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    Ripartire equamente le spese di riscaldamento

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    La ripartizione compensata, sulla base delle potenze di progetto o sugli indici di prestazione energetica, dei consumi misurati è la soluzione più efficace per garantire la giusta suddivisione delle spese di riscaldamento tra le unità immobiliari di un edificio. Un metodo, già adottato in diversi Paesi europei, di facile applicazione per evitare contenziosi legali

    SULLA RIDISTRIBUZIONE COMPENSATA DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO IN CONDOMINI

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    I sistemi di ridistribuzione delle spese di riscaldamento, utili a suddividere i costi dell’energia termica consumata da più utenze condominiali, consistono in una combinazione di dispositivi di monitoraggio e procedure di contabilizzazione. Tali criteri di ridistribuzione sono riconducibili a tre famiglie: ripartizione sulla base millesimale, ripartizione sulla base dei consumi misurati, ripartizione "compensata" sulla base dei consumi misurati. La ripartizione compensata delle spese di riscaldamento, oggetto di studio di questo lavoro, viene attuata non solo in funzione dell’energia erogata per ogni appartamento ma anche attraverso fattori correttivi che tengano in conto di situazioni più o meno sfavorevoli di taluni appartamenti in termini di fabbisogno energetico, dovute a diversità nell’orientamento, nella collocazione di piano, nell’involucro edilizio. In Italia i criteri di ripartizione compensata non sono né utilizzati né presi in considerazione dalla legislazione vigente, anche se non risultano vietati; mentre sono largamente diffusi e consolidati in altri Paesi. In letteratura sono disponibili diverse proposte; tra queste si è scelto di approfondire il metodo del locale di riferimento sviluppato dall’Ufficio Federale dell’energia Svizzero, UFE. Tale metodo è stato validato e applicato a un edificio esistente in modo da valutarne l’applicabilità, i limiti e i vantaggi riscontrabili. Dai risultati ottenuti emerge che il metodo risulta corretto solo per alcune tipologie di edificio e quindi non può essere utilizzato in maniera appropriata in un contesto qualsiasi. Si sono elaborate alcune varianti al metodo in modo che, per ogni casistica, i risultati ottenuti adempiessero il principio per cui: “medesime abitudini energetiche devono portare a eguali costi per unità di superficie riscaldata”. Grazie al principio perseguito, l’adozione di tali criteri, oltre a permettere una ripartizione equa delle spese, incentiva l’adozione di un “comportamento virtuoso” da parte dell’utenza e, conseguentemente, contribuisce alla riduzione e razionalizzazione dei consumi energetici dell’edificio

    COMPENSAZIONE DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO E CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

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    Si analizza il rapporto che intercorre tra certificazione energetica dei condomini e criteri di ripartizione delle spese di riscaldamento, con particolare riferimento ai metodi di compensazione. Lo studio prende avvio dall’analisi delle procedure di certificazione energetica di condomini previste dal DLgs 192/05 e dalle diverse Regioni dotate di proprie disposizioni. In alcuni casi è previsto che l’attestato di certificazione energetica si debba basare sull’indice di prestazione energetica della singola unità immobiliare. In questa sede ci si sofferma su quanto sia corretto utilizzare il rendimento di generazione dell’impianto centralizzato per la valutazione dell’indice di prestazione energetica della singola unità, ovvero su quando la variazione del fabbisogno energetico dovuta a un appartamento comporti variazioni significative dell’efficienza del generatore di calore. A tal fine sono state correlate efficienza e variazione di energia in uscita dal generatore di calore a partire dal modello matematico proposto dalla UNI TS 11300-2 per i diversi tipi di generatore. Infine tale relazione è stata applicata a un caso di studio dal quale si è potuto generalizzare come l’efficienza di un generatore di calore tipico dell’attuale parco edilizio, subisca variazioni trascurabili al variare del fabbisogno energetico delle singole unità immobiliari

    Le pompe di calore negli impianti di potabilizzazione di acqua di falda

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    Si analizza l’impianto per la produzione di acqua calda sanitaria al servizio di un complesso ospedaliero sito nell’hinterland di Milano. L’impianto è composto da un generatore di calore a gas di tipo tradizionale, un impianto solare termico e una pompa di calore che sfrutta, come sorgente fredda, l'acqua di falda destinata ad usi tecnici per preriscaldare l'acqua sanitaria proveniente dall’impianto di potabilizzazione. La pompa di calore viene utilizzata anche come macchina frigorifera per fare fronte ai picchi di fabbisogno termico per il raffrescamento degli ambienti interni. Tale funzionamento può essere ottenuto con due soluzioni impiantistiche differenti, che prevedono l’utilizzo di una macchina invertibile o a recupero totale

    La contabilizzazione dei consumi e la ripartizione delle spese negli edifici nuovi e ristrutturati

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    In una corretta gestione del sistema edificio impianto i sistemi di contabilizzazione e ripartizione delle spese di riscaldamento rivestono un ruolo di particolare importanza in quanto incentivano l’adozione di comportamenti “virtuosi” da parte dell’utenza e contribuiscono alla riduzione dei consumi energetici. I sistemi di ripartizione basati sui consumi di energia misurati possono anche creare delle sperequazioni tra gli utenti e dare origine a contenziosi a causa delle possibili differenze nelle spese di riscaldamento tra utenti, indipendentemente dalle abitudini energetiche ma in conseguenza delle sole caratteristiche dell'edificio. Emerge in questi casi l’esigenza di adottare criteri di ripartizione compensata per perequare le spese fra gli utenti. In questa sede, si propone una metodo di compensazione delle spese basato sull’indice di prestazione energetica per il riscaldamento, che viene posto a confronto con un metodo precedentemente sviluppato e basato sulle potenze di progetto

    PROGETTARE L'EFFICIENZA ENERGETICA: esperienze sul ruolo del sistema edificio, del sistema impianto e della loro gestione

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    The present study deals with the issue of energy efficiency in buildings, considering that the choice of the optimal solution can be performed only starting from a joint design of all systems and technologies available, and bearing in mind that the final goals are the pursuit of the user’s overall wellbeing, energy saving and building functionality with respect to its intended use. For this reason, a set of issues have been investigated, very different from one another but that allowed for a wider perspective on the various aspects to be taken into account for a suitable and integrated design and for their interaction. Every experience encountered plays a different and specific role in defining the key-points of an integrated design, i.e. reducing thermal energy demands for heating, cooling and lighting purposes by acting on the whole building; reducing primary energy consumption by adopting highly efficient building services; maximizing the use of renewable energy sources to cater for electricity and thermal energy demands; optimizing the energy performance of buildings by using automated control and regulation systems and by setting a suitable building management and maintenance program. More specifically, Section 2 deals with the role of passive solar systems in reducing thermal energy demands when different constraints (morphological, urban planning and architectural ones…) existed, for the energy retrofit of both existing and newly built constructions. In Section 3 simplified models for the analysis of heat generators, with specific reference to the two Methods defined by UNI TS 11300-2 technical standard are examined. Section 4 explores the role of renewable energy sources. In particular, is described a hot water equipment supplying a hospital complex in the province of Milan, consisting of a gas-fired heat generator, a solar thermal plant and a heat pump extracting low temperature energy from groundwater intended for technical use, i.e. to preheat domestic water supplied by the water purification system. Finally, in Section 5 the role of building management is discussed. In particular, heat accounting systems and methods for the compensated share of heating expenses are analysed

    Solar passive elements in buildings of architectural value

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    In the design of new or refurbished buildings, the implementation of solar passive systems is of particular significance in order to reduce the heating, cooling and lighting demand, with significant energy saving. When applied to new constructions, the design possibilities are unlimited. On the contrary, in the retrofit of an existing building, when it is necessary to respect the overall architectural style, many restrictions arise. The aim of this paper is the comparison of the energy performance between different solar passive elements integrated in an existing building in Ferrara. In order to evaluate energy performance of the solar passive elements the UNI EN ISO 13790:2008 is applied

    LA MODELLAZIONE TERMODINAMICA DEI GENERATORI DI CALORE NELLA UNI-TS 11300-2

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    Nelle valutazioni energetiche che prevedono la determinazione del fabbisogno di energia primaria è necessario determinare le prestazioni del sottosistema di generazione nelle condizioni effettive di utilizzo. La normativa di riferimento per il calcolo del rendimento medio stagionale e del fabbisogno di energia primaria degli edifici per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria è la specifica tecnica UNI TS 11300-2. Per il calcolo delle perdite e del rendimento del sottosistema di generazione, la UNI TS 11300-2 propone due metodi di calcolo recepiti dalla UNI EN 15316-4-1. Nella memoria i due Metodi sono confrontati mediante l’applicazione a un caso di studio. Nello specifico, il confronto riguarda le procedure per il calcolo delle perdite, dell’energia elettrica assorbita dagli ausiliari, dell’energia recuperabile e dell’energia in ingresso al generatore di calore. Il confronto viene effettuato per tre tipologie di generatore di calore a gas: monostadio, modulante e a condensazione. Il confronto evidenzia significative differenze derivanti dall’utilizzo dei due Metodi, che si riflettono in modo rilevante nei valori del rendimento del sottosistema di generazione e del rendimento medio stagionale

    ANALISI ENERGETICA DI UN NUOVO COMPLESSO RESIDENZIALE AD ALTA EFFICIENZA

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    Prendendo spunto da un caso di studio si analizza criticamente l’iter di progettazione impiantistica per un complesso edilizio di nuova costruzione, evidenziandone i passaggi principali, l’influenza dei requisiti legislativi, i metodi di calcolo proposti dalle norme e le criticità che si incontrano nella loro applicazione. Il complesso edilizio presenta un ridotto il fabbisogno di energia termica per il riscaldamento e il raffrescamento ottenuto agendo sul sistema edificio, ridotti consumi di energia primaria ottenuti adottando soluzioni impiantistiche altamente efficienti e un elevato ricorso a fonti energetiche rinnovabili. Per quanto riguarda il sistema impianto, oggetto di approfondimento della memoria, tra le diverse tecnologie impiantistiche esaminate, quella risultata più adatta prevede l’utilizzo di pompe di calore aria-acqua. Le varianti analizzate e poste a confronto sono diverse. In primo luogo si è discussa la possibilità di realizzare una soluzione centralizzata piuttosto che una soluzione con impianti autonomi. Sono state poi analizzate soluzioni con pompe di calore sia per la produzione combinata di ACS e riscaldamento sia per la loro produzione separata, e diverse tipologie di generatore di calore di integrazione. Infine è stata calcolata la quota di energia rinnovabile ottenibile con la sola pompa di calore e il generatore integrativo e l’incremento ottenibile integrando alla pompa di calore un impianto solare termico e/o fotovoltaico. Nella memoria vengono analizzate dettagliatamente le diverse soluzioni e discussi i conteggi relativi al calcolo dei fabbisogni di energia e alle coperture percentuali di energia primaria con fonti di energia rinnovabile. Per i calcoli di energia termica e primaria si è fatto riferimento alle normative vigenti; per le percentuali di copertura da fonte rinnovabile si è fatto riferimento alle indicazioni metodologiche di Regione Emilia Romagna

    L’utilizzo delle acque superficiali nelle pompe di calore: un caso di studio

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    Si discute il progetto di un impianto a pompa di calore al servizio di un nuovo complesso residenziale. La pompa di calore sfrutta come sorgente di calore l’acqua del Po di Volano, che scorre adiacente al terreno. Essendo disponibili i valori orari misurati di temperatura dell’acqua, sono stati ricavati i bin mensili sulla base dei quali sono state effettuate le valutazioni energetiche secondo UNI TS 11300-4, confrontate poi con quanto ricavato per valori medi mensili di temperatura. I risultati ottenuti in termini di riduzione dei consumi energetici e massimizzazione dello fruttamento di fonti rinnovabili mettono chiaramente in luce l’elevato potenziale dello sfruttamento delle risorse idriche come il Po di Volano, come sorgente per pompe di calore. Per questo motivo si ritiene che abbia senso continuare nell’approfondimento di tale tematica anche in aree in cui storicamente tali impianti non hanno avuto diffusione nonostante le acque superficiali siano abbondanti, alla ricerca di soluzioni dalle elevate prestazioni energetiche, compatibilmente con elevate prestazioni ambientali
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