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    Feud: Bette and Joan. The representation of ageing in TV series between crisis and wardrobes

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    The focus of the paper is the analysis of the crisis linked to ageing in the series Feud: Bette and Joan (Fx, 2017), which is displayed through events and rivalries involving two show biz icons: Bette Davis and Joan Crawford. Through a complex narrativity (Mittell 2015) Feud makes reference to sexism and misogyny -related issues typical of the times. In other words, age questioned the celebrity’s aura, thus exacerbating the rivalry of Hollywood’s actresses. The success they had enjoyed in the past with its high degree of notoriety was not enough for some of them to counter the value of youthfulness of their rival newcomers. In the Tv serial, the roles of Bette Davis and Joan Crawford are played by two other cinema icons: Susan Sarandon and Jessica Lange. The presence of these two great performers sets an additional level of textual interpretation linked to contemporaneity. Getting old, depicted in Feud as a source of crisis, capable of creating a path of solitary struggles in the storytelling, becomes - off screen and in today’s scenario - an occasion of exchange and complicity for the actresses and between the actresses and their audiences. The complex narrativity provides the viewer with the opportunity to move around several levels and frames, as Feud recalls different - and overlapping - timeframes. On the one hand, the ‘archival’ model is being used, through clips which are the remakes of excerpts from the past, thus opening towards a historical, shared and individual memory, at least for a portion of the audience. On the other hand, there are different jumps leading viewers to the focus of the plot towards an elsewhere which is much closer to the present, thanks to a series of characters taken from real life. In essence, the real is always brought in, as a sort of docu-fiction, thus widening the tv series’s opportunities to connect with the present. As we shall see below, Feud does not tell one single story, but many, as it comprises many narrative developments. The result of this approach makes audiences start to think about issues mainly referring to the topic of ageing, by using Hollywood as a reference background, but also as a metaphor of a much wider world space than the mere motion picture industry. This specific feature will be the focus of the last part of the article in its exploring the relevance of the celebrities’ role in re-defining and re-signifying cultural and social contexts

    Film, Fashion & Consumption

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    Film, Fashion & Consumption is a peer-reviewed journal designed to provide an arena for the discussion of research, methods and practice within and between the fields of film, fashion, design, history, art history and heritage. The journal seeks to stimulate ongoing research on these topics and to attract contributions not only from scholars researching in these areas but also from practitioners, who are traditionally excluded from academic debate. The journal thus aims to unite and enlarge a community of researchers and practitioners in film, fashion, consumption and related fields, whilst also introducing a wider audience to new work, particularly to interdisciplinary research that looks at the intersections between film, fashion and consumption

    TV drama and fashion: 1992, An Italian case

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    The aim of this article is to explore an Italian TV drama, 1992. As other recent examples, it represents a ‘quality’ drama, a new kind of product for Italian TV production. In these products the attention to costumes and fashion is really important. If it is true that fashion has long enjoyed a close relationship with mass media, its role in audiovisuals and particularly in fiction products seems to have recently changed. In this new context, dressing issues are no longer related only to clothing: fashion is increasingly included inside stories. Yuniya Kawamura (2005) argues that, regarding fashion, production influences consumption and at the same time consumption affects production. This circularity makes us ask where we can place fashion TV serials, because they assume a clear role of mediation between high fashion brands, or underground styles, and their possible reference worlds. The TV drama 1992 focuses on the Italian political crises of that period. The story is set in Milan, the Italian city of fashion. In the same years we saw the growing success of Italian fashion in the world. In the analysis we will try to focus on the role of clothes inside narration, to show how fashion is important to determine some specific cultural contexts. Our hypothesis is that – under the main narrative line – it is possible to see other levels, such as the clothes and fashion level, that indicate a specific connection with characters’ personality, spaces and places, and historical periods. Is it also possible to trace a creative vision of all of this? How do the costumes connect to the historical period? How are they connected in some ways to more recent fashion shows? Is it possible to see in 1992 a specificity of Italian fashion style

    ZoneModa Journal 6 - Futuri Possibili

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    ZoneModa Journal nasce dall'idea di un gruppo di docenti dei Corsi di Laurea di Moda, sede di Rimini, Università di Bologna allo scopo di istituire uno strumento di ricerca focalizzato sui Fashion Studies e immaginato per un pubblico di studiosi italiani e stranieri. La necessità che ci ha spinto a produrre il progetto editoriale è stata dettata soprattutto dalla mancanza, in Italia, di uno strumento di questo tipo, capace di raccogliere studi e riflessioni sul complesso e articolato universo del fashion. L’obiettivo, che rappresenta un costante work in progress, è di far diventare ZoneModa Journal un punto di riferimento imprescindibile per degli studiosi di moda. L’osservazione del contesto entro il quale i fenomeni di moda si manifestano e si consolidano è sempre più globale, uno spazio dai confini geografici, politici e massmediali sempre più ampi. Per questi motivi, fin dal primo numero, il progetto ha previsto la definizione di nuovi contatti sia con colleghi italiani che stranieri, nonché la sua diffusione nelle due lingue, italiano ed inglese. ZoneModa Journal intende proporsi come un appuntamento fisso, un’area di raccordo, per dar vita a occasioni di riflessione comune su un tema di volta in volta suggerito e affrontato sotto molti e diversi punti di vista, con la regia di un curatore per ogni numero. Lo scopo è quello di sollecitare discussioni e confronti più allargati possibile, di mettere a disposizione uno spazio per contatti, convergenze e critiche costruttive. La rivista si rivolge agli studiosi di Fashion Studies e agli studenti universitari dei corsi umanistici, con l’obiettivo di costituire uno strumento utile ad inquadrare i fenomeni legati al fashion entro un quadro di riflessione ampio, che faccia riferimento a più ambiti culturali e di ricerca. I suoi punti di forza sono l’aspetto multidisciplinare e la predisposizione ad ospitare discussioni critiche su aspetti culturali di ampio respiro (come ad esempio: morphing, made in Italy, cultura pop, well-being). La rivista viene pubblicata dal 2009 ed è tutt'ora attiva. Il numero 5, Fashion Convergence, è stato pubblicato a dicembre 201

    Ocula

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    Ocula è nata nel 2000 e il numero zero è stato pubblicato in dicembre di quell’anno, il primo del nuovo millennio. Allora nel nostro settore non vi era nessuna rivista online attiva, non esistevano i blog e neppure Facebook, Twitter e YouTube. Il web 2.0 era solo un termine appena inventato e quasi sconosciuto. Dal punto di vista della strategia mediatica, Ocula è nata con una visione precisa: rendere disponibili i contenuti a tutti senza costi e nel modo più semplice. Così, si è scelto di diffondere gli articoli in PDF come oggetti testuali autonomi, riconoscibili come parti di una rivista ma leggibili e stampabili con facilità grazie allo standard A4. L’architettura del sito è stata successivamente migliorata con la creazione di un CMS che lo ha reso dinamico. Il motore del sito e il suo design sono opera di Davide Gasperi, che possiede competenze di programmazione e di semiotica e sostiene tecnicamente la struttura di Ocula. La grafica è opera sua con la collaborazione di tutti i redattori e in particolare di Salvatore Zingale. Con Ocula abbiamo messo in pratica quanto la teoria semiotica ci insegnava sulla comunicazione, e oggi possiamo essere soddisfatti del nostro lavoro. Non abbiamo mai avuto bisogno né di tecnici né di designer esterni. L’impostazione scientifica Tutti i redattori di questa rivista, quasi tutti anche fondatori, sono stati allievi di Umberto Eco e della scuola semiotica bolognese: Massimo Bonfantini, Omar Calabrese, Marco De Marinis, Paolo Fabbri, Patrizia Magli, Ugo Volli e Patrizia Violi. Il lavoro di divulgazione di Eco, che ha influenzato anche la sua narrativa, ci porta a riconoscere che si può in buona misura, anche se non del tutto, rendere comprensibile ai non esperti l’approccio semiotico, spesso ritenuto oscuro e riservato agli iniziati. Tuttavia, la stessa vicenda intellettuale di Umberto Eco segna un limite oltre il quale lo studio dei segni non può essere popolarizzato senza perdere la propria capacità euristica. Come la psicoanalisi, la semiotica ha dato vita a concetti suoi propri (pensiamo a ‘langue/parole’, ‘interpretante’, ‘semiosfera’...) che devono essere assimilati, metabolizzati, prima di poterne fare uso. Anche questo, e forse più di ogni altro, è il fine di una buona divulgazione. Ocula, dunque, si è collocata in quella zona di frontiera dove la semiotica rigorosamente intesa incontra la cultura delle nuove professioni, il progetto, le altre scienze sociali. Il sottotitolo della testata “occhio semiotico sui media” sottolinea l’attenzione ai temi dell’attualità, che nei media si costruisce e si riempie di senso

    Polis. Ricerche e studi su società e politica

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    Polis pubblica studi e ricerche sui fenomeni politici e sociali che caratterizzano oggi l’Italia e gli altri paesi occidentali. Fondata nel 1987 nell’alveo delle attività della Fondazione Istituto Carlo Cattaneo, la Rivista si distingue per il taglio empirico dei contributi pubblicati. Gli studiosi interessati a Polis documentano e interpretano le trasformazioni più significative delle società contemporanee, grazie all’indagine sistematica e originale di tendenze emergenti e approcci metodologici innovativi, con una speciale attenzione all’ottica comparata

    L'archivio come dispositivo di comunicazione per le imprese della moda

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    Negli ultimi anni alcune aziende italiane della moda hanno impiegato risorse nel riordino, costituzione, perfino nella ricostituzione del proprio archivio per rafforzare l’identità del proprio marchio. Il tema dell’heritage anche nel settore della moda è di grande attualità, ne sono testimonianza il progetto nazionale “Archivi della Moda del Novecento” nato nel 2009, coordinato dall’Associazione Nazionale Archivisti Italiani (ANAI) nell’ambito del quale è stato creato un Portale on line della Moda (www.moda.san.beniculturali.it) e quello internazionale della Fondazione Europeana Fashion, per la digitalizzazione del materiale di musei e archivi di moda (www.europeanafashion.eu ), presentato il 17 aprile 2013 a Firenze. L’archivio di un’impresa di moda non serve esclusivamente a conservare memoria della storia aziendale, poiché un deposito di questo genere può rivelarsi anche un efficace strumento di comunicazione. Ferragamo e Gucci hanno compreso ciò da tempo, investendo risorse economiche e umane in questo ambito, aprendo per esempio musei aziendali che non hanno come unico scopo quello di ripercorrere le vicende storiche delle rispettive aziende ma, soprattutto, quello di testimoniare il valore della loro esperienza professionale, della loro creatività ed inventiva, del loro successo nel corso del tempo; in una parola il valore del Made in Italy. L’intento principale del progetto è quello di mettere in luce il valore culturale e comunicativo dell’archivio delle imprese di moda costituito da materiale di diversa natura, vale a dire beni prodotti (capi di abbigliamento, scarpe e accessori), documentazione relativa al processo creativo e produttivo (disegni, schede tecniche, brevetti, ecc.), materiale comunicativo (cataloghi aziendali, campagne pubblicitarie, look book, ecc.)

    ZoneModa Journal 5 - Fashion Convergence

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    ZoneModa Journal nasce dall'idea di un gruppo di docenti dei Corsi di Laurea di Moda, sede di Rimini, Università di Bologna allo scopo di istituire uno strumento di ricerca focalizzato sui Fashion Studies e immaginato per un pubblico di studiosi italiani e stranieri. La necessità che ci ha spinto a produrre il progetto editoriale è stata dettata soprattutto dalla mancanza, in Italia, di uno strumento di questo tipo, capace di raccogliere studi e riflessioni sul complesso e articolato universo del fashion. L’obiettivo, che rappresenta un costante work in progress, è di far diventare ZoneModa Journal un punto di riferimento imprescindibile per degli studiosi di moda. L’osservazione del contesto entro il quale i fenomeni di moda si manifestano e si consolidano è sempre più globale, uno spazio dai confini geografici, politici e massmediali sempre più ampi. Per questi motivi, fin dal primo numero, il progetto ha previsto la definizione di nuovi contatti sia con colleghi italiani che stranieri, nonché la sua diffusione nelle due lingue, italiano ed inglese. ZoneModa Journal intende proporsi come un appuntamento fisso, un’area di raccordo, per dar vita a occasioni di riflessione comune su un tema di volta in volta suggerito e affrontato sotto molti e diversi punti di vista, con la regia di un curatore per ogni numero. Lo scopo è quello di sollecitare discussioni e confronti più allargati possibile, di mettere a disposizione uno spazio per contatti, convergenze e critiche costruttive. La rivista si rivolge agli studiosi di Fashion Studies e agli studenti universitari dei corsi umanistici, con l’obiettivo di costituire uno strumento utile ad inquadrare i fenomeni legati al fashion entro un quadro di riflessione ampio, che faccia riferimento a più ambiti culturali e di ricerca. I suoi punti di forza sono l’aspetto multidisciplinare e la predisposizione ad ospitare discussioni critiche su aspetti culturali di ampio respiro (come ad esempio: morphing, made in Italy, cultura pop, well-being). La rivista viene pubblicata dal 2009 ed è tutt'ora attiva. Il numero 5, Fashion Convergence, è stato pubblicato a dicembre 201

    ZoneModa Journal 7

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    ZoneModa Journal stems from an idea of a group of professors from the Faculty of Fashion at the University of Bologna, Rimini Campus, who sought to create a research tool focused on Fashion Studies. The objective of the journal is to act as a point of reference for multidisciplinary studies and analyses in the field of fashion. ZoneModa Journal, which employs a double-blind peer review system, is a bi-annual periodical featuring original essays on the subject of national and international fashion, designed for a global audience

    zonemoda journal 6

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    ZoneModa Journal nasce dall'idea di un gruppo di docenti dei Corsi di Laurea di Moda, sede di Rimini, Università di Bologna, allo scopo di istituire uno strumento di ricerca focalizzato sui Fashion Studies e immaginato per un pubblico di studiosi italiani e stranieri. La necessità che ci ha spinto a produrre un nuovo progetto editoriale è stata dettata soprattutto dalla mancanza, in Italia, di uno strumento di questo tipo, capace di raccogliere studi e riflessioni sul complesso e articolato universo del fashion. L’obiettivo, che rappresenta un costante work in progress, è di far diventare ZoneModa Journal un punto di riferimento imprescindibile per degli studiosi di moda. La recente istituzione di corsi di laurea dedicati all’approfondimento dello studio della moda ha spinto, infatti, molti ricercatori universitari a dedicarsi alla riflessione sui Fashion Studies. Come docenti dei corsi di moda dell’Università di Bologna ci siamo subito resi conto della mancanza di strumenti adeguati che potessero fungere da collettori per studi e studiosi. Questa è stata la molla principale che ci ha spinto verso l’ideazione della rivista. L’osservazione del contesto entro il quale i fenomeni di moda si manifestano e si consolidano è sempre più globale, uno spazio dai confini geografici, politici e massmediali sempre più ampi. Per questi motivi, fin dal primo numero, il progetto ha previsto la definizione di nuovi contatti sia con colleghi italiani che stranieri, nonché la sua diffusione nelle due lingue, italiano ed inglese. ZoneModa Journal intende proporsi come un appuntamento fisso, un’area di raccordo, per dar vita a occasioni di riflessione comune su un tema di volta in volta suggerito e affrontato sotto molti e diversi punti di vista, con la regia di un curatore per ogni numero. Lo scopo è quello di sollecitare discussioni e confronti più allargati possibile, di mettere a disposizione uno spazio per contatti, convergenze e critiche costruttive. Per questi motivi l’organizzazione della rivista si muove prospettando costanti micro modifiche, con l’intento di proporre a chi vi contribuisce e a chi la utilizza per ricerca, uno strumento sempre migliore
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