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Environmental implications of new stratigraphical and palinological data in the Terni basin (Central Italy) during the Middle Holocene
This study focuses on the palaeoenvironmental and palaeoclimatic characters of the Terni basin during the Middle Holocene, correlating geological-geomorphological, litho-pedostratigraphical and mineralogical data with pollen records, microfossil indicators and radiocarbon dating. The studied site is located in an intermontane Apenninic depression of the Umbria Region (Central Italy), which originated during the extension phases of the Apennine orogeny and gradually filled with continental deposits, starting from the Upper Pliocene. A lake occupied the Terni basin from the middle-upper Pleistocene up to recent history with an evolution that influenced the development of human settlements in the area from the Bronze Age. The new data collected in this research permit better understanding of the last life-phases of this lake
Il paesaggio vegetale e l’ambiente nella pianura bolognese tra Samoggia e Panaro: risultati delle indagini archeobotaniche
Le indagini archeobotaniche contenute nel volume hanno approfondito gli studi su tre importanti siti archeologici della pianura padana nell'età del Bronzo: l'insediamento di via Zenerigolo (San Giovanni in Persiceto – Bo) e quelli di Montirone e Crocetta (Sant’Agata Bolognese - Bo). Si tratta delle prime indagini archeobotaniche effettuate per la ricostruzione del paesaggio vegetale e dell’ambiente nell’età del Bronzo per l’area compresa fra Samoggia e Panaro. Inoltre queste analisi hanno fornito importanti dati sull’economia dell’area, sulle attività di trasformazione dei prodotti agricoli e sulla dieta alimentare nei diversi periodi storici indagati
Risultati preliminari sull’evoluzione paleoambientale e paleoclimatica del sito archeologico di Maratta Bassa (Terni)
Sono discussi i primi risultati di uno studio multidisciplinare a carattere geologico-geoarcheologico e paleobotanico realizzato sul sito archeologico di Maratta Bassa (Terni), nell’ambito di una collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La successione stratigrafica che è stata ricostruita, consente di legare l’evoluzione del sito di Maratta Bassa alle oscillazioni del livello lacustre di un lago che un tempo occupava la piana di Terni e ad un suo intermittente ma progressivo restringimento. Il quadro evolutivo che si delinea, riferito ad un periodo di tempo compreso tra l’Olocene medio-superiore (3500-3000 BP) ed il periodo storico recente, evidenzia un’evoluzione paleoambientale e paleoclimatica dell’area abbastanza complessa, che vede una graduale scomparsa delle condizioni di ambiente lacustre ed un progressivo passaggio ad un ambiente di transizione fluvio-lacustre e quindi fluviale.L’evoluzione discontinua del sito archeologico, posto in una zona di relativo alto morfologico in prossimità del margine del lago, ha risentito delle pulsazioni del livello lacustre, che consentiva lo sviluppo antropico dell’insediamento durante fasi di abbassamento del livello del lago (fasi regressive), mentre provocava l’allagamento e quindi l’abbandono dell’insediamento quando il livello delle acque si innalzava (fasi trasgressive). I primi rinvenimenti archeologici relativi all’insediamento di Maratta Bassa datano alla fine del VII-inizio VI sec. a.C.; mentre, a partire dal V sec. a.C., la definitiva riduzione del bacino lacustre e il prevalere del regime fluviale segnano l’inizio dell’evoluzione dell’attuale piana di Terni
Botanica e fauna [Botany and fauna]
Nel capitolo vengono illustrati i risultati ottenuti dalle ricerche archeobotaniche e archeozoologiche condotte sul sito di Spina per ricostruire l'antico paesaggio, le abitudini alimentari e lo sfruttamento delle risorse naturali degli Spineti
Paesaggio vegetale e sussistenza in Emilia orientale e Romagna nell’età del Bronzo.
Archeobotanica dell'Emilia Romagna nell'età del Bronz
Criminopalinologia - una scelta di Casi dalla letteratura
Il lavoro considera una scelta di casi di Criminopalinologia tratti dalla letteratura mondiale. Esso prende in esame casi classici e famosi della Palinologia forense, e casi meno noti. Con consapevolezza di non esaustività, la scelta dei casi è stata guidata dall’intenzione di riflettere sui seguenti parametri: 1) la gamma dei casi in cui la palinologia è intervenuta (ad es. morti violente, violenze sessuali, sequestri di persone, furti, uso di droghe illecite); 2) la gamma dei substrati forensi in cui sono stata cercate le prove polliniche (ad es. polveri e materiali biologici da corpi, polveri e residui vari da indumenti e oggetti, substrati naturali di superficie, sedimenti s.l., droghe ecc.; 3) la gamma dei problemi del campionamento (in particolare inerenti sterilità di attrezzature e ambienti); 4) la gamma delle indicazioni fornite dai dati pollinici (“dove”, “quando” e “come” dell’evento); 5) la gamma delle prove polliniche (identificazione di singole piante a livello di genere o specie, riconoscimento di vegetazioni e paesaggi vegetali, di stagioni, di contesti, 5) la gamma dei ruoli giocati dall’indagine pollinica (ad es. se essa è stata richiesta dall’autorità giudiziaria o da altro esperto; se è stata considerata o no dalla corte; se ha avuto o no valore per risolvere il caso); 6) la gamma dei settori della palinologia che, nella teoria e nella pratica, si intrecciano strettamente con la Criminopalinologia (ad es. Geo-Brio-Aero-Morfo-palinologia)
Interpretazione paleoambientale di una successione sedimentaria dell’Olocene medio nella piana di Terni: considerazioni su possibili fattori di correlazione
La ricostruzione stratigrafica di una successione sedimentaria dell’Olocene medio osservata in uno scavo per uso civile di alcuni metri di profondità immediatamente a nord di Terni, in località Maratta Alta, ha fornito interessanti informazioni sull’evoluzione geologico-ambientale recente di questo settore della piana di Terni. La successione è costituita in prevalenza da episodi a sedimentazione lacustre rappresentati da sabbie e limi calcarei di colore giallo avorio che, verso la base, appaiono interrotti da un deposito limoso sabbioso nerastro di ambiente palustre. Oggetto principale di questo lavoro è la caratterizzazione sedimentologica, paleontologica e palinologica della successione di Maratta Alta e del deposito palustre in particolare; ed il riconoscimento di possibili fattori di correlazione paleoambientale comuni ad altri siti dove questo palinomorfo è stato trovato
Paesaggio vegetale e sussistenza in Emilia orientale e Romagna nell’età del Bronzo
In questo lavoro vengono sintetizzati i risultati editi ed inediti di studi palinologici, carpologici e xilo-antracolo
gici condotti in 8 siti archeologici dell’Emilia Romagna riferibili all’età del Bronzo, di cui 5 nel bolognese, 1 nel
ferrarese, 1 in provincia di Forlì-Cesena e 1 nel ravennate. I contesti analizzati contribuiscono a delineare non solo
i cambiamenti ambientali avvenuti dal Bronzo medio al Bronzo finale, ma anche a valutare i diversi utilizzi delle
risorse vegetali e alimentari grazie al miglioramento delle tecniche agronomiche associate a diffuse pratiche di
controllo del territorio, trasformando progressivamente il paesaggio naturale in paesaggio culturale
From the Roman Empire to the present: Two millennia of pollen-based environmental changes and climate-human interactions in the Po Delta area (NE Italy)
Holocene prodelta lobes are key sedimentary archives of environmental change that can be used effectively for high-resolution palynological investigations, as they: (i) consist almost entirely of mud, (ii) represent stratigraphically expanded successions, and (iii) are strictly related to river dynamics, thus reflecting vegetation changes in river catchments. In this study, we focussed on the similar to 20 m-thick prodelta succession of the modern Po Delta (NE Italy), fed by two river branches (Volano and Goro) that were mostly active during the past two millennia, a period of rapid acceleration of natural resources' exploitation and climate variability. Forty-eight samples with mean temporal resolution of 50 years were analysed. Eleven ecological groups and four pollen zones were identified, with distinct peaks of the secondary-primary pollen ratio marking major floods during the Volano-Goro lobe switching and the Little Ice Age. Five vegetation phases were detected since the 1st century AD. In the framework of a patchy natural-cultural landscape, patterns of wetland expansion/contraction reflect the combined effect of cool-wet oscillations (LALIA - Late Antique Little Ice Age), land management (reclamations) and river avulsion. Forest dynamics document warm conditions during the so-called 'Roman Climate Optimum' and 'Medieval Warm Period', although minor cool-wet episodes occurred in tune with solar minima, and bipartite climate conditions (cool-moist followed by cool-dry) characterized the LALIA. Since the 14th century, despite human-induced forest shrinking, peaks of montane vegetation followed a centennial-scale cyclicity likely influenced by solar minima and major plagues
Economia e gestione del territorio nell’età del Bronzo: le radici della civiltà contadina
La pianura bolognese, nel contesto più ampio del territorio padano, è certamente una finestra con elevate potenzialità per la ricerca archeologica, grazie allo stato di conservazione e alla visibilità dei dati relativi all’età del Bronzo (II millennio a.C.). Il volume, dedicato all’area di Sant’Agata Bolognese e ai comuni limitrofi, presenta un quadro conoscitivo multidisciplinare tra i più ricchi ed affascinanti della preistoria e protostoria attraverso l’analisi di quattro diversi insediamenti sorti fra Samoggia e Panaro. Il presente contributo chiude l’intero volume traendo le conclusioni sulle forme e modalità dell’insediamento nell’età del Bronzo nell’area in esame, sulle basi dell’economia di villaggio nonché illustrando le caratteristiche del paesaggio fra demografia, tipologia di coltivazioni, resa delle colture e dei prodotti animali; da qui nasceranno le basi del sistema e dei meccanismi della futura “civiltà contadina”
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