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Percorsi dalla pedagogia alla metafisica e dalla metafisica alla pedagogia e alla didattica
This contribution takes up the demands of pedagogical research aimed at rediscovering the most authentic matrices related to the relationship with philosophy and metaphysics, as a hypothesis that must gain the discursive forms of its validation. For this reason we hypothesize a path that moves from some essential considerations on the current pedagogical problems to detect the forms of crisis and the reasons that underlie them as consequential to the loss of a true educational ideality, to then grasp the possible metaphysical answers to such difficulties and proceed, in the end, to highlight a further path that outline how much of metaphysical thinking can now be validated upstream from pedagogy.Il contributo risponde alle esigenze della ricerca pedagogica volta a riscoprire le matrici più autentiche legate al rapporto con la filosofia e la metafisica, come ipotesi che deve acquisire le forme discorsive della sua validazione. In tal senso ipotizziamo un percorso che muove da alcune considerazioni essenziali sugli attuali problemi pedagogici per rilevare le forme di crisi e le ragioni che ne sono alla base come conseguenti alla perdita di una vera idealità educativa, per poi delineare le possibili risposte metafisiche a tale difficoltà e procedere, alla fine, alla evidenziazione di un ulteriore percorso che delinei quanta parte del pensiero metafisico può ora essere convalidata a monte della pedagogia
Abitare circolare. Reimmaginare gli scarti come beni comuni e futuri asset culturali
Nell'ultimo decennio, si è parlato con sempre più insistenza di economia circolare, un modello di produzione e consumo che implica condivisione, riutilizzo, riparazione e dei beni esistenti al fine di farli vivere il più a lungo possibile. In questo modello, è chiaro, il tema dei rifiuti è sempre più importante. Come impattano i rifiuti nella pianificazione urbanistica? In che modo l'architettura può supportare questo nuovo modello? E ancora, come può l'architettura farsi portavoce di un modello di produzione e consumo sempre più sostenibile?
Nato in seno a una serie di eventi e riflessioni scaturite in sede del Padiglione Italia “Comunità Resilienti” alla 17. Biennale di Venezia, Abitare circolare esprime la consapevolezza di assumere i rifiuti come parte del patrimonio culturale e naturale e quindi di un sistema complesso utile a promuovere lo sviluppo sostenibile delle città e dei territori. Grazie al contributo di decine di professioniste e professionisti, e ancor più casi studio, Abitare circolare è la prima indagine approfondita sul tema dell'economia circolare, del rifiuto e della sostenibilità e del loro ruolo nella progettazione e costruzione della città
Il vuoto è pieno. Appunti e immagini sullo spazio urbano durante la pandemia
Il secondo volume della collana Plurilinguismo e Migrazioni intende contribuire, secondo differenti prospettive disciplinari, alla comprensione del periodo critico e mutevole generato dalla pandemia di COVID-19. Propone una serie di studi incentrati sugli aspetti quantitativi del fenomeno pandemico e altri relativi all’analisi dei contesti storici, culturali e artistici che lo interpretano, lo elaborano e lo rappresentano.
Migrazioni di virus. Numeri e linguaggi riflette sulle diverse angolature e prospettive della pandemia, per favorire e sostenere una mutua interazione tra il rigore e la formalizzazione dei dati e le forme di creatività, l’immaginario, e le proposte innovative manifestate in risposta alle fragilità e ai disagi dell’emergenza.The paper intends to give back a photograph in motion of the relationship between city and pandemic. The reflection is divided into two sections. The first, snapshots, offers brief reflections implemented through the use of some significant images like frames, which summarize some of the most relevant aspects that the pandemic has presented with its dramatic impact. The second section consists of in-depth reflections investigating the potential of empty space, starting from two different conditions, one pre-pandemic and the other infra-pandemic. In front of the dominant portrait of a segregated city, which shuns a new ecological pact with the ecosystem to fall back on protocols of prophylaxis, hygiene and biometric systems, is highlighted the active role of the “augmented” space. This space is understood as an “augmented” and dynamic substance, shaped and fed by a computer system accompanying the transformation of spaces, services, behaviors and languages
Reimmaginare i flussi di rifiuti come nuovi asset culturali. Strategie possibili per processi di rigenerazione urbana basati sull'economia circolare / Re-imagining municipal waste streams as new cultural assets Possible strategies for urban regeneration processes based on the circular economy
La narrazione nell’esperienza di tirocinio SFP come dispositivo di formazione del tirocinante e del tutor
The epistemological recognition of narrative as a professional development paradigm allows to design writing processes in the curricular internship of the degree course in Primary Teacher Education
as an indispensable didactic mediator in professional self-building processes and as the starting point of teacher's professionalization. Within an accreditation process of practice documentary writing (Perla, 2012; Schiavone, 2012) welcoming descriptive, reflective and narrative writings as an innovative device for professional development, and of documentary competence as an essential component of the teaching expertise, the proposal of PTE Course at University of Bari provides for the implementation of narrative practices and generative professional biographies of student-trainee empowerment, as future teachers capable of reflecting in action and sharing the narration of the processes, and also of the tutors themselves.
Redefining an internship model according to innovative trajectories means creating shared practices of tutorial mediation. The new model of internship practices is configured as a process in which the tutors, called to improve the quality of professional writing and the management of students' documentation in a work group, are invested by the same narrative practices in an osmotic process creation of "horizontal" relationship spaces in the working group and with other groups, "vertical" between tutors and students, "transversal" in the group of disciplinary teachers and tutors. In this sense, narrativity welcomes the recovery of a dialogic culture oriented towards the ability to listen and listen, to make reciprocal narrations accessible, give meaning to words and give body to emotional feeling.
Rethinking the internship path in an empowerment dimension recalls the importance of a systematic approach in the realization of an effective reflective practice. Starting therefore from a didactic act as a reflective learning practice, which becomes a professionalizing process when it is translated into reflection, narration and enhancement of the writing processes, the contribution in the last three paragraphs, made by an internship tutor, presents professional writings in order to interpret voices of teachers with multiple roles and functions: the teacher, the welcoming teacher, and the teacher-tutor.Il riconoscimento epistemologico della narrazione come paradigma di sviluppo professionale consente di progettare processi di scrittura nel tirocinio curriculare del corso di laurea in Scienze della formazione primaria
nella sua veste di mediatore didattico indispensabile nei processi di costruzione del sé professionale e momento di avvio alla professionalizzazione dell’insegnante. All’interno di un processo di accreditamento della scrittura documentale della pratica (Perla, 2012; Schiavone, 2012) accogliente scritture descrittive, riflessive e narrative quale dispositivo innovativo di sviluppo professionale, e della competenza documentativa quale componente essenziale dell’expertise docente, la proposta formativa del CLCU in SFP dell’Università di Bari prevede l’implementazione di pratiche narrative e biografie professionali generative di empowerment degli studenti-tirocinanti, quali futuri docenti capaci di riflettere in azione e condividere la narrazione dei processi, ed anche degli stessi tutor.
Ridefinire un modello di tirocinio secondo traiettorie innovative significa difatti creare pratiche condivise di mediazione tutoriale. Il nuovo modello di pratiche del tirocinio si viene a configurare come un processo in cui i tutor, chiamati a migliorare la qualità delle scritture professionali e la gestione della documentazione degli studenti in un gruppo di lavoro, sono investiti dalle stesse pratiche narrative in un processo osmotico di creazione di spazi di relazione “orizzontali” nel gruppo di lavoro e con gli altri gruppi, “verticali” fra tutor e studenti, “trasversali” nel gruppo dei docenti disciplinaristi e tutor. La narratività accoglie in tal senso il recupero di una cultura dialogica orientata alla capacità di ascoltarsi ed ascoltare, di rendere fruibili le narrazioni reciproche, dare senso alle parole e dare corpo al sentire emozionale.
Ripensare il percorso di tirocinio in una dimensione di empowerment richiama l’importanza di un approccio sistematico nella realizzazione di un’efficace pratica riflessiva. A partire pertanto da un agire didattico come pratica riflessiva di apprendimento, che diviene processo professionalizzante quando riesce a tradursi in riflessione, narrazione e valorizzazione dei processi di scrittura, il contributo negli ultimi tre paragrafi, realizzati da un tutor del tirocinio, presenta scritture professionali che interpretano voci di insegnanti con ruoli e funzioni molteplici: l’insegnante, l’insegnante-accogliente, e l’insegnante-tutor
La rigenerazione urbana nell’era degli scarti. Strategie circolari ed alleanze possibili per un’architettura civica
Aver cura del “bene comune” a scuola: una ricerca-formazione di citizenship education
Nello scenario di crisi della democrazia “procedurale” (Sandel, 1982; Rorty, 1986) e richiamo all’etica delle virtù (MacIntyre, 1988), alla luce di una ricerca pedagogica accreditante una cittadinanza capace di articolare la complementarietà diritto-morale (Mortari, 2008), la scuola delle Indicazioni parla di bene comune. L’educazione delle coscienze dei cittadini e la necessità di una convivenza sociale costruita su finalità comuni aprono ad un’etica di ricongiunzione del nesso democrazia-valori-finalità-processi educativi. Sulla base della citizenship education di matrice europea quale insieme dinamico di conoscenze, processi mentali e atteggiamenti decisionali (Eurydice, 2017), l’attuale PNFD evidenzia esperienze di cura dei beni comuni quale condizione realizzativa di una cittadinanza consapevole e globale. Il contributo presenta una ricerca-formazione collaborativa focalizzata sul processo di co-costruzione dei significati di bene comune, ai fini di una traducibilità da sapere personale dell’insegnante a sapere da insegnare, realizzata dal gruppo di ricerca DidaSco (UniBa) nell’ambito del progetto Cittadinanza, costruzione identitaria e cultura del rispetto in rete con cinque Istituti scolastici di Bari
Toward Non-Humans’ Embassies
This chapter explores alternative exhibition strategies for architectural and urban design work. Initiated at the XVII Venice Architecture Biennale (2020–2021), the project evolved through online panels, video installations, and site-specific performances. Utilizing actor-network theory (ANT) and time studies, it challenges modern dichotomies and fosters sensitivity to the temporalities of human and non-human interactions. The project incorporates theatrical elements to bridge the gap between actors and spectators, culminating in the establishment of the first Non-Humans’ Embassy. This initiative aims to enhance the agency of non-human entities, creating platforms for their representation and dialogue and transforming conventional spaces into dynamic environments that enrich our understanding of urban transformations
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