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    "Le sei Sorelle": odi inedite di Carlo Hercolani

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    Si propone l’edizione critica della silloge di odi anacreontiche Le sei Sorelle (L’Armonia, La Malinconia, La Solitudine, Il Silenzio, La Pace, Il Contento) di Carlo Hercolani (Macerata, 1756- 1831). Il percorso compositivo e redazionale delle liriche è ricostruito criticamente attraverso la collazione delle stesure autografe (manoscritte e inedite, con correzioni e varianti) e di copie non autografe. I testi sono trascritti secondo l’ultima stesura testimoniata dagli autografi, corredata sia dalla descrizione dei procedimenti di revisione all’interno di uno stesso manoscritto sia dall’apparato delle varianti, allestito secondo i rapporti cronologici e redazionali individuati nell’esame singolo e reciproco dei testimoni.Le sei sorelle : Carlo Hercolani’s unpublished odes · The article proposes the critical edition of the an- thology of anacreontic odes Le sei sorelle (L’Armonia, La Malinconia, La Solitudine, Il Silenzio, La Pace, Il Contento) by Carlo Hercolani (Macerata, 1756-1831). The path which led to the composition and editing of the poems is critically rebuilt thorough a collection of autograph versions (handwritten and unpublished, with edits and variants) and of non-autograph copies. The texts are transcribed according to the last writing testi- fied by the autographs, supplied both with the descrip- tion of the editing methods inside a same manuscript and by the apparatus of variants, composed according to the chronological and editing relationships within the single and reciprocal exam of testimonies

    Tragici e comici antichi nelle “Rime platoniche” di Celso Cittadini: per una poesia filosofica

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    Noto soprattutto per la sua attività di grammatico sia come storico della lingua volgare sia come filologo, Celso Cittadini (Roma, 1553 – Siena, 1627) fu autore nel periodo giovanile di una significativa produzione lirica: è del 1585 la pubblicazione a Venezia presso lo stampatore Cornelio Arrivabene delle "Rime platoniche", canzoniere autocommentato dedicato a Ippolita Calcagni soprannominata Fiamma, fondato su tematiche filosofico-amorose proprie del neoplatonismo e sulla ripresa del Trecento volgare e dei classici antichi. Tra questi ultimi si rinvengono espliciti riferimenti alla poesia drammatica antica, in particolare Eschilo, Aristofane, Euripide e Seneca: in questo saggio si illustrano le modalità con le quali tragici e comici greci e latini sono presi in esame come veicolo poetico di concezioni lirico-filosofiche e si ricostruisce la loro provenienza all’interno del più generale impianto compositivo delle fonti nel paratesto d’autore rappresentato dall’autocommento. Dalla ricerca condotta emerge come i poeti tragici e comici siano presi in esame non per la dimensione della teatralità e della rappresentazione scenica, ma per il fatto di essere veicoli di contenuti filosofici, morali e religiosi. L’interpretazione di questi passi, naturalmente, è condizionata dalle finalità dell’autore, che li inserisce in una prospettiva ideologica e filosofica rinascimentale legata alla poesia amorosa. È stato, inoltre, possibile individuare il meccanismo sul quale l’autore ha fondato il sistema delle fonti paratestuali. Il trattamento delle fonti tragiche e comiche, infatti, si omologa nel metodo compositivo a quello delle altre ricorrenti nell’autocommento: esse non sono isolate, ma in comunicazione reciproca con citazioni di autori diversi, insieme alle quali formano delle sequenze. Una 'varietas' costruita su una sorta di modalità combinatoria dalla quale risulta una fitta trama di rimandi, così da costituire una sorta di repertorio concettuale dei passi letterari accomunati dalla medesima interpretazione. Se la lettura delle singole fonti non può essere separata dalla sequenza alla quale appartengono, non va considerata isolata nemmeno la loro provenienza. Infatti, dalle attestazioni rinvenute sembra sufficientemente fondato affermare che Cittadini, per allestire il suo repertorio di fonti, si sia servito di altri repertori già a disposizione, quali i commenti al Petrarca e agli autori antichi e le opere mitografiche filosoficamente commentate: opere, quindi, di natura dotta, modelli comuni di interpretazione, ulteriori paratesti che confluiscono nel paratesto con il quale Cittadini chiosa la propria produzione lirica, come a volersi inserire da poeta e da commentatore sia nella tradizione letteraria sia in quella esegetica. Infine, già a partire dalla campionatura proposta in questo studio, la questione della provenienza delle fonti citate nelle "Rime platoniche" offre anche un valido contributo per definire con maggior precisione il periodo di composizione del canzoniere, sul quale, in base a dati sparsi, mancava ancora un’ipotesi più circostanziata e coerente

    Tra edizione a stampa e materiali autografi: i canzonieri di Celso Cittadini

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    Il saggio intende impostare dal punto di vista filologico e interpretativo le questioni relative alla produzione lirica di Celso Cittadini (Roma 1553-Siena 1627), consistente in due canzonieri autocommentati, "Rime platoniche" e "Gli Ardori", l’uno edito nel 1585 e l’altro inedito. Il peculiare interesse dell’edizione delle "Rime platoniche" investe l’ambito sia della bibliografia testuale sia della filologia dei testi a stampa e d’autore, soprattutto alla luce dell’esistenza di un esemplare contenente correzioni e postille autografe manoscritte, la cui analisi (relativa ai cambiamenti strutturali e alle varianti formali e sostanziali, immediate e tardive) viene proposta qui per la prima volta. Degli "Ardori", invece, si presenta lo stato attuale delle conoscenze a partire dalle relazioni compositive e cronologiche con il canzoniere edito
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