30,561 research outputs found

    Il laboratorio di disegno dell'architettura

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    Il volume a cura di Cesare Cundari, Laura Carnevali e Maria Martone, propone una metodologia grafica per l'analisi dell'architettura costruita ed è integrato da alcune schede relative ad edifici realizzati da illustri architetti dell'architettura moderna che ben si prestano ad una analisi grafica il cui obiettivo è quello della conoscenza complessiva dell'architettura attraverso il mezzo grafico.

    Giovanni Maria Bagordo. Guida alla rappresentazione a colori. Roma: Aracne, 2012. Recensione libro.

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    Lʹautore del libro ci guida nell' universo dei colori ripercorrendo lʹiter delle principali teorie che hanno portato alla definizione di cosa sia il colore, ristabilendo le necessarie connessioni tra approcci inevitabilmente multidisciplinari (della fisica, della fisiologia, della percezione), ma necessariamente complementari. The author of the book guides us in the universe of colors retracing the path of the main theories that have led to the definition of what is the color, restoring the necessary connections between approaches inevitably multidisciplinary (physics, physiology, perception), but necessarily complementary

    Maria Martone, Segni e disegni dell'Agro Pontino. Architettura/città/territorio. Roma: Aracne, 2012

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    Dopo numerosi anni di ricerca e didattica nella regione Pontina, Maria Martone ha sviluppato un'estesa conoscenza di base sulla documentazione delle trasfromazioni dell'Agro Pontino accompagnata da un copioso materiale iconografico. Il volume recensito è suddiviso in capitoli che illustrano l'evoluzione della regione sulla base delle trasformazioni avvenute nel corso degli anni e del patrimonio architettonico, archeologico, ambientale e paesaggistico, testimoniando lo sviluppo dell'Agro Pontino da territorio agricolo a regione urbanizzata.After several years of research and didactic activities in the Pontine region, Martone has developed extensive knowledge‐based documentation of the Pontine Marshes accompanied by copious iconographic material. The well‐laid out book is divided into chapters illustrating the evolution of the region based on the transformations which have taken place over the years, as well as its most important architectural, archaeological, environmental and landscape heritage. The latter bears witness to how the Pontine Marches developed from swampland into a cultivated and urbanised territory

    Casanova di Carinola. La Chiesa di S. Maria delle Grazie

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    Il contributo fa parte di uno studio sul territorio e sul patrimonio architettonico di Carinola e dei suoi centri abitati. Attraverso il rilievo architettonico è stato possibile descrivere la chiesa nella sua configurazione geometrico-architettonica, mettendo in evidenza il lato che ingloba il campanile, visibile solo da un giardino di proprietà privata e quindi non direttamente percepibile da chi percorre la strada urbana. La piccola chiesa della confraternita di S. Maria delle Grazie, situata in Casanova di Carinola, è costituita da un’ unica navata rettangolare coperta da tetto a doppia falda con capriate in legno a vista. The contribution is part of a study on the land and the architectural heritage of its towns and Carinola. Through the architectural survey was possible to describe the church in its geometric configuration architecture, highlighting the side that includes the bell tower, visible only by a garden of private property and therefore not directly perceived by those who are taking the urban road. The small church of the Confraternity of S. Maria delle Grazie is made up of a 'single rectangular nave covered by a gable roof with exposed wood trusses

    Marìa del Mar Lozano Bartolozzi

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    Durante il soggiorno la prof.ssa Maria del Mar Lozano Bartolozzi, Catedrática de Ha del Arte de la Universidad de Extremadura, ha svolto diverse lezioni, di seguito riportate, a cui sono seguiti stimolanti dibattiti con gli studenti/dottorandi. "Analisi della pianificazione, conservazione e rivalutazione del centro storico della città di Cáceres, Patrimonio dell’Umanità". Il tema della lezione è stata la città di Cáceres, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, in cui sono vigenti strumenti di pianificazione urbanistica per la sua conservazione, protezione e valorizzazione. Durante la lezione la professoressa ha fatto un'introduzione sulle caratteristiche storiche urbane, architettoniche ed ambientali della città, per poi analizzare alcuni progetti che sono stati proposti con strategie diverse per consentire la convivenza dell'architettura contemporanea con gli edifici storici, oltre a presentare alcune proposte per le aree da proteggere in futuro. È stato evidenziato il progetto relativo alle mura della città del periodo romano e arabo e il restauro di tre edifici situati nel cuore della città. La presentazione si è conclusa con la descrizione della nuova sistemazione della Plaza Mayor che ha rinnovato lo spazio da un punto di vista urbano e architettonico. "Analisi dell’architettura contemporanea in coesistenza con il centro storico di Mérida, città del Patrimonio dell’Umanità". Dopo un inquadramento territoriale, la professoressa si è soffermata su come nella città di Mérida, sito archeologico del Patrimonio Mondiale, capoluogo della Comunità Autonoma di Extremadura, sia particolarmente sentito il rapporto tra la città antica e quella moderna. Molti dei monumenti e resti archeologici della città sono stati restaurati e riutilizzati grazie alla tutela del Consorzio della Città Monumentale di Mérida, un vero e proprio modello di gestione. Sono stati illustrati l'adattamento al contesto urbano del Tempio di Diana, il restauro dello stesso attraverso molti disegni di progetto e fotografie prima e dopo l’intervento, insieme alle architetture di Jose' Ma Sánchez e Rubén Cabecera. "Architettura e Urbanistica delle città di colonizzazione della regione di Extremadura". La professoressa ha illustrato alcuni villaggi coloniali costruiti dall'Istituto Nazionale di Colonizzazione del governo della Spagna tra il 1950 e il 1960 durante la dittatura di Francisco Franco, nei territori attraversati dal Tago e dal Guadiana nella piana di Cáceres e di Badajoz in Extremadura, mettendoli a confronto con le città e i borghi di nuova fondazione nella pianura pontina, situata nel Lazio meridionale, modello di progettazione per i villaggi spagnoli. La prof.ssa Ma Lozano Bartolozzi ha, inoltre, partecipato ai seguenti eventi: - presentazione del libro: “Tenebra luminosissima, Sant'Ivo tra fede e ragione, riflessioni su una ipotesi generativa” di Luca Ribichini, Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, Palazzo Sant’Andrea via del Quirinale 30, Roma il 22 maggio 2018; - seminario “Miniere - Città – Rigenerazione”, Museo di Arte e Giacimenti Minerari dell’Università Sapienza, sede di Latina, 26 maggio 2018, Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale; - visita guidata al Giardino di Ninfa e alle rovine dell'antica città romana di Norba, 26 maggio 2018, in riferimento all’antica Norbensis Caesarina fondata in Spagna dai Romani; - ricerche bibliografiche presso alcune biblioteche della città e visite a spazi museali tra cui il museo Centrale Montemartini, la Domus Aurea e alcuni resti dell’acquedotto Virgo con lo scopo di confrontare queste performance romane con quelle di Medellin, Mérida e altri siti archeologici dell’Extremadura; - partecipazione ad alcuni incontri relativi alla ricerca della prof.ssa Maria Martone: “Un protocollo operativo per una documentazione multiscalare del territorio, della città e dell’architettura. Modellazione avanzata, restituzione e gestione di forme e ambientazioni complesse”

    Le Icone della Madre di Dio, dalla collezione Intesa San Paolo. Museo Diocesano di Napoli, 5 dicembre 2013 – 5 aprile 2014.

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    Trenta splendide icone rappresentanti immagini sacre russe, provenienti dalla collezione di proprietà della Banca Intesa San Paolo, sono state esposte nel Coro delle Monache della chiesa di Santa Maria di Donnaregina a Napoli. Il progetto di allestimento della mostra, curato dallo studio Anselmi di Napoli, ha previsto l’utilizzo di teche di legno che, contraddistinte da una geometria ben definita e affiancate l’una all’altra secondo un andamento curvilineo articolato in due settori, ospitano ciascuna una icona mariana. Thirty beautiful icons representing holy images Russian, from the collection owned by Banca Intesa San Paolo, has been exhibited in the Choir of the Nuns of the church of Santa Maria di Donnaregina in Naples. The project of setting up the exhibition, curated by the study Anselmi of Naples, involved the use of wooden caskets, marked by a well-defined geometry and side by side along a curved divided into two sectors,that host each a Marian icon.Thirty beautiful icons representing holy images Russian, from the collection owned by Banca Intesa San Paolo, has been exhibited in the Choir of the Nuns of the church of Santa Maria di Donnaregina in Naples. The project of setting up the exhibition, curated by the study Anselmi of Naples, involved the use of wooden caskets, marked by a well-defined geometry and side by side along a curved divided into two sectors,that host each a Marian ico

    Il valore dell'acqua nel patrimonio dei beni culturali attraverso la lettura di alcuni episodi architettonici, urbani e territoriali. Acquedotti e fontane a Roma dal XVI al XIX secolo

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    L’acqua, bene naturale primario, indispensabile per la nostra vita, materiale prezioso, ricco di significati, è legata ai beni culturali sia come elemento compositivo a livello architettonico e urbano, per le sue caratteristiche di materiale dinamico, con capacità di riflettere e di mutare forma e colore e sia come causa di degrado, perché l'acqua è anche erosione, umidità, allagamento. Anche i sistemi che consentono il suo utilizzo, come ad esempio: canalizzazioni, acquedotti, dighe e mulini, diventano opere di architettura e di ingegneria definendo l'identità culturale di un luogo. Inoltre, l'acqua è anche motore di energia, diventando in tal modo elemento di riqualificazione di un territorio. La ricerca si propone di indagare l'interazione acqua - patrimonio culturale attraverso la lettura di alcuni episodi architettonici, urbani e territoriali emblematici, in cui si possa rilevare e rappresentare la complessità dei fenomeni caratteristici di un luogo. Con la messa a punto di una metodologia adeguata caratterizzata principalmente da un passaggio di scala da quella territoriale a quella di dettaglio e viceversa, si è potuto individuare un percorso di documentazione e conoscenza finalizzato ad un progetto di salvaguardia e di tutela globale che possa garantire la conservazione della memoria storica dei luoghi.Water, a natural primary element, essential to our lives, precious material, rich in meaning, is related to cultural heritage and as a compositional element in an architectural and urban, for its characteristics of dynamic material, with the ability to reflect and change shape and color and is as a cause of degradation, because the water is also erosion, humidity, flooding. Even systems that allow its use, such as: pipes, aqueducts, dams and mills, become works of architecture and engineering defining the cultural identity of a place. In addition, water is also motor energy, thus becoming element redevelopment of a territory. The research aims to investigate the interaction water - cultural heritage through the reading of some episodes architectural, urban and territorial emblematic, in which we can detect and represent the complexity of the phenomena characteristic of a place. With the development of an appropriate methodology mainly characterized by a change of scale from territorial to that of the detail and conversely, it was possible to identify a path for documentation and knowledge finalized to a project for the preservation and protection of the global that can deliver the preservation of the historical memory of the places

    Segni e disegni dell'Agro Pontino. Architettura, città, territorio

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    L’ Agro Pontino comprende una zona a sud del Lazio costituita da una pianura di mare, detta anche costiera, i cui confini vengono fatti coincidere a nord dal versante meridionale del vulcano laziale dei Colli Albani, ad est dalla catena dei monti Lepini e dei monti Ausoni e a sud e ad ovest dal tratto di costa che si estende da Torre Astura fino a Torre Badino; al suo interno sono racchiusi i laghi costieri di Fogliano, dei Monaci, di Caprolace e di Paola. Questa zona ha subito nel corso della sua storia cambiamenti radicali, basti pensare alla trasformazione naturale da golfo a pianura costiera, nell’età del pliocenico, o ancora alla sua evoluzione da palude ad ager avvenuta in seguito alle opere di bonifica che si sono succedute nel tempo. Già da alcuni anni ho svolto diverse ricerche rivolte alla conoscenza e alla documentazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio pontino ed in particolar modo del Parco Nazionale del Circeo, i cui esiti sono stati pubblicati in articoli di libri ed in atti di seminari e convegni. Ho ritenuto utile, pertanto, approfondire e coordinare gli studi svolti fin qui evidenziando il ruolo fondamentale della documentazione del patrimonio culturale di un territorio finalizzata ad operazioni di salvaguardia e di tutela. The Pontine Marshes occupy a parcel of land in southern Lazio known as the sea plain, or coast, extending north to the south side of the volcanic Colli Albani mountains, east to the Lepini and Ausoni mountain range, and south and west to the sea coast stretching from Torre Astura to Torre Badino. The Marshes include the coastal lakes of Fogliano, Monaci, Caprolace and Paola. Over the years this area has undergone radical changes, for example its natural transformation from a gulf to a coastal plain during the Pliocene Epoch, or its evolution from swamp to marshes after the many reclamation projects implemented from time to time. In recent years I have carried out several studies to document and increase knowledge about the cultural and landscape heritage of the Pontine region, in particular the Circeo National Park. The results of these studies have been published in articles, books and the proceedings of seminars and meetings. In order to emphasise the key role played by documentation in the safeguard and protection of cultural heritage, the entire study and a detailed version of the results are now to be published in this contribution

    Il territorio pontino tra rappresentazione e progetto nei disegni di Leonardo da Vinci

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    Il territorio pontino è stato rappresentato nel corso dei secoli attraverso vedute iconografiche, disegni cartografici e documentazioni letterarie ed è stato progettato attraverso opere di bonifica, che hanno reso nel tempo possibile il prosciugamento del terreno e quindi una sua antropizzazione. I due momenti di rappresentazione e di progettazione del territorio trovano ampio riscontro nei disegni eseguiti da Leonardo da Vinci sul territorio pontino. In seguito all'incarico ricevuto nel 1514 dal pontefice Leone X, Leonardo elaborò una "Vista cartografica della pianura pontina e della costa a nord di Terracina", in cui riportò il progetto per il prosciugamento delle paludi. Il territorio è un complesso naturalistico che un "genio" come Leonardo non poteva non considerare unitariamente, diversamente da quanto, in genere, avviene oggi, in cui predomina l'intervento specifico delle varie discipline a sostegno di una complessa politica territoriale. A tale ragione si devono gli studi di Leonardo degli elementi naturalistici che caratterizzavano i luoghi; ritroviamo alcuni disegni di Leonardo legati al territorio palustre nei suoi studi di botanica, nello studio dei paesaggi e negli studi di tecnica e di meccanica. The pontine area was represented over the centuries through views iconographic, cartographic drawings and documents of literature and has been designed through land reclamation, which have made possible time in the drying of the soil and thus a human presence. The two moments of representation and design of the area are widely reflected in drawings by Leonardo da Vinci pontine territory. Following his assignment in 1514 by Pope Leo X, Leonardo developed a "cartographic view of the Pontine plain and the coast north of Terracina," which brought the project for draining the swamps. The territory has a complex nature that a "genius" as Leonardo could not be considered as a unit, unlike what usually happens today, dominated by the specific action of the various disciplines to support a complex policy area. For this reason you must Leonardo's studies of the natural elements that characterized the sites, we find some of Leonardo's drawings related to the marsh area in his studies of botany, the study of landscapes, and studies of technique and mechanics. The work of Leonardo is vastly different both from a technical point of view that form and content and shows his great interest in all the phenomena of the visible world

    di Majo Ippolita, Martone Mario

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    Il contributo propone una breve analisi dello spettacolo di di Majo e Martone a partire da Il filo di mezzogiorno di Goliarda Sapienz
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