338 research outputs found

    Grazia Maria Masselli, Il rancore dell 'esule. Ovidio, l'Ibis e i modi di un invettiva.

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    Knecht Daniel. Grazia Maria Masselli, Il rancore dell 'esule. Ovidio, l'Ibis e i modi di un invettiva. . In: L'antiquité classique, Tome 74, 2005. p. 343

    Corrispondenza d’amoroso incesto. Fedra tra Ovidio e Racine

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    Il lavoro analizza il dramma umano di Fedra, che, per sedurre l’amato figliastro Ippolito e patrocinare la sua difficile causa, ‘sperimenta’ nella riscrittura ovidiana (costituita dalla quarta delle epistulae heroidum) un’inquietante risoluzione della sua storia. L’eroina, infatti, affida a una lettera la sofferta e indicibile rivelazione del suo desiderio ‘proibito’: il genere epistolare, cioè, si fa ‘discreto’ canale della sua ‘proposta indecente’, consentendo al turpis amor di trovare, col favore di oggettive attenuanti, una legittimazione che lo renda meno vetitus e più iustus, nonostante il suo confinare/coincidere con un vero e proprio ‘illecito’. Il reato di incesto (l’illecito, appunto), implicito nella sua strategia erotica, era ovviamente da reprimere extra ordinem, non solo per le modalità verbali attraverso le quali era perpetrato, ma propter voluntatem perniciosae libidinis di cui si faceva agente una matrigna che “privignum Hippolytum amore capta de stupro interpellavit” (avrebbe spiegato il grammaticus Servio). Nella sua sperimentale ‘esercitazione retorica’, Fedra si affida alla topica prevista dal genus deliberativum, ossia si affida a una suasoria ad amandum, suadente e al contempo ‘malata’, se vincolata alle prescrizioni relative al genus causae turpe; d’altronde non si può definire altrimenti un ‘genus’ ruotante, come in questo caso, intorno alla proposta di “amore illegittimo”, irreparabilmente destinato al silenzio e all’emarginazione comunicativa. Per questo lavoro, il 25.09.2009 è stato conferito alla dott.ssa Masselli - dall’Università degli Studi di Foggia - il Premio alla Ricerca “Gian Luca Montel” (Borsa di studio di euro 5.000)

    La magia senza mistero: letterature classiche vs folklore moderno

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    The connection between modern folklore and ancient magic bears evidence of forms of continuity in today imagery and leads the discussion about the coercive power of words in what we can consider as the 'mirage' of mankind, that is a recondite desire of giving birth - by a magic formula, a potion or a spell - to a reality more consonant with each person's aspirations. Yet the language of magic definitely runs the risk of doggedly displaying the heart of both primitive mentality and remote culture, unless it is identified as common heritage: such an eventuality may happen when a 'creed' of this kind takes part in the life experience of men such as Carlo Levi (the author of "Cristo si è fermato a Eboli"), who ran across a set of beliefs and superstitions, whose analogous records are found both in a truly ancient popular culture and in the magic reports dated back to 2000 years ago (e. g. the tabellae defixionum). As soon as men thought to alter and subvert the order of things, even forcing the supernatural power, they started to recur to classical practices, on the ground of paradigms that the art of rethoric would consider as both immutable and fully successful, also on the ground of a “cliché” which would act as “trait d’union” between literature and everyday life. So, the connection between two seemingly remote cultural realities can light up some dark areas in modern psyche, furthermore ensuring classical culture an important part in understanding mankind’s thought and writing
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