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Il “distretto produttivo” fra trasmigrazione e metamorfosi. Un concetto che evolve – un territorio che cambia.
In un periodo di rinascita dell’economia urbana, legata all’innovazione e all’economia della conoscenza, il concetto di
“distretto produttivo” viene recuperato e reinterpretato a livello internazionale per l’integrazione economia-società o
sotto forma di “cluster tecnologico”, mentre in Italia ci si interroga sulla capacità di tenuta di questo modello
organizzativo in un panorama economico mondiale profondamente mutato.
Lo studio dell’evoluzione dei “distretti produttivi”, nel tempo e nello spazio, sembra intercettare alcune questioni
rilevanti per la disciplina urbanistica. Da un lato, l’osservazione dei territori della manifattura consente di leggere la
“metamorfosi” delle imprese – che diventano sempre più grandi, innovative e internazionalizzate – e degli spazi della
produzione, il cui uso plurale va dalla dismissione alla riqualificazione. Dall’altro, l’economia dei flussi impone una
riflessione sull’ibridazione di manifattura e servizi e sul conseguente avvicinamento di attività, spazi e stili di vita
urbani e “periferici” nella nozione di “sistema metropolitano”
L’incerto destino delle aree produttive nella città diffusa tra pratiche di riuso e convivenza con il declino
Il paper presentato, work in progress della ricerca di dottorato, vuole riflettere sulla tematica della trasformazione dei territori produttivi del Nord Italia e sulle possibilità di riuso e rifunzionalizzazione di queste aree. I processi di “metamorfosi” degli spazi del lavoro, analizzati nel distretto ceramico di Sassuolo, riguardano “tattiche di sopravvivenza” avviate da singoli proprietari per contrastare lo svuotamento, come la frammentazione degli spazi e il riuso delle coperture a fini energetici, ma anche processi di sostituzione (oggi forse in crisi?) e interventi di ampliamento e rinnovo architettonico attuati da imprese leader.
Sebbene alcune esperienze progettuali aprano scenari innovativi di riuso, riconnettendo le aree produttive al territorio, e introducano nuovi elementi di processualità nella pratica urbanistica, la numerosità delle situazioni di sottoutilizzo e dismissione impone alla disciplina non solo di prestare maggiore attenzione ai paesaggi della produzione, ma anche di interrogandosi sul tema della selezione, della “rovina” e sulla programmazione del declino
Logistica: fenomeni in atto e scenari di trasformazione nel territorio del distretto ceramico di Sassuolo
The paper aims to study the process of transformation undergone by the industrial district in Sassuolo, where the increased relevance of the logistic function may enable the creation of an international hub specialized in the construction sector.
The articulation and the internationalization of the production demand a complex and innovative logistic system, which involves several actors and resources.
The local logistic service providers play a crucial role in this system as the firms delegate the outbound transport directly to clients. Besides transport service, they deal with the pick up and storage of products, for foreign auto carriers and factories too. As a matter of fact, the import of foreign products is increasing due to international industrial exchanges and the purchase of low cost products. On one hand, foreign companies localize their branches in the district, taking advantage of the high and frequent volumes of goods moved by local LSP. On the other hand, in order to reduce internal costs, firms are more and more engaged in the efficient management of the stocks, which requires investments in qualified and advanced spaces.
The transformations studied here reveal high volumes of internal movements, while existing means of transportation, such as train, seem to be underused. For these reasons, if a development of the logistics can be prefigured, the paper proposes to ameliorate the local network and to facilitate strategies of collaborative and rational management of inbound and outbound flows
Sassuolo ’45-’45. L’evoluzione di un territorio distrettuale
Il contributo torna a osservare un territorio molto praticato dalle scienze economiche e sociali, in quanto caso emblematico e di successo di sviluppo distrettuale, concentrando però l’attenzione sulle trasformazioni avvenute nelle sue forme insediative, negli oggetti urbani, negli usi e nelle pratiche che interessano il territorio. Il testo, pertanto, ricostruisce una storia spaziale del distretto ceramico di Sassuolo che consente di ragionare sulle trasformazioni locali del rapporto produzione-territorio-società, mettendo in evidenza – soprattutto nei tre racconti 'al passato' – come, di fronte ai cambiamenti socio-economici, l’urbanistica abbia di volta in volta legittimato, indirizzato, ostacolato, accompagnato o sostenuto i processi di urbanizzazione e industrializzazione diffusa, dando risposte alle differenti esigenze di imprese e popolazioni. Il racconto 'al presente' descrivere e interpreta i molteplici e contraddittori fenomeni di trasformazione in corso, di depotenziamento ma anche di qualificazione del territorio. A partire dal 'resoconto' dei processi in atto, infine, si propone un’ipotesi di scenario evolutivo per il futuro di questo territorio – ma anche di molti altri contesti dell’industrializzazione diffusa – e si esplicitano alcune azioni concrete, e oggi non più rimandabili, che lavorano sull’esistente, sul capitale fisso sociale, sui depositi materiali che si sono stratificati sul territorio – e che sono l’oggetto del lavoro di indagine fotografica presentato sinteticamente nel contributo – immaginando la natura, le caratteristiche e l’agenda di una nuova 'città-distretto'
I conflitti territoriali: dall'impasse alla durabilità
Il presente paper si occupa di conflitti territoriali legati alla progettazione di grandi infrastrutture. Le opere incontrano spesso l’opposizione delle comunità locali, in grado di mobilitarsi per la difesa del proprio territorio, organizzandosi in comitati e reti sovra-locali e proponendo un diverso modello di sviluppo locale.
Da qualche decennio, in opposizione alle scelte legislative del governo centrale italiano, gli esperti propongono approcci partecipativi in grado di coinvolgere stakeholders e comunità locali nelle scelte decisionali; alcune leggi regionali confermano poi la necessità di raggiungere obiettivi di efficienza, equità e trasparenza, inserendo i processi concertativi all’interno delle ordinarie procedure di governo.
Assumendo l’infrastruttura come “progetto di territorio”, il paper propone la creazione di arene deliberative capaci di comporre conoscenza tecnica e contestuale e promuovere la cittadinanza attiva quale condizione necessaria sia per la durabilità e l’efficacia dei processi partecipativi che per l’aumento del capitale sociale
Nuove espansioni industriali. Occupazione, consumo di suolo e riqualificazione nei territori dell’Emilia centrale
In non pochi territori del nostro Paese, in particolare nelle aree più dinamiche del Nord, i governi locali, attraverso la
loro azione urbanistica, si trovano oggi ad affrontare non solo la difficile questione dello svuotamento del patrimonio
produttivo esistente, ma anche una domanda di nuove aree industriali che non trova risposta nel riuso degli spazi
dismessi, tanto di quelli di piccole dimensioni, obsoleti e marginali, quanto di quelli più ampi, bisognosi di costose
bonifiche o incompatibili con il tessuto urbanizzato per la loro localizzazione centrale.
La domanda di nuovi spazi per la produzione, dunque, si contrappone a e intreccia i compresenti processi di
ritrazione. In contrasto con retoriche diffuse e influenti (come quella relativa al consumo di suolo), essa sollecita una
riflessione più generale sul modello di sviluppo economico e territoriale da perseguire e sul significato stesso di
“interesse pubblico”, nell’evidente tensione che si crea tra “lavoro” e “ambiente/qualità urbana” in una stagione
segnata da una grave crisi occupazionale.
Attraverso l’indagine di quattro situazioni localizzate nei territori dell’Emilia centrale (due in aree decentrate, una in
un capoluogo, una in un distretto industriale), il paper riflette sull’odierno trattamento delle nuove domande di
espansione industriale, evidenziandone i limiti e proponendo un possibile approccio innovativo orientato alla
riqualificazione dell’esistente, anche alla luce delle possibilità offerte dalla nuova legge urbanistica regionale
Emergenti, ma non isolate. Medie imprese e territorio nella metamorfosi del distretto di Sassuolo
Some medium-sized firms lead the recent re-industrialization of the industrial district of Sassuolo (Italy) and show great shifts in their spatial strategies. They invest in reorganization and requalification operations, which however remain individual and detached from local territorial system. To sustain a more effective contribution of these companies in terms of territorial requalification, urban planning policies have to address and coordinate their interventions. They have to define a coherent, shared, and collective vision, to be implemented through supra-local procedures. This way, the territory can effectively become a key factor for firms' competitiveness and, at the same time, increase the quality of life for workers and inhabitants
Lo svuotamento delle aree produttive: storie e pratiche di abbandono, trasformazione e adattamento
Today, great emphasis is attached to closure-related topics, as well as to (scarce) resources’ protection and efficient use. This study focuses on underuse, abandonment and post-fordist industrial crisis, both as regards the diffused production network and larger enterprises.
Over the years, the brand Made in Italy and the expanding small enterprises and production districts experienced a significant success– based on decentralization and self-management processes – which is currently undergoing a sharp decline in the Northern industrial areas.
Indeed, the recent financial crisis and the consequent austerity measures (IMU is an example ) hit the SMEs very hard, though Italy’s main concern seems to be due to longstanding processes of a structural nature.
Globalization led to general work reorganization, thus increasing competitiveness between Italy and developing countries. Which is why several businesses delocalisated their production, benefiting from cheaper labour.
Due to the environmental crisis, countervailing measures also had to be taken.
At the same time, the traditional settlement pattern of urban sprawl is not adequately responding to social issues: mobility costs are no longer sustainable (the increase in the cost of petrol highlighted Italians’ dependence on automobiles). The family structure has changed and citizens need more services and public spaces for socializing.
Moreover, closures have changed too. In the 1970s and 1980s things were different. Large enterprises close, and so do individual local businesses. Working places undergoing closure today are, among others: industrial districts, the diffused production network and the new plants opened after the Tremonti Incentive , often unfinished and unsold.
Using relevant case studies, this study (work in progress of the P.h.D thesis) sets out to identify significant ongoing changes in Northern Italy. Some individual adaptation practices allow identifying useful examples of alternative local development, as opposed to the main development pattern, which is rather based on “growth” and necessary redevelopment of disused sites
Le cascine come presidi e nodi di reti relazionali: pratiche di cura del territorio periurbano milanese
Il paper indaga alcune dinamiche in atto nei territori periurbani, con riferimento all’area milanese, particolarmente interessante grazie alla presenza del Parco Agricolo Sud, uno dei più estesi parchi agricoli urbani d’Europa. Una realtà provinciale che coniuga le esigenze di salvaguardia e tutela del territorio non urbanizzato con la promozione dell’agricoltura; un Parco che tiene conto, inoltre, di una domanda sociale sempre più ampia di spazi aperti fruibili e ricchi di significativi valori culturali.
Il paper vuole rileggere questa doppia accezione degli spazi aperti periurbani – parchi per la fruizione cittadina e aree agricole per la produzione – concentrandosi sui processi di risignificazione e cura del territorio promossi, dal basso, da diversi attori; processi che coinvolgono soprattutto le cascine, veri e propri luoghi di intermediazione fra città e campagna, che di volta in volta assumono il ruolo di presidio territoriale e/o di nodo all’interno di reti relazionali attivate fra produttori locali e consumatori
Storie di imprese, storie di luoghi/Stories of Companies and Places
Recycling Industrial Districts is the twenty-eighth volume of the
“Re-cycle Italy” series. The series returns intentions, results and
events of a three-year research program – funded by the Italian Ministry
of Education, University and Research – which has involved
more than one hundred scholars in architecture, urban planning
and landscaping from eleven Italian universities. “Re-cycle Italy”
program targets the exploration and the development of new lifecycles
for those spaces of the city and the territory that have lost
meaning, use and care.
This book gathers a set of projects concerning the ceramics district
of Sassuolo, conceived as part of the research and teaching activities
of a group of urban planners from Politecnico di Milano. The
proposals are formulated on the basis of the belief that this district
– as well as other Italian industrial districts undergoing transformation
– will manage to remain attractive and viable only if urban
planning will combine the needs of both enterprises and local community
with urban, rural and natural quality
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