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    Adattamento psico-sociale nei bambini immigrati di seconda generazione

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    I flussi migratori nel mondo sono particolarmente aumentati negli ultimi decenni a causa della crescente globalizzazione o per motivazioni economiche, politiche, personali. Negli ultimi anni si è osservato anche in Europa il passaggio da immigrazioni temporanee a insediamenti durevoli con conseguente presenza sempre più numerosa di immigrati di seconda generazione. Il processo migratorio è fonte di forte stress per i soggetti che lo intraprendono, in particolar modo per i bambini e gli adolescenti che si trovano a dover mediare tra due realtà diverse: la cultura di origine e quella del Paese ospite. La collocazione tra i due mondi influenza il processo di costruzione della propria identità culturale e psicologica e pone il minore immigrato ad essere ai margini di entrambi i modelli culturali. Tale percorso influenza il processo di acculturazione degli individui determinando diverse strategie di acculturazione. Queste ultime esplicano le modalità di relazione tra le due culture allo scopo di valutare l’adattamento psico-sociale del bambino

    La necropoli a incinerazione di Ponte Nuovo (Verona). Dati preliminari dello studio antropologico.

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    La necropoli di Ponte Nuovo (Vr) rappresenta una delle più significative testimonianze della civiltà dei Veneti antichi nella pianura veronese. Questa fase denominata protoveneta è inquadrabile tra il X e il IX secolo a.C. Lo studio antropologico delle 62 tombe a cremazione costituenti la necropoli, ha rivelato che il rituale funebre fosse destinato a tutti gli individui, indipendentemente dal sesso e dall'età. Prevalgono le sepolture monodeposizionali (77,4%), ma sono frequenti anche le tombe polisome (22,6%) costituite da 2 o più individui. La determinazione del sesso è stata possibile nel 67,5% dei casi (24 maschi, 28 femmine, 25 individui non determinabili). La determinazione dell'età ha portato al riconoscimento di 19 individui infantili, 9 giovanili, 48 adulti e 1 maturo. Dai risultati dell'analisi, in particolare dallo studio dei pesi e dei colori dei resti ossei, è possibile confermare come questa necropoli rifletta in ogni aspetto il tipico rituale funerario della cremazione osservato nei più importanti centri protostorici attribuiti alla cultura veneta

    Il rito della cremazione: osservazioni antropologiche su alcuni casi studio di particolare interesse da necropoli dell'Italia settentrionale.

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    L'analisi antropologica dei resti umani cremati è essenziale per la definizione del profilo biologico del defunto e per la ricostruzione dei riti funerari in popolazioni antiche. Vengono pertanto analizzati alcuni interessanti casi provenienti dalla necropoli paleoveneta di Ponte Nuovo e da quella romana della Stazione Centrale di Bologna

    Valutazione degli aspetti tafonomici nei resti ossei umani combusti

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    I processi di trasformazione che si verificano dal momento della morte dell’individuo sono denominati tafonomici e sono dovuti all’intervento di vari fattori ambientali, tra i quali l’utilizzo del fuoco come elemento di distruzione del cadavere. Quando un osso viene esposto ad alte temperature le sue proprietà chimiche si alterano e la sua integrità strutturale è compromessa, ciò è dovuto all’evaporazione, alla degradazione organica e alle trasformazioni della matrice inorganica. Il tempo di esposizione al fuoco e la temperatura di combustione agiscono sull’osso provocando modificazioni cromatiche, fratture, fessurazioni, deformazioni e contrazioni. Gli effetti della combustione sull’osso umano sono rappresentati da fenomeni simultanei di shrinkage, hardening e whitening. Nel caso di cremazioni a cadavere fresco la fratturazione e la deformazione sono dovute alla rapida disidratazione del tessuto osseo che produce delle fratture concoidi e delle deformazioni tipiche, mentre la cremazione dell’osso secco produce sulla superficie fessure longitudinali o a reticolo. La variazione nel colore è indicatrice del progressivo danneggiamento termico dell’osso. Il riconoscimento dei colori di combustione è perciò indicativo dell’intervallo di temperature alle quali l’osso è stato sottoposto. La valutazione dei diversi aspetti tafonomici intervenuti può quindi essere indispensabile al fine della successiva interpretazione e ricostruzione degli eventi in ambito forense

    STUDIO ANTROPOLOGICO E PALEONUTRIZIONALE DEI RESTI OSSEI UMANI CREMATI PROVENIENTI DALLA NECROPOLI ROMANA DELLA STAZIONE CENTRALE DI BOLOGNA.

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    In this anthropological study 144 cremation burials, from bi-ritual Roman Central Station of Bologna necropolis(I-III century AD), were analysed. Despite the limitations imposed by the conditions of the bones, it was possible to evaluate the number of individuals, sex and age at death, metric skeletal indicators, abnormalities and diseases. Different aspects of the funerary ritual were also evaluated, as the temperature of combustion, the degree of bone fragmentation, the rapresentativeness of the anatomical districts, the presence of animal bones and botanical remains. The reconstruction showed a demographic profile of the typical ancient Roman society of the First Imperial Age with a high mortality during early childhood and in adulthood (35-40 years old). The paleonutritional analysis is carried out on a cremated and a buried samples through different analytical methods (ICP-MS, XRF). The study examined the concentration levels of major nutrient elements (Sr, Zn, Ba). The analysis revealed a pattern of a different proportion of carbs/meat between the two samples. This confirmed the link between lower consumption of cereal and increased access to meat consumption in people with higher social status

    Cremated human remains: is measurement of the lateral angle of the meatus acusticus internus a reliable method of sex determination?

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    The purpose of this study was to evaluate the lateral angle (LA) method—based on the measurement of the angle at which the internal acoustic canal opens up to the surface of the petrous bone—for sex determination in cremated skeletal remains of Italians. The sample consisted of 160 adult individuals of known age and sex who had recently died and were cremated in the crematorium of Ferrara (northern Italy). Several studies have demonstrated that the petrous portion of the temporal bone may be a valuable tool for sex diagnosis in unburned skeletal remains. Since petrous bones are usually preserved after cremation, this method could be of particular interest in the case of burned skeletal remains. The repeatability of intra- and inter-observer measurements was good. The results indicated that male and female lateral angles were significantly different but that the values did not differ among age-groups. There was no bilateral difference in LA. However, neither the 45° angle, proposed in earlier studies as the sectioning point for this variable from male and female data distributions, nor another angular value allowed satisfactory discrimination between the sexes in our sample. The influence of the “age” factor (about 82 % of females were of ≥75 years of age) on the results is critically discussed. The results of this study suggest that the LA method is not sufficiently reliable to assess the sex of elderly Italian individuals from their burned remains and thus should only be used in conjunction with other sexing techniques

    Il laboratorio di Archeo-Antropologia e Antropologia Forense dell'Università di Ferrara e le sue collezioni.

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    Le metodologie e tecniche impiegate all'interno del laboratorio nell'analisi dei reperti scheletrici umani vengono analizzate, evidenziando in particolare, tra le prime, l'analisi dei resti combusti e, tra le seconde, le tecniche 3D. Vengono poi riportate le principali collezioni scheletriche presenti che datano a partire dall'età del Bronzo

    Metodologie di identificazione da resti umani combusti

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    L’azione del fuoco su di un corpo umano è in genere distruttiva, anche se numerose sono le variabili che influenzano questo processo e ne condizionano gli effetti. Attraverso l’analisi dei resti combusti è possibile giungere alla ricostruzione del profilo biologico dell’individuo con determinazione del sesso, età di morte e caratteristiche utili all’identificazione personale. Le informazioni fornite da questo materiale dipendono dalle circostanze di conservazione, dal grado di fratturazione e di shrinkage dell’osso. L’identificazione sessuale si basa sui criteri antropologici tradizionali di tipo morfo-metrico; inoltre, notevole importanza assumono gli spessori del cranio e della corticale medio-diafisaria delle ossa lunghe, i diametri della testa omerale e femorale e misure angolari del meato acustico interno in relazione all’età del soggetto. La diagnosi di età è basata sulla valutazione degli stadi di accrescimento osseo e di fusione delle epifisi, nonché sul grado di obliterazione delle suture craniche i cui margini sono messi in evidenza dal processo di cracking. L’identificazione personale in alcuni casi può inoltre essere favorita dal ritrovamento di protesi dentarie ed ossee o chiodi endomidollari resistenti alle alte temperature, importanti per una comparazione con i dati ante mortem ricavabili da eventuali radiografie dei distretti ossei relativi al soggetto da identificare
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