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Test di reversibilità e controllo dell’evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma cronico semplice mediante trattamento a breve termine con monosialo-ganglioside GM1 (Sygen)
Gli AA. hanno valutato gli effetti sull'evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma ad angolo aperto del monosialoganglioside GM1 (Sygen) con trattamento a breve termine.
Il suo razionale impiego viene giustificato in una limitazione della neurotossicità da neurotrasmettitori eccitatori (EAA) per inibizione della traslocazione permanente della proteinkinasi C (PKC).
La significativa reversibilità di parte del danno perimetrico ottenuta dopo questo trattamento tenderebbe ad avvalorare l'ipotesi che in tale patologia oculare vi possa essere una traslocazione permanente della PCK nelle fibre neuronali per cui il monosialoganglioside GM1, inibendo quest'ultimo evento, risulterebbe utile per "controllare" l'evoluzione del danno perimetrico che come "test di reversibilità".
D'altra parte, la regressione ottenuta dopo sospensione della terapia prospetta il suo utilizzo per cicli più lunghi anche per un "ottimale potenziamento della neuroplasticità", con riattivazione di circuiti latenti e cioè potenziando gli effetti trofici del Nerve Growht Factor in quanto agendo esclusivamente a valle della stimolazione dei recettori degli EAA e non bloccandoli non danneggia funzioni fisiologiche incluse le risposte plastiche necessarie alla riparazione
Ipobarismo orbitario: Test per valutare la cinetica dell’umor acqueo a pressione non costante
Reputando interessante l'impiego clinico di un test per la valutazione della cinetica dell'umor acqueo (U.A.) in condizioni di provocazione in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti gli AA. si sono proposti di utilizzare il Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO).
Per un riscontro che il fenomeno ipertensivo alla sospensione dell'ipobarismo fosse principalmente correlabile ad una produzione di UA e non ad una congestione corio-retinica, si sono avvalsi di un inibitore dell'anidrasi carbonica (diclorfenamide, 50 mg) che come noto agirebbe riducendo la produzione di UA per uno scambio Na+H+ a livello delle cellule chiare dell'epitelio ciliare.
I risultati ottenuti avvalorano l'ipotesi che l'ipertono dopo TIO può essere proposto per valutare la produzione di U.A. in condizioni di stress con esclusione delle vie di deflusso pressione dipendenti a pressione non costante e cioè in condizioni di decremento della pressione oculare
Comportamento dell’idrodinamica oculare dopo instillazione di apraclonidina cloridrato 1%
Gli Autori hanno valutato il comportamento dell'idrodinamica oculare in ambedue gli occhi dopo instillazione monoculare di un collirio a base di apraclonidina cloridrato 1%.
I risultati ottenuti hanno messo in evidenza una significativa riduzione del tono e della produzione di umor acqueo in ambedue gli occhi anche se con un significativo minor effetto idrodinamico nell'occhio consensuale.
Gli AA. concludono che il farmaco, per il suo assorbimento sistemico, avrebbe un effetto idrodinamico sull'occhio consensuale mentre, per la sua scarsa lipofilia e ridotta penetrazione della barriera emato-encefalica, influenzi solo scarsamente la pressione arteriosa
Sul fattore luminoso di trasmissione di ausili visivi per la riabilitazione visiva di soggetti affetti da retinite pigmentosa
Gli Autori, dopo una valutazione degli ausili in uso per la riabilitazione visiva in soggetti affetti da retinite pigmentosa (RP): mezzi ottici ingrandenti (sistemi telescopici per lontano ed ausili per vicino), mezzi per l'espansione del campo visivo (telescopi inversi, prismi) ed intensificatori di brillanza, valutano l'importanza del fattore luminoso di trasmissione degli ausili ottici in uso per lontano e vicino.
In conclusione gli AA. pur non potendo valutare quantitativamente questo fattore considerano come esso sia di primaria importanza nella scelta dell'ausilio ingrandente per il fatto che il soggetto affetto da RP desidera una massima luminosità per una miglior "performance" visiva
Effetto sul flusso oculare pulsatile di un farmaco α1-litico (Dapiprazolo 0,5 %) in soggetti affetti da retinite pigmentosa
Gli Autori, dopo aver valutato il flusso coroideale pulsatile di base in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa (R.P.) che risultava ridotto (376.50±169.95 μl/min), hanno studiato gli effetti su questo parametro di un collirio con proprietà 1-litica quale il dapiprazolo.
Il farmaco veniva instillato a medio termine (30 gg.) alla concentrazione dello 0.5% tre volte al giorno.
Circa il 57 % dei soggetti ha ottenuto un incremento significativo in percentuale del flusso coroideale pulsatile (24.28±20.29)mentre nei restanti non ha sortito variazioni superiori alla fluttuazione di base che è risultata ampia in questo gruppo di soggetti. Tale risultato può essere interpretato per le diverse condizioni anatomo- funzionali dei soggetti o per particolari proprietà del farmaco tutt'ora non note.
Di contro, nel periodo oggetto di studio, non si sono ottenute modifiche del visus.
Gli AA. concludono che l'incremento del flusso coroideale pulsatile, almeno teoricamente, va considerato come un primo risultato per l'ulteriore utilizzo del dapiprazolo in questa patologia anche in considerazione del fatto che è stata riscontrata una migliore performance visiva in soggetti affetti da R.P. che presentavano un più elevato flusso coroideale pulsatile e per il fatto che l'unica controindicazione sembra essere una sensazione di "ridotta luminosità" per la modesta miosi da esso indotta a parte lo scarso bruciore
Effetti della iridoclasia con Nd-YAG laser e dell’argon laser trabeculoplastica nella profilassi dell’ipertono da “Test delle palpebre chiuse
Non è ancora ben nota la causa dell'incremento pressorio dopo il Test delle Palpebre Chiuse (TPC). Gli AA, allo scopo di valutare questa problematica, hanno sottoposto un gruppo di soggetti con angolo stretto ad iridoclasia con Nd-YAG laser e quindi ad Argon laser trabeculoplastica (ALT) mentre un ulteriore gruppo con angolo aperto solo ad ALT. Il TPC veniva ripetuto prima e dopo ogni trattamento laser.
I risultati ottenuti dopo iridoclasia con Nd-YAG laser non hanno messo in evidenza alcuna variazione tonometrica né di base né dopo il test di provocazione mentre dopo ALT in ambedue i gruppi si è ottenuto sia una riduzione significativa del tono oculare basale che dopo TPC con valori statisticamente superiori in quest'ultimo caso.
Gli AA concludono che l'incremento tonometrico riscontrato dopo il test di provocazione non sarebbe rapportabile ad un blocco pupillare per cui il trattamento con Nd-YAG laser non risulterebbe utile mentre l'ALT costituirebbe un sicuro indirizzo terapeutico in quanto i valori di incremento rientrerebbero nella normalità almeno per i tempi esaminati (3-4 settimane)
Riconoscimento dei segnali luminosi stradali con visiere colorate per gli utenti di veicoli a due ruote motorizzate
Nonostante che i caschi per veicoli a due ruote motorizzate siano stati resi obbligatori da 1986 nel nostro Paese la visiera non è stata presa in considerazione pur dovendo soddisfare alcuni requisiti tra cui quelli ottici.
In merito alle proprietà ottiche è possibile fare riferimento a due normative già promulgate: BS 4110:1979 e E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505-Rev.1/Add.1/Rev.2/Amend.3 del 25-6-91, mentre in altre nazioni si può far riferimento ad altre normative specifiche per lenti colorate.
Risulta da tali normative che i dati spettrali dei segnali luminosi stradali utilizzati sono decisamente differenti e che il calcolo delle coordinate cromatiche x-y, che fanno riferimento al diagramma CIE, evidenzia risposte diverse per il rosso, verde e giallo.
Un confronto diretto tra le varie normative non risulta del tutto appropriato anche per le differenze nei metodi di calcolo. Così, per esempio, per la normativa ANSI Z80.3-1986 si fà riferimento al fattore luminoso di trasmissione del segnale (tsig), per la normativa AS 1067.1-1990 al fattore R e fattore V, per le normative BS 2724:1987 e DIN 58217.1980 al quoziente di indebolimento visivo relativo (Q).
Gli AA., nel presente lavoro, esaminano quindi, in riferimento alle varie normative, alcune visiere in uso nel nostro Paese e concludono dimostrando che solo due visiere sono idonee per la normativa BS4110:1979 ed una per quella ECE mentre il 50% delle visiere esaminate sarebbero idonee per l’uso diurno in base alle normative per lenti da sole. Prospettano quindi ulteriori indirizzi normativi che richiedono una più fattiva collaborazione tra i vari specialisti interessati all’argomento affinché siano proposte ponderate limitazioni in funzione anche dello stato del senso cromatico del conducente, mentre non è auspicabile una risoluzione del problema limitando notevolmente e praticamente eliminando dal commercio le visiere colorate
Farmaci e chirurgia refrattiva
L'epitelio corneale rappresenta una barriera naturale alla penetrazione dei microorganismi e dei farmaci somministrati per via locale. E' noto altresì che la maggior parte dei farmaci per uso oftalmico possa risultare potenzialmente tossica verso le strutture corneali, in particolare verso l'epitelio, con l'effetto di un incremento della permeabilità corneale. Tale incremento può essere ancora più marcato dopo un intervento di cheratoplastica, di epicheratofachia o di cheratotomia radiale in cui la barriera epiteliale è gravemente alterata se non distrutta. Secondo gli AA. l'aumentata permeabilità della cornea sottoposta a questi interventi è da non sottovalutare quando si voglia farmacologicamente trattare il post-intervento e le successive affezioni corneali, valutando, all'uopo, gli effetti tossici del farmaco impiegato e ricorrendo, se necessario, ad un aggiustamento del dosaggio al fine di ottenere il miglior risultato terapeutico
Studio al microscopio elettronico a scansione di alcuni materiali idrofili usati per lentine intracorneali
Gli AA., utilizzando il MES, hanno valutato le superfici di tre lenti idrofile utilizzate come lenti intracorneali (ICL).
I risultati mettono in evidenza come il loro aspetto morfologico sia sostanzialmente differente e come esso vari ancha tra zona e zona di una stessa lente.
Ciò porta a concludere che la scelta di un polimero per l'impianto intracorneale, oggi del tutto occasionale, debba in futuro basarsi su dati più squisitamente scientifici
Apraclonidina vs indometacina nell’ipertono da argon laser trabeculoplastica
Gli AA. si sono proposti di valutare l’efficacia dell’apraclonidina cloridrato nella profilassi dell’ipertono acuto che segue l’Argon laser trabeculoplastica (ALT) quando tale farmaco viene instillato sia nell’occhio in cui viene eseguito il trattamento che nel controlaterale.
L’effetto dell’apraclonidina è stato confrontato VS l’indometacina.
I risultati ottenuti confermano l’efficacia dell’2-agonista nel ridurre detto ipertono anche quando è instillato nell’occhio consensuale pur se con valori significativamente minori.
Si conferma l’effetto non ipotonizzante dell’indometacina su l’incremento pressorio dopo ALT
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