1,720,980 research outputs found
Novità epigrafiche dal Foro di Aquileia. A proposito della base di T. Annius T.f. tri. vir
Sodandaggi geognostici per la prospezione geoarcheologica del territorio di Aquileia: il Progetto SARA
Micropalaeontology in archaeology research: draft of late Quaternary evolution of the alluvial plain near Aquileia (NE Italy).
REV. ESP. MICROPAL
The Regions of Caput Adriae according to the Recent Excavation at the Castelliere of Elleri.
no availabl
Il sottosuolo del Castrum di Grado (Adriatico settentrionale): studi preliminari per una ricostruzione paleogeografica
Premessa
Nella Premessa al volume, curato dalla scrivente, si propone una sintesi dello stato degli studi e delle prospettive della ricerca, in chiave anche di valorizzazione e si illustra l'impostazione del volum
Archaeometrical studies of roman imperial age glass from canton ticino
An archaeometrical study of Roman glass finds recovered in the Canton Ticino area was performed after the finding of traces of possible glass-working at Muralto near Locarno. The aim of this work is to provide chemical characterization of these glass varieties—never analysed before—and to compare the results obtained with those for glass of the same period coming from other sites (Aquileia, Augusta Praetoria and Modena). The chemical data shows that the composition of Canton Ticino glass remained the same from the first to the fourth century AD. Moreover, the large amounts of Sb used as a decolouring agent in these samples represents a peculiar trait
Il restauro dell'Asaratos Oecus di Aquileia
La tipologia di mosaico nota col nome di asarotòs oikòs, letteralmente “pavimento non spazzato” è di grande pregio e di notevole rarità. L’asaratòs oikòs di Aquileia, considerato il più antico finora rinvenuto, è datato infatti al primo secolo a.C. Il suo ritrovamento risale al 1860 ed il frammento di pavimento è custodito presso il Museo Archeologico di Aquileia. 2003 è stato trasportato a Ravenna, dove è stato sottoposto a restauro. In questo lavoro lo studio di questa tipologia di pavimento e il lavoro di restauro eseguito è ampiamente descritto.
Nel L’opera rappresenta un pavimento non spazzato con figure su sfondo bianco, realizzata con tessere lapidee mediante impiego della tecnica opus vermiculatum.
Il manufatto è stato sottoposto ad analisi in situ ed in laboratorio al fine di valutarne lo stato di conservazione, di caratterizzare i materiali originali e di verificare la presenza di materiali non originali introdotti durante restauri precedenti. Analisi chimico-fisiche effettuate su micro-campioni di malte, tessere e prodotti di degrado, hanno evidenziato varie problematiche conservative quali presenza di materiali estranei agli originali e non idonei alla conservazione, presenza di efflorescenze, subflorescenze, incrostazioni, opacizzazione della superficie e di fessurazioni, fratture e distacchi, con conseguente perdita di materiale.
Il mosaico è stato completamente liberato dal supporto in cemento e collocato su pannelli in Aerolam, corredati da strutture di sostegno e di contenimento in acciaio. Le lacune di piccole dimensioni sono state integrate con malta incisa e dipinta ad acquarello; nelle lacune più grandi è stato realizzato un intonaco a base di calce idraulica su cui sono state incise le linee principali del disegno compositivo
L’alterazione di materiali anforari: implicazioni sulla ricostruzione dell’ambiente di seppellimento.
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