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Precision farming opportunità e prospettive
Vengono brevemente descritte le opportunità nel settore del macchine per l'agricoltura di precision
A GIS-Based Territorial Model for Energy Balance Evaluation of Corn-to-Ethanol Process: an Italian Case Study.
A territorial analysis was carried out to provide the main elements of agricultural land use planning for a bioethanol production chain. A model was developed at a regional level in a GIS environment where the land use map of Emilia-Romagna was integrated with alphanumerical data on the energy inputs and outputs related to corn production.
A simulation was done converting part of the areas previously cultivated with sugar beet and vacated by the sugar industry sector reorganization to the cultivation of corn for bioethanol production. Data allows to foresee the location of two ethanol plants in the Emilia-Romagna region. An energy analysis was carried out on a territorial base to highlight the energy expense due to corn production, transportation and processing into ethanol. Energy balances were calculated for each single supply area as the ratio of output/input, considering coproducts energy credit as part of the energy output. Energy balances vary in a small range of 1.15443 - 1.16576 according to supply areas and corn yields
Technical and economic evaluation of mechanical grape harvesting in flat and hill vineyards
Italy is a major grape producer, but further growth of the sector requires a reduction in production costs,
which is in part obtainable with wider use of mechanical harvesting. Emilia-Romagna is one of the principal regions of
Italian grape production, with around 30% of its wine-growing areas located on hills. The aim of this study was to conduct
an analysis of grape harvesting by comparing the performances and costs of two mechanical harvesting systems: one
with a self-propelled harvester and the other with a tractor-drawn harvester (trailed machine). Harvesting trials were
conducted in two typical conditions of Emilia-Romagna: a vineyard in a flat area with Vitis vinifera L. cv. Trebbiano Romagnolo,
and a vineyard in the hills with cv. Sangiovese. The cost of mechanical harvesting in these two vineyards was
compared with that of manual harvesting and with the cost of machine rental, analyzing the cost-effectiveness by varying
the labor costs and value of the harvested grapes. The technical and economic evaluation indicated that the two trial conditions
affected the operating parameters of the harvesters, and the most important element of the costs is the indirect
costs due to harvest losses. The material capacity of the self-propelled harvester was 45% more in the flat vineyard and
40% more in the hill vineyard than that of the trailed harvester. The system with the self-propelled harvester has fewer
losses but is only cost-effective on large areas (45 and 51 ha). Considering the total harvesting cost in reference to unit
yield, the values range from 40 to 45 € Mg-1 in the flat vineyard and from 50 to 60 € Mg-1 in the hill vineyard. Compared
to manual harvesting, the break-even point of the trailed harvester is reached on areas of 7 to 8 ha, while an area of 12 to
14 ha is necessary for the self-propelled harvester. Compared to machine rental, the break-even point for purchasing a
machine increases to 18 and 23 ha for the trailed harvester and to 27 and 30 ha for the self-propelled harvester in hill and
flat vineyards, respectively
Raccolta meccanica della canna comune (Arundo donax L.) a destinazione energetica, cantieri a confronto
Diversi studi evidenziano il ruolo delle colture dedicate nel rifornimento di biomassa ligno-cellulosica soprattutto per la produzione di biocarburanti di seconda generazione e per la produzione di calore ed elettricità. La coltura dell’Arundo (Arundo donax L.) è particolarmente interessante per le aree centro-settentrionali dell’Italia in relazione alle sue elevate rese e alle basse esigenze relativamente alle caratteristiche del suolo e alla richiesta di elementi nutritivi. La raccolta meccanica di tale coltura presenta alcune criticità legate soprattutto alla dimensione e resistenza al taglio dei culmi che richiedono la progettazione e messa a punto di macchine dedicate. In questo studio sono state valutate le prestazioni e i costi di esercizio di un prototipo sviluppato in collaborazione con un’azienda costruttrice. Sono stati confrontati due sistemi di raccolta, il primo, a cantieri separati, che prevede due passaggi (taglio-sfibratura e imballatura) il secondo, a cantieri riuniti, che effettua in un unico passaggio tutte le operazioni. I sistemi proposti consentono di imballare la biomassa raccolta riducendo i costi legati alla movimentazione e stoccaggio del prodotto. Considerando il numero di ettari che possono essere raccolti dal prototipo(123 ha per il sistema a un passaggio e 180 ha per il sistema con due passaggi) e il costo totale dell’operazione (11,6 e 10,5 € Mg–1) rispettivamente per la raccolta con un solo passaggio e per quella in due fasi) il sistema rappresenta una soluzione efficace per aree non eccessivamente estese ed è quindi adatto per situazioni come quelle dell’Italia settentrionale caratterizzate da dimensioni medie aziendali di poco superiori a dieci ettar
Multi-Criteria Analysis of Suitability for Energy Crops under Structural and Environmental Constraints: A Case Study in a Northeastern Italian Region
This article assesses the potential of introducing energy crops for the biofuel chain in rural areas based on a land suitability analysis. The most suitable areas for cultivation of energy crops were evaluated using a geographic information system (GIS) based on a cartographic database merged with pedoclimatic and structural factors. The land evaluation model was integrated into a multi-criteria framework for classifying the land on the basis of pedoclimatic and structural opportunities and constraints in a multidisciplinary approach. The model was applied to a case study in the province of Ferrara, northeastern Italy, considering three crops (sunflower, rapeseed, and soybean) for the production of biofuels as an alternative to traditional crops. The results indicated that, while the structural factors (farm size, mechanization level, and road network) presented intermediate and severe limitations in most of the territory, the agronomic and pedoclimatic factors showed no limiting values for the crops. The matching of pedoclimatic and structural factors determined that the most suitable crop was sunflower, with more than half of the area (55.3%) very suitable, while soybean was the crop most penalized by pedoclimatic factors
Analisi territoriale per la valutazione di idoneità alla coltivazione della patata in Emilia Romagna.
Le metodologie ispirate alla land evaluation, che prevedono l’uso di informazioni georeferenziate (meteorologiche, pedologiche, ecc.) consentono di analizzare le caratteristiche ambientali, confrontarle con un uso specifico del suolo ed individuare tipo e grado di vocazionalità del territorio per quella specifica utilizzazione.
Scopo di questo lavoro è valutare la vocazionalità territoriale di alcune aree geografiche della Regione Emilia Romagna. A tal fine é stata condotta un’analisi territoriale integrando, in ambiente GIS, le caratteristiche e l’uso dei suoli con le esigenze colturali. I risultati permettono di confrontare l’attuale distribuzione della coltura con le potenzialità territoriali delle aree considerate
Analisi delle potenzialità energetiche delle biomasse vegetali: un modello territoriale per la filiera biogas.
Il processo che comprende la produzione, raccolta, trasporto e trasformazione della biomassa in energia (elettrica e termica), coinvolge un gran numero di decisioni finalizzate alla selezione della filiera più efficiente.
In quest’ottica l’analisi deve essere effettuata a diversi livelli di scala: di filiera e aziendale.
Per l’analisi di filiera, possono essere individuate alcune applicazioni che utilizzano sistemi GIS per la localizzazione degli impianti ed il dimensionamento del bacino di approvvigionamento, in funzione anche degli specifici contesti agricoli in cui gli impianti si inseriscono.
Il lavoro si propone, attraverso un’analisi territoriale, di fornire i primi elementi per la programmazione e gestione dell’uso agricolo a livello regionale, nell’ambito di una filiera per la produzione di biogas.
E’ stato sviluppato un modello in ambiente GIS dove, sulla base cartografica regionale dell’Emilia-Romagna, è stata simulata una coltivazione di mais da destinare all’alimentazione mista, insilato di mais/reflui zootecnici, di impianti per la produzione di biogas.
Ipotizzando la localizzazione di alcuni impianti sul territorio regionale, sono stati delimitati i bacini di approvvigionamento della materia prima ed è stato effettuato il calcolo del bilancio energetico dell’intero processo, evidenziando le differenze tra le diverse ipotesi di impianto
Strategie di impiego dei cantieri per la raccolta della patata
In Italia la meccanizzazione della raccolta della patata è stata caratterizzata da un lento ma continuo sviluppo. Le scava-raccoglitrici monofila, con selezione manuale della terra e delle impurità, è la tipologia di macchina che più si è affermata soprattutto nei terreni argillosi che caratterizzano molte aree produttive del Paese. In questi terreni, infatti, si verifica inevitabilmente la salita sul nastro di raccolta di una quantità di terreno in zolle che deve essere smaltito dai sistemi di pulizia della macchina e da operatori che eseguono la selezione a bordo. L’interesse per gli aspetti qualitativi del prodotto ha favorito in generale l’introduzione di accorgimenti meccanici volti a ridurre i rischi di danneggiamento come: il rivestimento di gomma delle parti metalliche dei nastri; la riduzione delle altezze di caduta dei tuberi; la possibilità di regolare in continuo la velocità di rotazione dei nastri, per adeguare il flusso del prodotto alla velocità di avanzamento. Accanto a questi accorgimenti di carattere costruttivo sono fondamentali, soprattutto in terreni argillosi, strategie operative come l’irrigazione in pre-raccolta, per ridurre il rischio di impatto tra zolle dure e tuberi, e il disseccamento della parte aerea, per favorire l’ispessimento dell’epidermide al fine di ridurre i danni da spellatura
L'automazione nel primo anello della catena delle conserve: la raccolta.
La necessità dell’introduzione dell’automazione nell’industria agroalimentare nasce da alcune considerazioni generali.
Il settore ortofrutticolo in Italia riveste un ruolo di primo piano (la produzione, localizzata su meno del 10% della SAU, contribuisce a formare circa il 30% della PLV agricola).
La progressiva globalizzazione dei mercati porta a una sempre più marcata concorrenza internazionale e la competizione è basata prevalentemente sull’equilibrio dei prezzi e della qualità dei prodotti.
La fase di raccolta delle colture destinate alla trasformazione industriale deve confrontarsi con problemi di carattere operativo e socio-economico che possono trovare nell’automazione una risposta.
Un sistema di controllo automatico può operare in modo più preciso e regolare rispetto ad un operatore e portare ad un aumento della qualità e dell’uniformità del prodotto raccolto, con un conseguente aumento del valore di mercato
Vengono presentate alcune applicazioni dell’automazione delle fasi agricole, con particolare riferimento alle operazioni di raccolta
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