali del nostro tempo. E tuttavia esso continua a essere visualizzato da angolature riduttive o sostanzialmente esterne, quali possono essere fornite da un approccio di tipo biografico o storico-culturale. Nel rompere con queste impostazioni, David Meghnagi - che unisce in sé le competenze di psicoanalista e di studioso dell’ebraismo e del pregiudizio antisemita - raccoglie il guanto di una difficile sfida: sottoporre a "trattamento terapeutico" gli stessi testi freudiani, per portarne alla luce le tracce ebraiche più significative. Muovendo dall’assunto che il criterio dell’osservanza religiosa non è l’unico, né quello decisivo, per stabilire l’identificazione ebraica o l’appartenenza all’ebraismo, l’appassionata diagnosi messa in opera in questa nuova edizione del libro, arricchita e ampliata in ogni sua parte, fa emergere nessi e risvolti di notevole interesse per la comprensione degli aspetti più interni dell’opera di Freud. Le ascendenze ideali dell’identità ebraica di Freud: Spinoza, Heine e Börne. I legami con l’opera di Kafka e di Benjamin. I complessi rapporti con la problematica ebraica dell’emancipazione e la temperie storica del sionismo e dell’antisemitismo, che sottendono la scrittura di opere chiave come L’interpretazione dei sogni o L’uomo Mosè. Il dialogo a distanza con altri percorsi significativi della vicenda ebraica e umana contemporanea: l’opera di Zamenhof, il padre dell’esperanto e quella di Ben Yehudah, al cui nome è legata la rinascita dell’ebraico moderno. Il conflitto con Jung e la frattura del movimento psicoanalitico. La rivisitazione di concetti chiave della teoria psicoanalitica in relazione all’interpretazione dei traumi transgenerazionali. L’elaborazione del lutto di fronte ad eventi traumatici e situazioni limite. L’affacciarsi - dietro la ripresa dei miti greci - del problema, tipicamente ebraico, del Padre e della Legge. Sentiamo così risuonare, alle spalle di Edipo l’eco della "verità di Abramo", pienamente secolarizzata e spogliata di valenze metafisiche. La vicenda ebraica come prisma entro cui riflettere la recente storia europea e la dialettica dei suoi simboli. David Meghnagi, nato a Tripoli nel 1949, vive e lavora a Roma. Professore di psicologia clinica all’Università di Roma Tre e membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, didatta dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo. Ha condotto studi sui modelli di socializzazione dell’infanzia, sul plurilinguismo, sulla psicologia dell’esperienza mistica e religiosa, sull’antisemitismo. Di recente ha approfondito la problematica della trasmissione psichica fra le generazioni. Autore di numerosi saggi tra cui: Il Kibbutz: aspetti sociopsicologici (Roma 1974), La sinistra in Israele (Milano, 1980), Modelli freudiani della critica e teoria psicoanalitica (Roma 1985), Freud and Judaism (Londra 1993), Tra Vienna e Gerusalemme. Itinerari psicoanalitici (Firenze 2002). Per Marsilio ha curato Sigmund Freud, Arnold Zweig, Lettere sullo sfondo di una tragedia (1927-1939) (2000), e pubblicato Interpretare Freud. Critica e teoria psicoanalitica (2003)

    Editorial

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    Trauma and Memory is now in its second year. The challenge faced in publishing an European journal addressing problems posed by memory and the reprocessing of psychic traumas continues. In this year’s first issue we present two essays on Primo Levi, by David Meghnagi and Angela Aglaia. Primo Levi is an author of fundamental importance in the literature of the Shoah. In March 2012, the 2nd level International Masters Degree in the Didactics of the Shoah (Roma Tre University) devoted an entire conference to Levi. This was a back drop for the reflection on the testimony that Trauma and Memory addressed in its first two issues and will continue in the future. This issue also contains an essay by Elisa Guida on books written by Edith Bruck, a Jewish author of Hungarian origin who survived Auschwitz, and in May we will devote a day of study to her work at Roma Tre University. Following publications in previous issues we are presenting an interesting testimony, much read in Italian schools, by the Roman Jewish author Lia Levi. We are also publishing Giovanna Gallio’s a long interview with Pier Francesco Galli about the history of post-war Italian psychiatry and psychiatric training, published in issue no. 1, 2008, Volume 42, pp. 89-106, of the Italian quarterly journal Psicoterapia e Scienze Umane (www.psicoterapiaescienzeumane.it). With this publication we want to begin a collaboration between the journal Trauma and Memory and the journal Psicoterapia e Scienze Umane; further material will appear in the following issues

    "Jewish Humor on Psychoanalysis"

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    The witticism widespread in Jewish communities embody commonplaces of anti-Semitism. A kind of catharsis occurs and people laugh at their own fears. Freud's words "I do not know whether there are many other instances of a people making fun to such a degree of its own character" are still valid today. The author looks at the mother as the metaphor of Judaism

    "Freud, il mito ebraico e l'isola della rugiada divina" saggio erroenamente attribuito ad A. Novelletto in A. Novelletto, "Storia della psicoanalisi", il PDF è stato suddiviso in due file per rendere possibile l'inserimento sul sito delle pubblicazioni. Il sito però non accetta l'inserimento di due file.

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    Il saggio di Meghnagi "Freud, il mito ebraico e l'isola della rugiada divina" in appendice all'inserto di Storia della psicoanalisi pubblicato sulla Rivista di psicoanalisi, è stato erroneamente attrribuito al prof. Arnaldo Novelletto. In realtà l'autore del saggio "Freud, il mito ebraico e l'isola della rugiada divina" (pp. 728-733)è il prof. David Meghnagi. Ciò si evince del resto dalla bibliografia dei testi citati. Il prof. Meghnagi ha formalmente richiesto il ritiro dei numeri in circolazione del presente numero la Rivista di psicoanalisi e la ristampa dell'intero numero con le dovute correzioni e scuse. Il saggio di Meghnagi ricostruisce i rapporti di Freud con la cultura ebraica. (0) Save to: more options FREUD AND ITALY Author(s): Novelletto, A (Novelletto, Arnaldo) Source: RIVISTA DI PSICOANALISI Volume: 56 Issue: 3 Pages: 693-733 Published: JUL-SEP 2010 Times Cited: 1 (from Web of Science) Cited References: 53 [ view related records ] Citation Map Abstract: FREUD AND ITALY. Freud's trips to Italy had an influence that was perhaps decisive for the results of his self-analysis, and certainly enriched it greatly. Freud's plan for self-analysis has an Italian flavor in the sense of being "exotic," and not for its author's foolish aspiration, but as though he were permitted that revolutionary inner research only in a different, foreign climate. Only the return to his habitual environment, however, made it possible for Freud to elaborate the emotional experiences he lived out in Italy. One could ask whether, in analogizing the unconscious to an internal foreign territory, Freud was not unconsciously moved by the memory of a real foreign territory: Italy. Accession Number: WOS:000282195700009 Document Type: Article Language: Italian Author Keywords: Freudian self-analysis; the unconscious as an internal foreign body; Freud's relationship with Italy Publisher: EDIZIONI BORLA SRL, VIA DELLE FORNACI 50, ROME, 00165, ITALY Web of Science Category: Psychology, Psychoanalysis Subject Category: Psychology IDS Number: 654UI ISSN: 0035-6492 Vedi "Errata corrige" apparsa sul numero 1 di gennaio-marzo 2012 p. 6 della Rivista di psicoanalisi

    "La costruzione di un'alleanza terapeutica"

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    L‘autore analizza lo sviluppo dei differenti modelli teorici e clinici all‘interno del pensiero psicoanalitico e psicodinamico in rapporto allo sviluppo di una consapevolezza nuova della dignità del paziente e della costruzione di un‘alleanza terapeutica nella psicoterapia con adolescenti. Le diverse teorie e i differenti approcci al disagio psichico sono qui considerati come ―mappe‖ che hanno lo scopo di facilitare la comprensione dei problemi del paziente e l‘attivazione di processi trasformativi interiori che donano senso e significato alla storia individuale del paziente.The author analyzes the development of different theoretical and clinical models in the context of psychoanalytical and psychodynamic thought and their relation to the development of a new awareness of patient dignity and therapeutic alliance building in the case of adolescents. The various theories and different approaches to psychic problems are considered here as road maps to facilitate understanding of patients problems and activation of inner transformative processes to give meaning and significance to patients individual psychic histories

    "Il Padre e la Legge. Freud e l'Ebraismo", terza edizione ampliata e aggiornata)

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    Si tratta di una nuova edizione ampliata con una mole pari al doppio della edizione del 1992. Il libro si è proposto di raccogliere il guanto di una difficile e complessa sfida: poter sottoporre a “trattamento terapeutico” gli stessi scritti freudiani -rifuggendo dal biografismo selvaggio e contro ogni forma di riduttivismo. Restando fedele al testo, l'autore ha riportato alla luce le tracce ebraiche più significative dell'opera freudiana, intrecciando la scrittura scientifica con i sogni, le lettere e le meditazioni più personali del fondatore della psicoanalisi. In questo lavoro sono stati studiate anche le segnalature a penna fatte da Freud sui libri di storia del monoteismo letti per la stesura dei Tre saggi su L'uomo Mosè Muovendo dall’assunto che il criterio dell'osservanza religiosa non è l'unico, né quello decisivo, per stabilire l'identificazione ebraica o l'appartenenza di all'ebraismo, la diagnosi messa in opera in questa nuova edizione del libro, arricchita e ampliata in ogni sua parte, fa emergere nessi e risvolti di notevole interesse per la comprensione degli aspetti più interni dell'opera di Freud: le ascendenze ideali dell’identità ebraica di Freud nell'opera di Spinoza, Heine e Boerne; le affinità elettive, pur nella differenza, con aspetti della riflessione di Kafka e di Benjamin; i complessi rapporti con la problematica ebraica dell'emancipazione e la temperie storica del sionismo e dell'antisemitismo, che sottendono la scrittura di opere chiave come "L'interpretazione dei sogni" o i Tre saggi sull'uomo Mosè e la religione monoteista. Un aspetto particolarmente significativo è il dialogo a distanza istituito dall'autore con altri percorsi significativi della vicenda ebraica e umana contemporanea: l’opera di Zamenhof, il padre dell'esperanto e quella di Ben Yehudah, al cui nome è legata la rinascita dell'ebraico moderno. Il conflitto con Jung e la frattura del movimento psicoanalitico; la rivisitazione di concetti chiave della teoria psicoanalitica in relazione all'interpretazione dei traumi transgenerazionali; i meccanismii di resilienza che entrano in gioco nei processi di rielaborazione collettiva del lutto. Infine l'affacciarsi- dietro la ripresa dei miti greci- del problema, tipicamente ebraico, del padre e della legge. Attraverso questa rivisitazione critica dell'intero corpus freudiano, è possibile ascoltare, o meglio far risuonare, alle spalle di Edipo l’eco della “verità di Abramo”, secolarizzata e spogliata di valenze metafisiche. La vicenda ebraica è analizzata dall'autore come prisma entro cui riflettere la recente storia europea e la dialettica dei suoi simboli. Tra le citazioni dei lavori preparatori in inglese vedi i seguenti riferimenti ISI: (0) Save to: more options Analyze Results Create Citation Report 1. Title: Freud and Judaism - Meghnagi,D Author(s): Barnett B Source: INTERNATIONAL JOURNAL OF PSYCHO-ANALYSIS Volume: 78 Pages: 399-400 Part: Part 2 Published: APR 1997 Times Cited: 0 (from Web of Science) 2. Title: FREUD AND JUDAISM - GERMAN - MEGHNAGI,D Author(s): BLUMENBERG Y Source: PSYCHE-ZEITSCHRIFT FUR PSYCHOANALYSE UND IHRE ANWENDUNGEN Volume: 49 Issue: 11 Pages: 1106-1110 Published: NOV 1995 Times Cited: 0 (from Web of Science) 3. Title: FREUD AND JUDAISM - MEGHNAGI,D Author(s): COLMAN W Source: JOURNAL OF ANALYTICAL PSYCHOLOGY Volume: 39 Issue: 3 Pages: 387-389 Published: JUL 1994 Times Cited: 0 (from Web of Science

    "HUMOUR SOME THEORETICAL AND CLINICAL REMARKS"

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    The model used by Freud to explain the secret of laughter in response to wit is one of energy release. And yet, although his starting point was a reductionistic interpretation dominated by the concepts of censure and the bypassing of censure through unconscious desire and the need for release of accumulated tension in the organism, Freud was able to go beyond the limits imposed by his own definition in his analysis of his carefully collected Jewish jokes and so provide us with an analytical model valid for both literature and art. In the wake of Freud's writings and of research carried out by Kris and Gombrich, the author sets out to demonstrate how there is a third form of logic involved in wit and humour, in addition to the primary and secondary process, which relates them to literature and art.INGLES

    Silvano Arieti’s novel the Parnas: A scene from the Holocaust

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    Abstract Silvano Arieti è state uno psicoanalista italiano che negli anni ’60 e ‘70 ha approfondito la problematica psicoanalitica della cura con pazienti schizofrenici. Lasciò l’Italia nel 1939 all’età di 24 anni in conseguenza delle leggi razziste del 1938. Si trasferì New York dove visse sino alla sua morte nel 1981. Analista didatta e autore di numerose pubblicazioni accademiche e psicoanalitiche, Arieti mantenne aperta la sua ricerca in molteplici direzioni, dando pari dignità al mondo interno, così come appare nella prospettiva psicoanalitica, e al funzionamento cerebrale, così come appare dal punto di vista delle neuroscienze. La sua interpretazione della schizofrenia ha contributo a superare le dicotomie fra l’approccio psicoanalitico classico, la ricerca neurobiologia e quella cognitiva, contribuendo a sviluppare orizzonti nuovi per una comprensione interdisciplinare del funzionamento mentale e dei processi creativi. Il presente lavoro è in particolare dedicato al Parnàs (1979) una delle sue ultime opere. Il Parnàs è una storia in parte romanzata che ha per protagonista un’autorevole esponente della comunità ebraica di Pisa (in ebraico Parnàs vuol dire capo di una comunità ebraica), negli anni ’30 e inizi ’40, che fu trucidato dai nazisti. Il Parnàs soffriva di una grave fobia. Il saggio prende in esame le riflessioni di Arieti sui significati profondi della malattia e delle verità nascoste di cui può farsi veicolo. Verità che Arieti approfondisce attraverso la figura di Giuseppe Pardo Roques, sullo sfondo del trauma della Shoah in Italia.Silvano Arieti was an Italian psychoanalyst who undertook psychoanalysis of schizophrenic patients in the 1960s and 1970s. He left Italy in 1939 at the age of twenty-four following the Race Laws of 1938, and moved to New York until his death in 1981. A training analyst and author of several psychoanaly- tic and academic books, Arieti kept his research open in a wide variety of directions, giving equal weight to the internal world – as it seen from the psy- choanalytic viewpoint – and to the organic functioning of the brain, as viewed from the perspective of the neurosciences. Arieti’s interpretation of schizo- phrenia helped to overcome the dichotomies between the classical psychoana- lytic approach, neurobiological research, and research into cognition, and opened up new paths for an interdisciplinary understanding of mental func- tioning and creative processes. This paper examines Arieti’s book The Parnas (1979); this is a partly-fictionalised account of a pre-eminent figure (Parnas in Hebrew means “head”) in the Jewish community in Pisa, Giuseppe Pardo Roques, in the 1930s and early 1940s, who experienced mental illness and was killed in the Nazi extermination of Jews. The paper examines Arieti’s reflections on what he sees as the ‘insights’ provided by mental illness, which are considered through the figure of Giuseppe Pardo Roques, and in the con- text of the trauma of the Shoah in Italy

    "Il trauma della Shoah nella costruzione dell'identità europea"

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    L'a di due distinti momenti fra loro correlati: il trauma iniziale con i suoi effetti devastanti e distruttivi sulla personalità da un lato, le conseguenze di lungo periodo dall'altro, che richiedono uun investimento unico di risorse psicologiche per non soccombere. In situazioni limite si può andare incontro a un collasso totale, oppure mettere in atto meccanismo di rimozione e di diniego Ma si può anche lottare per consevare la consapevolezza e integrare l'esperienza nella memoria.Abstract. The experience of the survivor has two distinct and correlated phases: the initial trauma with its devastating, destructive effects on the personality on the one hand, and the possibly lifelong consequences on the other, which require a unique investment of resources to avoid succumbing to circumstances. In extreme situations we can allow ourselves to be destroyed by an experience, or we can repress it and deny it has any lasting consequences. But it is also possible to engage a lifelong battle to preserve awareness of it and integrate it in the memory. The most destructive of solutions is to conclude that reintegration of the personality is out of the question, or that there is no point, or both. In these cases the survivor perceives his life to be fragmented. The preliminary condition for renewal of integration is first to recognize the seriousness of the trauma and its nature. The problem arises when the break between the past and the present becomes a radical o..
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