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    Comprendere l'impresa. Del governo e della gestione.

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    Questo testo si rivolge a studenti e studiosi di economia d’impresa. Il lavoro, secondo volume dell’opera “Comprendere l’impresa”, scelta la cornice del paradigma dell’azione organizzata e dell’impresa come sistema costruito dagli attori, adotta quale chiave di lettura la visione situazionista dell’organizzazione, rivolgendo attenzione in particolare ad alcuni temi che occupano un ruolo baricentrico nel governo dell’impresa, quali il concetto di valore, la corporate governance, il management strategico, la responsabilità sociale. Essi rappresentano in sintesi quattro diversi momenti del processo di creazione e distribuzione del valore. Ciascun tema è poi sviluppato attraverso l’analisi di casi (l’acquisizione di Tannico dal Gruppo Campari; la vicenda finanziaria di Enron; il merger Fiat-Chrysler; il caso Volkswagen e il dieselgate). L’opera si conclude con l’esame dei problemi riguardanti le principali aree della gestione (risorse umane; marketing; operation; finanza)

    Corporate Governance in Family Firms: towards a model based on Degree of Institutionalization (DI), Structuring Change (SC) and Destructuring Change (RC)

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    Corporate governance nelle imprese familiari: verso un modello basa- to su Grado di Istituzionalizzazione (DI), Cambiamento Strutturante (SC) e Cambia- mento Destrutturante (RC). La letteratura prevalente sui temi della corporate gover- nance tende a sottovalutare le problematiche specifiche del family business sia perché, nelle imprese familiari, l’imprenditore/proprietario tende a concentrare su di sé il potere decisionale sia perché il concetto di impresa familiare è spesso associato a quello di piccola impresa. D’altra parte, il carattere “family”, rispetto ai temi tipici della gover- nance, è quasi del tutto assorbito dalla vexata quaestio della sovrapposizione istituzio- nale (famiglia vs impresa),addotta a causa di instabilità, conflitti, divisioni e crisi, sia all’interno della famiglia che nei rapporti tra proprietà e management. Questo lavoro, dopo una sintesi della letteratura prevalente, propone una diver- sa chiave di lettura delle dinamiche di corporate governance nell'impresa familiare e un differente percorso di comprensione dei processi di cambiamento in queste organizzazioni. Si adotta una visione situazionista delle organizzazioni (SVO) fo- calizzata sul continuo incedere di due processi: azione e istituzionalizzazione, che costruiscono, rompono e ricostruiscono la realtà sociale. Attraverso questa diversa lente, alcuni argomenti ‒ processi istituzionali, giochi coalizionali e dinamiche di potere ‒ suggeriscono diverse considerazioni sui pro- cessi di governo. Il concetto di attore strategico è di particolare rilevanza. Esso si riferisce a un individuo (attore umano) o, più spesso, a una coalizione di individui in grado di agire strategicamente per la protezione dei loro interessi. È un concetto che attraversa i confini organizzativi in quanto, assai spesso, una coalizione è com- posta sia da attori interni che esterni.The family firm management literature underrates corporate govern- ance issues both because in family firms the entrepreneur/owner tends to concentrate in his hands almost all the decision power and because the concept of family business is associated with that of small business. On the other hand, the ‘family’ character over firm governance has been traditionally analyzed in terms of institutional overlap (family versus business) that causes processes of instability, conflicts, divisions and crisis, both inside the family and between owners and managers. Our paper, after a summary of the literature, aims at proposing a different point of view on the corporate governance dynamics in family business and a different path to understand the change processes into these organizations, adopting a Situationist View of the Organizations (SVO) that is focused on the continuous work of two pro- cesses: action and institutionalization, that build, break and rebuild social reality. Under this point of view some topics – institutional processes, coalitional games and power dynamics – suggest different considerations about the processes of governance and power. The concept of actor (or strategic actor) is of particular relevance. It refers to an individual (human actor) or, more often, a coalition of in- dividuals able to act strategically for the protection of their specific interests. The concept of strategic actor goes far beyond the organizational boundaries, as often a coalition is composed by both internal and external members

    Comprendere l’impresa. Per una teoria della pratica manageriale

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    Questo testo si rivolge a studenti e studiosi di economia d’impresa. Il lavoro prende l’avvio dalla cornice metodologica che fa da sfondo al quadro teorico degli studi sull’impresa. Ad esso si connettono diversi stili epistemologici che s’ispirano a tre grandi paradigmi organizzativi: la visione dell’impresa come sistema forte, predeterminato rispetto agli attori; la visione dell’azione organizzativa e dell’impresa come processo di decisioni e di azioni; la visione dell’azione organizzata e dell’impresa come sistema costruito dagli attori. Per ciascuno di essi vengono passati in rassegna i principali approcci di studio e i maggiori contributi teorici che hanno segnato l’evoluzione del pensiero scientifico in tale ambito disciplinare. L’excursus culmina nell’analisi del modello situazionista dell’impresa. Con l’auspicio che questo contributo possa aiutare a comprendere l’impresa per ciò che è, più che per ciò che dovrebbe essere, o che vorremmo che fosse

    A perspective on DNA damage-induced potentiation of the pentose phosphate shunt and reductive stress in chemoresistance

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    Metabolic rearrangements and genome instability are two hallmarks of cancer. Recent evidence from our laboratory demonstrates that persistent DNA lesions hampering transcription may cause glucose rerouting through the pentose phosphate shunt and reductive stress. Here, we highlight the relevance of these findings for cancer and chemoresistance development

    Endocytic iron trafficking and mitochondria in Parkinson's disease

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    Parkinson's disease (PD) - the second most common neurodegenerative disorder - is a multifactorial disease, the causes of which should be sought in complex and detrimental interactions between genetic and environmental factors. Multiple lines of evidence, however, identify mitochondrial dysfunction, oxidative stress, and iron accumulation as central pathogenic mechanisms. These factors are closely intertwined because mitochondria are a major source of pro-oxidant species and are the major intracellular recipients of iron. How iron is transported to mitochondria, however, is largely unknown. Some studies suggest that trafficking through endocytosis may participate to mitochondrial iron delivery with a “kiss and run” mechanism. Intracellular transferrin levels increase in PD, possibly as a consequence of oxidation of iron-containing prosthetic groups in mitochondria. It is therefore conceivable that transferrin endocytic trafficking can contribute to noxious iron accumulation. This short review will summarize these findings and discuss their relevance for a better understanding of PD pathogenesis

    Musei di impresa e processi di istituzionalizzazione del brand. Il caso MIMA (Museo di Impresa Mastroberardino Atripalda)

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    Che ruolo ha la storia di una marca, di una famiglia imprenditoriale, di un’intrapresa economica nel management strategico di un’organizzazione? La storia può essere una leva utile ai processi strategici di brand building e di incremento del brand equity aziendale? Per provare a rispondere a tali quesiti, iniziamo con l’evidenziare come, negli studi di strategic management, sia abbastanza semplice rilevare l’esistenza di una dicotomia tra storia e strategia che, portata alle sue estreme conseguenze, finisce per dar vita ad un evidente paradosso. La dicotomia assume anzitutto una valenza in termini di orientamento temporale in quanto storia e strategia si concentrano su due direzioni temporali diverse: il passato e il futuro. La storia si occupa dell’analisi, dell’interpretazione e della comprensione degli eventi trascorsi. Si concentra sulle azioni, le decisioni e le conseguenze che hanno modellato il mondo nel passato. Attraverso lo studio della storia, si cerca di capire come e perché determinati eventi si siano verificati e come abbiano influenzato lo sviluppo delle società nel tempo. Essa fornisce una visione retrospettiva delle azioni umane e delle loro conseguenze. Di converso, la strategia riguarda l’immaginazione e selezione di un certo futuro descritto in termini di obiettivi desiderabili (per un individuo, per un’organizzazione) e, successivamente, la pianificazione e l’implementazione di azioni orientate verso il raggiungimento di tali obiettivi futuri. Si focalizza sulla formulazione di piani d’azione che guidino il comportamento presente per ottenere risultati desiderati nel futuro. Attraverso l’analisi strategica e la pianificazione strategica, si cerca di anticipare scenari futuri, identificare opportunità e rischi, e sviluppare approcci per raggiungere vantaggi competitivi. La strategia implica una visione proattiva e orientata al futuro, in cui le decisioni e le azioni presenti sono guidate dall’obiettivo di influenzare e plasmare gli eventi futuri. In sintesi, la storia si concentra sull’analisi e sull’interpretazione degli eventi passati per comprendere il presente, la strategia si focalizza sull’immaginazione, sulla pianificazione e sull’azione orientate verso il futuro per influenzare gli eventi verso gli esiti desiderati. Oltre che in termini di orientamento temporale, la dicotomia tra storia e strategia si manifesta anche in termini semantici. Provando a costruire una ontologia centrata sul concetto di “storia” le keywords che si ottengono sono, tra le altre, le seguenti: tempo storico, epoca storica, scoperte scientifiche, tradizione, costume, rito, mito, cultura, società, vincolo, restrizione, limitazione, condizione, impegno. Passando alla costruzione di una ontologia centrata sul concetto di “strategia” si ottengono, tra le altre, le seguenti ramificazioni semantiche: analisi strategica, strategia militare, guerra, battaglia, strategia politica, strategia aziendale, piano strategico, visione, immaginazione, progetto, obiettivo, finalità, rischio, rendimento, investimento, concorrenza, performance, sviluppo, innovazione, opportunità, possibilità, libertà, autonomia. Il riverbero concreto di questa dicotomia è osservabile nel fatto che molti brand alternano fasi in cui ricorrono alla loro storia al fine di fornire solidità alle loro prospettive strategiche a fasi in cui la ignorano, la occultano, la oscurano, fino a rinnegarla. La storia (di una marca, di un’impresa, di una famiglia imprenditoriale), dunque, o meglio il «corporate heritage», può costituire un vincolo all’azione imprenditoriale, come pure sostengono alcuni studiosi (Path Dependency Theory)? Essa può configurarsi come una sorta di «gabbia d’acciaio» che comprime i margini di manovra dell’attore strategico (imprenditore)? Oppure, secondo una prospettiva alternativa, è da considerarsi come una risorsa, peraltro unica, distintiva, non replicabile, da utilizzare nel fondamentale processo di posizionamento competitivo e grazie alla quale impostare una solida e credibile strategia di differenziazione della proposta di valore dell’impresa

    Cysteine oxidation and redox signaling in dopaminergic neurons physiology and in Parkinson's disease

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    Parkinson's disease (PD)is a neurological disorder affecting dopaminergic neurons in the nigrostriatal pathways of the brain. PD is a multifactorial disease and its causes should be sought in detrimental interactions between genes and environment. Since early mechanistic studies, excessive oxidation – or oxidative stress – emerged as a recurring and fundamental pathogenic mechanism, and consequently received significant attention. More recent evidence obtained at single-cell resolution, however, indicates that dopaminergic neurons in the substantia nigra display increased oxidation levels also in normal, physiological conditions; differently than pathological oxidation, the importance of this phenomenon is underappreciated. The nigrostriatal dopaminergic system is involved in behavioral strategies that have been under strong evolutionary pressure. It is therefore improbable that physiological oxidation in dopamine neurons is accidental. Here, we review recent literature to argue that moderate oxidation improves redox signaling – which in dopamine neurons is intertwined with electrophysiological activity and is important to regulate dopamine release – and also has a protective role. We also reason that physiological oxidation provides an example of antagonistic pleiotropy therefore offering an advantage during reproductive stages of life while becoming detrimental during aging. Collectively, we believe that these observations provide a new perspective in the biology of dopaminergic neurons and in PD
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